Serie A
Napoli, Conte: “Juve ancora imbattuta. Ogni finestra di mercato ti può migliorare. Su Buongiorno…”
L’allenatore del Napoli, Antonio Conte, in conferenza stampa per presentare la gara di Sabato 25 Gennaio alle ore 18:00 allo stadio Maradona contro la Juventus.
Antonio Conte, allenatore del Napoli, ha parlato ai microfoni nella sala conferenze del centro tecnico di Castel Volturno per rispondere alle domande della stampa sul match di Sabato contro la Juventus.

ANTONIO CONTE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Napoli, le parole di Conte
In seguito le parole del tecnico dei partenopei:
Miglioramento dall’arrivo alla Juve
“Io arrivai nel 91′. Da allenatore? Sì, 14 anni, vabbè gran parte della mia vita calcistica l’ho trascorsa lì ed è stata una grandissima esperienza, un grande insegnamento sotto tutti i punti di vista. Io cerco di essere migliore non solo rispetto a quegli anni, ma anche rispetto a 24 ore fa, abbiamo il dovere di migliorarci ogni giorno, rispetto a ieri, due mesi fa mi sento molto più completo, ho anche 55 anni, esperienze importanti anche all’estero, da Ct, club importanti, è inevitabile che nel tuo percorso fai tesoro e se vuoi restare in scia devi sempre studiare, avere un’evoluzione rispetto a ieri, rispetto alla psicologia per gestire il gruppo, i rapporti umani con le persone del club, dirigenti, presidenti, non ti devi mai sentire appagato e cercare sempre l’eccellenza. La grande passione mi porta a farlo perché brucia energie”.
Cosa manca ancora ai partenopei
“Serve fare il percorso, continuare quello che abbiamo iniziato, non possiamo pensare che siamo già alla fine dopo 6 mesi, significa non dare il reale valore al tempo, al lavoro. Bisogna aspettare e proseguire questo percorso sperando che sia più lungo possibile, significa lavorare insieme per più tempo. Cosa manca? Mancano delle cose, non sto qui a sottolineare, siamo all’inizio. Anche finora siamo andati spediti, non ti puoi alzare dall’oggi al domani e dire che sei pronto a vincere. Detto questo, lavoriamo per ottimizzare tutto e tirare fuori il meglio. Sarà per l’esperienza che ho, ma voglio andare sempre cauto perché so che abbiamo bisogno di altre step. Poi ognuno può dire ciò che vuole, ma sono soggettive, io da dentro so che servono step importanti per dire ci siamo”.
Vantaggio in classifica sulla Juve
“La Juventus è imbattuta da 21 partite, nessuna squadra è riuscita a batterla, quindi tutti questi demeriti non ci sono. Molti pareggi potevano essere delle vittorie e si è creato questo distacco, non dimentichiamo che l’anno scorso siamo arrivati a 18-20 punti dalla Juventus, ci dimentichiamo i distacchi rispetto a Juve, Milan e Atalanta. Ogni tanto ricordiamolo, è importante. Il gap rispetto all’anno scorso oggi ce lo siamo dimenticati tutti”.
Il megafono con i tifosi
“Puntualizziamo. Io non ho preso il megafono, mi è stato dato. Qualcuno può credere che fosse nella valigia. Mi è stato dato per dire due parole, siccome al giorno d’oggi ringraziare è sempre più difficile. E’ difficile sentirlo, ma è il minimo che potessi fare per me e la squadra ringraziare i tifosi che prima e dopo il viaggio a Bergamo si sono riversati in questa maniera incredibile. Mi è stato chiesto perché, sinceramente, saremmo ancora a Capodichino se io non avessi detto qualcosa. Sono situazioni che ti fanno percepire dove sei, che passione c’è, come viene vissuto il calcio e sono sicuramente delle cose che ti porterai sempre, a prescindere, nella tua vita. Stiamo parlando di una partita, la seconda di ritorno, quindi ringrazio ancora a nome anche dei calciatori tutta quella gente che ha sacrificato il proprio tempo per salutarci. Mi sono sentito in dovere di ringraziare chi fa sacrifici per il Napoli”.
