Serie A
Lecce, Di Francesco: “La squadra ha un senso di sicurezza, la prestazione è stata comunque buona”
Il mister del Lecce Eusebio Di Francesco ha parlato in conferenza stampa dopo lo 0-0 ottenuto in casa contro il Sassuolo.
A seguire la conferenza stampa del mister del Lecce
Lecce, le parole di Di Francesco
Si poteva fare qualcosa in più per provare a vincere?
“E’ mancato il guizzo vincente, la prestazione di squadra è stata ottima. Mi è piaciuta la squadra per atteggiamento e determinazione, nel primo tempo non abbiamo concesso nulla al Sassuolo. Siamo mancati negli ultimi metri, un dato che va migliorato. Dobbiamo portare più uomini in area di rigore, dobbiamo ricercare più qualità. Siamo stati un po’ sfortunati e un po’ poco qualitativi. Sono partite che possono essere decise dagli episodi. Faccio i complimenti ai ragazzi per la prestazione poi ci sono dati oggettivi che vanno migliorati, ma a questi ragazzi bisogna dar forza. I due attaccanti vanno supportati in questo momento, non criticati. Abbiamo bisogno dei loro gol e anche dei gol degli esterni, che possono fare meglio”.
Che momento sta vivendo Stulic?
“Gli devo togliere il telefonino, così non legge niente…a parte le battute, deve continuare ad allenarsi bene, così come stanno facendo tutti gli attaccanti. La squadra mi sta dando grande disponibilità, dobbiamo trovare il particolare negli ultimi 15/20 metri. Quando si gioca con squadra più basse dobbiamo essere bravi ad aggirarle, avendo più pazienza. Questa squadra anche in passato è sempre stata abituata più a ripartire, piuttosto che a creare negli ultimi metri”.
Quali sensazioni ha sulla squadra?
“Ora la squadra ha un senso di sicurezza, che non dobbiamo perdere. Ai ragazzi ho fatto vedere immagini importanti dal punto di vista degli atteggiamenti. Vedere Tiago Gabriel che esulta dopo una chiusura è significativo. Non dobbiamo mollare la presa”.
Cosa le è piaciuto di più?
“Siamo stati pazienti ma potevamo esserlo un po’ di più. I terzini sono stati molto bravi nelle due fasi. Ricordiamoci che i terzini devono prima difendere e poi attaccare bene. A me la squadra è piaciuta, ci sono tante cose positive. Vorrei vedere più qualità e spregiudicatezza negli ultimi metri, ma ci arriveremo. Abbiamo giocato per vincere, peccato non esserci riusciti”.
Avevate lavorato sui lanci per le ali?
“Quando una squadra si chiude cerchi l’ampiezza. Abbiamo esterni più bravi a cercare l’uno contro uno e meno bravi a venire tra le linee. Nelle ripartenze c’è la possibilità di trovare la squadra più aperta e trovare spazi per vie centrali”.

Serie A
Lotito, striscione contro il Presidente dalla sede di Forza Italia
Il rapporto tra il tifo organizzato e Claudio Lotito sta raggiungendo livelli mai visti, uscendo dai binari logici del campo da calcio

