Serie A
Milan in scioltezza sullo Spezia: a San Siro finisce 3-0
Terza vittoria consecutiva per il Milan di Pioli che a San Siro regola 3-0 lo Spezia. Sotto una pioggia battente e dopo l’epopea in Europa League, i rossoneri amministrano la gara nel primo tempo e colpiscono poi nella ripresa. Tre su tre per il Diavolo che va alla sosta a punteggio pieno e davanti all’Inter, avversaria alla ripresa.
Il primo tempo
Sono cinque i cambi che Pioli presenta rispetto alla sfida di giovedì. Tonali e Krunic rilevano Kessiè e Bennacer, Leao e Diaz prendono il posto di Castillejo e Calhanoglu, con Colombo unica punta al posto di Daniel Maldini. Lo Spezia, reduce dalla splendida vittoria di Udine, ripresenta gli stessi undici con Galabinov unica punta. I cambi danno vitalità ai rossoneri che partono a spron battuto chiudendo gli ospiti nella propria metà campo. Diaz è il più pimpante e va vicino al goal con una percussione centrale; Saelemakers una scheggia impazzita sulla destra. Il Milan non riesce però a sbloccare la gara nel primo quarto d’ora e quindi lo Spezia prende fiducia. Galabinov, ben contenuto da Kjaer, svaria molto dalle parti di Gabbia cercando gli spazi giusti. Spazi che invece trova Verde. L’ex Roma tiene molto impegnato Theo Hernandez e impegna Donnarumma alla mezz’ora con un bel destro. Il Milan ha una buona occasione con Saelemakers che spara alto da buonissima posizione. Leao è molto indolente e Tonali non trova in Krunic la spalla ideale. Si va quindi al riposo col risultato inchiodato sullo zero a zero.
Il secondo tempo
La ripresa vede l’ingresso immediato di Calhanoglu al posto di Colombo con Leao che si sposta nel ruolo di centravanti. In avvio Diaz ha una bella occasione ma il suo tiro a giro dalla distanza esce di poco a lato. E’ però un fuoco di paglia. Lo Spezia prende in mano il centrocampo e pur non creando particolari grattacapi a Donnarumma, fa girare bene il pallone e non corre pericoli. Serve un episodio per sbloccare e l’episodio arriva al minuto 57. Punizione di Calhanoglu dalla destra e zampata di Leao a centro area che batte Rafael per l’uno a zero. Il goal da fiducia al Milan che riprende in mano le redini del gioco grazie anche agli ingressi di Bennacer e Kessiè. A un quarto d’ora dalla fine, dopo dieci minuti di noia, Theo Hernandez chiude il match con un siluro di sinistro dopo una scorribanda sulla sinistra. La gara si chiude e anzi Leao due minuti dopo trova il tempo di realizzare la sua personale doppietta con un tocco da zero metri su sponda area di Kessiè. La partita finisce sostanzialmente lì. Il Milan, che saluta anche l’esordio del norvegese Hauge, vola in testa alla classifica a punteggio pieno e si prepara per il derby. Il vero primo spartiacque del suo campionato.
Serie A
Roma, Ghilardi sempre più un titolare
La Roma si gode la grande crescita di Daniele Ghilardi. Il difensore italiano, dopo mesi di ambientamento, ha ormai raggiunto il livello dei titolari.
Le sorti di Ghilardi alla Roma sono cambiate in poco più di due mesi. Il difensore classe 2003, dopo un avvio in sordina, ha avuto una crescita costante. Il tecnico Gasperini, da sempre molto attento allo sviluppo dei giovani, è andato molto cauto con l’inserimento del difensore arrivato in estate dall’Hellas Verona. Fino a dicembre Ghilardi è stato utilizzato con il contagocce, sia in campionato che in Europa. Tanto che probabilmente molti tifosi si stessero chiedendo il perché del suo acquisto. Nel frattempo Ghilardi ha avuto modo di apprendere i compiti richiesti dal tecnico, e di osservare da vicino i suoi compagni di reparto più esperti Hermoso e Mancini.
Roma, Ghilardi da oggetto misterioso a risorsa: tutto passando per Cagliari

