Serie A
Fiorentina, Palladino: “Bellissima partita, abbiamo dimostrato personalità”
Raffaele Palladino, allenatore della Fiorentina, ha parlato al termine della sfida di San Siro contro il Milan, pareggiata per 2-2.
Il Milan pareggia in casa con la Fiorentina e vede allontanarsi sempre di più la zona Europa: qualora le due romane dovessero vincere domani, si porterebbero a +7 sui rossoneri. A San Siro finisce 2-2: dopo 10 minuti la Viola si ritrova avanti di due con l’autorete di Thiaw e il gol di Kean, ma il Diavolo rimonta con Abraham e Jovic. Nel finale il VAR annulla il gol del 2-3 di Dodo. I toscani salgono a quota 54 e restano in corsa per la Champions, ma vincendo sarebbero stati ancor più a ridosso del quarto posto.

RAFFAELE PALLADINO CARICA MOISE KEAN ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Milan-Fiorentina 2-2: le parole di Palladino nel dopo partita
Al termine dell’incontro di San Siro, l’allenatore della Fiorentina Raffaele Palladino ha parlato ai microfoni di Sky Sport. Di seguito le sue parole.
Prova di personalità ma anche rammarico per non aver vinto
“Sono d’accordo. Siamo venuti qua a San Siro ad affrontare una squadra impressionante individualmente, ha dei calciatori di qualità che all’improvviso si possono accendere. Siamo stati bravi a fare una partita di personalità, intensità e qualità tecniche. Abbiamo avuto tante occasioni per vincere, ma è stata una bellissima partita e potevamo anche perdere perché anche il Milan ha avuto occasioni. Ma mi è piaciuta la crescita, la strada è giusta, abbiamo fatto 7 punti nelle ultime 3 partite contro Juventus, Atalanta e Milan“.
Gudmundsson contrariato alla sostituzione
“E’ ovvio che tutti vogliono restare in campo, ma avevo bisogno di forze fresche perché il Milan aveva fatto cambi e stava spingendo“.
Ci si poteva appoggiare di più su Kean?
“E’ vero, soprattutto sulla riconquista. Il Milan nella ripresa andava anche in preventiva su di lui perché avevano timore nelle ripartenze. Però Moise ha fatto un’altra grandissima prestazione, ha messo in difficoltà tutta la retroguardia del Milan. Ma oggi tutta la squadra ha fatto una grande prestazione, anche il nostro portere fenomenale. Non vedevo una partita così avvincente da anni“.
Come giudica questo punto
“Devo essere pompiere, devo tenere un profilo basso, stiamo crescendo perché abbiamo preso una bella squadra. Mancano 7 partite e ce la giocheremo con tutti. Abbiamo uno stato di forma e psico-fisico importante, c’è entusiasmo e serietà tra i ragazzi, dobbiamo essere ambiziosi ma al tempo stesso testa bassa e pedalare, umiltà perché è tutto aperto“.
I punti persi con le piccole
“Contro le medio-piccole abbiamo avuto delle indecisioni, vedi Verona o Torino. Abbiamo perso punti per strada, ora l’obiettivo è fare grandi prestazioni anche contro le medio-piccole. Non dobbiamo uscire da questo binario, può succedere tutto da qui alla fine, ce la possiamo giocare con equilibrio. Giovedì avremo la Conference e poi penseremo al Parma“.
Successivamente Palladino ha rilasciato delle dichiarazioni anche ai microfoni di DAZN.
L’analisi della partita
“Noi abbiamo studiato tanto il Milan, sappiamo che la loro grande qualità sono queste fiammate con grande strapotere fisico. Sapevamo che la partita era all-in, si poteva vincere come perdere ma l’abbiamo accettato. Non volevamo abbassarci troppo, per non portarceli nella nostra area, consapevoli che potevamo perderla ma anche vincerla“.
Sull’espulsione
“Non parlo mai degli arbitri, ho solo detto che era un angolo molto evidente per noi. L’ho detto al quarto uomo, forse in maniera eclatante, ma senza usare parole forti nei confronti dell’arbitro perché possono sbagliare anche loro. Non meritavo di essere buttato fuori e mi dispiace“.
