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Milan, ecco Odogu: “Non ho tanta esperienza ma conosco le mie qualità, e so che posso competere con i grandi calciatori”

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Milan

 Il Milan presenta dopo David Odogu: campione Mondiali e Europei Under 17 con la Germania giovanile. Ecco le sue dichiarazioni nel suo primo giorno da rossonero

Non solo Nkunku, oggi il Milan presenta anche David Odogu, arrivato dal Wolfsburg per 10 milioni di euro complessivi. Il classe 2006 giunge a Milano dopo sole 3 presenze tra i professionisti, ma vanta una carriera giovanile di altissimo profilo. Odogu, infatti, è stato parte della spedizione della Germania giovanile che ha vinto i Mondiali Under 17, bissando poi il trionfo agli ultimi Europei nella stessa categoria.

Ecco le sue dichiarazioni:

Sei molto giovane e bisogna avere pazienza. Ma pensi di farti trovare pronto?
“Direi di sì. Devo dire che queste primissime giornate sono state eccellenti, mi hanno tutti un benvenuto calorosissimo. Però conosco i miei pregi. Voglio essere umile e imparare, lavorando duro ogni singolo giorno”.

Ti conosciamo poco: che tipo di giocatore sei?
“Sono un difensore centrale, mi piace giocare in modalità difensiva, gestendo, organizzando la difesa. Sono davanti ad un obiettivo. Sono uno anche abbastanza aggressivo fisicamente”.

Qual è il tuo primo ricordo legato al Milan?
“La prima cosa che mi viene in mente del Milan è Paolo Maldini, una leggenda. L’ho seguito fin dall’inizio. Ricordo di aver visto le immagini di quando ha esordito. Ho visto Gullit, Baresi… Lo stadio è un valore storico per questo club. Ma la primissima cosa è Maldini”.

Ti hanno contattato prima dell’ultimo giorno di mercato?
“Durante la finestra di calciomercato non mi ha detto niente direttamente, quindi è stata una sorpresa per me. 24 ore prima ho avuto una call col mio agente e mi ha parlato di questa possibilità. Sono molto felice, oltre che sorpreso”.

Sei nato nell’estate del 2006 a Berlino, quando l’Italia vinse il Mondiale. Era destino venire in Serie A?
“Dal momento in cui ho cominciato a vedere calcio l’ho seguito sempre più spesso. Berlino 2006: beh, è una coincidenza speciale, unica, magari era destino il mio arrivo in Italia”.

Il Mondiale U19 l’ha vinto la Germania con te titolare…
“La Coppa Del Mondo U19 è stata una bellissima esperienza. Il fatto che ho giocato con altri campioni mi dà molto confidenza per competere con grandi calciatori. Fu un grande torneo, lo vincemmo, ma adesso devo dimostrare di essere ai livelli dei vari Cubarsì, Estevao con i quali giocai questa competizione”.

Un giovane del 2006 può fare il titolare del Milan?
“Sono giovane e lo so, ma è questo il mio obiettivo. Sono venuto qui per giocare sempre e dimostrare che un giovane calciatore lo può fare anche in poco tempo. Non ho tanta esperienza ma conosco le mie qualità, e so che posso competere con i grandi calciatori, settimana dopo settimana, sennò non avrei firmato per un club come il Milan. Voglio lavorare duro e fare tutto il possibile, e Milanello ha tutto il possibile per farmi essere pronto presto”.

Cosa ti ha detto Allegri?
“Sono pronto e sarò pronto a quelle che saranno le richieste del mister. MI ha già spiegato qualcosa per quanto riguarda tutto il lavoro in difesa. So benissimo che è un grande grande specialista con i difensori, quindi sono motivatissimo ad imparare da lui. Posso giocare sia a tre che a quattro. Allegri può contare su di me”.

