Serie A
Juventus-Milan 0-3, Tomori impeccabile: le pagelle
Il Milan si sbarazza piuttosto agevolmente di un’arrendevole Juventus tra le mura amiche dello Stadium, in un sol botto recupera e passa in testa negli scontri diretti e riconquista il secondo posto a pari merito con l’Atalanta. Gli uomini di Pioli sbagliano poco, praticamente nulla e trovano una vittoria meritata e che non può che dare morale per affrontare le ultime gare della stagione, la qualificazione Champions è ora all’orizzonte.
Donnarumma 6: incerto il suo futuro come incerta la sua prestazione, due uscite alla viva il parroco nel primo tempo fanno presagire una serata da incubo ed invece il portiere rossonereo si riscatta su Bentancur e strappa una risicata sufficienza. Le uscite a vuoto però stanno diventando un serio problema.
Calabria 7: concede pochissimi spazi a Chiesa che sarebbe stato da espellere. Difende bene ed imposta ancora meglio, un giocatore letteralmente ritrovato.
Kjaer 7,5: un leader, Ronaldo non vede palla anche grazie al suo particolare stato di forma. Sempre attento, sprona ed incita i suoi compagni di reparto, guida la difesa con l’esperienza di un capitano di lungo corso.
Tomori 8,5: provvidenziale su Rabiot nel primo tempo, ma il difensore inglese risulta presente in ogni occasione, in difesa le prende praticamente tutte, trova la rete del 3-0 con uno stacco imperioso. Uno dei più gravi errori del Milan sarebbe quello di non riscattarlo.
Theo Hernandez 7,5: in graduale recupero da alcune gare non esaltanti, impossibile prenderlo quando gioca in questa maniera. Stacca in velocità Cuadrado nel secondo tempo, una prova di forza schiacciante.
Bennacer 7,5: finalmente oltre alla solita quantità l’algerino mette in campo anche buone dosi di qualità. Sbaglia pochissimo (dal 36′ Meité s.v.)
Kessiè 7,5: una gara da 8 macchiata dal calcio di rigore parato da Szczesny. L’ivoriano però è ovunque, prova le giocate difficili e spesso ci riesce, un gladiatore.
Saelemaekers 7: frizzante e particolarmente ispirato come gli accade da alcune gare a questa parte, cerca il fraseggio con Calhanoglu ed è una costante spina sul fianco della difesa bianconera. Se si mettesse a segnare un po’ di più saremmo di fronte ad un top player, ma il tempo per crescere c’è.
Brahim Diaz 8: la vera scommessa di Pioli, entra in campo con la voglia di spaccare il mondo e ci riesce. Prova il tiro in più occasioni, cerca ripetuti dribbling per scardinare la difesa avversaria, è meno innamorato del pallone e gioca maggiormente per la squadra. Trova un gol di pregevole fattura, la serata è tutta sua, esce per un fastidio muscolare. (Dal 25′ Krunic 6: inserito per dare più ordine e copertura, fa il suo senza alcuna sbavatura).
Calhanoglu 7: non è ancora nella forma migliore, ma in fase di non possesso garantisce una copertura ed una presenza importante. Sempre presente durante ogni azione.
Ibrahimovic 6: entra in campo con un problema al ginocchio, esce per l’acutizzarsi dello stesso. Probabilmente il riposo sarebbe stato la scelta megliore, ma lo svedese ci teneva ad essere in campo per una gara così complessa. (dal 20′ s.t. Rebic 7,5: il suo gol vale il proverbiale prezzo del biglietto, un destro nell’angolo più lontano che Szczesny può solo vedere passare).
Pioli 8,5: sbaglia nulla, sceglie di inserire Brahim Diaz lasciando in un sol colpo Rebic e Leao in panchina, inserisce Tomori al posto di Romagnoli in difesa, ogni scelta fatta sia prima che durante la partita si rivela azzeccata. Annienta Pirlo in tutto. Chapeau.