Priorità al campionato o alla Conference?
“In questo momento abbiamo fatto un patto, ci siamo detti che dobbiamo essere ambiziosi con umiltà. Non ci sono priorità, dobbiamo puntare a tutto e stiamo bene sia fisicamente che mentalmente. Perché dare priorità a una competizione? Nelle ultime tre partite abbiamo fatto 7 punti con Atalanta, Juventus e Milan, abbiamo dato continuità di risultati e dobbiamo continuare così“.

Raffaele Palladino ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Infine il tecnico viola si è presentato in conferenza stampa.
7 punti nelle ultime 3
“Abbiamo fatto, dopo Napoli soprattutto, una crescita. Con la Juventus, l’Atalanta e il Milan 7 punti, tre grandi. Di mezzo anche la Conference League, mi piace l’atteggiamento della squadra. Stiamo bene mentalmente e fisicamente, abbiamo qualità. Siamo venuti a giocarcela a viso aperto. Sono felice, ma dobbiamo fare un passo avanti per maturità contro squadre di medio o bassa classifica. Dobbiamo affrontarle con lo stesso spirito delle grandi“.
Prova coraggiosa
“Sì, siamo stati coraggiosi. Non guardo il gol subito centrale. L’abbiamo preparata così, perché se ti porti il Milan in casa ti fa male con le qualità che ha. Abbiamo preferito andare a prenderli, con un baricentro alto. Aprendoci un po’ e rischiando, ma era il piano gara. L’abbiamo messo in conto ed era preventivato. I giocatori di qualità possono farti male, ma era preventivato. Oggi partita bella, non ne vedevo una così da anni. Un bene per il calcio. Potevamo vincere e perdere“.
C’è più soddisfazione o rammarico?
“Ho visto una squadra che se l’è giocata a viso aperto. Loro nel secondo tempo hanno messo giocatori di gamba, di motore, di fisico. Nonostante ciò, i nostri subentrati hanno tenuto botta. Abbiamo accettato, non ci siamo voluti abbassare, ce lo siamo detti a fine primo tempo. Potevamo vincere e perdere, due grandi portieri. Bello vedere questa partita. La nostra dimensione è questa, che ci stiamo giocando tutto in due mesi, può succedere di tutto. Vogliamo competere sia in campionato che in coppa“.
Ancora sull’uscita di Gudmundsson
“Avevo bisogno di forze fresche, perché avevano messo gente fresca. Ci sono cinque cambi. Ha fatto un grande primo tempo e un buono spezzone di secondo tempo. Serviva chi facesse salire la squadra. Abbiamo lavorato, con gli automatismi giusti. Abbiamo trovato la strada giusta. Si lavora quotidianamente e si cresce insieme“.
Il doppio centravanti nel Milan dopo l’ingresso di Jovic
“No, era un 4-2-3-1, con uomini diversi. Non ci ha scombussolato, ce lo aspettavamo. Il secondo gol è arrivato su un’imbucata centrale nata da un passaggio sbagliato. Ci sta contro queste squadre. Dobbiamo essere felici e orgogliosi di questa prestazione“.
Come esce dalla partita
“Orgoglioso. Poi c’è un misto di emozioni quando finisce la partita. Un po’ arrabbiato per l’espulsione ingiusta. Poi sei lì che dici che potevi vincerla, ma anche perderla. Anche loro hanno avuto le occasioni. Rammarico c’è. La mentalità era di vincere, dobbiamo ragionare sempre così. Però c’è grande orgoglio. Dobbiamo prendere queste partite con consapevolezza. Ora pensiamo subito a giovedì“.
Il regolamento sull’espulsione
“Kean andava verso fondo campo, ha toccato la palla e l’ha buttata addosso a un giocatore del Milan, per me era angolo. Sono andato a dirlo al quarto uomo, forse in modo acceso, ma ho detto solo quello. Sono sempre rispettoso, penso che tutti possono sbagliare. Per me sono stato buttato fuori ingiustamente, non si può più dire nulla. Volevo stare con i ragazzi. Mi hanno detto che è il protocollo, ma dovrebbero capire il sentimento“.
