ALESSIO ROMAGNOLI RAMMARICATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
<p><strong>Un Lecce corsaro espugna l&#8217;Olimpico di Roma. La contestuale vittoria della Fiorentina estromette la Lazio dalla zona europea.</strong></p>
<p>Era la serata del <em>all or nothing</em>. Dall&#8217;ambizione <em>Champions League</em>, coltivata sino all&#8217;ultima giornata grazie ad un girone d&#8217;andata straordinario e al rigore di <strong>Pedro</strong> a Milano, all&#8217;incubo di una stagione senza Europa.</p>
<h2>Lazio, dal Paradiso all&#8217;Inferno: Coulibaly gela l&#8217;Olimpico</h2>
<p>Ci sarà tempo per gli esami e per le analisi, ma adesso fa male. Fa solo male. La prima parte di stagione della <strong>Lazio</strong> è stata straordinaria. La seconda deludente, più in linea con le reali possibilità della rosa e con una <em>dead end flag</em> che assume i connotati dell&#8217;epitaffio funebre. Un percorso di crescita, un progetto vilipeso all&#8217;ultimo atto della commedia: divenuta dramma dinanzi ai 50mila dell&#8217;Olimpico, accorsi per assisterne all&#8217;epilogo.</p>
<p>La <a href="https://www.calciostyle.it/calciomercato/lazio-inizia-lasta-per-gila-spunta-un-grande-club">Lazio</a> di Baroni, almeno quella della seconda parte di stagione, <strong>sembra la brutta copia della Lazio di Sarri</strong>. Ma senza la qualità corale dei cosiddetti &#8220;big&#8221;, sacrificati sull&#8217;altare di un collettivo che ha reso fintanto che le gambe non hanno ceduto. Con un <strong>Tavares</strong> a mezzo servizio, <strong>Guendouzi-Rovella</strong> annebbiati da una stagione sempre a mille e <strong>Dia-Castellanos</strong> che paio aver smarrito l&#8217;intesa di inizio anno, <strong>la Lazio si è riscoperta una squadra &#8220;normale&#8221;</strong>: eternamente e ineluttabilmente arrovellata sui suoi difetti sistemici.</p>
<p>La palla gira piano, l&#8217;area non si riempie e quelle mezze occasioni, create più con l&#8217;inerzia che con le idee, non vogliono saperne di entrare. Dal palo interno di <strong>Pedro</strong> contro la <strong>Fiorentina</strong>, che ha dato ai Viola (complice la vittoria sul campo dell&#8217;<strong>Udinese</strong>) la qualificazione alla <em>Conference League</em> per il quarto anno consecutivo, a Baschirotto che c&#8217;entra una sorta di auto-incrocio dei pali. La difesa sbanda, come troppo spesso le accade.</p>
<p>Manca il filtro del centrocampo, con l&#8217;ubiquità e l&#8217;onnipresenza atletica della mediana venuta meno dopo quasi sessanta partite giocate sempre a mille all&#8217;ora, e i difensori, in difficoltà dalla prima di campionato nelle letture individuali, <strong>probabilmente si sentono più forti di ciò che sono</strong>. Sentono di potersi prendere delle licenze che invece non possono permettersi e <strong>Coulibaly</strong> punisce, alla fine di un primo tempo che ricalca terribilmente un leitmotiv divenuta macabra prassi: <strong>l&#8217;incapacità di scardinare una difesa chiusa</strong>.</p>
<p>La partita sembra girare quando, pochi minuti dopo, <strong>Pierotti</strong> si fa espellere per doppia ammonizione. Ingenua la prima, colpito <strong>Rovella</strong> a palla già scaricata, (forse) troppo severa la seconda. Il prevedibile assalto nella ripresa dei biancocelesti non sortisce gli effetti sperati e la <a href="https://www.sslazio.it/it">Lazio</a>, fra lo stupore generali dei suoi tifosi, si ritrova sola con i propri rimpianti. Cosa resterà di questa stagione? Si ripartirà da quel che di bello si è visto o il brutto sarà sufficiente per abiurare un percorso iniziato senza pretese ma che comunque è riuscito a tradirne i migliori auspici? Gli alibi di inizio stagione &#8211; la rivoluzione annunciata, la partenza dei big, l&#8217;inizio di un nuovo progetto &#8211; basteranno a concedere a Baroni almeno un altro anno di lavoro? Il trasformismo di inizio anno; il calcio liquido e camaleontico; la capacità di coinvolgere tutta la rosa. Qualità progressivamente sconfessate, in favore di una ostinazione (a tratti incomprensibile) su un 4-2-3-1 rigido e dogmatico. <strong>Discorsi, al meglio, da rimandare a domani. Una volta (forse) smaltita la delusione.</strong></p>
<div id="attachment_396874" style="width: 1010px" class="wp-caption aligncenter"><img aria-describedby="caption-attachment-396874" class="wp-image-396874 size-full" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2024/11/Baroni-2.jpg" alt="Lazio, Baroni, Napoli" width="1000" height="600" /><p id="caption-attachment-396874" class="wp-caption-text">MARCO BARONI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )</p></div>
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