Viktor Osimhen during UEFA Champions League 23/24 game between SSC Napoli and FC Barcelona at Stadio Diego Armando Maradona, Naples, Italy. (Maciej Rogowski)
<p><strong>In un&#8217;intervista rilasciata al Corriere dello Sport, Marek Hamsik ha parlato del suo <a href="https://sscnapoli.it">Napoli</a> tra passato e presente, aprendo le porte a un ritorno in futuro.</strong></p>
<p><strong>Partiamo da De Laurentiis.</strong> &#8220;È un amico. Abbiamo un ottimo rapporto, sia sul piano personale che professionale. Non gli ho ancora fatto gli auguri per l&#8217;anniversario della sua presidenza, ma sa che gli voglio bene. Gli invierò un messaggio&#8221;.</p>
<p><strong>Quale aggettivo userebbe per descrivere il Napoli di De Laurentiis?</strong> &#8220;Un solo aggettivo non sarebbe sufficiente. Penso che De Laurentiis meriti solo ringraziamenti per ciò che ha costruito partendo dal nulla. Ha ripreso il club dal fallimento e l&#8217;ha trasformato in una squadra vincente, ottenendo il terzo scudetto dopo <strong>Maradona</strong>, a distanza di 33 anni. Merita solo applausi&#8221;.</p>
<h2>Un viaggio nel passato al Napoli</h2>
<p><strong>Lei era in campo quando il Napoli di Reja giocò la sua prima partita in Serie A: Napoli-Cagliari 0-2, 26 agosto 2007. Stranamente, domenica il Napoli giocherà proprio a <a href="https://www.calciostyle.it/serie-a/cagliari-bonato-siamo-in-continua-crescita-gaetano-voleva-venire-a-cagliari">Cagliari</a>.<br />
</strong><br />
&#8220;Non ricordo quella sconfitta, per fortuna non ci sono state molte altre così. Speriamo che la prossima partita vada decisamente meglio&#8221;.</p>
<p><strong>Aveva 20 anni. Poi è diventato un simbolo.<br />
</strong><br />
&#8220;Quando sono arrivato, ero davvero un ragazzino. Sono felice che il club e i tifosi abbiano creduto in me quando ancora ero un’incognita, e che il mio nome sia finito accanto a quello del Napoli&#8221;.</p>
<p><strong>Qual è l’allenatore a cui deve di più?</strong></p>
<p>&#8220;Devo ringraziare <strong>Reja</strong> per avermi lanciato, ma ho imparato qualcosa da tutti. Tuttavia, con <a href="https://www.calciostyle.it/serie-a/napoli-senti-sarri-conte-un-grandissimo-sempre-grato-a-de-laurentiis-ho-chiesto-scusa-a-maggio"><strong>Sarri</strong></a> ho davvero goduto il calcio come mai prima. Fu in quel periodo che conobbi anche <strong>Calzona</strong>, suo primo collaboratore&#8221;.</p>
<p><strong>I compagni: il più indimenticabile e il più forte?</strong></p>
<p>&#8220;Il Napoli ha avuto tanti campioni in questo periodo, ma se devo pensare a qualcuno che ispirava tutta la città e lo stadio, scelgo sicuramente il Pocho, <strong>Lavezzi</strong>. È stato un onore giocare con lui, ci sentiamo ancora spesso. Mi piace ricordare anche <strong>Zielinski</strong>, uno dei migliori centrocampisti al mondo&#8221;.</p>
<p><strong>I tempi dei Tre Tenori erano fantastici: Lavezzi, Hamsik, Cavani. Meglio loro o il tridente di oggi?</strong></p>
<p>&#8220;Lascerei decidere ai tifosi. Ma, a pensarci bene, scelgo i <em>Tre Tenori</em>&#8220;.</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-355579 size-full" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2024/06/Depositphotos_620261200_S-e1719478403860.jpg" alt="Napoli, Kvaratskhelia" width="1000" height="600" /></p>
<h2>Le parole su Kvaratskhelia</h2>
<p><strong>Hamsik-Kvaratskhelia, Marekiaro e Kvara: sarebbe stata una bella coppia. Le piace l’idea di Marekvara?</strong><br />
&#8220;Molto. <strong>Kvaratskhelia</strong> mi ricorda un po&#8217; il Pocho. Credo che ci saremmo divertiti tanto insieme, avrebbe creato molti spazi per i miei inserimenti. Peccato non aver avuto questa opportunità&#8221;.</p>
<p><strong>Khvicha ha vinto lo scudetto al primo anno a Napoli, mentre lei ci è andato molto vicino ma non ci è riuscito. Ha qualche rimpianto?</strong></p>
<p>&#8220;No, nessun rimpianto. Sono davvero felice che alla fine abbiano compiuto l’impresa. So cosa significa per la città e per i tifosi. E non è detto che non ne vincano altri&#8221;.</p>
<p><strong>Un rimpianto, però, ci sarà stato in quasi dodici anni. Qual è stato il momento più brutto?</strong></p>
<p>&#8220;Facile: quando abbiamo perso lo scudetto con Sarri. Quel giorno a Firenze è indimenticabile. Anche il secondo anno in Serie A è stato difficile, dopo una prima stagione molto positiva&#8221;.</p>
<p><strong>E il momento più bello?</strong></p>
<p>&#8220;Tantissimi. Ma forse la finale di <em>Coppa Italia</em> contro la <a href="https://www.calciostyle.it/serie-a/juventus-dove-si-posizionera-koopmieners"><strong>Juventus</strong></a> nel 2012: il primo trofeo dopo più di vent’anni&#8221;.</p>
