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Serie A

Inter-Empoli, D’Aversa: “Prima del terzo gol abbiamo riaperto la partita”

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Empoli

L’Empoli torna a casa a bocca asciutta dalla trasferta per il match Inter-Empoli di stasera. L’analisi del tecnico D’Aversa nel post-partita.

Una partita difficile, iniziata con l’illusione di poter resistere efficacemente e, perché no, andare in gol contro i padroni di casa.

Poi, la disillusione dal 55′ in poi, con il “risveglio” del bomber argentino Lautaro Martinez e, a seguire, di Denzel Dumfries e Marcus Thuram.

Dalla gara Inter-Empoli i toscani tornano a casa con l’amaro in bocca. Questa la disanima del tecnico Roberto D’Aversa nel post-partita.

Inter-Empoli, le parole di Roberto D’Aversa

Avete tenuto bene fino a un certo punto, cosa è mancato?
“Penso che sotto l’aspetto dell’atteggiamento non posso rimproverare nulla a questi ragazzi, la partita l’ha sbloccata una grandissima giocata di Lautaro. È stata in equilibrio, ma fin lì hanno creato poco, e sono stati bravi loro a farci lavorare più bassi di quello che avevamo preparato.

Poi quando subisci gol alzi il baricentro e il rammarico aumenta per la gestione del terzo gol, nato da una punizione a favore nostra. Questo è l’atteggiamento che volevo, non è facile venire a San Siro a giocare contro grandi campioni. Quello che avrei potuto fare era far uscire Lautaro al 60′ ma ovviamente non era possibile (ride, ndr)”.

Esposito come mai non dal primo minuto?
“Sta facendo cose mai viste in carriera, sia lui che Saba in settimana non hanno fatto tutti gli allenamenti con la squadra. Sebastiano sta giocando con più continuità rispetto al passato, in passato non l’ho passato sempre potuto gestire e non posso permettermi di perdere un giocatore come lui per infortunio.

Giocavamo sia stasera, ma poi giochiamo anche sabato: lì davanti siamo pochi e devo dosare un po’ l’energia. Detto questo, deve migliorare in alcuni aspetti che lui sa: se non è all’Inter ma all’Empoli dipende anche da lui. Sta facendo cose importanti, anche per merito dei propri compagni che lo mettono in condizione di sfruttare le sue caratteristiche”.

Un punto in sei partite, cosa la fa pensare in positivo al futuro?
“Mi verrebbe da rispondere che comunque abbiamo venti punti: a inizio campionato nessuno poteva immaginarlo a questo punto, dobbiamo ragionare sul fatto che i risultati vengono meno nonostante le prestazioni. In tante partite abbiamo recriminato sul risultato, sia col Genoa che col Lecce.

Nonostante i venti minuti terribili, anche col Lecce abbiamo avuto possibilità di riaprirla. Gli episodi non ci hanno premiato, dobbiamo lavorare perché ci aiutino a portare a casa i risultati valorizzando la prestazione”.

Dove siete cresciuti?
“Guardando le partite successive del Milan, l’abbiamo beccata nel momento peggiore e siamo scesi in campo intimorite. Abbiamo dimostrato coraggio, sia con il Napoli che con l’Atalanta. Stasera i ragazzi ci hanno provato, poi anche il fatto di abbassarci non è stata una scelta tattica, ma legata alla bravura degli avversari.

Devo dire che a questi ragazzi non posso rimproverare nulla. Dobbiamo ragionare sul fatto che prima del terzo gol abbiamo comunque riaperto la partita con l’Inter e non è facile: ha campioni e cambi che in qualche caso migliorano chi è già in campo.

Questo atteggiamento probabilmente ci avrebbe portato a fare dei risultati nelle ultime partite, dobbiamo riportarlo in campo anche nelle gare successive e ritornare a fare risultato. È l’unica medicina che fa passare tutto”.