Non una sfida come le altre
“Io ho percepito pure che Napoli–Atalanta non era normale, Napoli–Verona e con la Roma non era normale, sto percependo che non dico che lottiamo contro tutti ogni partita, ma non c’è proprio una in particolare ma dobbiamo considerare ogni gara come la partita per i tre punti. Sono partite che servono anche per l’autostima, a che punto siamo, come a Bergamo, sapendo che sono ad altissimo indice di difficoltà e bisogna tenerlo bene a mente e la Juve è un osso duro, nessuno l’ha battuta”.
Idea sulla Juve di Thiago Motta
“Non esistono, prima o poi devi perdere, in generale, la sconfitta fa parte della vita. E’ una squadra quadrata, ha giocatori forti, l’anno scorso sono arrivati con molti punti davanti, hanno fatto un ottimo mercato, fanno la Champions, sono un top club, come le milanesi, devi avere sempre grande rispetto, dietro c’è una storia importante e ogni anno partono per vincere, lì non puoi nasconderti, l’obiettivo è sempre uno, vincere”.
Mercato di gennaio
“Ogni finestra ti può migliorare, se non sarà adesso o a giugno dovrai farlo perché vogliamo tornare in Europa e oggi come rosa dobbiamo sicuramente nell’eventualità, ma senza mettere le mani, affrontare il discorso. Vale per tutte le squadre, ogni finestra se fatta nella giusta maniera ti rinforza per il presente e per il futuro. Il mercato fatto in estate mica sarà solo per il presente, anche per il futuro, ci sono giocatori che potranno stare qui tanti anni, mettere così delle basi e poi aggiungere dei pezzi. Ciò che abbiamo fatto quest’estate… siamo stati bravi e fortunati, non è mai semplice non sbagliarne neanche uno. Basta guardare il mercato di due anni fa, spendendo 100mln, il presidente lo rimarca sempre, alla fine tutti sono andati via in prestito. E’ importante spendere i soldi, ma nella giusta maniera e non buttarli. A casa mia si è sempre dato valore al denaro”.
Rinforzi adesso o a giugno
“Io parlavo di ogni sessione di mercato, in generale, per migliorarsi. Poi sull’opportunità è giusto che il club lo decida. Io sono venuto qui per dare una mano in un momento di difficoltà al presidente ed alla sua famiglia, non mi metterò a fare nulla di particolare, bisogna essere costruttivi. Le cose sono molto chiare e le ho dette anche in precedenze, abbiamo un gruppo di ragazzi di cui sono contento, con questi ragazzi possono andare in guerra, se arriverà qualcuno che ci può dare una mano a migliorare ben venga, altrimenti se non viene nessuno ce ne faremo una ragione lavoreremo, staremo zitti, ma in futuro sicuramente la rosa va rafforzata in maniera importante. Se rientreremo in Europa, oggi siamo pochi”.
Su Buongiorno
“Ha iniziato questa settimana a lavorare con noi, è come se dovesse fare una preparazione fisica. Ha perso un po’ di massa muscolare, stiamo cercando di rimetterlo in pista. E’ molto importante avere il feedback del calciatore, non mi è mai piaciuto spingere i calciatori, forzarli, ho avuto anche io tanti infortuni e so che l’infortunio deve essere auto-gestito anche mentalmente e si deve sentire pronto. Stiamo allenando Alessandro, è in gruppo con delle cautele, non so adesso, è molto soggettiva. Lo ascolteremo e non forzeremo mai, nel momento in cui mi dirà sono pronto lui tornerà”.
Notizie
Ardemagni (ex Milan) a IGsport47: “Col fuoco dentro. Su Inzaghi..”