Le interviste
Principe Filiberto: “Allegri-Milan? Amo il bel calcio. Su Spalletti..”
Emanuele Filiberto di Savoia in perfetta forma nelle Marche, carico e determinato: “Spalletti uomo giusto per la Juve, sicuramente. Allegri? A me piace il calcio bello in generale”. Emanuele Filiberto di Savoia grande protagonista ieri a Loreto, nelle Marche a due passi dalla splendida Riviera del Conero. Una toccante Santa Messa in suffragio di S.A.R. Vittorio Emanuele di Savoia (scomparso nel 2024) nella Basilica della Santa Casa. Ebbene sì, la bella città di Loreto ha accolto un ospite d’eccezione in una delle location spirituali e culturali più iconiche del Bel Paese.
EMANUELE FILIBERTO DI SAVOIA E IL GRANDE AMORE PER LA JUVENTUS: SUOI COMMENTI E PRONOSTICI SERIE A 2025/2026
Un appuntamento che ha senz’altro unito in queste ore memoria, tradizione e forte simbolismo religioso, richiamando l’attenzione di fedeli, curiosi e appassionati di storia sabauda. Lo abbiamo incontrato proprio davanti alla favolosa Basilica di Loreto per una chiacchierata informale a tutto campo, ricca di spunti calcistici.
Il Principe, sorridente e disponibile, ha parlato della sua passione per la Juventus, del futuro della Serie A e di alcuni protagonisti del nostro calcio e della Nazionale, senza però rinunciare al suo stile: diretto, spontaneo, sintetico ma al tempo stesso molto schietto, a tratti pungente. Insomma, un Principe senza peli sulla lingua, prudente sui pronostici ma attento osservatore del calcio italiano.
PRINCIPE EMANUELE FILIBERTO SU SERIE A 2026 E MONDIALI 2026: “GASPERINI TRA I MIGLIORI? LO DITE VOI. ROBERTO MANCINI? SAREBBE BELLO RIVEDERLO IN SERIE A. SU GATTUSO…”
Ecco cosa ha detto il Principe, grande tifoso Juventus, Emanuele Filiberto di Savoia in esclusiva ai nostri microfoni.
Principe, partiamo dal tema più caldo: i pronostici. Chi vede favorita quest’anno per lo scudetto?
“Io odio fare dei pronostici. Non mi piace sbilanciarmi, soprattutto quando si parla di calcio. È uno sport imprevedibile”.
Lei ha sempre dichiarato il suo amore per la Juventus. Conferma?
“Assolutamente sì. Sono sempre stato tifoso della Juventus, è la mia squadra del cuore. Speriamo sia una stagione positiva”
Dopo la partenza di Tudor… Spalletti è l’uomo giusto per la Juve?
“Sì, è la persona giusta per la Juventus. Il giusto profilo in panchina. Scudetto? Ripeto, assolutamente non stilo alcun pronostico”.
Come vede l’Inter di Chivu?
“Non mi sbilancio, lo ribadisco (sorriso a trentadue denti, ndr). Ma l’Inter è forte sicuramente…”
Le piace il Milan e il gioco di Allegri?
“Allegri? A me piace il calcio bello… (ride, ndr)”.
Gattuso in Nazionale: un tecnico che la convince?
“Uomo di carattere. Speriamo bene per il cammino azzurro verso i Mondiali”.
“IL SAVOIA IN SERIE A? PRIMA INIZIAMO DALLA SERIE C…”: IL GRIDO DI BATTAGLIA SINCERO DI FILIBERTO
Roby Mancini ci ha regalato la gioia degli Europei.. lo rivedrebbe bene in Serie A?
“Sarebbe bello, sicuramente…”
Gasperini della Roma è uno dei migliori allenatori italiani?
“No. Perché dite così?”
