Serie A
Milan, Allegri: “Nkunku Deve sorridere un po’ di più, cosi le cose vanno meglio”
Milan-Sassuolo, Allegri presenta in conferenza stampa la sfida del quindicesimo turno di Serie A in programma a mezzogiorno a San Siro.
Domani a mezzogiorno, il Milan sarà impegnato sul proprio campo per sfidare il Sassuolo, nella partita valida per il quindicesimo turno di Serie A.
Il tecnico rossonero, Massimiliano Allegri, si è presentato in conferenza stampa per rispondere alle domande dei giornalisti in vista della gara.
Di seguito, le sue dichiarazioni.
Sassuolo Tabù
“Domani cerchiamo di invertire la rotta, perché i numeri col Sassuolo e con le neopromosse non sono a nostra favore. È una di quelle squadre contro cui le partite non finiscono mai, sia che tu sia in svantaggio sia che tu sia in vantaggio. Partita che andrà giocata con rispetto e ordine”.
Bollettino medico.
“Leao non ci sarà domani, ma ci sarà contro il Napoli. Fofana è rientrato del tutto, ma domani lo lascio a casa. Convocato Athekame. Gimenez speriamo di averlo nel più breve tempo possibile”.
Pulisic a che livello è?
“Margini di crescita li ha. Nella vita privata è molto schivo, però quando è in campo si trasforma. Poi è diabolico davanti alla porta. Deve trovare ancora la condizione migliore, cosi come Nkunku, la cui condizione fisica è migliorata molto; a Torino ha fatto una bellissima partita”.
Perché spesso approccio non così dominante?
“In una stagione ci sono vari fasi. Partivamo bene all’inizio e iniziavamo il secondo tempo facendoci il segno della croce. Da ora si è capovolta la situazione. Dobbiamo raggiungere un equilibrio per avere sempre l’approccio giusto. A Torino è stato fatto un bel secondo tempo, però nel primo quarto d’ora abbiamo subito due gol che ci potevano costare i tre punti. Col Sassuolo speriamo di non prendere gol. Domani è la prima alle 12.30, ci avviamo verso le feste… La priorità nostra è di affrontare il Sassuolo con grande ordine, le partite durano 100 minuti. Giochiamo contro una squadra che può fare gol in qualunque momento: la fase difensiva dovrà essere molto molto buona per non dargli la possibilità di esaltare le loro caratteristiche sugli esterni. Volpato e Laurientè nell’uno contro uno e nell’attacco alla profondità sono molto bravi. Partita complica che va portata a casa. Poi dobbiamo affrontare un viaggio in Arabia. Un conto è andarci con tre punti, un altro con una sconfitta…”.
Nkunku ha poca fiducia?
“Deve essere più sereno. Lo abbiamo voluto tutti. L’allenatore e la società hanno piena fiducia in lui. Deve sorridere un po’ di più, cosi le cose vanno meglio. Come Chivu a Lautaro?
Non lo cosa cosa dica Chivu, ma deve fare cosi”.
Perché Inter e Napoli favorite?
“Inter e Napoli sono la seconda e la prima dell’anno scorso, quindi è normale che siano le favorite. Il Milan ha cambiato tanti giocatori, ne sono arrivati di ottimi che si sono mischiati con altri di ottimo valore. Stiamo facendo un percorso: dobbiamo avere la convinzione di poter fare il massimo, partendo dalla consapevolezza che l’obiettivo è tornare a giocare la Champions. È vero che abbiamo 31 punti e siamo in testa, ma il campionato è lungo. Sarò noioso, ma l’importante è arrivare a marzo nelle migliori condizioni”.
Ti preoccupa essere corto in attacco?
“Corto, non corto… Fino a gennaio anche se volessimo non può arrivare nessuno. Devo trovare soluzioni interne in un gruppo di ragazzi che me le danno. In qualche modo faremo.
La società è vigile per il mercato, ma ora noi dobbiamo essere concentrati sulla partita di domani. Fatta la partita di domani penseremo a Riyad e alla trasferta di Supercoppa”.
Che squadra è il Sassuolo?
“Abbiamo visto che il Sassuolo ha caratteristiche ben precise. Anche con l’Inter a San Siro ha fatto una buona partita. Noi dobbiamo avere grande rispetto e grande ordine nella fase difensiva. Se andiamo in giro per il campo posso creare difficoltà. Per i tre punti domani dobbiamo fare una partita molto seria sotto tutti i punti di vista: tecnica, fisica e mentale”.
Si aspettava di essere in testa prima di Natale?
