Serie A
Milan-Juventus 1-3: le pagelle dei rossoneri
Il Milan cade dopo ben 27 partite ad opera della Juventus per 3-1. Il Diavolo anche durante la partita di ieri ha saputo vendere molto cara la pelle, ma onestamente gli uomini di Pioli poco potevano fare se fatti i conti con 7 defezioni che di certo hanno compromesso in maniera negativa la gara. Di fronte una buona Juventus che ha saputo concretizzare al meglio le occasioni, un super Federico Chiesa ha saputo sfruttare qualche inevitabile errore difensivo rossonero e colpire Donnarumma in due occasioni. Terza rete di McKennie.
Le pagelle dei rossoneri
Donnaruma 6: assolutamente incolpevole in occasione dei tre gol subìti, impedisce che il risultato diventi ancora più tondo con una paratona su McKennie da applausi.
Dalot 6: molto attento in fase difensiva quando riesce a dare del filo da torcere alle incursioni di Ramsey, un po’ meno in fase offensiva dove spesso non è preciso al cross. (dal 35 st Conti sv)
Kjaer 6,5: si attacca come un francobollo a Cristiano Ronaldo e gli fa vedere poche volte la palla. Gara condotta con intelligenza, deve spesso mettere delle toppe ai buchi lasciati dal suo compagno di reparto. Nessuna sbavatura. (dal 35′ st Maldini sv).
Romagnoli 5: affondare una lama nel burro è più difficile che saltare il capitano rossonero che evidenzia gli stessi errori di sempre. Serata da dimenticare, ma gli errori commessi devono essere analizzati con attenzione perchè, come detto, sono reiterati negli anni. Gli avversari lo saltano come un birillo.
Theo Hernandez 4,5: la più brutta partita da quando è in rossonero, se Chiesa è in versione top player è anche colpa sua. Completamente fuori dalla gara, fase difensiva da dimenticare, fase offensiva inesistente.
Calabria 7: improvvisato nel ruolo di mediano ci mette cuore e cervello trovando la rete del momentaneo pareggio. E’ in forma devastante e lo dimostra anche fuori ruolo. (Dal 35′ st Kalulu sv).
Kessiè 6: gioca con la solita intensità, ma nel secondo tempo patisce la Juventus, meno lucido del solito.
Castillejo 5: l’unico lampo dello spagnolo è ad inizio gara quando “uccella” Bentancur ed impegna il portiere avversario. Per il resto partita da dimenticare (dal 41′ Colombo sv).
Calhanoglu 6: è l’unico a trovare la porta avversaria, in almeno 7 occasioni prova la calciata trovando Szczesny sempre attento. Una prova sicuramente importante la sua, uno degli ultimi ad arrendersi.
Hauge 5: appare troppo molle, timido ed eccessivamente poco in palla (dal 22 st Diaz 5: entra al posto di uno spento hauge per dare vivacità, viene anch’egli inghiottito dalla gara senza dimostrare alcunchè)
Leao 6,5: buon primo tempo per il portoghese che va vicino alla rete e detta l’assist per il gol del pareggio di Calabria. L’unico in avanti che mette vivacità e corsa.
Pioli 6: si arrende all’emergenza, non poteva essere altrimenti. Ha il merito comunque di schierare una squadra in campo che fino alla fine ha reso la vita difficile alla Juventus, onestamente chiedere di più era impossibile.
Serie A
Inter, l’attacco che cambia volto: la forza del turnover firmato Chivu
Inter – Niente coppia fissa accanto a Lautaro, ma risposte continue da Thuram, Bonny ed Esposito. Ecco come i nerazzurri inseguono un finale di stagione diverso.
L’Inter di Cristian Chivu ha trovato una nuova chiave offensiva: ruotare, cambiare, sorprendere. Una rivoluzione silenziosa rispetto alle fatiche di un anno fa, quando Arnautovic e Correa non riuscivano a garantire continuità. Oggi, invece, chiunque venga chiamato in causa risponde presente. E non è un dettaglio per una squadra ancora in corsa su tutto: prima in campionato, agli ottavi di Champions League e in semifinale di Coppa Italia dopo il 2-1 al Torino di ieri sera.