L’ex attaccante del Milan Matteo Ardemagni (quasi 39 anni) sena filtri. Eh già, carico e determinato come non mai. Dal Milan di Ancelotti a una nuova sfida nelle Marche, con la maglia della Civitanovese: è Ardemagni show. Ecco cosa ha detto, in queste ore, ai microfoni di Smart Club, programma sportivo Made in Marche, sotto la regia della brava giornalista Marta Bitti.
L’ex Milan e Atalanta Ardemagni: un bomber ex Serie A senza limiti
Eccolo al top a IGsport47, nell’interessante e appassionante programma Smart Club. Alla conduzione Marta Bitti, affiancata da Cristiano Lambertucci e Luca Baiocco, spazio per l’appunto a un grande protagonista del calcio italiano. Una carriera lunga e ricca di gol, con oltre 100 sigilli realizzate in Serie B, raccontata tra aneddoti, analisi tecnico-tattiche e uno sguardo sul presente e sul futuro, dentro e fuori dal rettangolo di gioco. Matteo Ardemagni carico e determinato come non mai nelle Marche per mettere esperienza, carisma e fame al servizio della sua nuova squadra. Obiettivo salvezza in Eccellenza.
Cresciuto in società come Milan e Atalanta, con un passato importante a Perugia e in molti club blasonati del calcio italiano, Ardemagni ha raccontato in sostanza il suo percorso agonistico e le sue motivazioni nel programma sportivo marchigiano Smart Club. Le sue parole fanno ben capire di che pasta è fatto: un giocatore maturo, esperto, consapevole e ancora determinato a lasciare il segno.
Matteo Ardemagni, un viaggio calcistico tra grandi club e oltre 100 gol in carriera: alla Civitanovese per fare grandi cose
La storia di Matteo Ardemagni è quella di un attaccante che ha saputo costruire la propria identità passo dopo passo, dopo una lunga gavetta. Esperienza precoce nel Milan di Ancelotti, dove ha respirato fin da giovanissimo l’aria dei campioni. Ha poi completato la formazione nell’Atalanta, società da sempre attenta ai talenti offensivi.
Da lì è iniziato un percorso ricco di tappe prestigiose: Triestina, Cittadella, Modena, Perugia, Avellino, Ascoli, Frosinone, fino alle più recenti esperienze in Serie C. Con oltre 100 reti nei campionati professionistici, Ardemagni è divenuto a tutti gli effetti emblema puro di affidabilità e dedizione. Un attaccante cresciuto a pane e gol, capace di adattarsi a contesti diversi mantenendo sempre una performance costante.
Le dichiarazioni a Smart Club: “Unità e sacrificio, così si conquista la salvezza”
Ospite del programma Smart Club, Ardemagni (che conosce bene le Marche: ad Ascoli indossò in passato la fascia di capitano) ha parlato con grande lucidità del momento della squadra e delle sue motivazioni personali. L’attaccante ha sottolineato come la sfida salvezza passi soprattutto dalla compattezza del gruppo: “Non basta il singolo, serve unione d’intenti. Mi sento vivo, ho il fuoco dentro”. Come dire, quando gli atleti di una squadra remano tutta dalla stessa parte, anche le difficoltà possono trasformarsi in belle opportunità.
Ha poi aggiunto che la sua scelta di approdare nelle Marche nasce dal desiderio di sentirsi ancora protagonista: “Voglio dare tutto. Ho accettato questa sfida con umiltà, cercherò di aiutare i giovani. Credo nel progetto. I nostri tifosi possono fare la differenza, dentro e fuori dal campo”. Parole che confermano la sua determinazione, motivazione e la volontà di essere un punto di riferimento per la generazione young.