“All’inizio non sapevo se avrebbero recepito le mie indicazioni, ma si sono messi tutto subito a disposizione. L’obiettivo è tornare in Champions”.
Molti dicono che il Milan è in vantaggio sulle rivali…
“Mah, giocare a nascondino fa parte del gioco. lo avrei piacere a giocare la Champions, perché lavoriamo per questo. Le altre chiacchiere, il vantaggio o lo svantaggio… Il vantaggio è avere una squadra forte, una società forte e un ambiente che sostiene. La bellezza è giocare la Champions, a me piace questo”.
Ha in mente una gestione di Modric per le prossime partite?
“Jashari è cresciuto molto”
A Torino era più tranquillo che a Udine…
“Mah, tranquillo. Sapevo che c’era tempo. Contro la Lazio siamo andati dietro alla partita, buttando troppe palle. Anche ad un minuto dalla fine devi creare l’azione”
Che cosa aggiunge Torino alla convinzione della squadra?
“Aggiunge tre punti importanti, ci ha portato entusiasmo e energia, ma più alzi l’asticella, più si assottiglia il margine d’errore. Il pericolo è dietro l’angolo: domani bisogna alzare di più l’attenzione. Quando c’è troppa energia positiva all’interno, dopo si possono abbassare le difese immunitarie. Invece bisogna alzarle”.
Bartesaghi?
“I ragazzi hanno capito che hanno la grande opportunità di giocare nel Milan. E ora se lo devono tenere, con passione, professionalità ed entusiasmo”.
Lettera a Babbo Natale?
“Quest’anno ci alleniamo, rischiamo che non ci si possa scrivere. Sono contento di chi ho a disposizione. Dobbiamo concentrarci sul lavoro. Ho un gruppo straordinario. Ma anche l’ambiente sta bene. Ma restiamo con i piedi per terra, che non abbiamo ancora fatto niente.
Da Roma abbiamo avuto una bella reazione, silenziosa, che ha dato dimostrazione della responsabilità che sente ognuno dei giocatori”.
Come battere anche le piccole?
“Il calcio è illogico. Ci sono momenti in cui prendi gol con le piccole, altri in cui non li prendi, altri in cui vinci gli scontri diretti e altri in cui li perdi. Importante è non farsi condizionare da questa situazione”.
Ha senso cercare un attaccante sul mercato con questo Pulisic?
“Dobbiamo cercare di recuperare Gimenez, soprattutto per avere quattro attaccanti davanti con cui poter scegliere. Il fatto di recuperare Athekame, poi Fofana e Leao riempiamo più la rosa e la panchina”.
Nkunku bene nella ripresa di Torino…
“Aveva bisogno di recuperare la condizione fisica. A Torino il terzo gol arriva grazie a lui. È molto bravo, ha qualità tecniche straordinarie e può fare gol”.
Landucci ha detto che è uno dei gruppi migliori che avete allenato…
“E un gruppo che non si lamenta mai nel lavoro e in ciò che gli chiediamo, perché tutti hanno un obiettivo chiaro, per lasciare scritto nell’albero del Milan qualcosa di importante”.

Massimiliano Allegri e Christopher Nkunku ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Serie A
Lotito, striscione contro il Presidente dalla sede di Forza Italia
Il rapporto tra il tifo organizzato e Claudio Lotito sta raggiungendo livelli mai visti, uscendo dai binari logici del campo da calcio

LO STADIO OLIMPICO VUOTO PER LA PROTESTA DEI TIFOSI DELLA LAZIO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Lotito vs Curva Nord
Dal prato dell’Olimpico al Senato: la contestazione del tifo biancoceleste contro Claudio Lotito alza il tiro e cambia scenario. Questa volta l’obiettivo non è lo Stadio né i cancelli di Formello, ma il cuore pulsante di Forza Italia, situato a Piazza di San Lorenzo in Lucina.
Sotto la sede del partito, è apparso uno striscione dal messaggio inequivocabile, capace di intrecciare fede calcistica e dovere civico: “Forza Italia, il laziale voterebbe sì, ma vota no! Ringraziate Lotito, senatore del vostro partito”. Il riferimento è al prossimo Referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati, datato 22 e 23 marzo: i tifosi minacciano di boicottare la consultazione, o di votare contro le linee di partito, come ritorsione per la gestione societaria del proprio Presidente.
