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Michele Padovano da Seta (Senigallia): “Ecco cosa penso su Juve e Max”

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michele padovano

Michele Padovano, attaccante campione d’Europa con la Juventus nell’annata 1996, sarà special guest al Ristorante Seta di San Silvestro di Senigallia (An), nelle Marche, con il suo libro “Tra la Champions e la Libertà”Venerdì 29 marzo, a partire dalle ore 20, l’ex attaccante racconterà durante una cena a tinte bianconere la sua lunga storia personale e professionale, tra sogni calcistici ed incubi giudiziari.

Era il lontano 10 maggio 2006 quando alcune auto gli sbarrano improvvisamente la strada e agenti in borghese lo trascinano dritto in caserma. È il 31 gennaio 2023 quando giunge l’assoluzione dall’accusa di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. Un volume appassionante in cui Michele Padovano riassume interminabili 17 anni di vita. Proprio come dice il suo libro, “Tra la Champions e la libertà”.

Un lungo tragitto fatto di problemi, galera, processi e arresti domiciliari, fino alla tanto attesa libertà. Padovano sarà al Ristorante Seta per svelare tutti i dettagli della sua incredibile storia. Appuntamento, dunque, nelle Marche venerdì 29 marzo. “Mi sento marchigiano d’adozione”, ci ha detto Michele Padovano, intercettato al ritorno in Italia da Malta. “Juve? Credo la società sia in linea con i programmi. Avevano chiesto a Max Allegri qualificazione Champions e valorizzazione giovani – Next Gen. Credo questi obiettivi siano stati raggiunti. Poi non lo nascondo: non è che Allegri abbia un gran gioco. Si può sempre migliorare nel gioco del calcio..”. E su Euro 2024: “Lorenzo Lucca dell’Udinese mi piace come attaccante, contento sia stato convocato da Spalletti. Il CT e questa Italia qualcosa di buono ci faranno sicuramente vedere…”. Grazie Michele per la disponibilità… Grazie a te Daniele (Bartocci) per l’attenzione.

michele padovano libro

Seta Senigallia libro Padovano

Giornalista marchigiano classe 1989, in oltre 17 anni di giornalismo si occupa di argomenti quali cronaca e sport. Laureato in Economia e Commercio (110 e lode), ha lavorato come telecronista, radiocronista e inviato, rivestendo l’incarico di responsabile ufficio stampa (Jesina Calcio) e collaborando con magazine, settimanali, quotidiani cartacei (Corriere Adriatico) e online. Eletto Professionista dell’anno 2021 Giornalismo Sport & Food a novembre 2021 presso Hotel Principe Savoia Milano, in occasione del prestigioso premio Le Fonti Awards. Ha partecipato negli anni a eventi sportivi come Gran Galà Calcio Serie A Milano, Gran Galà Calcio Serie B, Sport Digital Marketing Festival e Olimpiadi del Cuore di Forte dei Marmi. Nel suo cv un Master Sport – Digital Marketing & Communication del Sole 24 Ore. A marzo 2022 è stato eletto Professionista dell’Anno Comunicazione e Giornalismo Settoriale a Piazza Affari – Borsa Italiana Milano in occasione di Innovation&Leadership Awards. Risulta tra i vincitori del premio ‘Overtime Web Festival 2018’ (miglior articolo sport individuali), si conferma nel 2019 e ottiene il premio giornalistico nazionale Mimmo Ferrara 2019 (menzione speciale all’Odg - Napoli). E’ tra i vincitori del concorso letterario Racconti Sportivi 2019 (Centro Sportivo Italiano – Historica) la cui cerimonia di premiazione si è svolta in occasione della settimana del Salone del Libro di Torino 2019 e al Teatro Arena di Bologna. Si ripete nell’edizione 2020 di Racconti Sportivi. È stato premiato a Maggio 2019 come miglior giornalista under 30 ‘Premio Renato Cesarini 2019’. Nominato tra i migliori 30 millennials d’Italia 2019, vincitore del prestigioso Myllennium Award all’Accademia di Francia a Roma in ambito comunicazione sportiva. A settembre 2019 riceve la menzione d’onore al Premio Letterario Città di Ascoli Piceno. Ha all’attivo interventi e docenze in giornalismo e comunicazione in università e master (Roma, Bologna, Ancona, Macerata). A luglio 2020 viene premiato dal Ministro Sport Vincenzo Spadafora al Myllennium Award 2020 (Accademia di Francia – Villa Medici), alla presenza del Presidente Coni Giovanni Malagò, e ottiene il premio speciale di migliore giornalista giovane al Premio Cesarini ad agosto 2020. A Torino vince sempre nel 2020 il Premio Giovanni Arpino - Inedito dedicato alla letteratura sportiva. Vincitore del titolo di miglior blogger sportivo 2020 (Blog dell’Anno 2020) e del premio di giornalismo sportivo Simona Cigana 2020 (Friuli Venezia Giulia). Vince il Premio Giornalismo Internazionale Campania Terra Felix 2021 (sezione web), anche la menzione speciale al Premio Internazionale Città di Sarzana e al Premio Santucce Storm Festival sempre in ambito storytelling sportivo. Premiato al festival Nazionale del Giornalismo e Racconto Sportivo 2023 e al premio giornalismo internazionale Campania Terra Felix 2023. Autore del libro Happy Hour da fuoriclasse al Bartocci. E’ giornalista Giudice del programma King of Pizza 2022 (Sky Canale Italia - talent-show cucina gourmet). Il suo blog principale è www.danielebartocci.com Ha vinto anche il Premio Pizza d'oro 2022 (giornalismo - evento World Masterchef Milano Marittima) e il premio miglior giornalista giovane 2023 (Teatro dell'Aquila - Fermo - Premio R.Cesarini 2023). Eletto blogger dell'anno 2022 (Blog dell'Anno). Ha ricevuto il riconoscimento (food storytelling) a Excellence Food Innovation (Stadio Olimpico Roma - Cucina della Nonna), confermato tra i migliori professionisti horeca anche per il 2023 (BarAwards 2023). Vincitore del premio 100 Eccellenze Italiane alla Camera dei Deputati (food) e Food and Travel Awards 2022.