Civitanova (Civitanovese – Eccellenza) e il nuovo capitolo: nelle Marche per lasciare un segno, non per una passerella qualunque… “Pippo Inzaghi mi disse che…”
Ardemagni ha parlato anche del suo impatto con l’ambiente marchigiano, elogiando la passione dei tifosi e la serietà della società civitanovese. “Obiettivo salvezza, dobbiamo meritarla”, ha dichiarato. L’attaccante ha poi evidenziato l’importanza del lavoro quotidiano: “La differenza la fanno i dettagli: allenarsi bene, aiutarsi, non mollare mai. È questo lo spirito che voglio trasmettere”. Un messaggio chiaro, che conferma come Ardemagni non sia solo un rinforzo tecnico, ma anche un valore aggiunto sul piano umano e motivazionale. Il suo punto di riferimento è stato Pippo Inzaghi: “Pippo mi diceva sempre il gol arriverà, l’importante è farsi trovare pronto”. Che dire, a buon intenditor poche parole. E’ possibile rivedere la puntata anche su YouTube sul canale SmartClub IGSport47.
Serie A
Roma, Pellegrini: “Sono un ragazzo fortunato, perché indosso da anni la mia maglia preferita. Champions League? Siamo sulla buona strada”
La Roma si prepara ad affrontare il Napoli nel 25° turno di Serie A. A pochi giorni dalla sfida, Lorenzo Pellegrini ha parlato in esclusiva ai microfoni di CBS sport.
La tappa di Napoli può diventare uno snodo cruciale per il cammino della Roma verso l’obiettivo Champions League. Una sfida che ha un grande significato per la classifica dei giallorossi, in piena lotta per entrare nelle prime 4 posizioni in Serie A. Un traguardo che sogna di coronare a fine stagione Lorenzo Pellegrini, il cui futuro nella Capitale resta in dubbio.
Il capitano giallorosso ha infatti il contratto in scadenza nel prossimo giugno, e non si è mai parlato concretamente di rinnovo. Tematica che il numero 7 della Roma ha trattato nell’intervista recentemente rilasciata a CBS sport. Di seguito le sue parole.
Roma, le parole di Pellegrini
Maglia della quale sei più orgoglioso di avere a casa?
“Io sono un ragazzo fortunato, perché indosso già la mia maglia preferita, sai? Non scambio sempre la maglia con gli altri giocatori, ma sicuramente una delle maglie che custodisco con più cura è quella di Messi. L’ho presa quando abbiamo giocato contro l’Argentina con la Nazionale, perché mi piace davvero molto”.
Gasperini.
“Quando si cambia l’allenatore, è importante per me farlo all’inizio della stagione. Così, almeno c’è il pre-campionato per capire le sue richieste. Ma sono molto felice di essere allenato da Gasperini. Penso che sia un allenatore che permette di migliorare molto, anche tecnicamente. Per quello che chiede in campo, la posizione del corpo, il cercare di andare sempre in verticale, provando sempre ad essere molto offensivi. Mi piacciono molto queste cose. Alla fine, con lui si migliora anche fisicamente. Ma penso che sia molto, molto bravo anche tecnicamente. Posso dire solo cose positive”.
La Roma non è in Champions League dal 2018. Quant’è alta la motivazione a tornarci?
“Sì, quest’assenza ci mette un po’ più di pressione addosso, ma alla fine è quello che vogliamo, quello per cui lavoriamo. Non giochiamo da molti anni in Champions e questo non va bene per un club come la Roma, secondo me. Questo è quello che penso, ma sapete che amo la Roma. Non posso dire nulla di diverso ora. Siamo sulla buona strada, perché all’inizio della stagione abbiamo iniziato un nuovo progetto. E sapete, è sempre difficile perché quando arrivi vicino alla fine: anche un punto fa la differenza. E lo abbiamo visto l’anno scorso, quando abbiamo mancato la Champions League per un punto. Siamo arrivati quinti a un punto dalla Juventus. Quindi stiamo cercando di guardare ogni dettaglio, ogni cosa che abbiamo per fare del nostro meglio per vincere”.
