Serie A
Parma, Chivu: “Contro il Torino ci saranno Hernani e Bernabè, questa squadra deve trovare equilibrio”
Il tecnico del Parma Cristian Chivu ha rilasciato delle dichiarazioni in conferenza stampa in vista del match contro il Torino, valido per la 28^ giornata
Parma, le parole di Chivu

Di seguito le dichiarazioni rilasciate dal tecnico del Parma Cristian Chivu in conferenza stampa in vista del match contro il Torino valido per la 28^ giornata, ed in programma sabato alle 15:00.
Come è andata la rifinitura? Recupera qualcuno?
“Parlo di tutta la settimana. Qualche giocatore lo abbiamo recuperato, li avremo per la partita di domani. Delprato ha ripreso per primo, abbiamo buoni segnali anche da Hernani e Bernabé. Hanno lavorato con noi, seppur non per tutto l’allenamento. Vedremo domani”.
Ha qualche scelta in più quindi per la gara di domani:
“Ho qualche scelta solo a livello numerico, devo fare attenzione perché entrambi hanno avuto diverse problematiche quest’anno. Il nostro obiettivo è averli a disposizione da qui a fine stagione, non averli a sprazzi”.
Sul Torino?
“Il Torino ultimamente è cresciuto molto, ha avuto qualche difficoltà all’inizio ma ha trovato il modo per sfruttare le individualità dei giocatori. Lavora con buona intensità, il mercato invernale li ha rinforzati.
Hanno perso una sola partita nel girone di ritorno, sono una squadra tosta da affrontare per come gioca”.
Come si affronta una squadra come il Torino? Ora ha trovato una nuova stabilità?
“Ad inizio stagione giocavano diversamente, senza Zapata hanno fatto qualche cambiamento. Ora con Casadei hanno struttura, anche qualche giocata diretta visti i suoi centimetri.
Bisogna fare attenzione a questo tipo di giocate. Poi sfruttano molto le seconde palle, con Vlasic e Elmas hanno anche tante qualità.
Dobbiamo esser pronti in fase difensiva ad affrontare tutte le situazioni, sia andarli a prendere ma anche esser reattivi sulle seconde palle quando provano a giocare in modo più diretto.
A Udine il Parma ha regalato il primo tempo, poi ha cercato una reazione. Da cosa è dovuto?
“Mi son preso la responsabilità per il primo tempo, l’ho detto anche davanti ai giocatori. Un po’ di alibi li ho creati, era l’ultima cosa che avrei voluto fare. Mi prendo la responsabilità sempre, quando faccio errori lo dico.
Abbiamo sbagliato l’approccio, eravamo un po’ attendisti, bassi come baricentro, con l’obiettivo di rimanere compatti. Ma a volte questo atteggiamento crea alibi ai giocatori, questo non fa bene, soprattutto ad una squadra giovani che non ha scuse.
Poi non si può sempre andare a pressare a mille all’ora, sono molto dispendiose. Bisogna trovare un giusto equilibrio, dal punto di vista fisico e tattico”.
Ritrova Casadei, ha avuto un’impronta importante sulla sua crescita. Cosa rappresenta per lei?
“Sono felice di vedere Cesare, come tanti altri che ho allenato in quell’annata. Ora penso ai miei, sono i più bravi. Mi fa piacere vedere Cesare ad un certo livello. Ci siamo sentiti, c’è stima reciproca che durerà per sempre.
In questo momento però è giusto parlare dei nostri, bisogna fargli capire l’importanza del progetto Parma, è fondamentale rimanere in Serie A. Qualcosa stanno iniziando a capire, lo vedo anche sul piano dell’autostima.
Poi contano i risultati e i punti, esser belli e pensare di avere tempo per crescere è sbagliato. Il tempo stringe, è il nostro peggiore nemico. Dobbiamo andare su cose concrete, certezze e pragmatismo per ottenere punti”.
Sta mancando un po’ di leggerezza?
