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Roma, Mancini: “Ranieri mi odiava da avversario, con De Rossi ho migliorato il mio carattere”.

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Roma

Roma-Mancini: intervistato ai microfoni di TVPlay, il capitano giallorosso, ha parlato della stagione della Roma e dei suoi 2 allenatori. Ecco le sue parole.

 

Intervistato ai microfoni di TVPlay, Gianluca Mancini ha parlato della stagione della sua Roma e del ritrovato ottimismo portato dall’arrivo in panchina di Claudio Ranieri. Il difensore giallorosso ha anche commentato il suo rapporto con il precedente allenatore, Daniele De Rossi.

 

A De Rossi stavi antipatico, poi ha detto che sei un ragazzo eccezionale
“C’è un aneddoto: quando De Rossi arriva il primo giorno a Trigoria, lo saluto e noto che un suo collaboratore mi saluta in maniera un po’ strana, penso: Che succede? Dopo un po’ di giorni dice: Guarda, io non ti supportoL’anno scorso se ti vedevo per Roma, ti avrei messo sotto con la macchina. Risposi: Guarda, io in campo sono così, a volte mi riguardo alle partite e infatti, sto cercando di migliorare questo aspetto mio. Dopo una settimana venne e disse: Ho sbagliato  tutto su di te, sei un ragazzo eccezionale. Ma non mi voglio fare complimenti, in campo ci trasformiamo”.

Su Ranieri.
“Anche ora, io non conoscevo Ranieri dato che non mi aveva mai allenato. Mi ha detto: Io in campo da avversario ti odiavo, ma adesso sei con me“.

Sul suo miglioramento. 
“La mia è stata un’evoluzione: prendevo tanti cartellini, protestavo tanto senza senso. Questo ti condizione anche in partita, perché perdi lucidità. A volte, era deleterio per me stesso. Il tutto è partito con De Rossi, ora cerco di stare concentrato. Non so se rendo di più, ma prendo meno cartellini e sto dando meno fastidio agli arbitri. Si tratta di una questione di età e di tante cose”.

Non hai avuto tante espulsioni.
“Non prendo troppe espulsioni, perché di entrate brutte non ne faccio. In Coppa Italia, con Orsato, sbagliai tanto e presi tre giornate di squalifica, perché ho esagerato. Gli chiesi scusa in quell’occasione”.

Un possibile futuro da centrocampista?
Nelle giovanili ho sempre giocato centrocampista. Mister Fonseca mi mise in quella posizione per 5 partite, ma era un’emergenza totale. Un ruolo che ho ricoperto da ragazzino, ma a questi livelli non sarei capace di farlo con tanta continuità”.

Saresti capace anche di giocare da centrale in una difesa a 4, non solo da braccetto.
“Ho fatto tante volte il braccetto e, quindi, agli occhi della gente e agli addetti ai lavori ti vai a collocare in quella posizione. Con il mister anche ho giocato da centrale, io mi trovo bene. Con la difesa a 4 ho giocato con Mourinho i primi mesi e con De Rossi. Avendo ricoperto più ruoli, dal centrocampista al centrale di difesa, a volte addirittura ho giocato anche terzino destro, non è un problema. Fa tutto parte del bagaglio tecnico dei calciatori. Con la difesa a tre mi trovo a mio agio, da terzo magari trovi in una partita l’esterno veloce: quindi, devi cambiare l’impostazione del difendere rispetto a fare il centrale contro attaccanti grossi fisicamente. Certo è che, gli scontri fisici sono il mio pane quotidiano, faccio meno fatica rispetto a essere puntato sulla fascia”.

Hummels?
“Hummels mi sta aiutando. Avere campioni come lui è qualcosa che aiuta sia a livello di campo, ma osservi anche nel quotidiano ciò che fa. A 36 anni, se giochi ancora a questi livellivuol dire che sei un super professionista. Vorrei che anche io a 36 anni possa giocare ai suoi livelli, perciò lo studio. In campo, ci parliamo tanto. Su Kulusevski ha fatto un intervento bellissimo in scivolata e si rialzò come niente fosse. Io gli dissi che era un pazzo, perché a me avrebbero dato 7 rossi (ride ndr)”.

