Serie A
Hellas Verona-Milan: probabili formazioni e dove vederla
Milan, siamo nella vigilia del match importante contro l’Hellas Verona del nuovo Bocchetti al Bentegodi.
Non è di certo un periodo continuo per il Diavolo targato Pioli, che viene da due vittorie consecutive in campionato (Empoli e Juventus), intervallate da due pesanti sconfitte in Champions League (entrambe col Chelsea).
Testa al campionato, dato che lì davanti il quartetto composto da Lazio-Udinese-Atalanta e Napoli corre e non ha intenzione di fermarsi: i rossoneri vogliono imporsi nello Stadio che li ha resi grandi la scorsa stagione.

A Maggio dell’anno scorso finì 1-3 per la società rossonera con doppietta di Sandro Tonali: una vittoria che lanciava sempre più il Diavolo alla conquista del 19esimo Scudetto.
Ma il posticipo della 10a giornata di Serie A sarà una sfida del tutto differente, considerato che adesso gli scaligeri avranno la determinazione di strappare da subito punti salvezza col nuovo tecnico in panchina.
Andiamo a vedere le probabili formazioni e dove seguire il match.
Qui Hellas: 3-4-2-1 per Bocchetti
Per la sua prima sulla panchina veronese, Salvatore Bocchetti si affiderà al 3-4-2-1: Montipò in porta, con Gunter-Hien-Cabal terzetto di difesa. Tuttavia quest’ultimo è in ballottaggio con Faraoni, in caso di impiego dell’esterno spazio al 4-2-3-1.
A centrocampo Miguel Veloso e Tameze, con De Paoli a destra e Doig sulla sinistra.
Trequarti formata da Hrustic (favorito su Kallon) e Verdi, per supportare l’unica punta Thomas Henry.
Qui Milan: dubbio punta per Pioli
Come di consueto, il tecnico rossonero scioglierà gli ultimi dubbi a poche ore dalla sfida contro il Verona, ma noi della redazione di CalcioStyle.it escluderemmo che venga rischiato Maignan domenica sera.
Con Tatarusanu in porta, Gabbia e Tomori saranno i centrali di difesa, con Kalulu a destra e Capitan Theo Hernandez a sinistra.
Bennacer e Tonali chiamati agli straordinari in cabina di regia, ma sono sempre pronti Pobega e Vranckx a dar manforte da subentranti.
Ieri allenamento personalizzato per De Ketelaere e Kjaer, che andranno verso il forfait: si candida ancora Brahim Diaz per sostituire il belga sulla trequarti, con Leao a sinistra e il ristabilito Junior Messias a destra (in vantaggio su Krunic).
In questo caso il ballottaggio più grande riguarda il ruolo di punta: Giroud contro il Chelsea ha disputato la sua 13esima partita consecutiva da titolare, non proprio il massimo per un’anagrafe che recita 36 anni.
Scalpita Ante Rebic per partire titolare, potrebbe far respirare il bomber francese, ma è valida anche l’opzione Origi.
Probabili formazioni
Hellas Verona (3-4-2-1): Montipò, Hien, Gunter, Cabal, Doig, Miguel Veloso, Tameze, De Paoli, Hrustic, Verdi, Henry.
Allenatore: Bocchetti
Milan (4-2-3-1): Tatarusanu, Theo Hernandez, Tomori, Gabbia, Kalulu, Tonali, Bennacer, Leao, Brahim Diaz, Messias, Rebic.
Allenatore: Pioli
Dove vedere Hellas-Milan
Il match sarà visibile in esclusiva su Dazn con calcio d’inizio alle ore 20 45, in streaming attraverso pc, smartphone e tablet.
Inoltre, potrete seguire il match grazie alla nostra ‘‘Serie A nel pallone’‘.
Serie A
Lotito, striscione contro il Presidente dalla sede di Forza Italia
Il rapporto tra il tifo organizzato e Claudio Lotito sta raggiungendo livelli mai visti, uscendo dai binari logici del campo da calcio

