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Serie A

Inter, senza Lautaro e’ tutto grigio | Arnautovic si sblocca, ma non può bastare

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Milan-Inter, Inzaghi

Inter, prova di Lautaro Martinez e Federico Dimarco, i nerazzurri si dimostrano meno incisivi e dominanti. Il primo gol in campionato di Arnautovic salva solo in parte la serata di Marassi.

Un solo punto per l’Inter a Marassi contro l’ostico Genoa. L’anno si chiude, quindi, senza i tre punti per i nerazzurri.

La squadra di Inzaghi e’ apparsa sottotono, frutto forse della stanchezza, dopo una prima parte di stagione ad alta intensità.

Un gioco meno dominante, una matassa rossoblù che ben ha ingarbugliato i nerazzurri. 

Inter

Se vogliamo trovare una nota positiva nell’Inter di ieri sera, questa e’ sicuramente Marko Arnautovic.

L’austriaco si e’ sbloccato in campionato, seppure a fronte di un’azione viziata da un fallo di Bisseck.

Se si fa eccezione per la rete del numero 8, però, l’attacco non e’ apparso in palla.

Thuram ha girato a vuoto, complice l’assenza del suo partner d’attacco titolare. Il francese ha forse mostrato la prestazione peggiore di sé da quando veste la maglia nerazzurra.

Inter, depositphotos.com

Non si può dimenticare, infine, l’incertezza di Jan Sommer sul colpo di testa dell’1-1 di Dragusin.

I tifosi nerazzurri non vedevano il proprio portiere così vulnerabile dall’1-2 di San Siro contro il Sassuolo.

Anche lui, dopo molti clean sheet, ha bucato la partita. Un infortunio che ha influito sul mancato e momentaneo +7 sulla Juventus.

Simone Inzaghi aprirà il 2024 con due buone notizie. Lautaro Martinez tornerà a disposizione, così come Denzel Dumfries.

Dal mercato di gennaio arriverà Buchanan per allungare la rosa, ma la priorità assoluta sarà il recupero delle energie perdute.

Ieri sera, infatti, l’Inter e’ apparsa lontana parente di quella che ha giocato a memoria per molte settimane.

Soprattutto, ha fatto capire come, senza Thu-La, la realtà e’ molto più dura.

 

 

Serie A

Parma, Cuesta: “Dobbiamo fare tutto ciò che possiamo per portare punti a casa”

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Parma

Il tecnico del Parma Carlos Cuesta ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida di campionato contro l’Atalanta.

Alla vigilia di Atalanta-Parma, il tecnico dei ducali Carlos Cuesta ha presentato la sfida della New Balace Arena in conferenza stampa. Di seguito le sue dichiarazioni.

Parma, Cuesta presenta la sfida all’Atalanta

Condizione.

“La squadra è con tanta volontà di fare punti e fare una buona prestazione. La nostra ossessione è fare tutto ciò che possiamo per portare punti a casa. Ci sono stati piccoli fastidi durante la settimana dobbiamo ancora valutare. Ma siamo concentrati su domani”. 

Avversario.

“Una squadra forte e aggressiva con un’identità chiara. Giocano in Champions, sappiamo il livello. Vogliamo fare la nostra partita”. 

Numeri offensivi.

“Lavorando in allenamento, provano ad arrivare con più costanza per creare il massimo del pericolo”. 

Bilancio ultimo periodo.

“Siamo stati sempre competitivi, sempre in partita, facendo punti tranne con l’Inter. Adesso non vogliamo fare valutazioni ma concentrarci su ciò che arriva. Una partita veramente importante e difficile. Dobbiamo fare il massimo, quello non cambia, cerchiamo sempre i tre punti”. 

Mercato.

“Con la società siamo allineati sui movimenti di mercato. Farei anche le mie parole per quelli che non ci sono più, come Guaita, che ha dato un contributo importante, come Begic, Hernani, Lovik, che hanno contribuito molto affinché il gruppo fosse sano, una grande squadra che si aiuta costantemente, sempre provando a fare il massimo e creando valori che si creano in campo”.

In che ruolo si sente scoperto?

“Ci sentiamo coperti”.

Pressione.

“Ho tanto lavoro che mi consente di concentrarmi su ciò che voglio fare e non sulle opinioni degli altri. Ho la possibilità di lavorare con grandi persone. Mi concentro sempre sul fare il massimo”. 

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Serie A

Milan, Allegri: “Ora non esistono più partite chiave, ma sono chiave i punti”

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Calciomercato

Milan atteso all’Olimpico contro la Roma: Allegri presenta la sfida del 22° turno di Serie A in conferenza stampa. Tutte le dichiarazioni del tecnico.

