Serie A
Roma, Florenzi torna sull’addio: “Immaginavo un percorso alla Totti. Me lo hanno impedito”
L’ex calciatore di Roma e Milan Alessandro Florenzi racconta alcuni aneddoti della sua carriera al podcast The BSMT by Gianluca Gazzoli.
Un addio dalla propria squadra del cuore mai veramente superato. È questo che trapela dalle recenti parole di Alessandro Florenzi riguardo alla separazione dalla sua Roma. L’ex terzino giallorosso, ma anche di Milan, PSG e Valencia, è stato ospite del podcast Youtube The BSMT by Gianluca Gazzoli. Il classe 1991 ha raccontato vari passaggi della sua carriera, tra cui lo scudetto vinto in rossonero, ma anche il rimpianto di essere andato via dalla Capitale. Di seguito i passaggi della sua intervista.
Florenzi e il suo rapporto con la Roma
Capitano dopo Totti e De Rossi.
Come divento capitano? Semplicemente perché Totti e De Rossi salutano. Era già capitato che l’avessi fatto, ma è sempre una grande responsabilità. Roma è talmente passionale che ti travolge. Francesco e Daniele non hanno avuto una vita. Non potevano uscire di casa, io andavo tranquillamente in giro. Oltre a Francesco, non ho mai visto nella mia carriera un giocatore superiore ad un club”.
Goal al Barcellona.
“Mi ricordo tutto. Ho capito che stava succedendo qualcosa di strano perché il portiere ha iniziato a correre. Nel video si vede che alzo due-tre volte la testa, perché c’è Dzeko che va in profondità seguito da due difensori. Ma se gliela do che ci fa? Vedo il portiere fuori e penso “senti, io tiro. Se va male ci ho provato”.
Faccio questa roba, su cui ci sono due aneddoti. La prima è la reazione, mi metto le mani in faccia perché non so cosa fare. Quella è la sera del concepimento di mia figlia. È incredibile: entusiasmo alle stelle e concepisco mia figlia. C’erano tutti i pianeti allineati. Il giorno dopo facciamo defaticamento. Facevamo una corsetta attorno al campo e c’è un pallone nello stesso punto. Tutti mi guardano, io tiro e non sono nemmeno arrivato al limite dell’area. Siamo scoppiati a ridere e da lì hanno iniziato a prendermi in giro.”
Piazza complicata.
Non lo so, ma se riescono ad escludere Totti e De Rossi per questo motivo, figuriamoci Florenzi, con tutto il rispetto per me stesso. Ho capito che dovevo andare via quando il mio procuratore mi ha fatto notare che andavo contro un muro. Mi è dispiaciuto tanto, perché la mia idea era fare un percorso alla Giannini, Totti, De Rossi. A noi romanisti ci piace vincere, ma ci piace di più l’attaccamento, perché non siamo abituati a vincere, non siamo il Real Madrid. Quando al tifoso romanista togli anche quello è un problema, è come se mancasse qualcosa”.

LA CURVA SUD I TIFOSI DELLA ROMA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Addio.
“Secondo me i tifosi non l’hanno vissuta bene, perché alcuni di loro hanno una realtà distorta, che alcune persone gli hanno messo in testa anche attraverso i giornali, che dicevano che ero io a volermene andare. Dopo Valencia, prima di andare al PSG, resto fuori rosa alla Roma. In panchina c’era Mourinho, che mi ha chiamato per chiedermi perché non partivo con la squadra.
Io gli ho risposto che doveva dirmelo lui, ma mi ha ribadito che in società gli avevano detto che avevo litigato con tutti. “Io non sono un pirla, sono andato a chiedere e tutti parlano bene di te”. In quella stagione, da fuori rosa alla Roma sono finito a giocare al PSG. Secondo me Mourinho mi voleva nuovamente in rosa, ma qualcun altro lo ha impedito.”
Florenzi e l’avventura al Milan
Ibrahimovic.
“Ti innalza in tutti i settori. Mentale, fisico, tecnico. Se sbagliavi un passaggio era finita. Ti racconto questa cosa. Penso di aver conquistato Zlatan perché lui vive di competizione e mi fa un assist di tacco in allenamento e mi guarda. Gli faccio “che mi guardi?”. “Eh non hai visto che assist che ti ho fatto”. Scherzosamente ho risposto “eh capirai li ricevo tutti i giorni”. È impazzito e da lì è nata una sfida.
Con Zlatan ho vinto lo Scudetto, quindi la sfida l’ha vinta lui. Quando parlava in spogliatoio era pesante, anche da dirigente. Quando doveva entrare in gamba tesa, lo faceva. Devi essere bravo a recepirlo. Alcuni giovani fanno fatica. L’anno dello Scudetto c’era un mix. Io, Kjaer, Zlatan, Giroud da una parte, dall’altra Leao, Theo, Calabria. Il gruppo si crea con un mix tra giovani e vecchi che riescono ad incastrarsi.”
Ruolo all’interno dello spogliatoio del Milan.