Il punto fermo resta Lautaro Martinez. Alterna picchi altissimi a qualche passaggio a vuoto, soprattutto nei big match, ma per l’Inter è molto più di un centravanti: è capitano, leader, simbolo. Il volto della squadra. Accanto a lui, però, non c’è più una spalla fissa. E forse è proprio questa la forza dell’Inter 2025-26.

LAUTARO MARTINEZ LANCIA IL PALLONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Inter, il segreto di Chivu
Chivu, a differenza delle stagioni passate, non ha mai davvero scelto una coppia titolare. Thuram, Bonny ed Esposito si alternano senza gerarchie rigide, in base al momento, alla partita, alle energie. Un approccio che sta pagando. A Monza, contro il Torino, sono partiti Bonny e Thuram: il primo ha sbloccato la gara di testa su cross di Kamate, il secondo ha lasciato il segno con un assist perfetto per Diouf. “Le frères”, li ha chiamati l’Inter sui social, fotografando una sintonia che va oltre il tabellino.
Segnali incoraggianti anche da chi aveva rallentato. Thuram sta ritrovando continuità dopo una prima parte di stagione brillante e qualche stop di troppo; Bonny continua a crescere; Esposito, alla prima stagione in Serie A, segna molto di meno ma ha un rendimento complessivo più che positivo.
I numeri raccontano una concorrenza vera: 11 gol e 5 assist per Thuram, 7 gol e 6 assist per Bonny, 3 reti e 4 assist per Esposito. Vince il francese sul piano statistico e per curriculum, ma il campo dice altro: Chivu non cerca un vincitore. Cerca risposte. E le sta trovando da tutti.
Con il calendario che si infittisce e le partite che pesano sempre di più, il turnover non è più un rischio ma una necessità. E questa Inter, capace di cambiare senza perdere identità, vuole arrivare in fondo. Stavolta, fino all’ultimo giorno.
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Serie A
Verona, é caccia al sostituto di Paolo Zanetti
Il Verona si affida a Paolo Sammarco come traghettatore dopo l’esonero di Zanetti. Nel frattempo il club veneto é alla ricerca del sostituto.
Era solo una questione di tempo l’esonero di Paolo Zanetti vista la situazione disastrosa del Verona in campionato. I gialloblù si trovano ultimi a 14 punti, con 2 vittorie, 8 pareggi, 13 sconfitte, 18 gol fatti e 41 subiti (7 nelle ultime 2 partite).
Per la prossima partita di campionato contro il Pisa ci sarà Paolo Sammarco seduto sulla panchina gialloblù. L’attuale allenatore della Primavera guiderà Orban e compagni da traghettatore in attesa di sapere chi sarà il sostituto di Zanetti. Da ricordare che il Pisa é a pari punti con i gialloblù e, come loro, ha appena cambiato allenatore.
Verona, chi al posto di Zanetti? D’Aversa verso il no, idea Pagliuca

ROBERTO D’AVERSA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Come riportato da Hellas Live, uno dei candidati a sostituire Zanetti sulla panchina gialloblù era Roberto D’Aversa, Tuttavia, l’ex tecnico di Parma, Sampdoria, Lecce ed Empoli non sembra intenzionato ad accettare la proposta del club scaligero.
Sullo sfondo c’é anche il nome di Guido Pagliuca, ex tecnico di Juve Stabia ed Empoli, contattato dal Verona. Tuttavia, non va esclusa la possibilità che potrebbe essere proprio Sammarco ad allenare il club veneto fino alla fine della stagione. Come andrà a finire?
Serie A
Roma, Gasperini: “Mancata precisione e fortuna: ma questo gruppo non molla”
Il tecnico della Roma Gian Piero Gasperini commenta nel post gara la sconfitta arrivata per 1-0 sul campo dell’Udinese.
Il tecnico della Roma Gian Piero Gasperini ha parlato ai microfoni di Sky Sport al termine della sfida contro l’Udinese, che ha visto i capitolini soccombere per 1-0. I giallorossi non sono riusciti a rispondere alle vittorie di Juventus e Napoli.
Roma, le parole di Gasperini
Analisi.
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