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Esclusiva CS, Davide Carrieri: “Lautaro quest’anno è stato straordinario, mi piacerebbe il ritorno di Hakimi”

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Davide Carrieri Inter

L’opinionista di Calcissimo e Top Calcio Davide Carrieri ha parlato in esclusiva ai microfoni di Calciostyle, dandoci un parere sulla sua Inter e non solo.

Le parole di Davide Carrieri

Davide Carrieri Inter

Di seguito, le parole rilasciate da Davide Carrieri.

In caso di vittoria matematica dell’Inter in campionato nel giorno del derby, come festeggerà  Davide Carrieri?

Guarda questo tipo di cose qui ho paura a pregustarle, perché se poi non succedono può subentrare la delusione e qualcuno è capace di rovinarsi quello che invece non è rovinabile come una soddisfazione di uno scudetto stradominato fin ora. Per cui io personalmente non so se segnare quella data e spero che con queste ultime due gare si chiudano i giochi.

Perche infondo, parliamoci chiaro, quest’anno il Milan non è stato un avversario dell’Inter. Perché comunque il campionato finirà con 15-20 punti di vantaggio, indipendentemente dal derby. E’ sempre stata una lotta impari, con una squadra che era nettamente superiore all’altra come come valori e punti.

Io lo dico adesso. Ho goduto molto di più l’anno scorso quando li abbiamo buttata fuori dalla Champions rispetto a quanto godrei eventualmente a vincere lo scudetto tra due lunedì.

Carrieri, per quanto riguarda il contratto di Inzaghi, sei d’accordo nel rinnovarlo e continuare il progetto a lungo termine con lui ?

Sono anni che si dice che l’Inter è una società in difficoltà dal punto di vista economico, che ogni anno deve smantellare la squadra, deve ridimensionare gli obiettivi ma invece, grazie soprattutto al merito della straordinaria società e a un ottimo lavoro di allenatori e giocatori, la squadra riesce bene o male a essere competitiva.

Sinceramente non riesco a dare una sentenza netta in un senso o nell’altro, però bisogna vedere se questa politica può possa essere buona a lungo andare. Sicuramente ti dico, personalmente da tifoso penso che fin quando ci sarà questo assetto societario l’Inter sarà ai massimi livelli. Almeno in abito nazionale, poi in Europa dipende da tante cose.

Per quanto riguarda il discorso Europa, è stata semplice sfortuna o le squadre estere sono più forti rispetto a quelle italiane?

No, non credo che sia assolutamente che le squadre straniere siano più forti. Ha fatto la differenza il fatto di aver giocato il ritorno in casa e a parti invertite sarebbe magari finita in modo diverso. Questo è l’unico appunto che riesco a fare.

