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Lazio, Lotito: “Sarri non conosce Ratkov? Milinkovic quando l’ho preso qualcuno lo conosceva?”

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Il presidente della Lazio Claudio Lotito ha rilasciato un’intervista in occasione della festa della società biancoceleste dove ha trattato svariati argomenti.

Lazio, le parole di Lotito

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Rome, Italy 10.01.2024: President of Lazio Claudio Lotito celebrate victory at end of the ITALY CUP “Coppa Italia” Frecciarossa 2023-2024, football match SS LAZIO vs AS ROMA at Olympic Stadium in Rome.

A che punto siamo con lo stadio Flaminio?
“Se ci fossero stati problemi non avremmo presentato la documentazione. Stanno lavorando due università, nello staff c’è anche un esponente della famiglia Nervi. Fra avere un Flaminio in queste condizioni e uno con una situazione architettonica che molti hanno definito geniale c’è differenza. Ringrazio il sindaco, ha apprezzato e accolto l’importanza di una ristrutturazione conservativa che va a migliorare la situazione attuale”.

Lo stadio e la proprietà dell’area?
“Un problema risolto. La mia proposta è quella del diritto di superficie, che ci consente di essere proprietari dell’impianto per 99 anni. Senza quello l’investimento da 430 milioni presentato sarebbe stato diverso. E’ la stessa procedura della Roma. Noi utilizzeremo il Flaminio con 50 mila spettatori, loro un’area nuova”.

Sono previsti nuovi soci e nuovi capitali?
“Non mi risulta. Contrariamente alle rappresentazioni fatte in modo strumentale, la Lazio non ha problemi di nessuna natura. Qualcuno forse in passato ha voluto crearli con l’applicazione di norme bizzarre bloccando il mercato, ma oggi la società non ha nessun tipo di problema come non lo aveva prima. L’investimento da 430 milioni la Lazio lo farà direttamente perché la proprietà ha le risorse per poterlo fare”.

I prossimi passi?
“La prossima settimana presenteremo lo schema di contratto, verrà valutato e se andrà bene si riuniranno e valuteranno la pubblica utilità. Poi si andrà alla conferenza dei servizi. E’ un quadro a breve, abbiamo perso qualche mese purtroppo”.

Esistono delle tempistiche?
“Non voglio fare previsioni. Tre anni per iniziare i lavori è un tempo ragionevole, poi spero non ci siano rallentamenti. Noi eravamo convinti fosse una partenza automatica, il comune ha studiato bene le carte e capito che le nostre proposte erano ricevibili. C’è una condivisione, ora manca l’iter burocratico. Sul progetto, ve lo dico in anticipo, ho trovato da parte delle istituzioni grande disponibilità: non si stravolgerà l’aspetto architettonico dello stadio, anzi si valorizzerà. Dipendesse dalla mia volontà lo farei domattina. Verrà fatto un accordo di adozione, cureremo l’area e cercheremo di fare attività perché è un’area storica legata anche alla famiglia Bernini. Vorremmo riattivare tutto questo per farlo diventare un centro di riferimento anche della storia della Lazio. Il calcio non può essere solo risultato sportivo, il calcio è anche educazione e formazione”.

Inevitabile tornare anche sulla questione arbitri che tanto sta facendo discutere…
“Non commento niente. Io registro i danni che abbiamo subito. Mi risulta, da quello che so, che anche la politica sta attenzionando la cosa. Ma non la situazione della Lazio, il sistema. Oramai questo sistema non tiene più così come è concepito, non è più credibile su quello che succede… Un fallo di mano a volte viene percepito in un modo e a volte in un altro, per fare un esempio”.

Cosa succederà?
“Sono fiducioso, non ho voluto delegittimare nessuno. Poi però abbiamo registrato una serie di episodi che hanno dimostrato che esiste una valutazione non conforme. Un esempio? Un fuorigioco, un’espulsione, un fallo di mano, cose valutate in un modo da una parte e in un modo diverso dall’altra. Questa situazione ha generato in me, come uomo delle istituzioni, la voglia di attenzionare il problema attraverso una lettera ufficiale alla Lega Calcio. Una lettera corretta e trasparente, in cui spiego che il sistema sta perdendo credibilità”.