Serie A
Juventus, cosa serve per un grande 2026?
La vittoria di Pisa ha chiuso l’anno della Juventus in crescita. Ora però il salto di qualità è richiesto sia a tecnico che società.
La Juventus ha chiuso l’anno con un successo pesante a Pisa e con la sensazione di aver rimesso ordine dopo una partenza complicata. Il 2-0 in casa della squadra di Gilardino, sofferto ma fondamentale, ha completato un filotto di vittorie che ha restituito fiducia e riporta i bianconeri stabilmente in corsa per la zona Champions.
Spalletti ha salutato il 2025 con tre punti “sporchi”, ma preziosi, frutto di una squadra sempre più solida e capace di dare continuità ai risultati raccolti negli scontri diretti contro Bologna e Roma. La classifica non è ancora del tutto sistemata, ma le basi per rilanciarsi nel 2026 ci sono tutte.
Juventus 2026, da dove ripartire?
A Pisa, però, sono emersi anche i limiti di una Juventus che fatica ancora a produrre gioco e inventiva. In una serata non brillante di Yildiz, al netto del gol nel recupero, la svolta è arrivata dalla panchina: l’ingresso di Zhegrova ha cambiato il volto della partita, portando qualità, imprevedibilità e maggiore coraggio offensivo.

EDON ZHEGROVA IN AZIONE IN AZIONE ( EMANUELE PENNACCHIO/KEYPRESS )
È proprio da qui che Spalletti vuole ripartire nel nuovo anno. La fase difensiva appare ormai blindata, ma per alzare l’asticella servirà osare di più nelle scelte, valorizzando il talento a disposizione e intervenendo sul mercato per colmare le lacune più evidenti. A Pisa la fortuna ha dato una mano, ma quando la Juve ha alzato il ritmo e il baricentro ha dimostrato di poter fare la differenza. Occorre tuttavia continuare a lavorare su numerosi altri aspetti, come ad esempio il fatto che la squadra subisce ancora troppi gol.
Il 2026 bianconero inizia così con fiducia ritrovata, una base solida e la consapevolezza che il prossimo passo passa dal coraggio, in panchina come nelle strategie societarie.
Serie A
Bologna, dal secondo round con l’Inter all’obiettivo Europa
Il Bologna si avvicina alla 18° giornata dopo il pareggio contro il Sassuolo, avversario di turno l’Inter, che i felsinei hanno affrontato in Supercoppa.
Per la squadra di Italiano il momento è positivo e la finale disputata a Riad col Napoli è la dimostrazione che le ultime stagioni non sono state solo fortuna.
Bologna, prima l’Inter poi calendario fitto
Il prossimo impegno che vedrà protagonisti Orsolini e compagni è in programma domenica 4 gennaio a San Siro contro l’Inter di Chivu. A poche settimane di distanza dal confronto in Arabia Saudita, spuntato dai rossoblu ai calci di rigore, tornano ad affrontarsi le due compagini che nelle ultime stagioni hanno dato vita a veri e propri scontri mozzafiato.
Basti pensare per esempio alla scorsa stagione, quando al Dall’Ara i nerazzurri dissero addio ai sogni di gloria all’ultimo secondo a causa della rovesciata di Orsolini. Negli ultimi anni Inter-Bologna non è mai stata un partita come le altre, merito soprattutto del percorso di crescita intrapreso dai felsinei e culminato con la vittoria della Coppa Italia lo scorso maggio.
Per questo motivo il confronto della 18° giornata assume un significato più profondo, legato anche alle ambizioni di entrambe le squadre. I nerazzurri puntano dritti al titolo e la testa della classifica al momento è la posizione in cui tutta la società sperava di trovarsi a questo punto della stagione; il difficile è mantenerla fino alla fine.