Cosa ti ha impressionato di più del Milan?
“È tutto fatto con grandissima professionalità, è tutto grande e grandioso, tutto organizzato alla perfezione: mi viene in mente il termine top. Vedo una professionalità straordinaria ovunque. Tutto è top: staff, giocatori, persone. Cercherò subito di imparare un po’ di italiano”.

Ti ha sorpreso la chiamata del Milan?
“Non mi ha sconvolto: credo nei miei pregi e nelle mie qualità. Poi c’è stato un grosso effetto sorpresa quando mi ha chiamato il Milan. Si vede che qualcuno ha visto il mio potenziale, vuol dire che qualcuno di importante crede in me”.

Prima di te, dal Wolfsburg al Milan, c’è stato Zaccardo…
“Il mio obiettivo è integrarmi al massimo con il resto della squadra: è la squadra che lavora per vincere ogni singolo incontro. Voglio poi mostrare le mie qualità”.

Ti hanno paragonato a Rudiger…
“Essere paragonato a lui è un grande piacere. Io voglio essere leader, aggressivo, vorrei essere come Rudiger, soprattutto come lavoro mentale in difesa. Devo lavorare moltissimo e per lungo tempo per arrivare a quel livello”.

Sei curioso di giocare con Maignan?
“Certo che sì, sono contentissimo. È tra i migliori nel ruolo. Lui sì che è veramente un leader”.

Ti rendi conto che qui si può vincere la seconda stella?
“Ho terminato il mio percorso scolastico, il diploma è arrivato, quindi mi posso concentrare sul calcio. Poi lo so, quest’anno è speciale”

milan

ROME, Italy – 31.10.2021: SUPPORTERS MILAN FLAGS in action during the Italian Serie A football match between AS ROMA VS AC MILAN at Olympic stadium in Rome.

Serie A

Roma, Ghilardi sempre più un titolare

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Atalanta

La Roma si gode la grande crescita di Daniele Ghilardi. Il difensore italiano, dopo mesi di ambientamento, ha ormai raggiunto il livello dei titolari.

Le sorti di Ghilardi alla Roma sono cambiate in poco più di due mesi. Il difensore classe 2003, dopo un avvio in sordina, ha avuto una crescita costante. Il tecnico Gasperini, da sempre molto attento allo sviluppo dei giovani, è andato molto cauto con l’inserimento del difensore arrivato in estate dall’Hellas Verona. Fino a dicembre Ghilardi è stato utilizzato con il contagocce, sia in campionato che in Europa. Tanto che probabilmente molti tifosi si stessero chiedendo il perché del suo acquisto. Nel frattempo Ghilardi ha avuto modo di apprendere i compiti richiesti dal tecnico, e di osservare da vicino i suoi compagni di reparto più esperti Hermoso e Mancini. 

Roma, Ghilardi da oggetto misterioso a risorsa: tutto passando per Cagliari

L’ESULTANZA DI GIAN PIERO GASPERINI DOPO IL DUE A ZERO DI NICCOLO PISILLI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Adesso il il numero 87 giallorosso è di fatto uno dei titolari della retroguardia della Roma, e anche nella gara di ieri contro il Cagliari è stato ancora una volta perfetto. Proprio dalla gara di andata contro i rossoblù è iniziato il percorso di crescita di Ghilardi. Nella gara di andata, giocata in Sardegna, Ghilardi fu mandato in campo in una situazione di emergenza, con i giallorossi in 10 uomini. Venne impiegato fuori ruolo, da esterno a sinistra, e fu protagonista in negativo nel decisivo gol di Gaetano, che condannò i giallorossi alla sconfitta.

Poco più di due mesi dopo la situazione è completamente diversa. Ora Ghilardi è stabilmente nelle rotazioni giallorosse, e di partita in partita si sta dimostrando sempre più attento in difesa, concentrato, e molto efficace nelle sortite offensive richieste dal Gasp. Arrivato nella Capitale dall’Hellas Verona con la formula del prestito, i giallorossi sono già convinti al 100% di esercitare il suo riscatto. La Roma è pronta a spendere 9 milioni di euro per il centrale classe 2003.

