Le interviste
Genoa-Juve, parla il tifoso Don Bruno. “Con Tudor da scudetto”
Sotto il segno di Don Bruno. “Un po’ deluso dal Milan dopo questo inizio così zoppicante. Ma attenzione ai rossoneri di Max Allegri e al Napoli di Conte per il titolo. Sono tra le squadre più forti. Juve da scudetto? Sicuramente sì, possiamo vincere. Tudor è un bravo allenatore, i presupposti per vincere ci sono”. Parola del “prete cantante” Don Bruno Maggioni, attuale parroco di Margno (Alta Valsassina), grande tifoso della Juventus e star dei social. Ebbene sì, il grande Don Bruno è diventato una celebrità sul web con una quantità industriale di visualizzazioni, specialmente mentre canta “Mamma Maria” dei Ricchi e Poveri (suoi idoli) in occasione di matrimoni e battesimi.
Negli ultimi tempi Don Bruno ha partecipato anche a vari programmi tv come Bling Audition di “The Voice Senior 3”, il talent show condotto da Antonella Clerici. Piccola curiosità, durante le sue cerimonie Don Bruno utilizza talvolta anche metafore calcistiche, appassionanti e appassionate. E, soprattutto, non è nuovo ad indossare magliette da calcio sotto casula e camice, non solo quelle della sua amata Juventus. “Star bene insieme e godere quello che ci viene rivolto”, una frase emblematica. Ricordate quando l’ex bomber Inter Mauro Icardi scrisse sui social ‘questo signore è un fenomeno’ in occasione della maglietta nerazzurra indossata da Don Bruno in occasione di un matrimonio di un tifoso (quasi certamente) interista?
DON BRUNO SULL’EX INTER MAURO ICARDI: “LO VEDREI BENE IN SERIE A… E QUEL POST SUI SOCIAL…”
“Quel post di Mauro Icardi? Divertente. Rivedrei bene ‘Maurito’ Icardi in Italia, è un ottimo calciatore e in Serie A potrebbe far bene”. Questo il commento di Don Bruno ai nostri microfoni in esclusiva, in queste ore. Sempre con la sua solita schiettezza e ironia. Scopriamo ora cosa ci ha detto il celebre tifoso della Juventus. “Per me Tudor e i bianconeri sono da scudetto“, lo ribadisco. “Sono davvero carico per questo nuovo campionato di Serie A 2025-2026. Forza Juventus”. Di seguito l’intervista integrale a cura del giornalista Daniele Bartocci.
DON BRUNO SULLA JUVENTUS: “IO SONO ENTUASIASTA. BISOGNA GIOCARE PER VINCERE…”: DON BRUNO ALLA VIGILIA DI GENOA-JUVENTUS
Buongiorno Don Bruno, la Juventus è la sua squadra del cuore. Il campionato è iniziato con una bella vittoria della Juve di Tudor. Che stagione si aspetta dai bianconeri? “Sono lusingato dalla vostra richiesta di poter dare il mio contributo entusiasmante a inizio campionato. Sicuramente sono tre punti meritati, bella vittoria contro il Parma. Sono molto carico, insieme a tutti i tifosi, nell’aver visto questa performance serena ma vincente. Sono convinto: sarà un bel campionato, che si prospetta lungo ma promettente. Siamo solo agli inizi. Un forte in bocca al lupo alla Juventus”.
E allora… Sarà una stagione vincente e convincente per la Juventus? Una Juve da scudetto?
“Di certo io sono entusiasta di tutto. Metto alla base il canto, la musica, la gioia e trasmetto questo con naturalezza e spontaneità. Quindi mi sento anche io protagonista in campo con gli 11 giocatori. Auspico sempre vittorie serene e riconcilianti in questo tempo un po’ precario dove spiragli di luce, gioia e speranza ci aiutano a sopravvivere e ad andare avanti. Juventus da scudetto? Certamente sì. Tudor è un bravo allenatore. Io penso che bisogna giocare per vincere. I presupposti credo ci siano tutti. Sempre Forza Juventus”
SECONDA PARTE INTERVISTA A DON BRUNO ALLA VIGILIA GENOA-JUVENTUS
Cosa pensa, Don Bruno, del Napoli di Conte e del Milan di Allegri? “La partenza del Milan è stata un po’ zoppicante, mi ha un po’ deluso onestamente. Ma attenzione al Milan e a club come il Napoli in ottica scudetto, sono tra le squadre più attrezzate in Serie A. Riguardo al team di Conte era inevitabile che esordisse in questo modo perché è campione d’Italia. Battuto con merito il Sassuolo. Giusto così…”.