Passando al mercato, Sarri ha detto che non conosce Ratkov…
“Ha detto che non lo conosce, che non fa lo scout, senza polemica. Milinkovic quando l’ho preso qualcuno lo conosceva? Sergej fra l’altro si è comportato in modo esemplare con noi, ho sbagliato forse io perché quando era arrivata un’offerta da 140 milioni avrei dovuto venderlo. Quando ha chiesto di andare via gli ho detto che sarebbe servita una certa cifra e lui si è messo a lavoro per trovarla. Nella vita ci sono rapporti di rispetto da mantenere. Noi stiamo cercando di creare una Lazio come punto di riferimento, non come punto di partenza ma come punto di arrivo. Il mister è un fuoriclasse dal punto di vista della formazione. Se un giocatore ha 28-30 anni che vuoi formare? Se uno ha 23-24 anni può essere trasformato. Noi stiamo ringiovanendo la rosa, cosa non di poco conto, vendendo giocatori di una certa età per prenderne di più giovani. Alla società in estate hanno creato un danno da 100 milioni, se avessimo potuto fare mercato oggi avremmo una situazione diversa. Chi è andato via voleva farlo in estate, ma non potevamo lasciarli partire in quel momento. A tal proposito, ricordate Greenwood? Ho tentato fino all’ultimo di prenderlo, ma non ci è voluto venire ed è andato in Francia. E la colpa è anche dell’ambiente, che se crea tutto questo caos la gente preferisce posti più tranquilli”.

Arriveranno altri giocatori?
“La Lazio farà quello che serve. Io sorrido perché già conosco le cose… Tutto questo sulla base di preservare la società. Io sono stabile, la società non è in vendita e non è scalabile. Poi la gente può scrivere quello che vuole… Arriverà quello che deciderò che dovrà arrivare”.

Sarri le ha chiesto dei giocatori?
L’allenatore ho già detto che deve formare, può dare i profili e non i nomi, poi la società comprerà chi vuole”.

Sul mercato state accontentando Sarri?
“Io non devo accontentare nessuno. La società è rappresentata dal suo presidente che è anche il proprietario, da quello che elargisce le risorse. Poi c’è il ds e poi l’allenatore. La squadra l’allestisce la società, l’allenatore chiede i profili necessari e non i nomi specifici, e noi stiamo cercando di creare le condizioni per fare un gruppo forte senza mortificare le persone che ci sono oggi che sono speciali, serie e attaccate alla maglia. Lo stanno dimostrando nonostante le difficoltà imponderabili. La Lazio non ha mai giocato con l’organico a pieno regime. Noi abbiamo fatto una scelta, dicendo che chi sarebbe voluto restare sarebbe rimasto. Chi voleva andare via è stato lasciato. Castellanos ha chiesto di andare via e noi lo abbiamo accontentato e sostituito. Guendouzi ha chiesto di andare via, entrambi si sono comportati in modo esemplare comunque. Guendouzi poteva andare via già prima, poi ha fatto l’ultima partita, è andato via ed è stato sostituito. Nella Lazio c’è programmazione, abbiamo una sala scouting che in Italia non ha quasi nessuno”.

 

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Lazio, Sarri: “Impossibile sostituire Romagnoli al momento”

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Lazio

Continua il periodo difficile della Lazio che non va oltre lo 0-0 al Via Del Mare contro il Lecce. I biancocelesti sono attualmente noni, a -10 dal sesto posto.

Tra risultati negativi, il rapporto tra Sarri e Lotito che scricchiola, lo scontro tra tifosi e club, e uno spogliatoio spaccato, la Lazio non sta vivendo per nulla un periodo facile. Lo 0-0 esterno contro il Lecce di questa sera ne é la prova.

I biancocelesti non riescono a creare particolari occasioni da gol in una partita poco entusiasmante nel complesso. La squadra di Sarri ha ottenuto una sola vittoria nelle ultime sette partite (Verona-Lazio 0-1). La prossima partita é in casa contro il Genoa (forse senza tifosi biancocelesti) venerdì prossimo.