Legame con la Roma.

“È una sensazione incredibile perché quando sei un bambino, un bambino normale, non te lo aspetti. Nasci qui, vivi qui e sogni di essere un calciatore. Ma se parli con ogni bambino qui a Roma, ti dirà: ‘Voglio diventare un giocatore della Roma’. Al 100%. Perché abbiamo questa tradizione qui, abbiamo sempre avuto capitani romani, giocatori romani. E penso che questo sia bellissimo perché alla fine il calcio è passione, è amore, è tutte queste cose. Sono un ragazzo molto fortunato perché ho quello che volevo davvero. Ho potuto vincere con questa maglia e questo era il mio vero grande sogno quando ero bambino.
La sensazione è incredibile ogni giorno, anche adesso che sono qui. Ho iniziato a giocare nella Roma quando venivo qui a Trigoria a 9 anni e ho fatto la mia prima partita quando avevo 18 anni. Ma proprio ora, anche stamattina, quando ho indossato la maglia, ho sentito quella sensazione e ho pensato: ‘Ok, Lorenzo, sei un ragazzo molto fortunato’. In questi casi, c’è una bella responsabilità da prendere”.
Carriera.
“Quando ho deciso di andare al Sassuolo, quando avevo 19 anni, ho fatto quella scelta perché volevo migliorare e pensavo: ‘Ok, probabilmente proprio ora a 18 anni non sono pronto per realizzare il mio sogno’. Così ho deciso di andare lì. Sono stati due anni molto speciali perché a Sassuolo puoi vivere molto bene. Puoi giocare. Non hai la pressione che hai qui, specialmente se sei nato qui. E dopo conoscete la storia, no? La sensazione è incredibile perché, ovviamente, come hai detto tu, tutti cercano di capire… Probabilmente non sanno quello che è stato fatto prima. Ma ogni anno, ogni passo è importante per essere quello che siamo. Quindi penso di essere molto orgoglioso ed è un vero onore per me avere la possibilità di indossare questa maglia ogni giorno”.
Serie A
Roma, Gasperini ritrova due attaccanti per Napoli
La Roma si prepara al big match di domenica sera in casa del Napoli. Buone notizie per Gian Piero Gasperini: Paulo Dybala e Robinio Vaz sono tornati ad allenarsi in gruppo, mettendo nel mirino la loro presenza per il match del Maradona.
La 25° giornata di Serie A può rappresentare uno snodo cruciale, con due scontri diretti chiave, soprattutto per la lotta scudetto, ma anche per la zona Champions League. L’affascinante sfida tra Napoli e Roma di domenica sera al Maradona può raccontare molto delle ambizioni delle due squadre, quando stiamo per avvicinarci all’ultimo decisivo terzo della stagione.
I giallorossi, al momento 4° in classifica al pari della Juventus, devono sfatare il tabù degli scontri diretti contro un Napoli che avrà voglia di rivalsa dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia arrivata in settimana. Inoltre gli azzurri, in caso di vittoria, possono staccarsi in maniera quasi definitiva dalla lotta al 4° posto.
Roma, Gasp ritrova Vaz e Dybala: Hermoso resta in dubbio

PAULO DYBALA PENSIEROSO IN PANCHINA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Una sfida quindi che va ben oltre la rivalità vista l’alta posta in palio. Roma che è tornata ad allenarsi a Trigoria agli ordini di Gasperini. Il tecnico giallorosso ha avuto modo di ritrovare due pedine preziose per il suo attacco: Paulo Dybala e Robinio Vaz. Entrambi hanno svolto la seduta con il resto del gruppo, e sono pronti ad essere protagonisti in campo al Maradona. Gli altri infortunati, Koné, El Shaarawy, Hermoso, Ferguson e Dovbyk, hanno proseguito il loro iter di recupero. L’unico che sembra avere chance di recuperare per domenica sera è il difensore spagnolo.
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