Serie A
Juventus-Fiorentina 1-0: Cuadrado beffa i viola | Le pagelle
Juventus-Fiorentina finisce 1-0. I bianconeri con Cuadrado la spuntano nel finale contro una Viola rimasta in dieci.
Una partita tosta, grintosa, fisica: non troppo spettacolo tra Juventus e Fiorentina. Le occasioni si contano nelle dita di una mano. Una partita che si decide al 75′ quando Milenkovic, per un fallo a centrocampo su Chiesa, si becca la seconda ammonizione e viene espulso. Un’altra beffa per i viola, che insieme all’ammonizione di Quarta nel primo tempo, con relativa squalifica, perderà per la prossima gara contro il Milan l’affidabile coppia centrale.
Dopo l’esplusione e la girandola di cambi, la Juventus prende il possesso delle operazioni fino a quando al 91′ Cuadrado, uno dei tanti ex della gara, decide con un gol dalla linea di fondo la partita.
Altra sconfitta per la squadra di Italiano, che ai punti avrebbe meritato di portare a casa un punto.
Le pagelle viola

TERRACCIANO 6 – De Ligt tenta di acceccarlo nel primo tempo, lui ha difficoltà visive ma fino al 75′ non ci sono problemi, i bianconeri non sono mai pericolosi. Beffato nel finale dal tocco di Biraghi.
ODRIOZOLA 6 – Buona prova dello spagnolo che si propone spesso nella metà campo avversaria soprattutto nel primo tempo. Costante.
MILENKOVIC 5 – Peccato, perché fino all’espulsione aveva dimostrato, come nelle ultime gare un ottimo stato di forma. Salterà il Milan.
QUARTA 6,5 – Partita sontuonsa se non fosse stata macchiata dall’ennesima ingenua ammonizione nella trequarti bianconera che toglierà il sonno ad Italiano per la gara contro il Milan. Mancherà la coppia centrale titolare.
BIRAGHI 5 – Partita in calando del capitano, fino alla beffa finale: Cuadrado lo salta e nel tiro del colombiano devia quel tacco da mettere fuori causa Terracciano.
BONAVENTURA 6 – Forse un po’ sotto al suo standard stagionale ma il centrocampo della Juventus mette molta fisicità.
Dal 32’st DUNCAN – Non riesce a supportare il centrocampo.
TORREIRA 6 – Esce lui e la Fiorentina perde fluidità, un caso?
Dal 17’st AMRABAT 5 – Male, non entra bene in gara, non limita le linee di passaggio bianconere e perde il pallone su cui Milenkovic rimedia il secondo giallo.
CASTROVILLI 6 – Gaetano va a sprazzi, qualche luce e lavoro sporco. Fatica ad incidere
Dal 32’st NASTASIC – Entra a freddo e fatica nei tempi. Sarà decisivo alla ripresa del campionato.
CALLEJON 5,5 – Solita gara “di posizione” a cui ci ha purtroppo abituato lo spagnolo. Nel primo tempo prova un tiro verso Perin.
Dal 29’st IGOR .
VLAHOVIC 5,5 – Una partita giocata a stretto contatto con i difensori bianconeri, non viene mai messo in condizione di calciare verso la porta.
SAPONARA 6 – Una gara discreta nel buon trend di rendimento che Ricki sta avendo, meglio nel primo tempo: nella ripresa si spegne.
Dal 29 st SOTTIL – Entra troppo nervoso, non aiuta Vlahovic.
Serie A
Roma, Ghilardi sempre più un titolare
La Roma si gode la grande crescita di Daniele Ghilardi. Il difensore italiano, dopo mesi di ambientamento, ha ormai raggiunto il livello dei titolari.
Le sorti di Ghilardi alla Roma sono cambiate in poco più di due mesi. Il difensore classe 2003, dopo un avvio in sordina, ha avuto una crescita costante. Il tecnico Gasperini, da sempre molto attento allo sviluppo dei giovani, è andato molto cauto con l’inserimento del difensore arrivato in estate dall’Hellas Verona. Fino a dicembre Ghilardi è stato utilizzato con il contagocce, sia in campionato che in Europa. Tanto che probabilmente molti tifosi si stessero chiedendo il perché del suo acquisto. Nel frattempo Ghilardi ha avuto modo di apprendere i compiti richiesti dal tecnico, e di osservare da vicino i suoi compagni di reparto più esperti Hermoso e Mancini.
Roma, Ghilardi da oggetto misterioso a risorsa: tutto passando per Cagliari

