Napoli fans celebrate almost winning the championship inside the stadium, during the match of the Italian Serie A league between Napoli vs Salernitan final result, Napoli 1, Salernitana 1, match played at the Diego Armando Maradona stadium.
<p><strong>La squadra partenopea, guidata da Diego Armando Maradona, coronava una stagione meravigliosa, facendo gioire tutta la città di Napoli.</strong></p>
<p>Il 13 giugno dell&#8217;87 la squadra campana conquistava la <em>Coppa Italia</em> ai danni <strong>dell&#8217;Atalanta</strong>, conquistando così il secondo titolo di quell&#8217;anno dopo lo <em>Scudetto</em>. Una vera e propria cavalcata trionfale partenopea.</p>
<div id="attachment_449364" style="width: 1010px" class="wp-caption aligncenter"><img aria-describedby="caption-attachment-449364" class="wp-image-449364 size-full" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2025/04/Depositphotos_241832368_S-e1743663616360.jpg" alt="napoli" width="1000" height="600" /><p id="caption-attachment-449364" class="wp-caption-text">Argentine football legend Diego Maradona speaks at a promotional event for Swiss watchmaker Hublot at Peninsula Hotel in Shanghai, China, 17 January 2012.<br />Argentinian football legend Diego Maradona will return to coaching Al-Wasl after he was successfully treated for kidney stones at a Dubai hospital, the club said on Monday (16 January 2012).</p></div>
<h2>Napoli: una Coppa Italia stravinta</h2>
<p>Il<strong><a href="https://www.calciostyle.it/calciomercato/napoli-la-favola-e-realta-de-bruyne-e-ufficiale"> Napoli</a> </strong>del 1987 era una squadra meravigliosa. Attrezzata per vincere due competizioni di alto livello. Guidata dal miglior <a href="https://www.transfermarkt.it/diego-maradona/profil/spieler/8024"><strong>Maradona</strong> </a>mai visto su qualunque rettangolo verde. Quel Diego che da solo aveva abbattuto <strong>l’Inghilterra</strong> dando un’accelerazione definitiva alla propria carriera e al gioco del calcio in generale. Ma non solo.</p>
<p>L&#8217;argentino poteva contare su un centravanti-regista offensivo del calibro di <strong>Bruno Giordano</strong>, su un&#8217;ala come <strong>Andrea Carnevale</strong>. Da non poter non citare poi gli emergenti <strong>Ciro Ferrara e Fernando Di Napoli</strong>, un mediano potente e combattivo come <strong>Salvatore Bagni</strong>, e su un libero come <strong>Alessandro Renica</strong>. Senza dimenticare le determinanti incursioni del talentuoso <strong>Ciro Muro</strong> dalla panchina.</p>
<p>La verità è che il Napoli del 1986-87 non vinse semplicemente Scudetto e Coppa Italia. Devastò entrambe le competizioni. Per avere un’idea: il Napoli conquistò la Coppa vincendo tutte le partite disponibili (13 su 13). A testimonianza di questo poi piazzava tre giocatori nelle prime tre posizioni della classifica marcatori: Bruno Giordano, Maradona e Andrea Carnevale.</p>
<h2>La fase a gironi</h2>
<p>C&#8217;è da fare un grande distinguo. La Coppa Italia nel 1987 era diversa da come la conosciamo oggi. Tutt’altro che una competizione minore. Un torneo lungo e difficile, con una fase iniziale a gironi da sei squadre, un secondo turno con doppia gara, dagli ottavi alla finale, anch’essa su due partite.</p>
<p>La fase a gironi fu una corsa inarrestabile verso il punteggio pieno. Il Napoli vinse a <strong>Ferrara</strong> con la <strong>SPAL</strong>, prima di affrontare la <strong>Lazio</strong> a <strong>Roma</strong>. Risultato 0-2, con gol di Carnevale e Maradona. A seguire il Napoli si sbarazzò del <strong>Taranto</strong>, del <strong>Vicenza</strong> e del <strong>Cesena</strong>, concludendo il girone con 10 punti, 10 reti segnate e solo 2 subite.</p>
<h2>Napoli: una fase finale scintillante</h2>
<p class="p1">Negli ottavi di finale il Napoli polverizza il <strong>Brescia</strong>, vincendo entrambi i match per 3-0. Ai quarti di finale è la volta del <strong>Bologna</strong>. I partenopei rifilano agli emiliani 3 reti all’andata e 4 al ritorno.</p>
<p>In semifinale, a <strong>Cagliari</strong>, il Napoli passa di misura per una rete a zero. A segno, come al solito, Maradona. Il ritorno in casa è altra storia. I partenopei passano con un rotondo 4-1, grazie alla solita doppietta di Giordano e ai gol di Carnevale e Muro.</p>
<h2>E venne la finale</h2>
<p class="p1">A contendere il trofeo a Maradona e compagni è l&#8217;Atalanta. I bergamaschi arrivano in finale con un undici ricco di nomi conosciuti. A guidarli c&#8217;è Nedo Sonetti. In campo fra gli altri: <strong>Cesare Prandelli, Valter Bonacina, Giuseppe Incocciati</strong>, oltre al lunghissimo svedese <strong>Glenn Stromberg</strong>, usato come arma tattica sulla fascia.</p>
<p class="p1">La finale di andata, si gioca a Napoli il 7 giugno del 1987. A dominarla, come se non fosse già scritto, sono i campani. A dispetto però di un primo tempo difficoltoso. Gli azzurri soffrono un avversario fisico e compatto con linee serrate e non riescono a prevalere nei primi 45′ di gioco. Al 67′ la svolta arriva dal piede sinistro, non dell’argentino più famoso del calcio, ma del libero di natali francesi Alessandro Renica: bomba dai 28 metri, imparabile nel sette sul primo palo.</p>
<p class="p1">È il segnale della carica: quattro minuti più tardi la combinazione Muro-Maradona-Muro libera quest’ultimo nell’aria di rigore, permettendogli di infilare Piotti con un diagonale di interno destro. Il punto esclamativo lo fissa Salvatore Bagni. Da calcio d&#8217;angolo anticipa proprio Stromberg e di testa la mette dentro.</p>
<p class="p1">Il ritorno si gioca a Bergamo il 13 giugno del 1987.La rete decisiva la segna Bruno Giordano, su assist di Maradona. Si scatena la festa. Coppa Italia e Scudetto sono azzurri nel 1987.</p>
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Aggiornato al 12/06/2025 19:28
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