“Capisci che la tua parola vale quando gli altri ti guardano in modo diverso. Quando lo capisci, fai di tutto per fargli arrivare il concetto che vuoi. Ad esempio se uno non gioca, vai a spiegargli che deve allenarsi meglio, facendogli capire che è giusto arrabbiarsi, ma la rabbia va portata in campo, nella prestazione”.
Ultima stagione.
“Ho la sensazione di sentire quando c’è qualcosa e nell’anno dello Scudetto lo sentivo. Lo scorso anno non ho sentito niente. Infatti siamo arrivati noni, cambio di allenatore su cambio di allenatore.”
Serie A
Bologna, ufficiale: ecco Sohm dalla Fiorentina
Nuovo acquisto ufficiale del Bologna. I rossoblù si assicurano l’arrivo di Simon Sohm dalla Fiorentina con la formula del prestito con diritto di riscatto.
Si completa ufficialmente lo scambio di centrocampisti tra Bologna e Fiorentina. Dopo l’ufficialità di Giovanni Fabbian, approdato al club toscano, è arrivata anche quella di Simon Sohm ai rossoblù. Il centrocampista svizzero ex Parma arriva alla formazione emiliana in prestito con diritto di riscatto. Sohm è il secondo rinforzo ufficiale dei felsinei in questo mercato di gennaio, dopo l’arrivo del difensore Elvin Helland.
Bologna, il comunicato del club

Il Bologna FC 1909 comunica di aver acquisito dall’ACF Fiorentina il diritto alle prestazioni sportive del centrocampista Simon Sohm a titolo temporaneo fino al 30 giugno 2026 con opzione per l’acquisizione definitiva.
Serie A
Milan, verso Roma: a rischio la presenza di Saelemaekers
Il Milan si prepara verso lo scontro diretto contro la Roma. A rischio la presenza del grande ex della sfida, Alexis Saelemaekers: il belga continua a non allenarsi in gruppo.
Prosegue la preparazione rossonera a Milanello verso il big match di domenica sera sul campo della Roma. Il Milan si prepara ad affrontare i giallorossi nella 22° giornata di Serie A, in un match chiave in ottica Champions League. In questi giorni Massimiliano Allegri deve fare i conti con un importante defezione, quella di Alexis Saelemaekers. L’esterno belga, decisivo con l’assist per il gol di Fullkrug nell’ultima vittoria contro il Lecce, ha accusato un risentimento all’adduttore sinistro nel finale di gara contro i pugliesi.
Milan, allerta Saelemaekers: chi lo potrebbe sostituire?

MASSIMILIANO ALLEGRI AMAREGGIATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Un problema che preoccupa non poco il tecnico rossonero. A 3 giorni dal big match dell’Olimpico, Sky Sport riporta che Saelemaekers non ha ancora ripreso ad allenarsi in gruppo. Il belga rischia dunque di saltare la gara di ritorno contro la Roma, ex squadra in cui ha militato nella scorsa stagione. Anche nella giornata di oggi il numero 56 rossonero ha svolto solo un lavoro personalizzato. Da capire, se venisse confermato il suo forfait, come intenda sostituirlo Allegri.
Se si deciderà di non stravolgere i piani, proseguendo con il consueto 3-5-2, toccherebbe al giovane Zachary Athekame prendere posto sulla fascia destra. Ma occhio anche all’ipotesi del passaggio al 4-3-3: modulo sicuramente più spregiudicato, ma già visto in campo per alcuni tratti delle partite contro Genoa e Como. In caso di tridente sarebbe il centravanti Nicklas Fullkrug a prendere posto nell’11 rossonero, con Leao e Pulisic pronti a tornare nel vecchio ruolo di esterni offensivi.
Serie A
Inter, caso Barella? Prestazioni opache e atteggiamento non da leader
Il centrocampista dell’Inter Nicolò Barella nell’ultimo periodo non sta registrando delle prestazioni all’altezza del suo livello ed in campo mostra un atteggiamento nervoso e poco razionale.
Una delle note meno positive di questa nuova Inter di Chivu sono le prestazioni di Nicolò Barella. Nelle ultime partite non sta brillando come al suo solito, ma quello che colpisce è un atteggiamento che non ci si aspetta da un giocatore del suo spessore.
Nella sfida contro l’Arsenal in più di un’occasione ha sbracciato vistosamente all’errore del compagno. Nella discesa palla al piede di Sucic, che ha portato poi ad un tiro di Thuram sull’esterno della rete, quello che ha colpito è stata la reazione rabbiosa ed impulsiva del centrocampista sardo, non servito dal compagno di reparto.
Inoltre, spesso e volentieri non si tira indietro dal correggere ad ampi gesti, errori tecnici o di posizionamento del brasiliano Luis Henrique, giocatore che milita nella sua zona di campo e con la quale si trova spesso a dover dialogare.
La sua vivacità e la sua “garra” sono sicuramente componenti fondamentali del suo carattere, che hanno contribuito a farlo diventare il grande giocatore che è oggi.
Questi atteggiamenti plateali in campo però, tipici di un Barella più immaturo, non sono consoni per un giocatore del suo spessore e della sua esperienza.
Il centrocampista della Nazionale infatti, oltre che ad essere una colonna dell’Italia, è anche un pilastro della sua Inter, nonché uno dei possibili capitani in assenza di Lautaro Martinez.
Questi sono comportamenti magari frutto di un nervosismo momentaneo, ma che vanno sicuramente limati e migliorati.
Barella deve dunque ritrovare la sua versione migliore, che sembra ormai mancare da diverso tempo, sia da un punto di vista tecnico-tattico, ma soprattutto mentale.

LA GRINTA DI NICOLO BARELLA CHE PUNTA IL DITO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
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