Lazio, le parole di Sarri

Lazio

I TIFOSI DELLA LAZIO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

 

Si sente nel futuro della Lazio?

“Inutile far polemica in questo momento. Quando a giugno ho saputo che il mercato era chiuso ho fatto una premessa ai tifosi, avrei sopportato tutto e sarei andato avanti per rispetto del nostro popolo. Vediamo come finiscono tutte le situazioni, magari da qui a fine mercato arrivano due 2005 fortissimi e uno cambia opinione”.

E’ vero che i giocatori vanno via perché non vogliono stare con te?

“A me hanno detto che vogliono andare via perché non vedono ambizioni nella società”.

Romagnoli sarà sostituito?

“Sostituirlo in questo momento è impossibile, è quello che aveva la leadership della mia linea difensiva. Per trasmettere a un giocatore nuovo quello che sa lui ci vorrebbero mesi”.

Il mercato?

“Qualcosa va fatto ma lo fa la società”.

Come si sente in questo momento?

“Ho speso una parola e la rispetto, l’ho sempre fatto, non solo nella professione. So benissimo che da fuori non ci si può rendere conto di cosa sia la Lazio, un club circondato da un amore stratosferico. E’ frustrante sapere che non potrò mai ripagarli, ma c’è l’orgoglio di essere amato da questi tifosi”.

Lazio distratta oggi o merito del Lecce?

“Ho visto un primo tempo con una squadra applicata ma che ha perso tanti palloni in maniera banale. Potrei parlare di tecnica, ma abbiamo perso palla su transizioni che hanno un coefficiente tecnico davvero basso. Nel secondo tempo abbiamo avuto una costruzione di buon livello per 80 metri, poi ci siamo spenti. Partita difficile, contro una squadra che fino a 20 giorni fa non sembrava neanche destinata alla lotta salvezza. Per loro era una partita importante. Più che soffrire l’aggressività degli avversari abbiamo sofferto noi stessi”.

Che ne pensa dell’iniziativa di non entrare allo stadio per Lazio-Genoa?

“L’Olimpico con la nostra gente è tanta roba, l’Olimpico vuoto è tanta tristezza, ma bisogna rispettare le prese di posizione”.

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Lecce, Di Francesco: “Mancata la qualità negli ultimi metri”

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Lecce

Il Lecce riesce ad ottenere un punto prezioso contro la Lazio in chiave salvezza. Non manca, però, il rammarico per la poca concretezza in attacco.

La squadra di Di Francesco riesce più o meno ad approfittare della sconfitta interna della Fiorentina con il Cagliari. Con la Lazio finisce 0-0, una partita dalle poche emozioni ma che ha visto i giallorossi a tratti giocare meglio degli avversari.

Prima di questa partita, gli uomini di Di Francesco arrivavano da 4 sconfitte di fila: inoltre, non vincono dal 12 dicembre 2025 (Lecce-Pisa 1-0). La loro prossima partita sarà domenica prossima contro il Torino in trasferta.

Lecce, le parole di Di Francesco

Lecce

C’é un problema in fase offensiva?

“Direi più di gol. La squadra ha espresso un buon calcio, siamo mancati nella qualità negli ultimi metri, in zona gol. Quello è il tallone d’Achille di questo momento. Oggi voglio esaltare la prestazione e l’atteggiamento della squadra, la capacità di rendere la vita difficile all’avversario, senza concedere nulla. Un pizzico di fortuna in più non sarebbe guastato”.

C’è qualche giocatore da cui si aspettava di più?

“Non mi piace sottolineare quello che non mi è piaciuto oggi, i ragazzi meritano gli applausi ricevuti a fine gara, con i nostri pregi e difetti stiamo dando il massimo. Venivamo da quattro sconfitte che bruciavano, ma ripartiamo dalla prestazione guardando avanti con ottimismo”.

Le prossime tre partite saranno determinanti?

“Sono importantissime, dobbiamo affrontarle tutte allo stesso modo. Dobbiamo giocarcele per portare a casa risultati importanti. Dobbiamo alzare la qualità di quello che stiamo facendo”.

Come mai solo tre cambi?

