Serie A
Milan-Roma 1-0, i rossoneri piegano Gasp: Maignan ipnotizza Dybala dal dischetto
La domenica del 10° turno di Serie A si è chiusa con il big match di San Siro tra Milan e Roma. Vincono i rossoneri 1-0 grazie a Pavlovic.
Lo scontro al vertice tra Milan e Roma chiude la domenica della 10° giornata di Serie A. A San Siro vincono i rossoneri, grazie al gol di Pavlovic nel primo tempo. Una gara dai mille volte, con i milanesi bravi a colpire nel miglior momento dei giallorossi, spreconi nella prima parte del match.
La ripresa segue il copione opposto al primo: è la squadra di Allegri a creare tante palle gol, di cui una clamorosa con Leao, ma concedendo ai capitolini la grande occasione per l’1-1: Guida assegna un penalty alla squadra di Gasperini per fallo di mano di Fofana; ma dal dischetto Dybala si lascia ipnotizzare da Maignan, bravo a scegliere il lato giusto. Alla fine sono quindi i padroni di casa a festeggiare, tornando alla vittoria dopo due pareggi consecutivi in campionato.
I rossoneri agganciano proprio la Roma e l’Inter alle spalle del Napoli, a quota 21 punti. Per i giallorossi resta il rammarico delle tante occasioni sciupate, specialmente all’inizio. Una gara simile a quella disputata contro i nerazzurri, anche in quel caso terminata con lo stesso punteggio. Prima sconfitta esterna per la squadra di Gasperini in stagione.

Milan-Roma, il commento
La gara si rivela molto intensa già dal calcio d’inizio. La Roma si rende pericolosa dopo meno di un minuto con Cristante, il numero 4 giallorosso prova a battere Maignan con il piatto destro, ma la sua conclusione termina fuori. Ospiti che continuano a pressare e a mettere in difficoltà i rossoneri. Al 7’ ci prova El Aynaoui con il tiro da fuori: conclusione centrale che Maignan blocca in due tempi.
La migliore occasione in questa fase per i capitolini ce l’ha Ndicka: cross pregevole di Soulè per l’ivoriano che di testa manda di poco al lato. Roma che continua a tenere il pallino del gioco, in particolare modo sulle corsie esterne.
Al 19’ Celik brucia Bartesaghi in velocità e cambia gioco per Dybala, l’argentino supera il dribbling De Winter e calcia d’esterno sinistro: il tiro sfiora l’incrocio dei pali.
L’asfissiante pressing giallorosso non rende facile il giro palla per i padroni di casa, che faticano a trovare le due punte.
Al 33’ l’arbitro Guida estrae il primo giallo della gara in favore di El Aynaui per una trattenuta ai danni di Saelemaekers.
I rossoneri prendono pian piano le misure e colpiscono in contropiede, alla prima azione utile, non perdonando i giallorossi. Saelemaekers serve Leao in campo aperto; il portoghese brucia Ndicka in velocità e mette il pallone al centro dell’area dove c’è Pavlovic: il difensore serbo non sbaglia davanti a Svilar portando in vantaggio il Milan.
Il gol dell’1-0 gela la Roma e sblocca psicologicamente i padroni di casa, che iniziano a premere: Nkunku chiama Svilar all’intervento con un tiro dal limite dell’area. Poco dopo Fofana sfiora il 2-0: il Milan crea ancora da sinistra con Leao, che premia la sovrapposizione di Bartesaghi. Il terzino crossa per Fofana: il francese prova di prima intenzione, non trovando per pochissimo lo specchio della porta. Il primo tempo termina così: Roma pttima per la prima mezz’ora ma sprecona, Milan cinico a trovare il gol alla prima occasione utile, e poi bravo a sovvertire l’inerzia della gara.
2° tempo
La ripresa riparte senza cambi da parte dei due allenatori. Il Milan ricomincia con lo stesso appeal del finale della prima frazione. Dopo pochi secondi Ricci sfiora il palo con un tiro al volo da fuori area. Rossoneri ancora in attacco: Svilar in uscita chiude lo specchio della porta a Fofana; poco dopo lo stesso portiere serbo manda in angolo un pericoloso tiro di Leao deviato da Mancini. Sugli sviluppi del corner Nkunku colpisce il palo da pochi passi.
Galvanizzato dall’assist diventa incontenibile il portoghese: è ancora Svilar a dirgli di no. Gasperini avverte il pericolo e ricorre alla panchina. Fuori Soulè ed El Aynaoui, dentro Bailey e Pellegrini.
I cambi faticano a incidere inizialmente, acon il Milan che resta in controllo della gara. I giallorossi provano a rientrare nel match soprattutto con i corner. Prima Cristante e poi Hermoso ci provano di testa, non trovando la porta.
Dybala e Pellegrini provano a combinare dentro l’area di rigore: l’azione termina con un tiro facilmente bloccato da Maignan. Partita che continua a regalare fiammate anche nel finale.
Al 68’ il Milan si divora il gol del 2-0: tiro di Bartesaghi respinto in malo modo da Hermoso, il pallone arriva prima a Ricci, chiudi da Svilar,e poi a Leao: il portoghese colpisce il difensore spagnolo sulla linea di porta. Le scintille tra Saelemaekers e Wesley sono il segno di una gara sempre più tesa.
La prima mossa di Allegri arriva al minuto 76: fuori Nkunku dentro Loftus-Cheek. Gasperini risponde mandando in campo Dovbyk al posto di Celik.
Su una bella sponda del centravanti ucraino arriva una punizione al limite dell’area per la Roma. Punizione affidata a Pellegrini, che colpisce la barriera, ma il direttore di gara Guida rileva il fallo di mano di Fofana in barriera. L’arbitro non ha dubbi e concede calcio di rigore. Dagli 11 metri va Dybala che si lascia ipnotizzare da Maignan, che sceglie l’angolo giusto deviando in corner.
Dybala chiede il cambio subito dopo il rigore sbagliato: al suo posto dentro Baldanzi. Entra anche Tsimikas al posto di Hermoso. 2º cambio del Milan al minuto 87: dentro Athekhame, fuori Saelemaekers. Nel recupero esce anche uno srtremato Leao, colpito dai crampi: al suo posto Allegri sceglie Tomori. Nel finale la Roma si riversa in avanti alla ricerca del pari, senza però rendersi pericolosa.
Milan-Roma termina con un importante successo per i rossoneri.
Serie A
Inter, l’attacco che cambia volto: la forza del turnover firmato Chivu
Inter – Niente coppia fissa accanto a Lautaro, ma risposte continue da Thuram, Bonny ed Esposito. Ecco come i nerazzurri inseguono un finale di stagione diverso.
L’Inter di Cristian Chivu ha trovato una nuova chiave offensiva: ruotare, cambiare, sorprendere. Una rivoluzione silenziosa rispetto alle fatiche di un anno fa, quando Arnautovic e Correa non riuscivano a garantire continuità. Oggi, invece, chiunque venga chiamato in causa risponde presente. E non è un dettaglio per una squadra ancora in corsa su tutto: prima in campionato, agli ottavi di Champions League e in semifinale di Coppa Italia dopo il 2-1 al Torino di ieri sera.
Il punto fermo resta Lautaro Martinez. Alterna picchi altissimi a qualche passaggio a vuoto, soprattutto nei big match, ma per l’Inter è molto più di un centravanti: è capitano, leader, simbolo. Il volto della squadra. Accanto a lui, però, non c’è più una spalla fissa. E forse è proprio questa la forza dell’Inter 2025-26.