Dall’altra parte il Bologna arriva da un pareggio amaro contro il Sassuolo di Grosso e cerca riscatto alla Scala del Calcio. I punti in classifica sono 26 e la lotta col Como (a quota 27), per un posto in Europa, si fa sempre più agguerrita. Anche per questo quindi Italiano non intende inchinarsi alle big ma anzi è determinato a portare a casa punti pesanti.
Superato lo scoglio nerazzurro, sarà poi l’ora di intraprendere un tour de force piuttosto impegnativo che solamente nel mese di gennaio vedrà i rossoblu affrontare in ordine Atalanta, Como, Hellas Verona, Fiorentina, Celtic, Genoa e Maccabi Tel Aviv. Cinque giornate di Serie A e due di Europa League che determineranno anche il proseguo del cammino europeo. Il gruppo è più affiatato che mai e punta a fare più punti possibili in tutte le competizioni per confermare il proprio status.

RICCARDO ORSOLINI GUARDA IN ALTO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Serie A
Inter, Zieliński tra occasione di mercato e Chivu che blocca la sua cessione: la situazione
Zieliński e il mercato Inter: voci su Lazio, Galatasaray e Leeds, ma Chivu lo considera incedibile e centrale nel nuovo progetto nerazzurro. La situazione
Da Napoli a Milano, dopo la vittoria del campionato nella stagione 2022/23, Piotr Zieliński aveva deciso di sposare la causa Inter, trovando casa nel capoluogo lombardo con la speranza di diventare un nuovo punto fermo del centrocampo nerazzurro, nonostante l’arrivo a parametro zero.
Il giocatore, però, giunto ora alla terza stagione in maglia Inter, non è mai sembrato realmente al centro del progetto tecnico. Anche in vista del prossimo mercato di gennaio, ormai alle porte, si sono riaccese diverse voci di mercato che lo vorrebbero pronto a trovare una nuova sistemazione.
Tuttavia, Zieliński non sembra condividere questa lettura, e come ribadito dalle sue stesse dichiarazioni, appare molto fiducioso del nuovo corso nerazzurro con Cristian Chivu in panchina:
«Con Inzaghi partivo in terza fila, non ero schierato tra le seconde linee. Lui aveva i suoi titolarissimi, mentre quest’anno Chivu coinvolge più giocatori e fa credere a tutti di poter essere titolari».
Inter, Zieliński sul mercato
Le dichiarazioni riportate anche da 90minuto, però, si pongono in netto contrasto con le ultime indiscrezioni di mercato, che vedrebbero il centrocampista polacco, ex Empoli e Udinese, tra i possibili partenti. Su di lui, infatti, si sarebbe registrato l’interesse della Lazio, seguito da quello di Galatasaray e Leeds United.
A tal proposito, anche Alfredo Pedullà ha parlato della possibilità che la Lazio, una volta riacquisita la possibilità di operare sul mercato a partire dal 2 gennaio, dopo il blocco estivo, possa avviare un primo sondaggio proprio per il numero 7 nerazzurro.
Le stesse voci arrivano anche dall’estero, con il Galatasaray, da sempre molto attento al mercato italiano, che starebbe cercando un’intesa con il club milanese. L’Inter, però, si sarebbe detta ferma sulle proprie posizioni, dichiarando il giocatore incedibile.
Stesso discorso anche per il Leeds United, che dopo Noah Okafor avrebbe chiesto informazioni anche per un altro ex meneghino come Zieliński, trovando però ancora una volta il muro della dirigenza nerazzurra.

L’ESULTANZA DI CRISTIAN CHIVU A FINE GARA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
In questo senso, la sessione di gennaio non sarà un momento di rivoluzione, ma piuttosto di consolidamento, con Zieliński destinato a restare uno dei pilastri silenziosi del nuovo corso nerazzurro, che sia dal primo minuto o che sia a gara in corso. Chivu da questo punto di vista è stato chiaro, il polacco non si cede.
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