“Non posso accettare che ci sia una squadra più motivata della nostra. La motivazione è la cosa fondamentale, dobbiamo averla. Si parte da lì, da come si approccia un nuovo lavoro che stiamo provando a fare.
Leggerezza? Sono due cose legate, la motivazione è parte di un processo mentale che è importante nel calcio. La paura fa bene fino ad un certo punto, vuol dire che ci tieni a far le cose per bene.
Quando va oltre diventa impossibile da gestire e toglie tanto a livello di energie. Bisogna trovare il giusto equilibrio, la motivazione ti dà la carica per superare le difficoltà”.
Come sta la squadra fisicamente?
“Stiamo cercando di incrementare piano. Quello che ci interessa è il recupero sul piano mentale, stiamo lavorando su questo e vediamo delle belle risposte. Vedo ragazzi pronti ad accettare il lavoro, li vedo più pronti ad accettare l’intensità che
Per accendere un po’ la fase offensiva, si aspetta anche qualcosa in più come giocate da qualche individualità?
“Quello che ci interessa sono i punti e il pragmatismo. Il modo in cui arrivano non mi interessa, faccio fatica a pensare che in questo momento della stagione si possa essere elli e concreti. Magari rinunciamo a qualche giocata bella per ottenere il massimo e fare punti”.
I Boys hanno spinto per la partecipazione, lei sta chiedendo unità di intenti. Ora serve il risultato:
“Abbiamo bisogno di tutti. Abbiamo letto il comunicato dei tifosi, li ringraziamo. Sono importanti, i tifosi ci danno energia e carica.
I ragazzi hanno bisogno di questo. Noi abbiamo il dovere di dare sempre il massimo, uniti possiamo toglierci delle soddisfazioni. Sappiamo dell’importanza dei tifosi, soprattutto per un gruppo giovane come il nostro”.
Ora vi aspetta una fase decisiva del campionato:
A noi interessa la prossima partita, il Torino è domani ed è già qua alle porte. Dobbiamo essere pronti a dare il massimo e vogliosi di ottenere i tre punti. Avremo tempo per pensare alle successive, ma non possiamo pensare più in là di domani”.
Serie A
Lotito, striscione contro il Presidente dalla sede di Forza Italia
Il rapporto tra il tifo organizzato e Claudio Lotito sta raggiungendo livelli mai visti, uscendo dai binari logici del campo da calcio

LO STADIO OLIMPICO VUOTO PER LA PROTESTA DEI TIFOSI DELLA LAZIO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Lotito vs Curva Nord
Dal prato dell’Olimpico al Senato: la contestazione del tifo biancoceleste contro Claudio Lotito alza il tiro e cambia scenario. Questa volta l’obiettivo non è lo Stadio né i cancelli di Formello, ma il cuore pulsante di Forza Italia, situato a Piazza di San Lorenzo in Lucina.
Sotto la sede del partito, è apparso uno striscione dal messaggio inequivocabile, capace di intrecciare fede calcistica e dovere civico: “Forza Italia, il laziale voterebbe sì, ma vota no! Ringraziate Lotito, senatore del vostro partito”. Il riferimento è al prossimo Referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati, datato 22 e 23 marzo: i tifosi minacciano di boicottare la consultazione, o di votare contro le linee di partito, come ritorsione per la gestione societaria del proprio Presidente.
Città tappezzata e spalti vuoti
Ma la protesta non si esaurisce in piazza. La Capitale si è risvegliata sotto una pioggia di manifesti che ribadiscono un unico concetto: la richiesta di cessione del club. La strategia della tifoseria sembra ormai chiara: Colpire il Lotito politico, per indebolire il Lotito presidente, e la diserzione dello stadio: Dopo Genoa e Atalanta, il tifo organizzato annuncia il pugno duro anche per la semifinale d’andata di Coppa Italia contro i ragazzi di Palladino.
Secondo quanto riportato da LaLazioSiamoNoi.it, mercoledì prossimo l’Olimpico rischia di trasformarsi in un deserto di cemento, confermando una frattura che sembra ormai insanabile tra la proprietà e la piazza.