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Serie A

Atalanta, l’Atlético Madrid vuole Ederson per l’estate!

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L’Atlético Madrid avrebbe intenzione di rinforzare il proprio centrocampo con l’acquisto di Ederson dall’Atalanta. 

Atalanta

Ademola Lookman amareggiato ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Atalanta, Ederson segue Lookman in Spagna?

Secondo quanto riportato da Matteo Moretto, l’Atlético Madrid avrebbe intenzione di acquistare Ederson. L’Atalanta non avrebbe intenzione di cederlo, ma si tratta comunque di una possibilità concreta quella che porta l’ex Salernitana fuori dall’Italia. Il centrocampista brasiliano potrebbe trasferirsi in Spagna, dopo svariate stagioni in nerazzurro.

Ha dimostrato di essere un giocatore di altissimo livello nel corso degli ultimi anni, dunque non sorprende l’interesse di un club come quello dei colchoneros. Potrebbe dunque seguire il suo ex compagno di squadra, Ademola Lookman e proseguire la propria carriera a Madrid.

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Serie A

Inter, l’attacco che cambia volto: la forza del turnover firmato Chivu

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Giancarlo Ratti

Inter – Niente coppia fissa accanto a Lautaro, ma risposte continue da Thuram, Bonny ed Esposito. Ecco come i nerazzurri inseguono un finale di stagione diverso.

L’Inter di Cristian Chivu ha trovato una nuova chiave offensiva: ruotare, cambiare, sorprendere. Una rivoluzione silenziosa rispetto alle fatiche di un anno fa, quando Arnautovic e Correa non riuscivano a garantire continuità. Oggi, invece, chiunque venga chiamato in causa risponde presente. E non è un dettaglio per una squadra ancora in corsa su tutto: prima in campionato, agli ottavi di Champions League e in semifinale di Coppa Italia dopo il 2-1 al Torino di ieri sera.

Il punto fermo resta Lautaro Martinez. Alterna picchi altissimi a qualche passaggio a vuoto, soprattutto nei big match, ma per l’Inter è molto più di un centravanti: è capitano, leader, simbolo. Il volto della squadra. Accanto a lui, però, non c’è più una spalla fissa. E forse è proprio questa la forza dell’Inter 2025-26.

Inter

LAUTARO MARTINEZ LANCIA IL PALLONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Inter, il segreto di Chivu

Chivu, a differenza delle stagioni passate, non ha mai davvero scelto una coppia titolare. Thuram, Bonny ed Esposito si alternano senza gerarchie rigide, in base al momento, alla partita, alle energie. Un approccio che sta pagando. A Monza, contro il Torino, sono partiti Bonny e Thuram: il primo ha sbloccato la gara di testa su cross di Kamate, il secondo ha lasciato il segno con un assist perfetto per Diouf. “Le frères”, li ha chiamati l’Inter sui social, fotografando una sintonia che va oltre il tabellino.

Segnali incoraggianti anche da chi aveva rallentato. Thuram sta ritrovando continuità dopo una prima parte di stagione brillante e qualche stop di troppo; Bonny continua a crescere; Esposito, alla prima stagione in Serie A,  segna molto di meno ma ha un rendimento complessivo più che positivo.

I numeri raccontano una concorrenza vera: 11 gol e 5 assist per Thuram, 7 gol e 6 assist per Bonny, 3 reti e 4 assist per Esposito. Vince il francese sul piano statistico e per curriculum, ma il campo dice altro: Chivu non cerca un vincitore. Cerca risposte. E le sta trovando da tutti.

Con il calendario che si infittisce e le partite che pesano sempre di più, il turnover non è più un rischio ma una necessità. E questa Inter, capace di cambiare senza perdere identità, vuole arrivare in fondo. Stavolta, fino all’ultimo giorno.

 

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