LO STADIO OLIMPICO VUOTO PER LA PROTESTA DEI TIFOSI DELLA LAZIO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Lotito vs Curva Nord
Dal prato dell’Olimpico al Senato: la contestazione del tifo biancoceleste contro Claudio Lotito alza il tiro e cambia scenario. Questa volta l’obiettivo non è lo Stadio né i cancelli di Formello, ma il cuore pulsante di Forza Italia, situato a Piazza di San Lorenzo in Lucina.
Sotto la sede del partito, è apparso uno striscione dal messaggio inequivocabile, capace di intrecciare fede calcistica e dovere civico: “Forza Italia, il laziale voterebbe sì, ma vota no! Ringraziate Lotito, senatore del vostro partito”. Il riferimento è al prossimo Referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati, datato 22 e 23 marzo: i tifosi minacciano di boicottare la consultazione, o di votare contro le linee di partito, come ritorsione per la gestione societaria del proprio Presidente.
Città tappezzata e spalti vuoti
Ma la protesta non si esaurisce in piazza. La Capitale si è risvegliata sotto una pioggia di manifesti che ribadiscono un unico concetto: la richiesta di cessione del club. La strategia della tifoseria sembra ormai chiara: Colpire il Lotito politico, per indebolire il Lotito presidente, e la diserzione dello stadio: Dopo Genoa e Atalanta, il tifo organizzato annuncia il pugno duro anche per la semifinale d’andata di Coppa Italia contro i ragazzi di Palladino.
Secondo quanto riportato da LaLazioSiamoNoi.it, mercoledì prossimo l’Olimpico rischia di trasformarsi in un deserto di cemento, confermando una frattura che sembra ormai insanabile tra la proprietà e la piazza.
Serie A
Inter, allarme Bonny: problema al polpaccio contro il Genoa
Inter – L’attaccante è in dubbio per la semifinale di Coppa Italia: Chivu spera di recuperarlo per il derby.
La vittoria contro il Genoa lascia in eredità anche un campanello d’allarme in casa Inter. Nel secondo tempo della gara di sabato 28 febbraio si è fermato Bonny, costretto al cambio a circa un quarto d’ora dal termine dopo uno scatto che gli ha provocato un fastidio muscolare al polpaccio destro. In panchina è stato subito applicato del ghiaccio.
Schierato titolare accanto a Thuram, Bonny sarà valutato nelle prossime ore. Le prime sensazioni non sembrano allarmanti, ma Chivu ha preferito mantenere prudenza: “Dalle prime risposte sembra non sia nulla di che, ma ormai non mi fido più. Vediamo”, ha dichiarato il tecnico nerazzurro.
Inter, quanto è grave l’infortunio di Bonny?
L’entità del problema e i tempi di recupero restano dunque incerti. La presenza dell’attaccante nell’andata della semifinale di Coppa Italia contro il Como è in forte dubbio, mentre lo staff medico lavora per averlo a disposizione nel derby di domenica prossima contro il Milan.

Ange-Yoan Bonny e Lautaro Martinez ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Un’assenza che peserebbe, anche perché Chivu deve già fare i conti con il forfait di Martínez. Senza Bonny, l’Inter rischierebbe di presentarsi al derby con soli due attaccanti di ruolo disponibili: Thuram e Pio Esposito.
Le prossime ore saranno decisive per capire se si tratta solo di un affaticamento o di qualcosa di più serio. Il derby incombe e l’Inter resta in attesa.
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Serie A
Como, febbraio “nero” per Nico Paz: prima crisi?
Como – Il numero 10 argentino è partito dalla panchina per scelta tecnica. Ci voleva sì un pò di turnover in vista dell’Inter, ma i numeri raccontano una flessione…
Vederlo seduto in panchina fa notizia. E quando accade, significa che qualcosa sta cambiando. Contro il Lecce, Nico Paz è entrato soltanto al 65’, chiudendo la gara con appena 25 minuti senza particolari sussulti. Una gestione che porta sicuramente la firma di Fàbregas e che guarda chiaramente al prossimo, storico appuntamento.
Martedì, a San Siro, i lariani affronteranno l’Inter nell’andata della semifinale di Coppa Italia. Turnover? Probabile. Ma oltre alle logiche di rotazione, i numeri certificano una prima flessione nel rendimento del gioiello argentino.
Como, i numeri di Nico a febbraio
Febbraio si è chiuso con un solo acuto: il gol segnato al Milan, nato da un clamoroso errore di Maignan. Un lampo isolato in un mese poco prolifico, culminato con la seconda panchina stagionale dopo quella di gennaio contro l’Udinese (in quel caso per problemi fisici).

NICO PAZ E MATTEO POLITANO IN AZIONE SOTTO GLI OCCHI DI ANTONIO CONTE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Eppure il cammino in Coppa resta l’obiettivo primario: il Como ha raggiunto la semifinale eliminando Fiorentina e Napoli ai rigori. Contro i viola Paz era andato a segno; più opaca, invece, la prova contro i campioni d’Italia.
Alla sua seconda stagione in riva al lago — prima del possibile ritorno al Real Madrid — il classe 2004 mantiene comunque numeri solidi: 29 presenze complessive (26 da titolare), 10 gol (9 in campionato, 1 in Coppa Italia), 6 assist e 2.372 minuti giocati. Insomma, numeri comunque alti, ma che attestano che un piccolo calo di rendimento c’è stato.
La qualità non si discute. Ma febbraio, per il numero 10 argentino, è finito agli archivi come il mese più complicato della stagione. E ora, a San Siro, arriva l’occasione per tornare protagonista.
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