Domani sera alle ore 20:45, il Milan sarà impegnato in trasferta allo stadio Olimpico nella grande sfida contro la Roma, gara valida per il ventiduesimo turno di Serie A.

Il tecnico rossonero Massimiliano Allegri si è presentato in conferenza stampa per rispondere alle domande dei giornalisti e presentare la partita in programma.

Di seguito, le dichiarazioni di Massimiliano Allegri.

Domani Leao e Pulisic?
“Non li abbiamo avuti per vari problemi, ma hanno fatto dei gol e questa è la cosa più importante. Non conta il minutaggio, ma importante che siano efficaci e concreti. Titolari?
Non lo so, devo valutare. Anche Pavlovic va valutato”.

Ricci?
“Sono molto contento per come sta crescendo: è un giocatore molto intelligente. Secondo me il ruolo di mezzala gli si addice di più, perché gioca in verticale e tira di più in porta: credo che questo ruolo lo faccia meglio rispetto al mediano”.

La Roma è cambiata rispetto all’andata?
“In termini di aggressività no, per giocatori si, dato che ora ha Malen. All’andata giocarono senza centravanti, quindi domani per noi sarà una partita diversa a livello difensivo”.

Come si pone la tua squadra sui corner?
“Domenica abbiamo avuto tre chance, col Genoa una traversa. E importante chi calcia, poi bisogna essere un po’ più precisi. La Roma in questa specialità è molto pericolosa, perché hanno Cristante e Mancini. È un aspetto su cui dobbiamo migliorare, come quando siamo sotto pressione con la gestione della palla”.

Le big stanno comprando sul mercato, il Milan è fermo.
“In questo momento posso solo dire che l’arrivo di Fullkrug è stato molto azzeccato: ci ha dato subito una grossa mano. La società sta vedendo e lavorando. lo sono molto contento della rosa. Ripeto: o miglioriamo la rosa o giustamente rimaniamo cosi. Ci sono dei giovani presi in estate, come Athekame e Odogu, che stanno crescendo molto bene, quindi sono contento. L’importante è continuare ad avere questa convinzione in partita avendo l’obiettivo ben chiaro davanti, che è uno dei primi quattro posti. Ora sempre tutto facile, ma arrivarci è molto complicato con squadre molto agguerrite e allenatori come Conte, Spalletti e Gasperini che quasi tutti gli anni arrivano tra le prime quattro. Vantaggi non ne avremo, dovremo essere bravi noi ad arrivarci il prima possibile”.

Dybala?
“Ho avuto il piacere e la fortuna di allenarlo, quando è arrivato con me era un bambino.
Tecnica straordinaria, molto intelligente in campo. Ha una qualità veramente importante e ce ne sono pochi in giro. Con Malen può trarre dei vantaggi avendo un riferimento davanti per fare le sue giocate”.

Quanto restano nel gruppo i suoi messaggi? Perché altri allenatori, come Conte, non fanno le conferenze della vigilia?
“Sugli allenatori sono loro decisioni, non riguarda me. Il mio obiettivo è chiaro: l’anno scorso non siamo entrati in Champions, quest’anno ci dobbiamo riuscire per un valore tecnico ed economico. E troppo importante in Serie A per una grande squadra partecipare alla Champions: i soldi della Champions servono alla società per gestire il mercato e programmare un futuro più roseo, rispetto a quel che sarebbe stando fuori per due anni fuori dalla Champions. L’altro giorno sono usciti i fatturati di tutte le società di calcio: il Real ne fattura oltre un miliardo, l’Arsenal 800, il Bayern 975 e il gap con le squadre italiane è troppo diverso. Per forza una squadra, come il Milan, deve cercare di entrare in Champions. Perché questo è il calcio italiano. Una iniezione importante di denari viene dalla Champions. Bisogna rimanere coi piedi per terra, per arrivarci bisogna fare molta fatica, ma molta fatica. E quindi
bisogna stare zitti!”.

Errori sui cross?
“Fino agli ultimi 30 metri a calcio giocano quasi tutto, negli ultimi 30 metri giocano quelli più bravi. È molto semplice. E la qualità della scelta che fa la differenza”.

Calendario con due partite in 20 giorni: come si gestisce?
“Più che a livello atletico, è una questione di mantenere l’attenzione abbastanza alta.
Giochiamo quando ci han detto di giocare, non è che si devono fare tanti discorsi. È una cosa anomale, ma non possiamo farci altro”.

