Serie A
Rassegna stampa: i quotidiani del 30 maggio
Serie A
Bologna, con l’Atalanta servono risposte: la vittoria in Serie A manca da quasi 1 mese e mezzo
Il Bologna di Italiano nell’ultimo periodo ha drasticamente rallentato la sua rincorsa ad un piazzamento in Europa. Oggi c’è lo scontro diretto con l’Atalanta: vietato sbagliare.
La squadra emiliana non ha chiuso nel migliore dei modi il suo 2025, ed ha iniziato il nuovo anno sulla falsa riga di come aveva concluso quello precedente.
I rossoblu non vincono in campionato dalla sfida contro l’Udinese dello scorso 22 novembre. Da li fino ad oggi hanno collezionato 3 sconfitte contro Cremonese, Juventus e Inter e 2 pareggi con Lazio e Sassuolo.
Ciò che va a smorzare questo trend negativo sono sicuramente la vittoria con il Celta Vigo in Europa League, quella in Coppa Italia con il Parma e anche il percorso in Supercoppa.
Rimanendo sul campionato però, il Bologna ha sicuramente bisogno di una reazione immediata, se non vuole perdere particolare terreno sulla zona Europa. Quest’anno la squadra di Italiano sta affrontando una stagione da “big”, ovvero ricca di grandi impegni e con l’obiettivo di arrivare in fondo a tutte le competizioni.
In questa fase di grande stress, si stanno un pochino evidenziando quelli che sono i limiti di rosa non abituata ad annate di questo tipo. Vedremo anche se dal mercato arriverà qualche rinforzo di livello per aiutare il tecnico a raggiungere gli obiettivi preposti.

ESULTANZA BOLOGNA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Bologna, sfida d’alta quota con l’Atalanta
Questa sera alle 18:30 allo stadio Dall’Ara arriverà l’Atalanta. La squadra di Raffaele Palladino è in netta ripresa ed è reduce da un’importantissima vittoria nell’ultimo turno contro la Roma.
Anche i nerazzurri hanno l’ambizione di conquistarsi un posto in Europa e per questo la partita di oggi assume un’ulteriore importanza. Il Bologna deve riordinare le idee e tirare fuori quelle energie nascoste e quella lucidità che è mancata nelle ultime partite.
Contro l’Inter la squadra è stata tendenzialmente dominata per quasi tutti i 90 minuti, al netto di uno scossone nel finale.
Vincenzo Italiano deve dunuqe rimboccarsi le maniche e mettersi al comando della sua squadra, con l’obiettivo di tornare a vincere, possibilmente già da questa sera.
Serie A
Como, il grande centravanti lo hai già in casa
Con l’infortunio di Morata il Como sembrerebbe interessato ad acquistare un nuovo attaccante nella finestra di mercato invernale. Anastasios Douvikas non sembra però essere d’accordo.
Cesc Fabregas si sta piano piano piano convincendo del fatto che tra le mani ha un giocatore di grande livello. Arrivato a gennaio della passata stagione per circa 14 milioni dal Celta Vigo, si è ambientato praticamente subito nel nuovo campionato.
Un giocatore di cui si parla tendenzialmente poco, forse perché è stato un po’ oscurato dalla figura di Alvaro Morata, autore fin qui di una stagione negativa. Con il suo infortunio, il greco sta trovando maggiore continuità e sta mettendo in mostra tutte le sue qualità.
Fino a questo momento ha segnato ben 9 gol in 20 partite tra campionato e Coppa Italia, con una media realizzativa quasi di 1 rete ogni 2 partite.

ALVARO MORATA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Como, Douvikas un attaccante di grande spessore
Anastasios Douvikas non è più un ragazzino, essendo un classe 99′. Nel Como però sembra aver trovato la sua dimensione ideale in mezzo all’enorme qualità dei tanti giovani come Nico Paz o Jesus Rodriguez, con i quali sta sempre di più affinando la sua intesa.
Il greco è un attaccante completo: ha un grande fiuto del gol, sa segnare sia di destro che di sinistro, ha un ottimo colpo di testa e regge il duello fisico con i difensori grazie alla sua stazza importante, sa legare il gioco con la squadra ed in aggiunta sa anche battere i calci di rigore, caratteristica non più così scontata.
Il Como ha già tra le mani quello che dev’essere, o quantomeno può essere, il centravanti del presente e del futuro. Un attaccante che è arrivato in Italia lontano dai riflettori e che si sta prendendo la scena in Serie A a suon di gol e di grandi prestazioni.
