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Milan, Fonseca: “Ho parlato con chi volevo parlare, domani giocherà qualcuno dell’U23. E su Theo…”

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Fonseca

Il tecnico del Milan, Paulo Fonseca, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della delicata sfida di campionato contro il Genoa di Vieira.

Paulo Fonseca, allenatore del Milan, è intervenuto in conferenza stampa a poco più di 24 ore dalla sfida di San Siro contro il nuovo Genoa di Vieira. La sfida, in programma domenica 15 dicembre alle ore 20:45, arriva dopo le dure parole del tecnico portoghese al termine della sfida di Champions League contro la Stella Rossa contro alcuni componenti della rosa.

Un clima tutt’altro che sereno quello che si respira a Milanello.

Milan

LA DELUSIONE DEL MILAN A FINE GARA (foto KEYPRESS)

Milan, le parole di Fonseca

Come sono andati questi giorni?

“Per me sarebbe stato facile parlare solo della vittoria con la Stella Rossa, ma domani il Milan fa 125 anni e noi dobbiamo essere all’altezza di questa storia. E per me, dopo mercoledì, non era così. Con l’atteggiamento di mercoledì non potevamo essere all’altezza di un club che ha fatto la storia del calcio. Ho parlato alla squadra, ho parlato con i giocatori con cui volevo parlare e siamo pronti per domani”.

Theo gioca?

“Non ho niente da aggiungere a ciò che ho detto mercoledì. Non dirò qui i nomi, ma ho parlato con i giocatori, gli ho detto quello che penso a quattr’occhi e dobbiamo andare avanti”.

Che clima si respira?

“Dopo la partita, negli spogliatoi, tutti avevano lo stesso feeling e per me questo è stato molto positivo. La squadra poi ha lavorato bene, l’atmosfera è buona. Noi siamo una famiglia, il problema va risolto in spogliatoio ed è ciò che abbiamo fatto”.

La dirigenza l’ha supportato?

“Come sempre abbiamo parlato. Siamo stati alla festa del settore giovanile. Come sempre ho sentito l’appoggio della società”.

Ripeto: Theo gioca?

“Domani giocherà la squadra migliore che io penso per vincere la partita. Non so chi giocherà domani”.

Perché ha parlato pubblicamente?

“Primo perché dico sempre la verità, mi è difficile nascondere ciò che sento dopo la partita. Secondo: sono messaggi importanti da far passare. Voi non siete dentro, non sapete tutto, ma ho avuto la necessità di parlare pubblicamente”.

Giocheranno i ragazzini domani?

“Il progetto di Milan Futuro è importante per avere più calciatori pronti per la Prima Squadra. Quello che posso dire è che domani vedremo qualcuno in campo”.

Si aspettava questi problemi con i senatori?

“Sì, a questo livello è normale avere queste situazioni. Io sono pagato per risolvere i problemi. Non chiudo gli occhi davanti ai problemi, io lavoro per risolverli. In tutte le famiglie ci sono i problemi e noi siamo una famiglia”.

Non sono segnali di debolezza i suoi?

“Non sono preoccupato da quello che pensano gli altri fuori”.

Domani c’è Van Basten. Quanto sarebbe da Milan il primo gol di Camarda?

“Fai bene a farmi questa domanda. Noi dobbiamo far crescere Camarda con equilibrio. Le aspettative e le pressioni sui giovani non sono buone. Per favore: non creiamo pressioni a Camarda. Lui è un ragazzo equilibrato, lasciamolo stare equilibrato. Io sono attento al suo lavoro. Devo pensare sempre bene quando e come utilizzarlo. Questi ragazzi devono giocare nel tempo e nel momento giusto. Ha qualità, ma deve continuare a crescere. Non deve avere questo peso di essere decisivo. Lasciamogli fare il tragitto di un giovane”.

Dopo cinque mesi vengono ripetuti gli stessi errori in fase difensiva?

“Non ho parlato di questioni tattiche o tecniche mercoledì, perché il problema non è stato tattico. L’unico problema è l’atteggiamento. Loro non hanno creato praticamente nulla, ma penso che la squadra difensivamente stia molto meglio”.

Ti è già capitato una situazioni simile?

“Sì, e spesso così si risolvono. Sono cose normali. Magari qui è una questione ancora più specifica”.

Quando ha firmato col Milan pensava di avere questo tipo di difficoltà?

