Serie A
Napoli, Conte: “ll gruppo cresce di volta in volta. McTominay sarà protagonista. Scudetto? Vedendo le altre squadre…”
Antonio Conte ha parlato in conferenza stampa al termine di Torino-Napoli 0-1. Il tecnico si è soffermato sulla prestazione e sulla rosa a disposizione.
Gli azzurri danno continuità al successo sulla Roma ed espugnano il Grande Torino. Prestazione maiuscola da parte di McTominay che ha deciso la sfida con un gran gol.
Napoli, le parole di Conte
Dovevate chiuderla?
“Ho un gruppo di ragazzi che recepisce molto, quando chiedo di migliorare. E’ questo l’aspetto che più mi piace al di là del risultato e della classifica. Stiamo crescendo come singoli e come squadra, la nostra crescita avverrà con la crescita dei singoli. Sono contento, un grande Milinkovic-Savic ha lasciato la gara sull’1-0. E io non sono tranquillo perché magari su un corner prendi un rimpallo…
Il Toro è un’ottima squadra, temevo tanta questa gara. Anche Buongiorno aveva parlato dell’ambiente granata e della loro passione, io vivo a Torino da più di trent’anni…Avevo messo in guardia i ragazzi, è stata una risposta matura”.
McTominay è la sintesi delle caratteristiche del suo Napoli?
“I risultati finali arrivano a squadra che dimostrano di essere squadre. Quando trovi una squadra, sai che sarà dura: lavoriamo per diventare una squadra tosta sotto tutti i punti di vista. A volte ci si rifugia nel risultato, oggi abbiamo creato ma c’è stato un grande portiere che ci ha impedito di stare più tranquilli alla fine. Continuiamo a lavorare, vedere la crescita mi rende orgoglioso. Stiamo facendo step in avanti, non dobbiamo tornare indietro.

McTominay? E’ un ragazzo che nello United non era protagonista, lo conoscevo bene perché ho frequentato la Premier: lui ha qualità, siamo stati bravi e fortunati perché ha accettato di venire in una situazione nella quale non si giocava in Europa e dopo un decimo posto. Poteva vedere Napoli come un declassamento, invece è venuto per essere protagonista. E il tempo darà ragione”.
Ora c’è la coppa Italia: giocherà chi ha giocato meno?
“Sicuramente…L’unica difficoltà che sto avendo, tra virgolette, è che quando vedi un gruppo di 21 calciatori che ti danno ciò che ti danno, sono dei soldati, e meriterebbero di più come spazio e minutaggio. Non facendo le coppe, non ci sono tante possibilità. Ma non significa che snobberemo la coppa, assolutamente, e sono tranquillo e sereno di poter schierare i calciatori. L’ho fatto con il Palermo e lo farò anche giovedì con obiettivo di passare il turno. Per me, è il minimo per capire i miglioramenti che stanno facendo tutti quelli della rosa”.
E’ un Napoli da scudetto?
“Oggi era la 14esima partita: vedendo un po’ le altre squadre, come si sono attrezzate anche in vista degli impegni in Europa, e se dovessimo essere bravi ad entrare in Europa, dovrai rinforzare questa rosa…Lo deve sapere il presidente. Oggi abbiamo 21 giocatori di movimento e abbiamo fatto ciò che fa una squadra che fa solo campionato e coppa Italia.
Ciò che posso dire, al di là di altri discorsi, è che un motivo di soddisfazione che siamo lì e che reggiamo quella pressione. Ma al di là del risultato, vedo un gruppo che cresce come collettivo. E’ tangibile, è palese, che ciò che stiamo facendo è in crescita. Oggi avevo chiesto determinate cose, abbiamo lavorato per attaccare in maniera più cattiva, e oggi lo abbiamo fatto. Io non sono mai contento, loro lo sanno…”.

E sul Toro e su Vanoli
“E’ un’ottima squadra, Paolo è un ottimo lavoratore e gli auguro sempre il meglio”.
Kvara è stato abbastanza incisivo?
“E’ stato bravo ad attaccare l’area come aveva fatto con la Roma. Anche su Lukaku, Vanja ha fatto una parata assurda. Se facciamo le cose nella giusta maniera, possiamo dare fastidio”.
Serie A
Lotito, striscione contro il Presidente dalla sede di Forza Italia
Il rapporto tra il tifo organizzato e Claudio Lotito sta raggiungendo livelli mai visti, uscendo dai binari logici del campo da calcio