Serie A
Inter, allarme Bonny: problema al polpaccio contro il Genoa
Inter – L’attaccante è in dubbio per la semifinale di Coppa Italia: Chivu spera di recuperarlo per il derby.
La vittoria contro il Genoa lascia in eredità anche un campanello d’allarme in casa Inter. Nel secondo tempo della gara di sabato 28 febbraio si è fermato Bonny, costretto al cambio a circa un quarto d’ora dal termine dopo uno scatto che gli ha provocato un fastidio muscolare al polpaccio destro. In panchina è stato subito applicato del ghiaccio.
Schierato titolare accanto a Thuram, Bonny sarà valutato nelle prossime ore. Le prime sensazioni non sembrano allarmanti, ma Chivu ha preferito mantenere prudenza: “Dalle prime risposte sembra non sia nulla di che, ma ormai non mi fido più. Vediamo”, ha dichiarato il tecnico nerazzurro.
Inter, quanto è grave l’infortunio di Bonny?
L’entità del problema e i tempi di recupero restano dunque incerti. La presenza dell’attaccante nell’andata della semifinale di Coppa Italia contro il Como è in forte dubbio, mentre lo staff medico lavora per averlo a disposizione nel derby di domenica prossima contro il Milan.

Ange-Yoan Bonny e Lautaro Martinez ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Un’assenza che peserebbe, anche perché Chivu deve già fare i conti con il forfait di Martínez. Senza Bonny, l’Inter rischierebbe di presentarsi al derby con soli due attaccanti di ruolo disponibili: Thuram e Pio Esposito.
Le prossime ore saranno decisive per capire se si tratta solo di un affaticamento o di qualcosa di più serio. Il derby incombe e l’Inter resta in attesa.
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Serie A
Como, febbraio “nero” per Nico Paz: prima crisi?
Como – Il numero 10 argentino è partito dalla panchina per scelta tecnica. Ci voleva sì un pò di turnover in vista dell’Inter, ma i numeri raccontano una flessione…
Vederlo seduto in panchina fa notizia. E quando accade, significa che qualcosa sta cambiando. Contro il Lecce, Nico Paz è entrato soltanto al 65’, chiudendo la gara con appena 25 minuti senza particolari sussulti. Una gestione che porta sicuramente la firma di Fàbregas e che guarda chiaramente al prossimo, storico appuntamento.
Martedì, a San Siro, i lariani affronteranno l’Inter nell’andata della semifinale di Coppa Italia. Turnover? Probabile. Ma oltre alle logiche di rotazione, i numeri certificano una prima flessione nel rendimento del gioiello argentino.
Como, i numeri di Nico a febbraio
Febbraio si è chiuso con un solo acuto: il gol segnato al Milan, nato da un clamoroso errore di Maignan. Un lampo isolato in un mese poco prolifico, culminato con la seconda panchina stagionale dopo quella di gennaio contro l’Udinese (in quel caso per problemi fisici).

NICO PAZ E MATTEO POLITANO IN AZIONE SOTTO GLI OCCHI DI ANTONIO CONTE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Eppure il cammino in Coppa resta l’obiettivo primario: il Como ha raggiunto la semifinale eliminando Fiorentina e Napoli ai rigori. Contro i viola Paz era andato a segno; più opaca, invece, la prova contro i campioni d’Italia.
Alla sua seconda stagione in riva al lago — prima del possibile ritorno al Real Madrid — il classe 2004 mantiene comunque numeri solidi: 29 presenze complessive (26 da titolare), 10 gol (9 in campionato, 1 in Coppa Italia), 6 assist e 2.372 minuti giocati. Insomma, numeri comunque alti, ma che attestano che un piccolo calo di rendimento c’è stato.
La qualità non si discute. Ma febbraio, per il numero 10 argentino, è finito agli archivi come il mese più complicato della stagione. E ora, a San Siro, arriva l’occasione per tornare protagonista.
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