“MAX ALLEGRI AL MILAN? LO STIMO MOLTO MA PENSAVO CHE TORNASSE ALLA JUVENTUS…”: PARLA IL TIFOSO JUVENTUS DON BRUNO MAGGIONI
Lei che ama la gioia, il canto, la speranza… Crede che il gioco di Max Allegri sia poco gioioso e divertente? Insomma, in altre parole, lei si considera un pro Allegri oppure no? “Sinceramente pensavo tornasse alla Juventus (ride, ndr). Auspicavo un po’ questo (ride ancora, ndr). Lo stimo moltissimo e gli auguro ogni bene. Ha un po’ tirato i remi in barca (altra risata, ndr) e spero possa ripartire bene. Però il gioco, come la vita, ha alti e bassi. L’importante è non perdersi d’animo e reagire. Essenziale restare sempre in piedi in tutti i modi, perché possiamo incontrare malattie, sofferenze, difficoltà e ostacoli. Bisogna saperli superare sempre con sano ottimismo”.
“INTER DI CHIVU? VITTORIA SCHIACCIANTE COL TORINO. LASCIAMOLI GODERE…”
Sulla nuova Inter di Chivu qual è il suo pensiero? “Chivu e Inter? Lasciamoli godere (ride, ndr), il 5 a 0 contro il Torino è stato schiacciante. Rivedrei bene Icardi in Italia? Sicuramente sì, ci sta. Ma sempre Forza Juve e Forza Tudor, ottimo allenatore”
Lei è solito utilizzare interessanti metafore calcistiche in chiesa. E’ anche questo, a suo giudizio, un rilevante modo per avvicinare i giovani alla religione? “Non solo giovani direi, molto anche gli adulti e gli anziani, è trasversale la cosa. Dai bambini si arriva poi ai anche ai nonni”
DON BRUNO E LE MAGLIETTE CALCISTICHE… “STAR BENE INSIEME E GODERE QUELLO CHE CI VIENE RIVOLTO. ANCHE NEL SUD ITALIA SONO MOLTO AMATO…”
Le magliette calcistiche da lei indossate, Don Bruno, ha suscitato particolare interesse negli ultimi tempi… “Che dire, giro tutta la penisola per i matrimoni in particolare. Mi viene chiesto di indossare sotto gli abiti religiosi maglie come quelle del Napoli, dell’Inter e non solo. Mi vesto in tali occasioni in modo simpatico, allegro, suscitando tanta ilarità. Fatto appositamente per la causa… E ci vuole anche questo certamente, senza confondere le idee ovviamente. Importante è star bene insieme e godere quello che ci viene rivolto… Nel Sud Italia sono molto amato. Sono lombardo ma mi confondo molto bene anche con siciliani e calabresi. Sono uno di loro (risata, ndr)”
Non resta che ringraziarla molto, Don Bruno, per la sua disponibilità e simpatia. “Grazie a voi e buona Serie A 2025-26 a tutti”

IGOR TUDOR INFURIATO CON L’ARBITRO DAVIDE MASSA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Le interviste
Principe Filiberto: “Allegri-Milan? Amo il bel calcio. Su Spalletti..”
Emanuele Filiberto di Savoia in perfetta forma nelle Marche, carico e determinato: “Spalletti uomo giusto per la Juve, sicuramente. Allegri? A me piace il calcio bello in generale”. Emanuele Filiberto di Savoia grande protagonista ieri a Loreto, nelle Marche a due passi dalla splendida Riviera del Conero. Una toccante Santa Messa in suffragio di S.A.R. Vittorio Emanuele di Savoia (scomparso nel 2024) nella Basilica della Santa Casa. Ebbene sì, la bella città di Loreto ha accolto un ospite d’eccezione in una delle location spirituali e culturali più iconiche del Bel Paese.