Per il resto è stato un doppio confronto equilibrato, poteva passare uno come poteva passare l’altro. L’epilogo dei calci di rigore è stato secondo me quello più giusto, più equo.

Secondo me l’eliminazione è dovuta al fatto che quando sei abituato a vincere in lungo e in largo tutte le partite di campionato e hai riservato un concentrazione maggiore sul campionato rispetto alla coppa, la squadra che lotta paradossalmente non è più allenata.

Per concludere, essere eliminato dall’Atletico Madrid l’ho vissuta male ma non l’ho vista come una tragedia. L’ho vissuta come un qualcosa che purtroppo poteva accadere. Al momento del sorteggio ti avrei detto 55% a 45% per l’Inter e purtroppo per noi ha prevalso quel 45%.

Un parere sulle parole dette da Sacchi relative all’ Inter?

Ovviamente tutte le parole degli addetti ai lavori del mondo del calcio meritano rispetto, però penso che il rispetto debba venire anche da chi rilascia certe dichiarazioni. Perché va bene tutto, va bene che sei stato un’icona del Milan, che sei rimasto un pò più legato al Milan, ma credo che, dopo che hai visto lo sviluppo della stagione per tutto l’anno, Sacchi dovrebbe riconoscere i meriti dell’Inter. L’Inter è stata in testa al campionato dall’ inizio alla fine e a volte gli addetti ai lavori entrano in sfere non di loro competenza.

Il fatto che l’Inter abbia barato non spetta a nessun allenatore dirlo, perché ci sono degli organi che sono lì proprio per vigilare  e se non hanno trovato niente di irregolare loro non vedo perché gli addetti ai lavori debbano ficcare il naso in questioni di non loro competenza.

In base alla stagione fatta dall’Inter, chi è stato più importante: Lautaro o Calhanoğlu?

Di istinto mi verrebbe da dire Lautaro per un discorso relativo ai gol, perché in questa stagione i due attaccanti Lautaro e Thuram hanno tirato la carretta per 7 mesi. Infatti ci sta che adesso abbiano un mese di black out, ma tante partite comunque te le hanno fatte vincere loro.

Per quanto riguarda Calhanoğlu, è stata sicuramente la più grande scoperta del triennio. In quel ruolo lì l’ha provato con un anno di ritardo, ma nonostante ciò gli ha trovato una collocazione ideale.

Lo ha provato in quella posizione per la prima volta in una partita contro il Barcellona con risultati soddisfacenti, perché abbiamo vinto quella partita 1-0 con gol dello stesso calciatore turco e da lì è cresciuto sempre di più trovando una fattura che non aveva mai avuto negli anni precedenti. Però se devo risponderti secco alla domanda ti dico Lautaro.

Se mi dovessi dire un nome nome, anche non facilmente raggiungibile, per rinforzare l’inter?

Se ti dovessi dire un nome a me personalmente piacerebbe molto il ritorno di Hakimi, perchè secondo me è uno che sarebbe voluto veramente rimanere ed è stato praticamente convinto a fare le valigie per ragioni economiche. Per cui mi piacerebbe tanto rivederlo con la maglia nerazzurra.

Perchè l’unico anno che è stato da noi ha coinciso con lo scudetto di Conte. Non abbiamo neanche potuto goderci le sue prestazioni perché era l’anno del Covid con gli stadi chiusi, quindi mi piacerebbe moltissimo vederlo dal vivo con la nostra maglia.

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Arrigo Sacchi a Jesi: “In Italia non si usa mai la parola Merito”

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Arrigo Sacchi

Sacchi – “Daniele De Rossi alla Roma deve fare molta attenzione e accertarsi che i suoi calciatori mantengano una forte motivazione nel lato spirito di squadra. Contro il Lecce li ha salvati solamente la difficoltà del Lecce stesso”.

Queste le parole rilasciate ai nostri microfoni dal ‘Profeta di Fusignano’ Arrigo Sacchi, ospite ieri sera presso l’Hotel Federico II di Jesi dove ha presentato il suo libro ‘Il Realista Visionario’.

Sacchi ha affermato: “Vincendo facendo debiti? E’ come barare”.

Il chiaro riferimento all’Inter da parte dello stesso mister di Fusignano che ha proseguito: “In Italia non si utilizza mai la parola merito, molto spesso contano più le conoscenze…”.