<h2>Tornando al presente</h2>
<p><strong>Si parlava di Zielinski come suo erede. Ora potrebbe esserlo McTominay?</strong> &#8220;Sì, potrebbe esserlo. È un centrocampista offensivo che ama inserirsi e segnare, proprio come me. Vediamo, dipenderà dal modulo. Comunque, è un grande nome, lo ha dimostrato sia con lo United che con la sua nazionale. Un&#8217;ottima alternativa a <strong>Lobotka</strong> e <strong>Anguissa</strong>&#8220;.</p>
<p><strong>Lobotka, un altro amico.</strong></p>
<p>&#8220;<strong>Lui è insostituibile in questo Napoli.</strong> Ha le chiavi del centrocampo&#8221;.</p>
<p><strong>E della Slovacchia, chi ha le chiavi?</strong></p>
<p>&#8220;Mi ricorda un po&#8217; il mio Napoli, se penso agli ultimi due anni. Nessuno credeva in Calzona, ma lui ha dimostrato il contrario. Ora siamo primi in <em>Nations League</em>, arriviamo da due buone vittorie e soprattutto da un grande <em>Europeo</em>: la sconfitta con l&#8217;<strong>Inghilterra</strong> agli ottavi brucia ancora, ma siamo tornati con la consapevolezza di aver tenuto testa alla futura finalista&#8221;.</p>
<p><strong>Calzona l&#8217;avrebbe voluto come collaboratore anche al Napoli.</strong></p>
<p>&#8220;Scelsi di restare con la mia famiglia e di occuparmi della mia Academy. Ma l’esperienza in nazionale con lui è fantastica: sto imparando tanto, lo seguo da vicino, è un vero maestro e un esempio. È bravissimo anche nella gestione del gruppo. Sono felice per i suoi successi, ma Francesco non si ferma mai, vuole solo migliorare&#8221;.</p>
<p><strong>Ovviamente tifa ancora per il Napoli.</strong></p>
<p>&#8220;Certo. Sempre. È parte di me. Ho ancora una casa a due passi dal centro sportivo, lo sanno tutti. Quest&#8217;estate sono tornato e ho passato una settimana con gli amici, in relax, senza pensare al calcio&#8221;.</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-322146 size-full" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2024/02/Depositphotos_407234306_XL-1-scaled-e1718184935665.jpg" alt="Napoli, Conte" width="1000" height="600" /></p>
<h2>Su Conte e il mercato del Napoli</h2>
<p><strong>E non le hanno chiesto di Conte?</strong></p>
<p>&#8220;Inevitabile. Sono molto contento per la vittoria contro il Parma: una rimonta del genere conta molto. Sarà una spinta importante. La scelta della società di prendere un allenatore con tanta esperienza e successi alle spalle è stata giusta. Tutti sanno come lavora Conte: è la scelta ideale dopo la situazione dello scorso anno. Bisogna ritrovare entusiasmo e grinta, e con lui il percorso sarà più rapido&#8221;.</p>
<p><strong>Ha già chiarito le sue strategie: chi parte, chi resta, chi è intoccabile.</strong></p>
<p>&#8220;È fondamentale che giocatori come Di Lorenzo, Kvara, Lobotka e Anguissa siano rimasti. Il club ha fatto grandi mosse sul mercato&#8221;.</p>
<p><strong>Che voto darebbe al mercato?</strong></p>
<p>&#8220;Molto alto. Dispiace per la partenza di <strong>Osimhen</strong>, ma forse si tratta di questioni che vanno oltre il calcio. Comunque, non mi riguarda. E poi è arrivato un sostituto all’altezza&#8221;.</p>
<p><strong>Romelu Lukaku, un grande centravanti.</strong></p>
<p>&#8220;Lukaku è uno che può tranquillamente segnare 20 gol a stagione&#8221;.</p>
<p><strong>Pensa che il Napoli di Conte possa essere un’alternativa all’Inter o addirittura vincere il campionato?</strong></p>
<p>&#8220;Sì, ma bisogna dargli il tempo di lavorare. La squadra è cambiata molto, il percorso è appena iniziato&#8221;.</p>
<h2>Su un ipotetico futuro al Napoli</h2>
<p>&#8220;L&#8217;ultima volta che ho parlato con De Laurentiis, prima di <strong>Napoli-Barcellona</strong> in <em>Champions</em>, mi ha detto che quando mi sentirò pronto, le porte del club saranno sempre aperte&#8221;.</p>
<p><strong>Dirigente o allenatore?</strong></p>
<p>&#8220;Mi vedo più come allenatore, ho iniziato questo percorso con i ragazzi appena ho smesso. Ma per diventare allenatore del Napoli ci vorrà ancora tempo&#8221;.</p>
<p><strong>Venti nel destino. Christian e Lucas, i suoi figli aspiranti calciatori nati a Castel Volturno, ora hanno 14 e 12 anni.</strong></p>
<p>&#8220;I ragazzi giocano entrambi nella mia Academy e sono bravi. Christian lo alleno io direttamente: penso che tra un paio d’anni sarà pronto per un&#8217;esperienza all’estero&#8221;.</p>
<p><strong>Lo ha già proposto al Napoli?</strong></p>
<p>&#8220;Non ancora, ma sarebbe bello vedere un altro Hamsik con la maglia azzurra. Sì, mi piacerebbe davvero&#8221;.</p>
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Aggiornato al 12/09/2024 9:25
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