L’espulsione a Bilbao?
Per me non era da espulsione, dal campo. Era fallo e giallo. Quando l’attaccante sbaglia un gol, ha l’opportunità di farne un altro. Mentre il difensore o il portiere se commettono un errore deve sperare che non succeda nulla di grave”. 

La Nazionale?
“Mister Spalletti mi ha portato all’Europeo, mi ha convocato spesso l’anno scorso. Sono grato al mister, per la possibilità di stare in Nazionale. Purtroppo l’Europeo non è andato bene, ce lo porteremo avanti tutti. Mi ha fatto giocare contro la Svizzera, sarò sempre grato a lui. Le porte della Nazionale sono sempre aperte, ci ha detto. Cerco di giocare bene per essere nuovamente convocato, ma il ct prende le sue decisioni. La Nazionale è il sogno di ogni bambino, quando chiama devi essere pronto. E se non arriva la convocazione, io farò il tifo come sempre”.

Accetteresti la panchina?
Penso che c’è un allenatore che decide, c’è la settimana, ci sono gli allenamenti e se un allenatore decide di non farti giocare dopo una, due o tre volte mi faccio delle domande. Se mi sto allenando bene, se sto sbagliando qualcosa, vado a parlare con l’allenatore. Non esiste che giochi e basta, ci sono mille cose in una partita. Si fa parte di una rosa di 25 giocatori, non esiste l’io. Esiste il noi. Giusto arrabbiarsi da parte di chi non gioca, ma deve essere un modo per dare di più in quei 10-15 minuti quando entri in campo per far cambiare idea al mister. Questo è quello che stiamo dimostrando. Se si è contanti di non giocare, non puoi fare questo mestiere, però, non esiste l’io. Mi darebbe fastidio avere un compagno che pensa a se stesso, piuttosto che alla squadra. Devi allenarti al massimo, ogni allenatore ha le sue idee. De Rossi, mi sembra, disse: Questa è la prima formazione della stagione, ma non sarà sempre questa. Una stagione è fatta di momenti, tutti devono essere partecipi: poi, certo, ci sarà chi gioca di più, chi di meno. L’importanza è la stessa per tutti: le partite si vincono grazie a tante cose”.

Svilar?
“Rui Patricio era un portiere forte, titolare della nazionale portoghese e campione d’Europa. E quando avevamo in allenamento da una parte Rui e dall’altra Svilar, avevamo due portieri forti. Se parli con Mile, ti dice che per lui Rui è stato molto importante. Svilar è molto forte, trasmette sicurezza, parla. Il ruolo del portiere è cambiato nel calcio di oggi”.

ll nuovo allenatore: meglio giochista o gestore?
“Per me l’allenatore è importante. Il calcio è cambiato e questa figura è importantissima. Un tempo una squadra più piccola veniva a Roma a giocare in modo differente, mentre ora se la giocano tutte. Io cerco di fare al massimo ciò che mi dice e seguo alla lettera le indicazioni del mister. Se un allenatore mi dice di dare una testata al muro, io lo faccio. Non ho preferenze sull’allenatore, ogni mister ha la sua idea. Magari tra 10-15 anni saprò dare una risposta. Sono stato fortunato nella mia carriera, ne ho avuti tanti bravi compreso Fonseca, oltre a Gasperini, Mourinho, Ranieri e De Rossi. Ad esempio, con De Rossi facevamo 40 minuti di uscite dal basso in rifinitura. Con Mourinho la fase difensiva era maniacale prima della partita”.

Il calore della piazza?
Roma è una piazza calorosa, passionale e vive di questo club tutti i giorni. La gente ti carica. A Bergamo non sono così calorosi come qua. Questo ti dà delle aspettative maggiori, scendi in campo anche per loro. A Villa Stuart, quando sono arrivato, non c’era nessuno. Ma vedere le scene dei compagni quando arrivano a Fiumicino, con tutta quella gente, è bellissimo”

Un’esperienza all’estero?
Se dovessi scegliere un paese dove giocare all’estero direi l’Inghilterra, la Premier è un campionato affascinante. Giocare in Italia è bellissimo per gli stadi, ci sono molti stadi passionali. Sono abituato all’Olimpico e ogni domenica sembra giocare una finale”.