L’ESULTANZA DI GIAN PIERO GASPERINI DOPO IL DUE A ZERO DI NICCOLO PISILLI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Adesso il il numero 87 giallorosso è di fatto uno dei titolari della retroguardia della Roma, e anche nella gara di ieri contro il Cagliari è stato ancora una volta perfetto. Proprio dalla gara di andata contro i rossoblù è iniziato il percorso di crescita di Ghilardi. Nella gara di andata, giocata in Sardegna, Ghilardi fu mandato in campo in una situazione di emergenza, con i giallorossi in 10 uomini. Venne impiegato fuori ruolo, da esterno a sinistra, e fu protagonista in negativo nel decisivo gol di Gaetano, che condannò i giallorossi alla sconfitta.
Poco più di due mesi dopo la situazione è completamente diversa. Ora Ghilardi è stabilmente nelle rotazioni giallorosse, e di partita in partita si sta dimostrando sempre più attento in difesa, concentrato, e molto efficace nelle sortite offensive richieste dal Gasp. Arrivato nella Capitale dall’Hellas Verona con la formula del prestito, i giallorossi sono già convinti al 100% di esercitare il suo riscatto. La Roma è pronta a spendere 9 milioni di euro per il centrale classe 2003.
Serie A
Atalanta, l’Atlético Madrid vuole Ederson per l’estate!
L’Atlético Madrid avrebbe intenzione di rinforzare il proprio centrocampo con l’acquisto di Ederson dall’Atalanta.

Ademola Lookman amareggiato ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Atalanta, Ederson segue Lookman in Spagna?
Secondo quanto riportato da Matteo Moretto, l’Atlético Madrid avrebbe intenzione di acquistare Ederson. L’Atalanta non avrebbe intenzione di cederlo, ma si tratta comunque di una possibilità concreta quella che porta l’ex Salernitana fuori dall’Italia. Il centrocampista brasiliano potrebbe trasferirsi in Spagna, dopo svariate stagioni in nerazzurro.
Ha dimostrato di essere un giocatore di altissimo livello nel corso degli ultimi anni, dunque non sorprende l’interesse di un club come quello dei colchoneros. Potrebbe dunque seguire il suo ex compagno di squadra, Ademola Lookman e proseguire la propria carriera a Madrid.
Serie A
Inter, l’attacco che cambia volto: la forza del turnover firmato Chivu
Inter – Niente coppia fissa accanto a Lautaro, ma risposte continue da Thuram, Bonny ed Esposito. Ecco come i nerazzurri inseguono un finale di stagione diverso.
L’Inter di Cristian Chivu ha trovato una nuova chiave offensiva: ruotare, cambiare, sorprendere. Una rivoluzione silenziosa rispetto alle fatiche di un anno fa, quando Arnautovic e Correa non riuscivano a garantire continuità. Oggi, invece, chiunque venga chiamato in causa risponde presente. E non è un dettaglio per una squadra ancora in corsa su tutto: prima in campionato, agli ottavi di Champions League e in semifinale di Coppa Italia dopo il 2-1 al Torino di ieri sera.
Il punto fermo resta Lautaro Martinez. Alterna picchi altissimi a qualche passaggio a vuoto, soprattutto nei big match, ma per l’Inter è molto più di un centravanti: è capitano, leader, simbolo. Il volto della squadra. Accanto a lui, però, non c’è più una spalla fissa. E forse è proprio questa la forza dell’Inter 2025-26.

LAUTARO MARTINEZ LANCIA IL PALLONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Inter, il segreto di Chivu
Chivu, a differenza delle stagioni passate, non ha mai davvero scelto una coppia titolare. Thuram, Bonny ed Esposito si alternano senza gerarchie rigide, in base al momento, alla partita, alle energie. Un approccio che sta pagando. A Monza, contro il Torino, sono partiti Bonny e Thuram: il primo ha sbloccato la gara di testa su cross di Kamate, il secondo ha lasciato il segno con un assist perfetto per Diouf. “Le frères”, li ha chiamati l’Inter sui social, fotografando una sintonia che va oltre il tabellino.
Segnali incoraggianti anche da chi aveva rallentato. Thuram sta ritrovando continuità dopo una prima parte di stagione brillante e qualche stop di troppo; Bonny continua a crescere; Esposito, alla prima stagione in Serie A, segna molto di meno ma ha un rendimento complessivo più che positivo.
I numeri raccontano una concorrenza vera: 11 gol e 5 assist per Thuram, 7 gol e 6 assist per Bonny, 3 reti e 4 assist per Esposito. Vince il francese sul piano statistico e per curriculum, ma il campo dice altro: Chivu non cerca un vincitore. Cerca risposte. E le sta trovando da tutti.
Con il calendario che si infittisce e le partite che pesano sempre di più, il turnover non è più un rischio ma una necessità. E questa Inter, capace di cambiare senza perdere identità, vuole arrivare in fondo. Stavolta, fino all’ultimo giorno.
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