Serie A

Alisson, il piano della Juventus per blindare la porta

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La Juventus valuta Alisson per il dopo Di Gregorio. Con la mediazione di Spalletti, i bianconeri sognano il colpaccio dal Liverpool per tornare ai vertici

Juventus

LUCIANO SPALLETTI GUARDA AVANTI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Juventus, il nuovo corso bianconero riparte da Alisson

La dirigenza della Juventus sta valutando una profonda rivoluzione tra i pali per inaugurare un ciclo vincente e solido. Di Gregorio non ha pienamente convinto l’ambiente, mentre Perin riflette su un futuro lontano da Torino per trovare maggiore continuità. L’obiettivo della Continassa è ora individuare un profilo di caratura internazionale che garantisca affidabilità immediata.

Stando a quanto riferisce La Gazzetta dello Sport, il nome di Alisson è balzato in cima alla lista dei desideri dopo i rumors su un suo possibile addio anticipato al Liverpool. Sebbene il brasiliano sia legato ai Reds fino al 2027, la Juventus fiuta l’opportunità di un colpo ad effetto per blindare la difesa. L’esperienza dell’ex romanista rappresenterebbe l’innesto ideale per dare struttura a una squadra ambiziosa.

In questa complessa operazione di mercato potrebbe risultare decisivo il parere di Luciano Spalletti, grande estimatore delle doti del portiere. Il tecnico toscano, che lo ha già allenato in passato, ne riconosce il valore assoluto e la leadership necessaria per i grandi palcoscenici. La Juve resta alla finestra, pronta a trasformare questa suggestione in una trattativa concreta.

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Serie A

Roma: contro il Como Gasperini pensa al rilancio di El Shaarawy

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Coppa Italia

Per la gara contro i comaschi il tecnico della Roma potrebbe inserire il Faraone dal primo minuto assieme a Pellegrini a supporto di Malen.

La Roma arriva a Como ancora in piena emergenza offensiva. Contro la squadra di Fabregas mancherà di nuovo Soulè, il cui rientro è ormai rimandato a dopo la sosta per le Nazionali. Oltre all’ala argentina, Gasperini è ormai certo di aver perso anche Dovbyk fino alla fine della stagione assieme a Ferguson, mentre per Dybala la speranza è di poterlo riavere almeno per maggio.

Roma

STEPHAN EL SHAARAWY IN AZIONE IN EUROPA LEAGUE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Contro il Como El Shaarawy potrebbe ritrovare il campo dopo più di due mesi

Nonostante la buona prova fornita nel secondo tempo della gara di giovedì contro il Bologna, per Robinio Vaz si prospetta una partenza iniziale in panchina oggi contro il Como: stesso discorso per Zaragoza, che contro i rossoblù è sembrato ancora una volta incapace di incidere in maniera significativa. Ecco allora che, nelle ultime ore, Gasperini starebbe pensando di rilanciare Stephan El Shaarawy dal primo minuto.

Il Faraone, la cui stagione fino ad ora è stata con molte ombre e poche luci, sembra aver smaltito definitivamente l’infiammazione al tendine d’Achille che lo ha costretto a saltare le ultime undici gare tra Serie A ed Europa League, ed il tecnico dei giallorossi sarebbe pronto a schierarlo da titolare nella sfida di oggi contro il Como.

L’ultima presenza di El Shaarawy in maglia giallorossa risale ormai a più di due mesi fa, quando l’ex Milan entrò nel secondo tempo della gara contro il Sassuolo, partita in cui regalò anche l’assist per la rete del 2-0 di Soulé. Da quel momento in poi per El Shaarawy è iniziato il problema al tendine d’Achille che lo ha costretto a saltare praticamente gli ultimi due mesi di stagione. Ora però i guai fisici sembrano finiti, e Gasperini potrebbe affidarsi proprio a lui per dare supporto a Donyell Malen nell’attacco giallorosso per provare a vincere questo scontro diretto che sa di spareggio Champions.

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Focus

Milan e le rimonte scudetto in Serie A: il capolavoro di Zac

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Milan

Dagli anni ’60 al Milan di Zaccheroni fino alla Serie A 2025/26: tutti i casi in cui la corsa scudetto si è riaperta con rimonte clamorose e finali imprevedibili.

