Serie A
Napoli, obiettivo rinnovo Kvara: ecco cosa manca
Al Napoli uno dei colpacci di mercato più intelligenti degli ultimi anni è destinato a restare: alludiamo all’attaccante georgiano Kvicha Kvaratskhelia.
Protagonista dell’ultima partita contro l’Empoli, vinta 1-0 grazie al rigore da lui segnato, Kvicha Kvaratskhelia si conferma ancora una volta un caposaldo – e un titolare pressoché inamvibile – del Napoli, che al momento domina la classifica della Serie A a quota 19 punti (2 dall’Inter, 3 dalla Juventus).
L’obiettivo della società di De Laurentiis, naturalmente, è quello di tenerlo a Napoli: comprato a 13 milioni di euro e poco più dal Dinamo Batumi nell’estate del 2022, oggi ne vale 80 e il suo valore sembra destinato a salire nel tempo.
Le parti, oggi, sono in trattativa per il rinnovo del suo contratto, che allo stato attuale è in essere fino all’estate 2027.
Napoli, i dettagli del possibile rinnovo di Kvaratskhelia
Il club azzurro offre all’attaccante georgiano uno stipendio base di 5 milioni di euro pù bonus in grado di fargli raggiungere i 6 milioni percepiti annualmente da Romelu Lukaku. Non solo: nel contratto del georgiano, che sarebbe prorogato fino al 2029, potrebbe rientrare una clausola alla Osimhen che prevederebbe una clausola di rescissione monstre in caso di partenza, superiore ai 100 milioni.
Diversi i desiderata di Kvaratskhelia, che rilancia chiedendo 8 milioni di stipendio base più una clausola rescissoria di entità più modesta. Il direttore sportivo del Napoli Manna e il procuratore del giocatore, Mamuka Jugeli, si dovrebbero incontrare a Milano martedì 29 ottobre in occasione della partita Milan-Napoli in programma a San Siro.
Nel frattempo, il presidente De Laurentiis ha fatto sapere che non obbliga nessun giocatore a rimanere al club contro la propria volontà. Come ha recentemente dichiarato in un’intervista a Sky: “Se partisse? Ci sono stati casi precedenti, non ce ne faremmo un problema”.
Serie A
Cagliari, che sorpresa Fabio Pisacane: solidità, qualità e salvezza in pugno già a gennaio
Il Cagliari dopo aver battuto la Juventus, si ripete all’Artemio Franchi vincendo per 1-2. Ora la salvezza sembra essere in pugno: giù il cappello per Pisacane.
La squadra sarda è sicuramente una delle migliori sorprese di questo campionato. 2 vittorie nelle ultime 2 partite contro Juventus e Fiorentina, 25 punti in classifica e 11° posto conquistato, ad un passo dalla colonna di sinistra del tabellone.
La salvezza sembra essere ormai diventata una formalità per i rossoblu, che devono continuare con questo ritmo per conquistare la matematica con largo anticipo.
Quello che sorprende più di tutto però, è l’enorme qualità ed esperienza messa in mostra da un allenatore di appena 39 anni, alla sua prima avventura in un campionato di Serie A.

SEBASTIANO ESPOSITO PUNTA IL DITO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Cagliari, tutti in piedi per Pisacane
Ad inizio stagione c’era sicuramente grande interesse per vedere all’opera il giovane Pisacane. Quella del Cagliari è stata una scelta di grande coraggio, promuovendo il tecnico che aveva fatto molto bene alla guida della primavera.
L’ex giocatore rossoblu, sta dimostrando di essere un allenatore di enorme talento e qualità. Ha dato forma e ordine ad una squadra composta da buoni giocatori, riuscendo a valorizzare al meglio i migliori talenti della rosa, come Palestra, Esposito, Obert o Kilicsoy.
Ha trasmesso una mentalità molto moderna e sviluppata, che consente al Cagliari di poter interpretare le partite in maniera molto diversa in base all’avversario, sia difendendo con ordine, che attaccando con qualità.
Inoltre, Fabio Pisacane si sta rivelando impeccabile dal punto di vista comunicativo: mai una parola fuori posto sull’operato dell’arbitro, trasmissione di valori forti e un atteggiamento protettivo nei confronti dei suoi ragazzi.
Il tecnico sta dimostrando di essere un grande uomo prima ancora di un grande allenatore ed ha tutte le carte in regola per essere all’inizio di una carriera prosperosa.
Serie A
Roma-Milan, formazioni ufficiali: le scelte su Saelemaekers
Tutto pronto all’Olimpico per il big match Roma-Milan, valido per la 22° giornata di Serie A. Di seguito le scelte ufficiali di Gasperini e Allegri.
Roma e Milan sono pronte a dar spettacolo in questo incontro di alta classifica di Serie A. I giallorossi, padroni di casa, vogliono tornare a vincere un big match per mandare un segnale forte nella lotta alla Champions League. Gli uomini di Gasperini sono reduci da tre vittorie consecutive, tra cui quella di giovedì contro lo Stoccarda in Europa League.
Dall’altra parte c’è il Milan di Massimiliano Allegri. I rossoneri arrivano alla sfida dell’Olimpico con l’obiettivo di rimanere in scia della capolista Inter, vittoriosa nell’anticipo del venerdì contro il Pisa. Ottimo momento per il Diavolo, reduce da due vittorie consecutive in Serie A e che fin qui è stata la squadra ad ottenere più punti negli scontri diretti. Di seguito le scelte ufficiali.
Roma-Milan, formazioni ufficiali

Roma (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Ndicka, Ghilardi; Celik, Koné, Cristante, Wesley; Soulé, Dybala; Malen All: Gasperini.
Milan (3-5-2): Maignan; Tomori, Gabbia, De Winter; Saelemaekers, Ricci, Modric, Rabiot, Bartesaghi; Leao, Nkunku. Allenatore: Massimiliano Allegri.
Serie A
Atalanta, Raspadori alla prima gioia nerazzurra: ciliegina per il 3-0 della Dea
Atalanta, arriva il primo gol di Giacomo Raspadori con la maglia dei nerazzurri. La sua zampata contribuisce 4-0 al Parma.
Raffaele Palladino ha avuto ancora una volta ragione. A certificarlo e’ un 4-0 meno scontato di quello che potrebbe sembrare nelle dimensioni contro un avversario tutt’altro che morbido.
La nota positiva del successo pomeridiano sul Parma, però, a parte i tre punti, e’ la prima rete di Giacomo Raspadori con la maglia dell’Atalanta.
Dopo aver esordito la scorsa settimana in quel di Pisa, infatti, l’attaccante venuto dall’Atletico Madrid ha saputo griffare la porta avversaria nel pomeriggio della New Balance Arena, mettendo il penultimo sigillo al tabellino.
Colui che avrebbe dovuto essere ora un giocatore della Roma ha mostrato di essersi già bene integrato nel gruppo squadra, e ciò si e’ tradotto in una efficacia non scontata sotto porta.
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