Città tappezzata e spalti vuoti
Ma la protesta non si esaurisce in piazza. La Capitale si è risvegliata sotto una pioggia di manifesti che ribadiscono un unico concetto: la richiesta di cessione del club. La strategia della tifoseria sembra ormai chiara: Colpire il Lotito politico, per indebolire il Lotito presidente, e la diserzione dello stadio: Dopo Genoa e Atalanta, il tifo organizzato annuncia il pugno duro anche per la semifinale d’andata di Coppa Italia contro i ragazzi di Palladino.
Secondo quanto riportato da LaLazioSiamoNoi.it, mercoledì prossimo l’Olimpico rischia di trasformarsi in un deserto di cemento, confermando una frattura che sembra ormai insanabile tra la proprietà e la piazza.
Serie A
Inter, allarme Bonny: problema al polpaccio contro il Genoa
Inter – L’attaccante è in dubbio per la semifinale di Coppa Italia: Chivu spera di recuperarlo per il derby.
La vittoria contro il Genoa lascia in eredità anche un campanello d’allarme in casa Inter. Nel secondo tempo della gara di sabato 28 febbraio si è fermato Bonny, costretto al cambio a circa un quarto d’ora dal termine dopo uno scatto che gli ha provocato un fastidio muscolare al polpaccio destro. In panchina è stato subito applicato del ghiaccio.
Schierato titolare accanto a Thuram, Bonny sarà valutato nelle prossime ore. Le prime sensazioni non sembrano allarmanti, ma Chivu ha preferito mantenere prudenza: “Dalle prime risposte sembra non sia nulla di che, ma ormai non mi fido più. Vediamo”, ha dichiarato il tecnico nerazzurro.
Inter, quanto è grave l’infortunio di Bonny?
L’entità del problema e i tempi di recupero restano dunque incerti. La presenza dell’attaccante nell’andata della semifinale di Coppa Italia contro il Como è in forte dubbio, mentre lo staff medico lavora per averlo a disposizione nel derby di domenica prossima contro il Milan.

Ange-Yoan Bonny e Lautaro Martinez ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Un’assenza che peserebbe, anche perché Chivu deve già fare i conti con il forfait di Martínez. Senza Bonny, l’Inter rischierebbe di presentarsi al derby con soli due attaccanti di ruolo disponibili: Thuram e Pio Esposito.
Le prossime ore saranno decisive per capire se si tratta solo di un affaticamento o di qualcosa di più serio. Il derby incombe e l’Inter resta in attesa.
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Serie A
Como, febbraio “nero” per Nico Paz: prima crisi?
Como – Il numero 10 argentino è partito dalla panchina per scelta tecnica. Ci voleva sì un pò di turnover in vista dell’Inter, ma i numeri raccontano una flessione…
Vederlo seduto in panchina fa notizia. E quando accade, significa che qualcosa sta cambiando. Contro il Lecce, Nico Paz è entrato soltanto al 65’, chiudendo la gara con appena 25 minuti senza particolari sussulti. Una gestione che porta sicuramente la firma di Fàbregas e che guarda chiaramente al prossimo, storico appuntamento.
Martedì, a San Siro, i lariani affronteranno l’Inter nell’andata della semifinale di Coppa Italia. Turnover? Probabile. Ma oltre alle logiche di rotazione, i numeri certificano una prima flessione nel rendimento del gioiello argentino.
Como, i numeri di Nico a febbraio
Febbraio si è chiuso con un solo acuto: il gol segnato al Milan, nato da un clamoroso errore di Maignan. Un lampo isolato in un mese poco prolifico, culminato con la seconda panchina stagionale dopo quella di gennaio contro l’Udinese (in quel caso per problemi fisici).

NICO PAZ E MATTEO POLITANO IN AZIONE SOTTO GLI OCCHI DI ANTONIO CONTE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Eppure il cammino in Coppa resta l’obiettivo primario: il Como ha raggiunto la semifinale eliminando Fiorentina e Napoli ai rigori. Contro i viola Paz era andato a segno; più opaca, invece, la prova contro i campioni d’Italia.
Alla sua seconda stagione in riva al lago — prima del possibile ritorno al Real Madrid — il classe 2004 mantiene comunque numeri solidi: 29 presenze complessive (26 da titolare), 10 gol (9 in campionato, 1 in Coppa Italia), 6 assist e 2.372 minuti giocati. Insomma, numeri comunque alti, ma che attestano che un piccolo calo di rendimento c’è stato.
La qualità non si discute. Ma febbraio, per il numero 10 argentino, è finito agli archivi come il mese più complicato della stagione. E ora, a San Siro, arriva l’occasione per tornare protagonista.
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