“Sì. Ovviamente, se sappiamo di essere a questo livello, non possiamo pensare che sia tutto rose e fiori”.

La società sapeva cosa avrebbe detto mercoledì?

“I dirigenti non hanno parlato con la squadra. Io ho parlato con la società, come succede normalmente”.

Cosa manca a questa squadra? Qual è il problema?

“Abbiamo già fatto questo esercizio qui, ma possiamo farlo di nuovo. Sono arrivato qui e mi hanno portato qui per cambiare il modo di giocare. Sono arrivato qua con 15 giocatori, siamo andati negli USA con 15 giocatori e tanti ragazzini: tanti giocatori presenti non erano quelli più importanti, che erano in nazionale. Ci siamo allenati, abbiamo fatto bene le cose, è andata bene le cose. Ma non con i giocatori che erano in nazionale. Sono arrivati 8 giorni prima della prima partita di campionato. In 8 giorni non possiamo cambiare tutto, e neanche molto. Dopo è stato difficile allenarci, giochiamo ogni tre giorni. Gli step che voglio fare hanno bisogno di più tempo. Ma per me abbiamo già cambiato cose che sono importanti per me e abbiamo fatto buone partite. In Italia non abbiamo avuto i risultati che volevamo, ma abbiamo fatto buone partite. E se facciamo analisi su tante cose tattiche c’è stato del progresso.

Il problema per me è mentale, sento che è come una montagna russa. Partite come contro l’Empoli, contro il Sassuolo… Anche a Bergamo abbiamo fatto cose buone: hanno creato più contro il Real che contro di noi. Il problema è stato il secondo tempo, dove non abbiamo attaccato. Poi è arrivata la Champions League e non abbiamo avuto l’ambizione mentale per continuare a crescere. Mi sembra che quando la squadra pensa che ha vita facile nelle partite, come contro la Stella Rossa, ha questa presunzione. Ed è questo il problema. Io sono ritornato indietro al tempo in cui non ero qui. Le ultime dieci partite dell’anno scorso e ho visto che si dicevano le stesse cose: non è cambiato. Non si può dire che è solo quest’anno. Ho sentito che si parlava dell’atteggiamento della squadra”.

C’è la necessità di trovare nuovi leader? Domani chi indossa la fascia da capitano?

“Io ho la mia opinione. Quando sono arrivato qui il Milan aveva già tre capitani. Calabria, Theo e Rafa. Immagina se cambio il capitano, voi mi ammazzate perché ho cambiato il capitano. Io ho fiducia nel capitano che abbiamo. Se sono d’accordo, è un’altra cosa. Ma ho rispettato la gerarchia della squadra, e continuerò a farlo. Fino a quando non deciderò di cambiarlo”.

Quindi Leao capitano…

“È una possibilità”.

Il Milan è uscito dalla corsa scudetto? O nutre ancora un briciolo di speranza?

“Come sempre, voglio essere onesto. Penso che ora è più difficile, ma dentro di me io continuo a crederci. Che posso dire di più? Non è che è facile, ma continuo a crederci”.

Come verrebbe accolta la situazione in caso di piazzamento Champions e non scudetto?

“Io penso solo a domani, non posso pensare più in la. Siamo in un’ottima condizione in Champions e vogliamo fare lo stesso in Serie A: per questo posso pensare solo a domani”.

I difensori moderni guardano molto la palla e poco l’uomo…

“Non sono d’accordo e spiego il perché. Fino a Cagliari abbiamo avuto questo problema, di non difendere bene le situazioni di cross e come marcavamo in area, tra postura e altro. Ma dopo Cagliari non abbiamo avuto più questo problema. Siamo migliorati tanto, tanto. A Bergamo non abbiamo avuto questo problema. Abbiamo avuto un gol in cui un giocatore si è seduto su Theo, che è fallo in tutto il mondo. E dopo abbiamo avuto un problema su un corner. Non penso che sia un problema di difesa dell’area, ma di corner. Contro la Stella Rossa abbiamo difeso bene in area, Musah ha perso palla e hanno segnato da fuori: non è un problema specifico di difesa in area. Su questa cosa i nostri difensori hanno fatto tanti progressi”.

Dove lo vede Jimenez?

“Sta bene. Può giocare terzino sinistro o destro, esterno destro o sinistro”.

Come sta?

“Bene, sto sempre bene”.

Userà di nuovo la strategia usata con Leao?