EMANUELE FILIBERTO DI SAVOIA E IL GRANDE AMORE PER LA JUVENTUS: SUOI COMMENTI E PRONOSTICI SERIE A 2025/2026
Un appuntamento che ha senz’altro unito in queste ore memoria, tradizione e forte simbolismo religioso, richiamando l’attenzione di fedeli, curiosi e appassionati di storia sabauda. Lo abbiamo incontrato proprio davanti alla favolosa Basilica di Loreto per una chiacchierata informale a tutto campo, ricca di spunti calcistici.
Il Principe, sorridente e disponibile, ha parlato della sua passione per la Juventus, del futuro della Serie A e di alcuni protagonisti del nostro calcio e della Nazionale, senza però rinunciare al suo stile: diretto, spontaneo, sintetico ma al tempo stesso molto schietto, a tratti pungente. Insomma, un Principe senza peli sulla lingua, prudente sui pronostici ma attento osservatore del calcio italiano.
PRINCIPE EMANUELE FILIBERTO SU SERIE A 2026 E MONDIALI 2026: “GASPERINI TRA I MIGLIORI? LO DITE VOI. ROBERTO MANCINI? SAREBBE BELLO RIVEDERLO IN SERIE A. SU GATTUSO…”
Ecco cosa ha detto il Principe, grande tifoso Juventus, Emanuele Filiberto di Savoia in esclusiva ai nostri microfoni.
Principe, partiamo dal tema più caldo: i pronostici. Chi vede favorita quest’anno per lo scudetto?
“Io odio fare dei pronostici. Non mi piace sbilanciarmi, soprattutto quando si parla di calcio. È uno sport imprevedibile”.
Lei ha sempre dichiarato il suo amore per la Juventus. Conferma?
“Assolutamente sì. Sono sempre stato tifoso della Juventus, è la mia squadra del cuore. Speriamo sia una stagione positiva”
Dopo la partenza di Tudor… Spalletti è l’uomo giusto per la Juve?
“Sì, è la persona giusta per la Juventus. Il giusto profilo in panchina. Scudetto? Ripeto, assolutamente non stilo alcun pronostico”.
Come vede l’Inter di Chivu?
“Non mi sbilancio, lo ribadisco (sorriso a trentadue denti, ndr). Ma l’Inter è forte sicuramente…”
Le piace il Milan e il gioco di Allegri?
“Allegri? A me piace il calcio bello… (ride, ndr)”.
Gattuso in Nazionale: un tecnico che la convince?
“Uomo di carattere. Speriamo bene per il cammino azzurro verso i Mondiali”.
“IL SAVOIA IN SERIE A? PRIMA INIZIAMO DALLA SERIE C…”: IL GRIDO DI BATTAGLIA SINCERO DI FILIBERTO
Roby Mancini ci ha regalato la gioia degli Europei.. lo rivedrebbe bene in Serie A?
“Sarebbe bello, sicuramente…”
Gasperini della Roma è uno dei migliori allenatori italiani?
“No. Perché dite così?”
Secondo noi sì. Gioca bene a calcio, è uno dei migliori” “Questo lo dite voi… (altro sorriso sincero, ndr)”
Il suo Savoia in Serie A: lo aspettiamo presto…
“No (sorriso scaramantico, ndr). Prima iniziamo dalla Serie C l’anno prossimo…
In bocca al lupo allora Principe… “Speriamo, Crepi il lupo…”
Grazie per la disponibilità e professionalità… “Grazie a voi”.


Le interviste
ESCLUSIVA CS – Giancarlo Ratti: “L’Inter oggi è più unita e molto lo si deve a Chivu. Sono “Mourinhiano” perso! Mercato? Siamo a posto così…”
L’attore, speaker radiofonico e grande appassionato di calcio, Giancarlo Ratti si è raccontato in esclusiva ai nostri microfoni in una lunga intervista che ha intrecciato carriera, ricordi e la grande passione nerazzurra.