“Il Calcio Italiano? E’ lo specchio della società e di un paese che, ad esempio, non ha cultura nel fare squadra, a volte conta più la furbizia.

E un successo senza merito non è un successo”.

Lo abbiamo intercettato prima dell’inizio della presentazione del suo libro.

E ci ha rivelato altresì un commento su Pioli: “E’ l’uomo giusto per il Milan“.

Su Simone Inzaghi ha dettoai tifosi presenti: “Si sta evolvendo, peccato per la Champions League…

“Ricordo che le squadre spagnole non sopportano il dominio degli avversari (e possesso palla, ndr).

Sacchi e Inzaghi sono nella via che da tattico porta allo stratega…”.

sacchi Milan, Pioli - Depositphotos

Head Coach of AC Milan Stefano Pioli during italian soccer Serie A season 2019/20 of AC Milan – Photo credit Fabrizio Carabelli /LM

Davanti a una fitta platea di appassionati, è poi uscito un aneddoto su Julio Velasco, ex dirigente di Inter e Lazio, nonché.

“Re Mida del Volley”, negli anni 90′ avrebbe sostenuto: “Non chiamatemi Numero Uno. Il Numero Uno è Arrigo Sacchi...”.

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Arrigo Sacchi: “Maurizio Sarri è uno stratega. Su Inzaghi…”

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Arrigo Sacchi

Altro che Pesce d’Aprile: Arrigo Sacchi (il Profeta di Fusignano dell’indimenticabile Milan degli Immortali) ha spento 78 candeline proprio a inizio aprile. Ritenuto uno dei più importanti manager del calcio mondiale, Arrigo Sacchi è nato il 1° aprile 1946 a Fusignano (Ravenna), in Emilia-Romagna. Se da calciatore non ha lasciato grandissimi ricordi (risultati ben poco significativi), da allenatore è riuscito a fare cose straordinarie. Lo abbiamo intercettato nei giorni scorsi, in attesa di ritrovarlo – ancora una volta – nella regione MarcheIl 9 aprile 2024, infatti, presenterà a Jesi il suo libro ‘Il Realista Visionario’. Ecco cosa ci ha detto Sacchi.

ARRIGO SACCHI SPIEGA CHI E’ L’ALLENATORE STRATEGA: “DA LUCIANO SPALLETTI A MAURIZIO SARRI E THIAGO MOTTA”

Luciano Spalletti è negli anni divenuto uno stratega”, ci ha detto Sacchi. “Ha vinto il campionato l’anno scorso al timone del Napoli, con giocatori sconosciuti. Anche l’ex Juve e Lazio Maurizio Sarri è uno stratega. Thiago Motta? L’allenatore del Bologna sta facendo molto bene, è uno stratega. Simone Inzaghi dell’Inter, da parte sua, cerca di ampliarsi un po’ e di non fare solamente difesa eroica e contropiede.

Questo si faceva nell’annata 1955 e il pallone a questo riguardo ha bisogno di avere una certa evoluzione se non vuole rimanere indietro ovvero se vuole essere al passo con i tempi. Ma anche estetico e bello da vedere. E’ fondamentale a mio avviso che le nostre strutture sportive si riempiano tramite il concetto di bellezza. Nel contempo direi che anche il mister della Fiorentina Vincenzo Italiano cerca di fare un calcio di comando con la sua Viola. Carlo Ancelotti del Real Madrid e Pep Guardiola del Manchester City? Non hanno bisogno dei miei complimenti. Hanno dimostrato di essere grandi allenatori, lo sono certamente, dando un grande contributo al calcio mondiale”. Pep, tra l’altro, ha scritto proprio la prefazione del nuovo libro di Sacchi.

Una domanda ora la voglio fare io – scherza Arrigo Sacchi – E’ meglio essere ottimisti nella vita o pessimisti? A vostro giudizio un team che lascia il dominio del gioco agli altri potrebbe essere ottimista? (riferimento alla Juventus di Allegri?, ndr… non lo sappiamo…). Appuntamento il 9 aprile a Jesi, all’Hotel Federico II, a partire dalle ore 19. Cena gustosa a 35 euro col grande maestro Arrigo Sacchi. Siamo convinti che con il suo storytelling anche stavolta saprà lasciare il segno…

arrigo sacchi jesi

Arrigo Sacchi a Jesi: intervista di Daniele Bartocci, giornalista di Jesi, moderatore evento insieme a Marco Lollobrigida Vice Direttore Rai Sport

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