L’ESULTANZA DI GIAN PIERO GASPERINI DOPO IL DUE A ZERO DI NICCOLO PISILLI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Adesso il il numero 87 giallorosso è di fatto uno dei titolari della retroguardia della Roma, e anche nella gara di ieri contro il Cagliari è stato ancora una volta perfetto. Proprio dalla gara di andata contro i rossoblù è iniziato il percorso di crescita di Ghilardi. Nella gara di andata, giocata in Sardegna, Ghilardi fu mandato in campo in una situazione di emergenza, con i giallorossi in 10 uomini. Venne impiegato fuori ruolo, da esterno a sinistra, e fu protagonista in negativo nel decisivo gol di Gaetano, che condannò i giallorossi alla sconfitta.
Poco più di due mesi dopo la situazione è completamente diversa. Ora Ghilardi è stabilmente nelle rotazioni giallorosse, e di partita in partita si sta dimostrando sempre più attento in difesa, concentrato, e molto efficace nelle sortite offensive richieste dal Gasp. Arrivato nella Capitale dall’Hellas Verona con la formula del prestito, i giallorossi sono già convinti al 100% di esercitare il suo riscatto. La Roma è pronta a spendere 9 milioni di euro per il centrale classe 2003.
Serie A
Atalanta, l’Atlético Madrid vuole Ederson per l’estate!
L’Atlético Madrid avrebbe intenzione di rinforzare il proprio centrocampo con l’acquisto di Ederson dall’Atalanta.

Ademola Lookman amareggiato ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Atalanta, Ederson segue Lookman in Spagna?
Secondo quanto riportato da Matteo Moretto, l’Atlético Madrid avrebbe intenzione di acquistare Ederson. L’Atalanta non avrebbe intenzione di cederlo, ma si tratta comunque di una possibilità concreta quella che porta l’ex Salernitana fuori dall’Italia. Il centrocampista brasiliano potrebbe trasferirsi in Spagna, dopo svariate stagioni in nerazzurro.
Ha dimostrato di essere un giocatore di altissimo livello nel corso degli ultimi anni, dunque non sorprende l’interesse di un club come quello dei colchoneros. Potrebbe dunque seguire il suo ex compagno di squadra, Ademola Lookman e proseguire la propria carriera a Madrid.
Serie A
Inter, l’attacco che cambia volto: la forza del turnover firmato Chivu
Inter – Niente coppia fissa accanto a Lautaro, ma risposte continue da Thuram, Bonny ed Esposito. Ecco come i nerazzurri inseguono un finale di stagione diverso.
L’Inter di Cristian Chivu ha trovato una nuova chiave offensiva: ruotare, cambiare, sorprendere. Una rivoluzione silenziosa rispetto alle fatiche di un anno fa, quando Arnautovic e Correa non riuscivano a garantire continuità. Oggi, invece, chiunque venga chiamato in causa risponde presente. E non è un dettaglio per una squadra ancora in corsa su tutto: prima in campionato, agli ottavi di Champions League e in semifinale di Coppa Italia dopo il 2-1 al Torino di ieri sera.
Il punto fermo resta Lautaro Martinez. Alterna picchi altissimi a qualche passaggio a vuoto, soprattutto nei big match, ma per l’Inter è molto più di un centravanti: è capitano, leader, simbolo. Il volto della squadra. Accanto a lui, però, non c’è più una spalla fissa. E forse è proprio questa la forza dell’Inter 2025-26.

LAUTARO MARTINEZ LANCIA IL PALLONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Inter, il segreto di Chivu
Chivu, a differenza delle stagioni passate, non ha mai davvero scelto una coppia titolare. Thuram, Bonny ed Esposito si alternano senza gerarchie rigide, in base al momento, alla partita, alle energie. Un approccio che sta pagando. A Monza, contro il Torino, sono partiti Bonny e Thuram: il primo ha sbloccato la gara di testa su cross di Kamate, il secondo ha lasciato il segno con un assist perfetto per Diouf. “Le frères”, li ha chiamati l’Inter sui social, fotografando una sintonia che va oltre il tabellino.
Segnali incoraggianti anche da chi aveva rallentato. Thuram sta ritrovando continuità dopo una prima parte di stagione brillante e qualche stop di troppo; Bonny continua a crescere; Esposito, alla prima stagione in Serie A, segna molto di meno ma ha un rendimento complessivo più che positivo.
I numeri raccontano una concorrenza vera: 11 gol e 5 assist per Thuram, 7 gol e 6 assist per Bonny, 3 reti e 4 assist per Esposito. Vince il francese sul piano statistico e per curriculum, ma il campo dice altro: Chivu non cerca un vincitore. Cerca risposte. E le sta trovando da tutti.
Con il calendario che si infittisce e le partite che pesano sempre di più, il turnover non è più un rischio ma una necessità. E questa Inter, capace di cambiare senza perdere identità, vuole arrivare in fondo. Stavolta, fino all’ultimo giorno.
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