Cosa sceglieresti tra segnare il gol qualificazione in Champions League o il gol vittoria della Conference League?
“Vado in Champions”.

La tua top 11?
“La mia top 11 al mondo, senza giocatori della Roma. Innanzitutto, scelgo il 4-3-3. Donnarumma a porta; Arnold terzino destro; Rudiger e Van Dijk i centrali; a sinistra Nuno Mendes del PSG; a centrocampo il play è Modric, Tonali e Musiala mezzali. Davanti scelgo: Rodrygo, Mbappé e al centro Haaland“.

Roma-Juventus

IGOR TUDOR E CLAUDIO RANIERI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Serie A

Fiorentina-Cagliari, le probabili formazioni e dove vederla

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Domani alle ore 18:00 allo stadio Artemio Franchi di Frenze, si affronteranno FiorentinaCagliari. Scopriamo le probabili scelte di formazione dei due allenatori.

La squadra di casa sembra che stia riuscendo finalmente ad uscire dalla forte crisi della prima parte di stagione. 3 vittorie 2 pareggi e 1 sconfitta nelle ultime 5 partite.

L’addio del presidente Rocco Commisso ha dato un’ulteriore carica emotiva alla Viola, che vuole lottare fino all’ultimo nel nome di un uomo che ha dato molto alla Fiorentina e alla città di Firenze.

Dall’altra parte arriva il Cagliari di Pisacane, squadra che nell’ultimo turno a battuto 1-0 la Juventus di Spalletti, dimostrando di avere grande carattere e qualità.

Nonostante le due squadre stiano attraversando un periodo positivo, la classifica ci dice che questo sarà a tutti gli effetti uno scontro diretto per la salvezza.

Fiorentina-Cagliari

Qui Fiorentina

Per questa partita Vanoli dovrà fare a meno unicamente dell’infortunato Parisi, oltre che all’ormai solito Lamptey. Il tecnico dovrebbe riproporre la sua difesa a 4, con Comuzzo e Pongracic come coppia di centrali.

In mezzo al campo c’è un ballottaggio tra Ndour e Brescianini per completare il terzetto con Mandragora e Fagioli. In avanti dovrebbe partire Piccoli, con Kean che si accomoda in panchina pronto e a dare una mano a partita in corso.

Infine si giocano un posto da titolari sull’esterno i due nuovi arrivi, Salomon ed Harrison, con l’israeliano che sembra essere in vantaggio.

Fiorentina-Cagliari

MOISE KEAN IN AZIONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Qui Cagliari

Pisacane invece dovrà fare a meno degli ormai soliti noti infortunati Folorunsho, Deiola, Felici e Belotti. La difesa sarà a 4 con i super titolari: Palestra, Mina, Luperto, Oberto.

In mezzo al campo c’è un ballottaggio tra Prati e il nuovo arrivato Sulemana. Il grande dubbio per il tecnico però riguarda il centravanti, con Kilicsoy che sembrerebbe essere in vantaggio per una maglia da titolare al posto di Borrelli.

Fiorentina-Cagliari, le probabili formazioni

Fiorentina (4-3-3): De Gea, Dodò, Comuzzo, Pongracic, Gosens, Fagioli, Mandragora, Ndour, Salomon, Piccoli, Gudmundsson. All. Vanoli

Cagliari (4-3-3): Caprile, Palestra, Mina, Luperto, Obert, Adopo, Prati, Mazzitelli, Gaetano, Kilicsoy, Esposito. All. Pisacane

Fiorentina-Cagliari, dove vederla

Fiorentina-Cagliari andrà in onda sabato alle 18:00 in esclusiva su DAZN.