Come migliorare questa rosa?
“Il mercato più importante è quello estivo e la società ha lavorato molto bene. A gennaio trovare giocatori che ti migliorano è difficile, perché i migliori le squadre se li tengono. Poi ci sono le eccezioni come Fullkrug: Tare è stato molto bravo a portarlo subito, perché fosse arrivato una settimana dopo si sarebbe perso due partite”

Quanto pesa un mese fuori casa?
“Basta non pensarci… Ora non esistono più partite chiave, ma sono chiave i punti”.

Domani una di quelle partite snodo?
“Non è un momento decisivo. Finora abbiamo fatto dei punti importanti. Poi è chiaro che sono partite importanti: domani è uno scontro diretto, il Bologna lotta per l’Europa, ci sarà la trasferta a Pisa contro una squadra viva”.

Quanto è stato vicino alla Roma in passato?
“Diciamo che mi sono dimenticato tutto… La mia memory card è piena, arrivo fino al 2014,
quindi prima non mi ricordo”.

Quando ci regali un gol su punizione?
“Spero domani. Ma bisogna prendere più falli vicino all’area”.

La qualità senza i risultati non conta nulla?
“All’interno dei risultati c’è la qualità. Una partita la puoi giocare e vincere senza qualità, nel campionato vince il migliore della stagione. E per vincere bisogna avere delle qualità,
facendo ottime partite e partite sporche”.

Milan

L’ESULTANZA DI GIAN PIERO GASPERINI DOPO IL DUE A ZERO DI NICCOLO PISILLI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

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Serie A

Juventus, il retroscena David: “Il Napoli mi cercava, ma ho scelto il progetto bianconero. Zhegrova? Ha avuto problemi fisici, ma il suo potenziale è ancora da scoprire”

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Juventus

L’attaccante della Juventus Jonathan David ha rilasciato un intervista per La Repubblica. Il centravanti canadese parla del suo ambientamento in Italia.

Il rifiuto al Napoli e la scelta della Juventus

Dopo mesi molto difficili alla Juventus, Jonathan David è riuscito finalmente a far intravedere le sue qualità nelle ultime uscite. L’attaccante canadese sta piano piamo trovando la confidenza con l’ambiente bianconero, grazie anche al lavoro quotidiano con Spalletti. L’ex Lille, alla vigilia del big match contro il Napoli, ha rilasciato un’intervista al quotidiano “La Repubblica”. Il canadese è tornato sulla scelta fatta in estate, quando ha preferito accettare la proposta della Juventus a quella fatta dal club azzurro. David ha raccontato il suo ambientamento in un campionato difficile come la Serie A. Di seguito le sue parole.

Juventus, le parole di David

“È vero, in estate ho trattato con loro. Ma ho scelto la Juventus: qui c’è un progetto interessante per il futuro. È una scelta che mi farei mille volte, non sono pentito. Domani è una partita fondamentale per noi e per loro. Non so dove potremo arrivare, lo capiremo quando mancheranno cinque giornate alla fine, ma di sicuro qui non ci accontentiamo di niente”. 

Rapporto con Spalletti.

Mi vuole più feroce? A me personalmente non lo ha detto, però mi fa vedere i video con le cose che sbaglio e mi spiega come fare meglio. Lo so che la ferocia non può mancare, ma dipende anche dai momenti”.

Titolarità.

“Non sono venuto qui per essere intoccabile. La continuità aiuta molto, è vero, ma il posto bisogna guadagnarselo con le prestazioni. Non avrei problemi a giocare con un’altra punta, così come non ne ho a giocare da solo. La cosa più importante è conoscersi: è questo il processo che devo ancora completare”.

Ambientamento.

“Io sono paziente, ma so che un club come la Juve non può esserlo, perché i risultati non possono aspettare. Sto cercando di accelerare i tempi: bisogna solo lavorare, lavorare, lavorare. I tifosi sono abituati a grandi campioni, è normale che si aspettino sempre il massimo. Da parte mia cerco di non farmi toccare dai fischi. Ne abbiamo parlato nello spogliatoio perché era successo anche ad altri prima di me: ci siamo detti che la cosa migliore non è farci troppo caso, rimanere concentrati e sostenerci”. 

Serie A.

“Torino è simile a Lille, ma comunque esco poco. Il calcio italiano è diverso da quello francese, ci sono pochi spazi perché le squadre difendono tutte in undici e mi sto ambientando. Anche in Francia faticai all’inizio, ma a fine stagione i gol diventarono 13 e dall’anno dopo sempre 20”.

Zhegrova.

 Fin qui ha avuto tanti problemi fisici. 

Per altre notizie sul calciomercato, clicca qui.

Fonte: l’account X di Schira.

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