Giù il cappello per Douvikas che sta trascinando la sua squadra ad un posto in Europa.
Serie A
Milan, Allegri: “Dobbiamo pensare solo a noi stessi. Domani affrontiamo un Genoa cresciuto molto. Sul rinnovo di Maignan…”
Alla vigilia di Milan-Genoa, il tecnico dei rossoneri, Massimiliano Allegri, è intervenuto in conferenza stampa per presentare il match.
Di seguito un estratto delle parole dell’allenatore del Milan in vista della sfida contro il Genoa, in programma domani alle 20:45.
Milan, le parole di Allegri
Domani Milan-Genoa coincide con la sua duecentesima panchina in rossonero e con l’esperienza da tedoforo olimpico: che significato ha?
“Il passato serve per provare a migliorare il futuro e correggere ciò che non è andato. Per quanto riguarda la fiamma olimpica sono davvero felice: sarà un’emozione e un’esperienza bellissima, ringrazio il CONI per questa opportunità. Per la partita, affrontiamo un Genoa che ha segnato in tutte le ultime dieci gare ed è cresciuto molto con De Rossi. Hanno tiratori di qualità e Colombo sta facendo molto bene, sono contento per lui perché è un ragazzo straordinario. È una gara da affrontare con grande rispetto. I risultati di ieri hanno alzato la quota Champions intorno ai 74 punti”.
Un commento su Modric e sulla situazione di Maignan?
“Per quanto riguarda Mike, la società sta lavorando per il futuro del Milan. Ci sono tanti ottimi giocatori e il club sta costruendo un progetto importante, ma la cosa fondamentale è arrivare tra le prime quattro. Modric non è una sorpresa dal punto di vista tecnico: ciò che colpisce è la passione che mette nel lavoro e l’umiltà con cui si presenta ogni giorno. Quando sbaglia un passaggio si arrabbia con sé stesso e chiede scusa. Contro il Cagliari ha mancato di un metro un passaggio difficile per mandare Loftus-Cheek in porta. È un esempio per i più giovani. Le qualità tecniche gliele ha date madre natura, ma la differenza la fanno la passione e l’amore per questo sport. Oggi ci sono molte distrazioni, per questo è importante avere giocatori concentrati sugli obiettivi”.
Anche la Juventus può rientrare nella corsa scudetto?
“La Juventus ha concluso il girone d’andata. La quota scudetto penso sia tra gli 86 e gli 88 punti, dipende da come si chiude la prima parte di stagione. Chi è a 36 deve fare circa 50 punti nel ritorno, e la Juve ha la forza per riuscirci. Con Spalletti ha cambiato marcia in termini di risultati e prestazioni. Noi dobbiamo pensare a noi stessi e al nostro obiettivo: arrivare a marzo nelle prime quattro o comunque a ridosso. I risultati dimostrano quanto sia complicato. Servono equilibrio, piedi per terra e serietà in ogni partita. Tutte iniziano 0-0, non abbiamo vantaggi solo perché siamo il Milan”.
C’è ancora un confronto possibile con i Milan del passato?
“Quando si parla delle vecchie squadre si tende sempre a dire che fossero più forti, ma il confronto va fatto con i giocatori attuali. Questo Milan è una squadra forte, con valori morali importanti. Tutti hanno un obiettivo chiaro: ottenere il massimo dalle proprie potenzialità”.

LA DELUSIONE DI RAFAEL LEAO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Cosa si aspetta da Leao in questa fase?
“Leao deve pensare a fare gol, perché le punte vengono giudicate su questo. A Cagliari ha segnato pur non stando benissimo. Questo fastidio se lo porta dietro, ma può solo migliorare. Nella prima parte di stagione ha saltato diverse partite per problemi tra polpaccio e adduttore. Lo stesso vale per Nkunku, che domani non sarà disponibile: speriamo di recuperarlo per Firenze, perché la botta alla caviglia gli dà ancora fastidio”.
Cosa si aspetta dal mercato?
“Dal mercato non mi aspetto nulla. Ho una società che lavora per il futuro del Milan. Tare e Furlani stanno facendo il loro lavoro e io sono molto tranquillo”.
Come giudica l’inserimento di Fullkrug?
“Sta migliorando la condizione. A Cagliari è entrato mostrando disponibilità e caratteristiche che non avevamo. Si è presentato bene. Speriamo possa trovare anche lui il gol, perché abbiamo bisogno di reti”.