LO STADIO OLIMPICO VUOTO PER LA PROTESTA DEI TIFOSI DELLA LAZIO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Lotito vs Curva Nord
Dal prato dell’Olimpico al Senato: la contestazione del tifo biancoceleste contro Claudio Lotito alza il tiro e cambia scenario. Questa volta l’obiettivo non è lo Stadio né i cancelli di Formello, ma il cuore pulsante di Forza Italia, situato a Piazza di San Lorenzo in Lucina.
Sotto la sede del partito, è apparso uno striscione dal messaggio inequivocabile, capace di intrecciare fede calcistica e dovere civico: “Forza Italia, il laziale voterebbe sì, ma vota no! Ringraziate Lotito, senatore del vostro partito”. Il riferimento è al prossimo Referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati, datato 22 e 23 marzo: i tifosi minacciano di boicottare la consultazione, o di votare contro le linee di partito, come ritorsione per la gestione societaria del proprio Presidente.
Città tappezzata e spalti vuoti
Ma la protesta non si esaurisce in piazza. La Capitale si è risvegliata sotto una pioggia di manifesti che ribadiscono un unico concetto: la richiesta di cessione del club. La strategia della tifoseria sembra ormai chiara: Colpire il Lotito politico, per indebolire il Lotito presidente, e la diserzione dello stadio: Dopo Genoa e Atalanta, il tifo organizzato annuncia il pugno duro anche per la semifinale d’andata di Coppa Italia contro i ragazzi di Palladino.
Secondo quanto riportato da LaLazioSiamoNoi.it, mercoledì prossimo l’Olimpico rischia di trasformarsi in un deserto di cemento, confermando una frattura che sembra ormai insanabile tra la proprietà e la piazza.
Serie A
Inter, allarme Bonny: problema al polpaccio contro il Genoa
Inter – L’attaccante è in dubbio per la semifinale di Coppa Italia: Chivu spera di recuperarlo per il derby.
La vittoria contro il Genoa lascia in eredità anche un campanello d’allarme in casa Inter. Nel secondo tempo della gara di sabato 28 febbraio si è fermato Bonny, costretto al cambio a circa un quarto d’ora dal termine dopo uno scatto che gli ha provocato un fastidio muscolare al polpaccio destro. In panchina è stato subito applicato del ghiaccio.
Schierato titolare accanto a Thuram, Bonny sarà valutato nelle prossime ore. Le prime sensazioni non sembrano allarmanti, ma Chivu ha preferito mantenere prudenza: “Dalle prime risposte sembra non sia nulla di che, ma ormai non mi fido più. Vediamo”, ha dichiarato il tecnico nerazzurro.
Inter, quanto è grave l’infortunio di Bonny?
L’entità del problema e i tempi di recupero restano dunque incerti. La presenza dell’attaccante nell’andata della semifinale di Coppa Italia contro il Como è in forte dubbio, mentre lo staff medico lavora per averlo a disposizione nel derby di domenica prossima contro il Milan.

Ange-Yoan Bonny e Lautaro Martinez ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Un’assenza che peserebbe, anche perché Chivu deve già fare i conti con il forfait di Martínez. Senza Bonny, l’Inter rischierebbe di presentarsi al derby con soli due attaccanti di ruolo disponibili: Thuram e Pio Esposito.
Le prossime ore saranno decisive per capire se si tratta solo di un affaticamento o di qualcosa di più serio. Il derby incombe e l’Inter resta in attesa.
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Serie A
Como, febbraio “nero” per Nico Paz: prima crisi?
Como – Il numero 10 argentino è partito dalla panchina per scelta tecnica. Ci voleva sì un pò di turnover in vista dell’Inter, ma i numeri raccontano una flessione…
Vederlo seduto in panchina fa notizia. E quando accade, significa che qualcosa sta cambiando. Contro il Lecce, Nico Paz è entrato soltanto al 65’, chiudendo la gara con appena 25 minuti senza particolari sussulti. Una gestione che porta sicuramente la firma di Fàbregas e che guarda chiaramente al prossimo, storico appuntamento.
Martedì, a San Siro, i lariani affronteranno l’Inter nell’andata della semifinale di Coppa Italia. Turnover? Probabile. Ma oltre alle logiche di rotazione, i numeri certificano una prima flessione nel rendimento del gioiello argentino.
Como, i numeri di Nico a febbraio
Febbraio si è chiuso con un solo acuto: il gol segnato al Milan, nato da un clamoroso errore di Maignan. Un lampo isolato in un mese poco prolifico, culminato con la seconda panchina stagionale dopo quella di gennaio contro l’Udinese (in quel caso per problemi fisici).

NICO PAZ E MATTEO POLITANO IN AZIONE SOTTO GLI OCCHI DI ANTONIO CONTE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Eppure il cammino in Coppa resta l’obiettivo primario: il Como ha raggiunto la semifinale eliminando Fiorentina e Napoli ai rigori. Contro i viola Paz era andato a segno; più opaca, invece, la prova contro i campioni d’Italia.
Alla sua seconda stagione in riva al lago — prima del possibile ritorno al Real Madrid — il classe 2004 mantiene comunque numeri solidi: 29 presenze complessive (26 da titolare), 10 gol (9 in campionato, 1 in Coppa Italia), 6 assist e 2.372 minuti giocati. Insomma, numeri comunque alti, ma che attestano che un piccolo calo di rendimento c’è stato.
La qualità non si discute. Ma febbraio, per il numero 10 argentino, è finito agli archivi come il mese più complicato della stagione. E ora, a San Siro, arriva l’occasione per tornare protagonista.
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