“Ogni giocatore è diverso. Non credo che, avendo funzionato con Leao, bisogna fare lo stesso con gli altri”.

Quando vedremo il suo Milan come lo vuole lei?

“Ho già visto il Milan che volevo. Non sono un mago. Sempre montagne russe: magari domani lo vediamo, magari dopo no. Io vorrei avere una squadra più costante, soprattutto nell’atteggiamento. Poi si può sbagliare tecnicamente o tatticamente, ma per me è difficile capire questa incostanza mentale della squadra. È risolvibile”.

Serie A

Juventus, affare Mateta in discesa: C’è l’ok di Spalletti

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Atalanta

 Juventus, senza Vlahovic, Mateta è il primo nome per l’attacco: consenso di Spalletti, ma il Crystal Palace punta alto. La situazione.

Mancano ancora 6 mesi, ma in casa Juventus si inizia già a pensare a un post Vlahovic. A tal proposito, infatti, tra i profili sotto l’attenta valutazione della dirigenza piemontese, il primo nome in lista sembrerebbe essere quello di Jean-Philippe Mateta.

Il centravanti francese, attualmente in forza al Crystal Palace, rappresenterebbe l’identikit ideale per il nuovo numero 9 della Juventus, tanto che lo stesso Spalletti, secondo quanto riportato questa mattina da Tuttosport, avrebbe già dato il suo consenso all’operazione.

Tuttavia, l’unico vero problema al momento sembrerebbe essere legato alla richiesta economica del club di South London. Una valutazione compresa tra i 25 e i 30 milioni di euro, unita a una dirigenza poco incline alla negoziazione, rende l’operazione particolarmente complessa.

Juventus, e il nodo Vlahovic

I Seagulls, infatti, già la scorsa estate si erano resi protagonisti sul mercato di una situazione molto particolare che, per ironia della sorte, ricorda da vicino quella vissuta dalla Juventus con Dusan Vlahovic.

Al termine della scorsa stagione, le strade tra il Crystal Palace e Marc Guéhi sembravano destinate a dividersi, con il centrale della Nazionale inglese vicinissimo al Liverpool. A un tratto, però, qualcosa è andato storto durante le visite mediche e Guéhi è rimasto nel sud di Londra, nonostante una scadenza di contratto imminente. Una scelta che comporta rischi evidenti per la dirigenza, la quale tra circa sei mesi si troverà davanti a una decisione cruciale: tentare un rinnovo in extremis oppure accettare il rischio di perdere a parametro zero uno dei giocatori più importanti, se non quello con il maggiore potenziale di capitalizzazione.

C’è però un aspetto da non sottovalutare: oltre alle similitudini con ciò che sembra attendere la Juventus al termine della stagione e, di conseguenza, alla scadenza del contratto dell’ex Fiorentina. Qualora Dusan Vlahovic dovesse salutare Torino, dal bilancio bianconero sparirebbero non solo le sue 64 reti, ma anche i circa 41,7 milioni di euro ancora presenti a bilancio dal suo arrivo nel gennaio 2022. Una cifra che, pur essendo già stata spesa, potrebbe ora essere ridestinata verso un nuovo obiettivo e che, stando alle ultime indiscrezioni, sembrerebbe portare proprio a Mateta.

È chiaro, quindi, che il francese non va inteso come un semplice rinforzo offensivo, ma come una vera alternativa, insieme a Jonathan David, al centravanti serbo. Un profilo che, oltre al suo peso specifico, lascerebbe in eredità numerose reti, alle quali la Juventus difficilmente vorrà rinunciare.

 

 

 

 

Juventus

KENAN YILDIZ IN AZIONE ( EMANUELE PENNACCHIO/KEYPRESS )

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Serie A

Hellas Verona-Bologna, formazioni ufficiali: la scelta su Orsolini

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Al Bentegodi va in scena il terzo recupero della 16° giornata tra Hellas Verona e Bologna. Di seguito le scelte ufficiali dei due allenatori per la gara delle 18:30.

Alle 18.30 di oggi andrà in scena Hellas Verona-Bologna, terzo recupero della 16° giornata di Serie A. Gli scaligeri, padroni di casa, vanno a caccia di punti preziosi in chiave salvezza. La squadra allenata da Paolo Zanetti occupa il penultimo posto a quota 13 punti, ed è reduce dalla sconfitta interna contro la Lazio. In caso di vittoria i gialloblù potrebbero scavalcare la Fiorentina, portandosi a -1 dal Lecce quartultimo.