Dalla radio al grande successo dei Cesaroni, Giancarlo Ratti non ha mai smesso di dichiarare il suo amore per l’Inter. Assieme a lui abbiamo ripercorso il suo legame nerazzurro, analizzando poi il mercato e i prossimi obiettivi della squadra di Chivu.
Di seguito, l’intervista di Giancarlo Ratti.
Le parole di Giancarlo Ratti
Come nasce il suo tifo per l’Inter?
«Sono nato a Rovereto nel ’57 e nei primi anni ’60 il calcio non era accessibile come oggi: la domenica si vedeva in televisione solo il secondo tempo di una partita e il resto lo si seguiva alla radio grazie a “Tutto il calcio minuto per minuto”. Crescendo in una regione senza squadre in Serie A, all’oratorio si tifava quasi esclusivamente Juventus, Milan o Inter. Non so spiegare esattamente perché scelsi i nerazzurri, ma da quel momento non li ho più lasciati.»
In oltre sessant’anni da tifoso avrà vissuto emozioni di ogni tipo…
«Senza dubbio. L’Inter mi ha regalato tante gioie, ma anche momenti amari, che però ho sempre superato facilmente. Mi stupisce vedere quanto alcune persone vivano le sconfitte come drammi. Io dico sempre che nella vita le vere tragedie sono altre…
Ho avuto la fortuna di vedere, seppur negli ultimi anni, l’Inter di Angelo Moratti, con Mazzola, Jair, Suárez e Mariolino Corso. Poi ci sono stati gli anni di Mourinho, indimenticabili ancora oggi, soprattutto grazie a lui. Confesso di avere un debole per José. Basta guardare cosa è riuscito a fare l’altra sera contro il Benfica per rendersi conto di che grande allenatore sia ancora.»
E invece che mi dice dell’Inter delle ultime stagioni?
«Con Inzaghi, lo ammetto, non ho mai avuto un grande feeling e lo trovavo troppo statico nelle scelte. Ti faccio un esempio: arrivato il 60’, sapevi già che Di Marco sarebbe uscito per Carlos Augusto.
Chivu, invece, mi sembra abbia rigenerato diversi giocatori, come Zieliński, che l’anno scorso era finito ai margini. Gestisce meglio la rosa e le rotazioni, anche perché oggi in attacco c’è un quartetto più forte rispetto alla scorsa stagione. In questo senso siamo fortunati, soprattutto se guardiamo a squadre come la Roma.»

Ange-Yoan Bonny, Lautaro Martinez e Marcus Thuram ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Con il mercato agli sgoccioli, l’Inter dovrebbe intervenire ancora?
«Non è semplice dirlo. Si parla molto della necessità di un vice-Dumfries, ma io vado un po’ controcorrente: darei più fiducia a Luis Enrique, pur non essendo un campionissimo. Sta vivendo una forte pressione e va sostenuto.
In generale credo anche che alternative come De Vrij, Bisseck e Carlos Augusto siano più che affidabili. A mio avviso la squadra è competitiva così com’è.»
Accoglierebbe un ritorno di Perišić?
«Onestamente no. All’Inter ha già dato tutto e a 37 anni credo sia giusto guardare oltre. Preferirei che il club investisse sui giovani, come avviene spesso all’estero.
Allo stesso modo non capisco l’interesse per Moussa Diaby. È un giocatore che guadagna 15 milioni in Arabia e in Europa pretenderebbe comunque cifre altissime. È una dinamica che non condivido affatto.»
Cosa è cambiato maggiormente dopo la disfatta del 31 maggio?
«Chivu ha avuto un ruolo determinante. È riuscito a ricompattare uno spogliatoio che era completamente a pezzi dopo quella batosta in finale di Champions. Apprezzo molto anche il suo modo di porsi in conferenza stampa, sempre chiaro e diretto. La squadra lo segue e non ho notato particolari tensioni legate alle sostituzioni, fatta eccezione per qualche episodio isolato con Lautaro.»