LO STADIO OLIMPICO VUOTO PER LA PROTESTA DEI TIFOSI DELLA LAZIO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Lotito vs Curva Nord
Dal prato dell’Olimpico al Senato: la contestazione del tifo biancoceleste contro Claudio Lotito alza il tiro e cambia scenario. Questa volta l’obiettivo non è lo Stadio né i cancelli di Formello, ma il cuore pulsante di Forza Italia, situato a Piazza di San Lorenzo in Lucina.
Sotto la sede del partito, è apparso uno striscione dal messaggio inequivocabile, capace di intrecciare fede calcistica e dovere civico: “Forza Italia, il laziale voterebbe sì, ma vota no! Ringraziate Lotito, senatore del vostro partito”. Il riferimento è al prossimo Referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati, datato 22 e 23 marzo: i tifosi minacciano di boicottare la consultazione, o di votare contro le linee di partito, come ritorsione per la gestione societaria del proprio Presidente.
Città tappezzata e spalti vuoti
Ma la protesta non si esaurisce in piazza. La Capitale si è risvegliata sotto una pioggia di manifesti che ribadiscono un unico concetto: la richiesta di cessione del club. La strategia della tifoseria sembra ormai chiara: Colpire il Lotito politico, per indebolire il Lotito presidente, e la diserzione dello stadio: Dopo Genoa e Atalanta, il tifo organizzato annuncia il pugno duro anche per la semifinale d’andata di Coppa Italia contro i ragazzi di Palladino.
Secondo quanto riportato da LaLazioSiamoNoi.it, mercoledì prossimo l’Olimpico rischia di trasformarsi in un deserto di cemento, confermando una frattura che sembra ormai insanabile tra la proprietà e la piazza.
Serie A
Inter, allarme Bonny: problema al polpaccio contro il Genoa
Inter – L’attaccante è in dubbio per la semifinale di Coppa Italia: Chivu spera di recuperarlo per il derby.
La vittoria contro il Genoa lascia in eredità anche un campanello d’allarme in casa Inter. Nel secondo tempo della gara di sabato 28 febbraio si è fermato Bonny, costretto al cambio a circa un quarto d’ora dal termine dopo uno scatto che gli ha provocato un fastidio muscolare al polpaccio destro. In panchina è stato subito applicato del ghiaccio.
Schierato titolare accanto a Thuram, Bonny sarà valutato nelle prossime ore. Le prime sensazioni non sembrano allarmanti, ma Chivu ha preferito mantenere prudenza: “Dalle prime risposte sembra non sia nulla di che, ma ormai non mi fido più. Vediamo”, ha dichiarato il tecnico nerazzurro.
Inter, quanto è grave l’infortunio di Bonny?
L’entità del problema e i tempi di recupero restano dunque incerti. La presenza dell’attaccante nell’andata della semifinale di Coppa Italia contro il Como è in forte dubbio, mentre lo staff medico lavora per averlo a disposizione nel derby di domenica prossima contro il Milan.

Ange-Yoan Bonny e Lautaro Martinez ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Un’assenza che peserebbe, anche perché Chivu deve già fare i conti con il forfait di Martínez. Senza Bonny, l’Inter rischierebbe di presentarsi al derby con soli due attaccanti di ruolo disponibili: Thuram e Pio Esposito.
Le prossime ore saranno decisive per capire se si tratta solo di un affaticamento o di qualcosa di più serio. Il derby incombe e l’Inter resta in attesa.
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Serie A
Como, febbraio “nero” per Nico Paz: prima crisi?
Como – Il numero 10 argentino è partito dalla panchina per scelta tecnica. Ci voleva sì un pò di turnover in vista dell’Inter, ma i numeri raccontano una flessione…
Vederlo seduto in panchina fa notizia. E quando accade, significa che qualcosa sta cambiando. Contro il Lecce, Nico Paz è entrato soltanto al 65’, chiudendo la gara con appena 25 minuti senza particolari sussulti. Una gestione che porta sicuramente la firma di Fàbregas e che guarda chiaramente al prossimo, storico appuntamento.
Martedì, a San Siro, i lariani affronteranno l’Inter nell’andata della semifinale di Coppa Italia. Turnover? Probabile. Ma oltre alle logiche di rotazione, i numeri certificano una prima flessione nel rendimento del gioiello argentino.
Como, i numeri di Nico a febbraio
Febbraio si è chiuso con un solo acuto: il gol segnato al Milan, nato da un clamoroso errore di Maignan. Un lampo isolato in un mese poco prolifico, culminato con la seconda panchina stagionale dopo quella di gennaio contro l’Udinese (in quel caso per problemi fisici).

NICO PAZ E MATTEO POLITANO IN AZIONE SOTTO GLI OCCHI DI ANTONIO CONTE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Eppure il cammino in Coppa resta l’obiettivo primario: il Como ha raggiunto la semifinale eliminando Fiorentina e Napoli ai rigori. Contro i viola Paz era andato a segno; più opaca, invece, la prova contro i campioni d’Italia.
Alla sua seconda stagione in riva al lago — prima del possibile ritorno al Real Madrid — il classe 2004 mantiene comunque numeri solidi: 29 presenze complessive (26 da titolare), 10 gol (9 in campionato, 1 in Coppa Italia), 6 assist e 2.372 minuti giocati. Insomma, numeri comunque alti, ma che attestano che un piccolo calo di rendimento c’è stato.
La qualità non si discute. Ma febbraio, per il numero 10 argentino, è finito agli archivi come il mese più complicato della stagione. E ora, a San Siro, arriva l’occasione per tornare protagonista.
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