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Serie A

Cheddira, Bartocci: “Walid è una garanzia. A Lecce suoi gol per la salvezza”

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Cheddira, nuovo attaccante del Lecce, è pronto a prendere il posto da titolare come punta dei giallorossi al posto di Stulic e Camarda.

Cheddira
 

Cheddira, parla Bartocci

Dalle Marche il giornalista Bartocci su Cheddira: “Walid è una garanzia. A Lecce suoi gol per la salvezza”

Il giovane giornalista marchigiano Daniele Bartocci, residente a Loreto (Ancona) città natale di Walid Cheddira, di recente ospite al Processo di Biscardi e Radio Radio, è intervenuto in queste ore sull’approdo dell’attaccante marocchino al Lecce, esprimendo parole di grande stima verso il bomber cresciuto calcisticamente nel settore giovanile del Loreto Calcio, nella Regione Marche.

Bartocci, che durante i Mondiali Qatar 2022 gli aveva perfino dedicato la celebre “Pizza Walid Cheddira” sulla Riviera del Conero, divenuta virale e ripresa perfino dal Tg1, sottolinea il valore umano e tecnico dell’attaccante: “Conosco bene le qualità e la fame di Walid. È un ragazzo che non molla mai, uno che si è costruito tutto con sacrificio e sudore. A Lecce porterà gol, entusiasmo e identità. È una garanzia. E con mister Di Francesco può fare il grande salto”.

Il giornalista lauretano ribadisce come l’attaccante rappresenti un profilo ideale per il calcio leccese in chiave salvezza: “Ha radici forti, ha carattere e ha dimostrato di sapersi esaltare nelle piazze calorose. Sono certo che a Lecce potrà lasciare il segno”.

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Serie A

Como-Torino, le probabili formazioni e dove vederla

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Como-Torino è una dei match valevoli per la 22⁰ giornata di Serie A. Scopriamo insieme le probabili formazioni delle due formazioni.

Il Como si trova al 6⁰ posto in classifica con 37 punti, a 2 punti dalla Juventus al 5⁰ posto e a -5 dalla Roma in zona Champions League. Una vittoria contro il Torino potrebbe far guadagnare del terreno, specialmente se consideriamo gli scontri Roma-Milan e Juventus-Napoli di questa giornata.

L’obiettivo dei granata è quello di allontanarsi ancora di più dalla zona retrocessione. 14⁰ posto a 23 punti, con la possibilità di poter superare almeno una tra Parma, Sassuolo e Cremonese in classifica.

Como-Torino

L’ESULTANZA DI BATURINA E NICO PAZ DOPO IL GOL ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Qui Como

Ancora assenti Morata, Diao, Addai e Goldaniga. L’unico cambio effettivo risulterebbe essere Moreno dal primo minuto al posto di Valle. Confermato Baturina falso nueve, con Paz e Rodriguez alle sue spalle.

Qui Torino

Rispetto all’ultimo match di campionato contro la Roma, la squadra di Marco Baroni probabilmente scenderà in campo con Pedersen al posto di Aboukhlal e con Casadei al posto di Gineitis. Ballottaggio tra Ngonge e Simeone, che vede il belga favorito.

Le probabili formazioni di Como-Torino

COMO (4-3-2-1): Butez; Smolcic, Ramon, Diego Carlos, Moreno; Perrone, Da Cunha, Caqueret; Nico Paz, Rodriguez; Baturina. All. Fabregas

TORINO (3-5-2): Paleari; Ismajli, Maripan, Coco; Pedersen, Casadei, Ilkhan, Vlasic, Lazaro; Ngonge, Adams. All. Baroni

Como-Torino, dove vederla?

La partita tra Como e Torino verrà trasmessa in esclusiva da DAZN: per vederla in tv bisognerà scaricare l’app di DAZN su una smart tv compatibile o su console Playstation o XBox, oppure utilizzare dispositivi come Amazon Firestick e Google Chromecast, o TIMVISION Box.

 

Per gli abbonati a Sky che hanno sottoscritto l’abbonamento ‘Zona DAZN‘ la gara sarà visibile anche in tv sul canale 214 di Sky.

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