Quando le rimonte in Serie A diventano possibili: i precedenti che tengono vivo il sogno scudetto

Negli ultimi sessant’anni la Serie A ha regalato stagioni imprevedibili e rimonte memorabili, in cui squadre considerate fuori dai giochi sono riuscite a ribaltare la corsa scudetto negli ultimi mesi. Dalle grandi sfide degli anni ’60 fino alle imprese del Napoli di Maradona negli anni ’80, il campionato italiano ha spesso smentito pronostici e certezze, ricordando a tutti che nulla è scritto fino all’ultima giornata.

Tra i casi più emblematici c’è il Milan di Alberto Zaccheroni nella stagione 1998‑99, capace di recuperare un importante svantaggio sulla Lazio e di chiudere davanti a tutti al termine di una rimonta costruita passo dopo passo. Una stagione che è rimasta nella memoria collettiva come simbolo di resilienza, gestione dei momenti chiave e capacità di sfruttare ogni minimo passo falso delle rivali.

 

Dal Milan di Zaccheroni al Napoli di Maradona: le grandi rimonte del passato

Nel corso dei decenni diverse squadre hanno incarnato il mito della rimonta scudetto, ribaltando una classifica che sembrava già definita.

L’Inter degli anni ’60, ad esempio, è stata protagonista di campionati in cui la lotta al vertice si è decisa solo nel finale, con sorpassi e controsorpassi che hanno fatto la storia.

Anche il Napoli di Diego Armando Maradona ha vissuto momenti in cui, partendo da situazioni complicate, è riuscito a girare la stagione a proprio favore, trasformando crisi in trionfi.

Questi precedenti hanno alimentato nel tempo l’idea che in Serie A la parola “fine” non possa mai essere scritta in anticipo, soprattutto quando in campo scendono grandi campioni e piazze caldissime.

La Serie A 2025/26: classifica, numeri e sogni di rimonta del Milan

Guardando all’attuale campionato 2025/26, il tema delle rimonte torna prepotentemente d’attualità. Dopo 28 giornate l’Inter guida la classifica con 67 punti, inseguita dal Milan a quota 60, mentre il Napoli è terzo con 56 e mantiene salda la propria presenza nella zona alta.

Il derby vinto dai rossoneri ha ridotto il distacco dai nerazzurri a sette lunghezze, riaccendendo almeno in parte il dibattito sulla possibilità di una rimonta nella corsa scudetto.

Gli analisti continuano a considerare l’Inter favorita, ma i numeri lasciano ancora aperto un piccolo spiraglio, soprattutto se nelle prossime settimane dovessero esserci risultati inattesi negli scontri diretti e contro avversarie di media classifica.

Leao Milan

RAFAEL LEAO IN AZIONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Perché la rimonta non è mai da escludere

Anche se il margine resta importante e la matematica sembra sorridere alla capolista, la storia della Serie A insegna che un campionato può cambiare volto in poche giornate.

Un filotto di risultati positivi da parte delle inseguitrici, un momento di flessione della prima in classifica o qualche infortunio decisivo possono riaprire scenari che oggi appaiono solo teorici.

Proprio le stagioni iconiche del passato dimostrano che la linea tra dominio e rimonta può essere sottilissima, specie quando la pressione aumenta e ogni punto pesa come un macigno.

Per questo, anche nella stagione 2025/26, la memoria delle imprese “impossibili” tiene viva la speranza dei tifosi che sognano un finale di campionato tutto da riscrivere.

La memoria delle imprese fa sognare il presente

Le grandi rimonte del passato non sono soltanto pagine di storia, ma diventano una chiave di lettura per interpretare l’attualità del campionato.

Sapere che altre squadre sono riuscite a ribaltare distacchi importanti alimenta la fiducia di spogliatoi e tifoserie, che continuano a crederci anche quando la vetta sembra lontana.

Sotto questo punto di vista, la stagione 2025/26 si inserisce in una tradizione fatta di colpi di scena, sorpassi inattesi e finali al cardiopalma.

Finché la matematica non emetterà il suo verdetto definitivo, l’idea di una nuova rimonta resterà una possibilità concreta nel campionato che più di tutti ha dimostrato di amare le imprese difficili.

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