Restando in tema Champions: ai playoff sarà Inter-Bodø/Glimt, anche se si poteva evitare…
«Sul sorteggio dico che, tutto sommato, è andata bene. In generale credo che il percorso europeo dell’Inter sia stato positivo finora. Abbiamo perso contro il Liverpool per un rigore piuttosto dubbio, ma la vera battuta d’arresto è stata contro l’Arsenal. Lì siamo stati messi sotto e loro hanno saputo colpire le nostre debolezze, soprattutto sui calci piazzati.»

ESULTANZA INTER ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
In campionato, invece, l’Inter domina spesso ma fatica negli scontri diretti: come se lo spiega?
«A volte la squadra paga dei cali di tensione mentale. Ho sempre avuto l’impressione che renda al massimo quando parte bene: se invece va sotto, fatica a riprendere il controllo della gara. Quello che mi pesa di più è aver perso così tanti derby contro il Milan…»
Sugli obiettivi stagionali, dove dovrebbe puntare l’Inter?
«Per scaramanzia ti rispondo: Coppa Italia. Lo Scudetto, purtroppo, lo abbiamo perso anche per un pizzico di sfortuna, soprattutto l’anno scorso…il gol sbagliato da Arnautovic ci sarebbe valso il titolo, perso poi per un solo punto.
Al di là dei trofei, però, sono soddisfatto del fatto che l’Inter sia sempre competitiva e in lotta per obiettivi importanti. Il rischio però è che tra vent’anni si guarderanno solo i titoli vinti, perché – si sa – alla fine ci si ricorda solo di chi vince.»
Le interviste
Morreale (arbitro): “Lazio di Sarri con 7 punti in meno…”
Un fischietto di gara, Andrea Morreale, senza peli sulla lingua quello intercettato in queste ore a Roma, a poche ore di distanza dalla sua partecipazione al Processo di Biscardi (quarantesima edizione). “Secondo me rimane Daniele Doveri come esperienza, come livello fisico, atletico ma soprattutto tecnico, rimane il miglior arbitro della nostra serie A”, ha detto Andrea Morreale, noto arbitro. E’ molto umile, parla molto con i calciatori, è attento alle situazioni e si muove bene. E’ uniforme, lascia giocare il giusto, è sempre al centro dell’azione e della partita. In sintesi, è un arbitro vivo. Secondo in classifica metterei Guida e Massa a pari merito, poi a scendere tutti gli altri. Ma ne abbiamo diversi bravi, internazionali, come Sozza, La Penna, Colombo…
Come giudichi il livello della nostra Serie A? Siamo più indietro rispetto ad altri campionati europei?
La Serie A per me non è più indietro rispetto ad altri campionati. Il nostro è un campionato diverso, abbastanza fisico e tecnico. In Inghilterra è molto fisico e un po’ meno tecnico, dunque c’è più agonismo. Quello spagnolo molto più tecnico e meno fisico. Insomma, in Italia abbiamo un campionato per me difficile che mixa fisicità e tecnica. Siamo tra i primi campionati europei con Liga e Premier, con Bundesliga a mio avviso un passo indietro, anche rispetto alla squadra tedesca più forte che è il Bayern. Che dire, non siamo indietro: abbiamo le nostre specifiche peculiarità e caratteristiche…
LAZIO DI SARRI LA SQUADRA PIU’ PENALIZZATA SECONDO MORREALE: UN SISTEMA IN DECADENZA?
Quale squadra è stata finora più penalizzata in Serie A?
La Lazio per me rimane la squadra ad oggi con più torti arbitrali ricevuti. La più penalizzata in assoluto: mancheranno almeno 5-6-7 punti che avrebbero permesso di stare in piena corsa Europa League, ecco.. Non penso ci sia un accanimento verso la Lazio, non credo ci sia alcun sistema contro i biancocelesti. C’è da dire, a tal proposito, che abbiamo un settore arbitrale in decadenza dovuto a una scarsezza e pochezza di personalità. Quindi tecnica, a livello gestionale, dunque di organigramma. E questo porta a far sì che la Lazio non sempre sia in primissima fascia dal punto di vista arbitrale. Per tale ragione nascono poi anche dei problemi tecnici…
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