Dall’altra parte c’è il Bologna di Vincenzo Italiano. La formazione rossoblù vuole rialzarsi da un periodo difficile: la vittoria in Serie A manca addirittura dalla trasferta di Udine, datata 22 novembre. Nelle ultime 7 gare i rossoblù hanno raccolto appena 3 pareggi, tra cui quello di Como nell’ultimo turno. In caso di vittoria i felsinei potrebbero scavalcare la Lazio all’8° posto in classifica. Di seguito le scelte ufficiali dei due allenatori per la gara delle 18:30.

Hellas Verona-Bologna, le formazioni ufficiali

Hellas Verona (3-5-2): in attesa

Bologna (4-2-3-1): in attesa

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Focus

Inter, fattore Pio Esposito: incide sempre nelle gare in bilico

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Inter

Francesco Pio Esposito firma la pesante vittoria dell’Inter contro il Lecce. Ancora una volta il numero 94 nerazzurro mette il suo zampino in un successo importante.

Francesco Pio Esposito è l’uomo del momento in casa Inter. Il centravanti classe 2005 ha realizzato al 78′ il gol vittoria nella delicata gara contro il Lecce. Rete decisiva per l’1-0 finale, che permesso ai nerazzurri di laurearsi campione d’inverno e di provare la prima vera e propria fuga in testa della stagione. Un vero e proprio spartiacque, agevolato dallo 0-0 del Napoli al Maradona contro il Parma nella gara delle 18:30.E pure la gara contro la squadra di Di Francesco è stata per larghi tratti molto sudata dalla formazione di Chivu, apparsa sottotono fin dalle prime battute.

Per Pio si tratta del primo gol a San Siro (in maglia nerazzurra), una rete dal sapore speciale. Mandato in campo da Chivu nel forcing nerazzurro, la fisicità dell’attaccante ex Spezia ha permesso all’Inter di schiacciare i giallorossi, che fino a quel momento avevano respinto con forza e ordine ogni tentativo dei padroni di casa. Quella che poteva essere una grande occasione sciupata, la seconda consecutiva dopo il pareggio nello scontro diretto di domenica, si è trasformata nel finale in una grande gioia per il pubblico interista.

Inter, Esposito è spesso decisivo

Inter, Pio Esposito

FRANCESCO PIO ESPOSITO GUARDA AVANTI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Ancora una volta il numero 94 nerazzurro è risultato decisivo per sbloccare una gara in bilico. Pur non segnando direttamente, Esposito aveva permesso all’Inter di portarsi in vantaggio nelle difficile gare in trasferta contro Pisa e Atalanta, servendo in entrambe le occasioni a capitan Lautaro Martinez il pallone dell’1-0. Pure al Tardini di Parma lo stop sbagliato in area dell’attaccante classe 2005 si è trasformato in un’assistenza indiretta per il gol di Dimarco. Anche in quel caso servì a sbloccare una gara fino a quel momento molto ostica.

Pur non avendo statistiche personali  di alto livello (ma di tutto rispetto con 4 gol e 5 assist in tutte le competizioni) quasi sempre Esposito ha messo il suo zampino nei momenti decisivi. E se, come si suol dire, i gol vanno pesati più che contati, i numeri del centravanti di Castellamare alla prima stagione con l’Inter sono eccezionali.

Inter, l’importanza dei recuperi

Inter

L’ESULTANZA DI LAUTARO MARTINEZ CHE PUNTA IL DITO VERSO IL CIELO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Spesso i recuperi in questi anni si sono rivelati fondamentali nella corsa Scudetto dell’Inter, in un senso o nell’altro. Basti pensare al famoso Bologna-Inter che di fatto consegnò lo scudetto al Milan del 2021/2022, o alla netta vittoria della squadra di Inzaghi nel 2024 contro l’Atalanta che sancì la fuga meneghina verso la vittoria della seconda stella. O ancora alla sonora sconfitta subita lo scorso anno al Franchi contro la Fiorentina di Palladino.

Insomma quella di ieri era una gara veramente da sliding doors, e la vittoria finale traccia per la squadra di Chivu un futuro radioso, più di quanto non dica la statistica sul laurearsi campione d’inverno ( che porta 3 volte su 4 alla vittoria del campionato).

 

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