“Vedevo una squadra equilibrata, se non riesci a vincere non devi perdere. Con i cambi la squadra ha occupato bene il campo. Gandelman non lo volevo togliere, occupa l’area meglio di tutti gli altri a centrocampo. Volevo toccare il meno possibile, vedevo una squadra con equilibrio”.

Sui centrali di difesa?

“Impostavamo più a tre che a quattro, Siebert nel suo campionato giocava soprattutto a sinistra. Lui e Tiago Gabriel sono bravi a difendere”.

Si aspetta qualcosa dal mercato?

“Credo che il mercato sia finito qua, abbiamo 33 o 34 giocatori in rosa, sono tanti, ho solo il desiderio di continuare a lavorare con questi ragazzi, migliorando gli aspetti su cui c’è da fare”.

C’è stato uno step di crescita?

“Sì, ma non esistono squadre che dominano per tutta la partita. Quando ci sono valori differenti, se la tua squadra ha avuto un certo dominio è un buon risultato. Dovevamo essere più efficaci negli ultimi metri”.

Un giudizio su Pierotti?

“Nelle prestazioni è cresciuto tantissimo, i giocatori di alto livello devono fare entrambe le fasi. Lui è un’ala diversa dalle altre, un giocatore più di struttura e meno di tecnica. Molto bravo quando conquista palla e riparte, deve sfruttare meglio le sue potenzialità. Prima o poi arriveranno anche i suoi gol”.

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Lecce-Lazio 0-0: niente reti al Via Del Mare

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Finisce 0-0 Lecce-Lazio, un pareggio importante per i padroni di casa in chiave salvezza. I biancocelesti, invece, si allontanano dalla zona Europa.

Termina senza reti la terza ed ultima partita di questo sabato di Serie A. Al Via Del Mare il Lecce e la Lazio non regalano particolari emozioni, a parte una traversa colpita da Ramadani.

I giallorossi approfittano a metà della sconfitta della Fiorentina contro il Cagliari, uscendo dalla zona retrocessione (+1 sulla Viola). Continua, invece, il periodo a dir poco complicato per la Lazio di Maurizio Sarri.

Lecce-Lazio: il commento del match

Lecce-Lazio

Di Francesco fa solamente due cambi rispetto alla partita contro il Milan: Danilo Veiga e Banda prendono il posto di Ndaba e Sottil. Ne fa diversi di cambi, invece, Sarri rispetto alla disfatta interna contro il Como. Fuori Pellegrini, Belahyane, Cataldi e Ratkov, dentro Lazzari, Basic, Vecino e Dia.

Il primo sussulto arriva dopo neanche un minuto, con un tiro di Pierotti che esce di parecchio. Pochi minuti dopo la Lazio prova ad approfittare di un errore in difesa di Danilo Veiga, ma Dia scivola nei pressi del pallone. Tra i giocatori più in forma dei primi 45 minuti c’è senza dubbio Lameck Banda. Il francese si rende pericoloso più volte grazie alla sua velocità, ma a volte esagera con il dribbling.

Poco prima dell’intervallo arriva la migliore occasione della partita. Ramadani, da 25 metri, prova a sorprendere Provedel con un tiro fortissimo, ma é la traversa a negargli la gioia del gol.

Il secondo tempo non regala particolari emozioni, ma ad andare più vicini al gol sono i padroni di casa. Nel frattempo, entrambi gli allenatori fanno alcuni cambi. Da un lato entrano Sottil e Cheddira per Stulic e Banda, dall’altro entrano Provstgaard, Dele Bashiru e Ratkov per Gila, Vecino e Dia.

Dopo un tiro di Cheddira che esce di poco ed una parata di Provedel su una punizione di Sottil, la stanchezza si fa sentire per entrambi le squadre. Arrivano altri cambi da entrambi i lati (Pellegrini per Lazzari, Tete Morente per Pierotti), ma la musica non cambia. L’ultima occasione della partita arriva prima del novantesimo, con un tiro di Taylor da fuori area che esce di poco.

Il Lecce chiude in attacco ma non riesce a creare occasioni pericolose, e la partita termina con il risultato di 0-0. Un risultato, nel complesso, giusto viste le poche occasioni da gol.

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