Leao e Pulisic insieme dall’inizio: cosa possono dare?
“Lo vedremo. Finora hanno giocato una ventina di minuti insieme. Se tutto va bene oggi e domani mattina, dovrebbero partire titolari. Non sono ancora al massimo: Pulisic ha un fastidio al flessore, Leao all’adduttore. Ma la cosa importante è che tutta la squadra faccia una buona partita. Questi mesi sono fondamentali per arrivare a marzo nelle migliori condizioni, con calma e pazienza”.
Si parla molto dei gol al primo tiro in porta e di un Milan che potrebbe non reggere questo ritmo…
“Lavoriamo ogni giorno sulla qualità del gioco, sulla velocità di passaggio e sulla fase difensiva. Vogliamo migliorare quando abbiamo palla e quando non ce l’abbiamo. Sui gol al primo tiro posso dire che ho chiesto ai ragazzi, visto che vado avanti con l’età, di farmi soffrire un po’ meno (ride, ndr). Scherzi a parte, è una qualità importante. Sanno che ogni pallone può essere decisivo. Al Milan una palla non pesa come per una squadra di metà classifica: può decidere una stagione. Serve crescita mentale, ma non è una vergogna, anzi è una qualità”.
Quanto è importante Rabiot anche dal punto di vista mentale?
“È una regola di vita. Non è che i più anziani siano più bravi tecnicamente: nel calcio conta l’esperienza, il numero di partite giocate. Il Milan ha giocatori con meno presenze ma di grande qualità, che possono diventare fondamentali per il futuro”.
Esistono troppi pregiudizi sul calcio di Allegri?
“Non lo so. Io ho cercato di imparare dai migliori, da quelli che hanno vinto. Ho capito che non esiste un solo metodo per vincere, altrimenti lo userebbero tutti. I giocatori sono diversi, così come gli allenatori. Bisogna metterli nelle condizioni migliori per rendere. Alla fine conta il risultato, il modo per arrivarci può essere diverso. Vale nel calcio come in tutti gli sport”.
Poco tempo per recuperare tra Genoa e Fiorentina: come si gestisce?
“Quando ci sono partite ravvicinate bisogna ruotare, ma intanto pensiamo a domani. Quest’anno, se avessimo avuto anche la Champions, sarebbe stato meglio. Secondo me sarebbe intelligente anticipare l’orario serale alle 20: se giochi alle 20, alle 23 sei già a letto”.
Che tipo di sfida è quella con De Rossi?
“In campo l’ho incrociato poche volte, faceva parte di quei giocatori molto forti. Ha tutte le qualità per allenare ad alto livello, deve fare il suo percorso. È già molto avanti rispetto alla sua esperienza. Sono molto legato a suo padre: abbiamo giocato insieme a Livorno nell’85. Daniele era appena nato”.
Come valuta il momento di Loftus-Cheek?
“Sono molto contento di Ruben. Incrociando le dita sta bene. Ieri ha fatto differenziato ma domani sarà a disposizione. Deve essere più determinante in zona gol, ha potenzialità importanti anche nel gioco aereo. Ma il giudizio è molto positivo”.
Qual è la vera forza di questo Milan?
“Le critiche, se giuste, fanno bene. Nessuno ha la verità in tasca, nemmeno io. La forza del gruppo è la voglia quotidiana di migliorarsi. Abbiamo subito dieci gol in alcune partite e c’è stato un momento di calo di attenzione. Ora speriamo di dare continuità”.
È curioso che il Milan non pareggi mai…
“A livello numerico sembra un’anomalia, ma a fine stagione i numeri si equilibrano. Non credo si possa finire senza pareggi. La quota scudetto resta tra 86 e 88, molto dipende dagli scontri diretti”.
Dan Peterson dice che un tecnico deve farsi odiare ma anche amare i giocatori: è d’accordo?
“Sono totalmente d’accordo. Gli faccio gli auguri. Ho avuto piacere di rivederlo a Milanello: a 90 anni ha una lucidità incredibile. C’è sempre da imparare dalla sua semplicità. Quando allenava era sempre vicino ai giocatori, sempre a tre passi da loro. È stato bello parlarci”.
Chivu, Conte e Allegri: il buono, il brutto e il cattivo?
“Non lo so. Posso solo dire che, in questo momento, sono quello che guarda il duello”
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