LAUTARO MARTINEZ LANCIA IL PALLONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Inter, il segreto di Chivu
Chivu, a differenza delle stagioni passate, non ha mai davvero scelto una coppia titolare. Thuram, Bonny ed Esposito si alternano senza gerarchie rigide, in base al momento, alla partita, alle energie. Un approccio che sta pagando. A Monza, contro il Torino, sono partiti Bonny e Thuram: il primo ha sbloccato la gara di testa su cross di Kamate, il secondo ha lasciato il segno con un assist perfetto per Diouf. “Le frères”, li ha chiamati l’Inter sui social, fotografando una sintonia che va oltre il tabellino.
Segnali incoraggianti anche da chi aveva rallentato. Thuram sta ritrovando continuità dopo una prima parte di stagione brillante e qualche stop di troppo; Bonny continua a crescere; Esposito, alla prima stagione in Serie A, segna molto di meno ma ha un rendimento complessivo più che positivo.
I numeri raccontano una concorrenza vera: 11 gol e 5 assist per Thuram, 7 gol e 6 assist per Bonny, 3 reti e 4 assist per Esposito. Vince il francese sul piano statistico e per curriculum, ma il campo dice altro: Chivu non cerca un vincitore. Cerca risposte. E le sta trovando da tutti.
Con il calendario che si infittisce e le partite che pesano sempre di più, il turnover non è più un rischio ma una necessità. E questa Inter, capace di cambiare senza perdere identità, vuole arrivare in fondo. Stavolta, fino all’ultimo giorno.
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Serie A
Verona, é caccia al sostituto di Paolo Zanetti
Il Verona si affida a Paolo Sammarco come traghettatore dopo l’esonero di Zanetti. Nel frattempo il club veneto é alla ricerca del sostituto.
Era solo una questione di tempo l’esonero di Paolo Zanetti vista la situazione disastrosa del Verona in campionato. I gialloblù si trovano ultimi a 14 punti, con 2 vittorie, 8 pareggi, 13 sconfitte, 18 gol fatti e 41 subiti (7 nelle ultime 2 partite).
Per la prossima partita di campionato contro il Pisa ci sarà Paolo Sammarco seduto sulla panchina gialloblù. L’attuale allenatore della Primavera guiderà Orban e compagni da traghettatore in attesa di sapere chi sarà il sostituto di Zanetti. Da ricordare che il Pisa é a pari punti con i gialloblù e, come loro, ha appena cambiato allenatore.
Verona, chi al posto di Zanetti? D’Aversa verso il no, idea Pagliuca

ROBERTO D’AVERSA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Come riportato da Hellas Live, uno dei candidati a sostituire Zanetti sulla panchina gialloblù era Roberto D’Aversa, Tuttavia, l’ex tecnico di Parma, Sampdoria, Lecce ed Empoli non sembra intenzionato ad accettare la proposta del club scaligero.
Sullo sfondo c’é anche il nome di Guido Pagliuca, ex tecnico di Juve Stabia ed Empoli, contattato dal Verona. Tuttavia, non va esclusa la possibilità che potrebbe essere proprio Sammarco ad allenare il club veneto fino alla fine della stagione. Come andrà a finire?
Serie A
Roma, Gasperini: “Mancata precisione e fortuna: ma questo gruppo non molla”
Il tecnico della Roma Gian Piero Gasperini commenta nel post gara la sconfitta arrivata per 1-0 sul campo dell’Udinese.
Il tecnico della Roma Gian Piero Gasperini ha parlato ai microfoni di Sky Sport al termine della sfida contro l’Udinese, che ha visto i capitolini soccombere per 1-0. I giallorossi non sono riusciti a rispondere alle vittorie di Juventus e Napoli.
Roma, le parole di Gasperini
Analisi.
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