Secondo noi sì. Gioca bene a calcio, è uno dei migliori” “Questo lo dite voi… (altro sorriso sincero, ndr)”
Il suo Savoia in Serie A: lo aspettiamo presto…
“No (sorriso scaramantico, ndr). Prima iniziamo dalla Serie C l’anno prossimo…
In bocca al lupo allora Principe… “Speriamo, Crepi il lupo…”
Grazie per la disponibilità e professionalità… “Grazie a voi”.


Serie A
Udinese-Roma: probabili formazioni e dove vederla
Le possibili scelte di Kosta Runjaić e Gian Piero Gasperini per la sfida tra Udinese e Roma, in programma domani sera alle 20:45 al Bluenergy Stadium.
Domani sera Udinese e Roma scenderanno in campo al Bluenergy Stadium per il match valido per la 23esima giornata di Serie A. I bianconeri cercano il successo in casa dopo l’ottima prova di Verona, mentre dall’altra parte i giallorossi si rituffano sul campionato dopo il pareggio di giovedì contro il Panathinaikos che è valso l’accesso tra le prime otto agli ottavi di Europa League.
Come stanno le due squadre alla vigilia del match?
Qui Udinese
Il tecnico dei bianconeri Runjaic dovrà fare a meno di tanti uomini. Davanti ad Okoye pronto il trio difensivo formato da Kristenesen, Solet e Bertola. A centrocampo Karlstrom con Miller ed Ekkelenkamp. In avanti Atta giocherà alle spalle di Davis.

L’URLO DI GIAN PIERO GASPERINI CHE CARICA ZEKI CELIK ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Qui Roma
Gasperini recupera Hermoso, che andrà a completare il terzetto difensivo formato da N’Dicka e Mancini. A centrocampo El Aynaoui sostituirà l’infortunato Konè assieme a Cristante, mentre in attacco Malen tornerà titolare assieme a Soulè e Pellegrini.
Probabili formazioni Udinese-Roma
Udinese (3-5-2): Okoye; Kristensen, Solet, Bertola; Ehizibue, Miller, Karlstrom, Ekkelenkamp, Zemura; Atta, Davis. All. Runjaic
Roma (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Ndicka, Ghilardi; Celik, Cristante, El Aynaoui, Wesley; Soulé, Pellegrini; Malen. All. Gasperini.
Dove vedere Udinese-Roma
La gara tra Udinese e Roma sarà visibile per gli abbonati DAZN e SKY, anche tramite app.
Serie A
Lazio-Genoa, l’Olimpico del silenzio
Lazio – Anticipo del venerdì in un clima surreale. Pochi biglietti venduti, protesta dei tifosi e una frattura sempre più profonda con la società
La Lazio scende in campo oggi, venerdì, contro il Genoa per l’anticipo della 23ª giornata di Serie A 2025/26, ma lo farà in una cornice che rischia di essere desolante. Lo Stadio Olimpico si prepara a presentarsi semivuoto, simbolo plastico di un momento delicato e di una frattura ormai evidente tra il club biancoceleste e il suo popolo.
I numeri parlano chiaro. Secondo quanto riportato dall’edizione odierna del Corriere dello Sport, alla vigilia della gara erano appena 2.300 i biglietti venduti. Un dato che si somma all’incognita legata ai quasi 30 mila abbonati (29.918), molti dei quali potrebbero scegliere di non entrare allo stadio in segno di protesta. La Curva Nord, cuore pulsante del tifo laziale, ha infatti organizzato un ritrovo alternativo a Ponte Milvio, con l’idea di “tifare da lontano” e lasciare sola la squadra.
Lazio, le cicatrici di una crisi insanabile
Alla base del malcontento c’è soprattutto la gestione societaria e un mercato che ha acuito le tensioni con il presidente Claudio Lotito. Le cessioni di Castellanos e Guendouzi, i nuovi arrivi che non convincono, i cambiamenti tra i pali e il caso Romagnoli, autoesclusosi in attesa di una possibile cessione all’Al Sadd, hanno complicato il lavoro di Maurizio Sarri e alimentato l’insoddisfazione della tifoseria. A questo si aggiunge una petizione lanciata da Alberto Ciapparoni e Federico Marconi che ha già superato le 30 mila adesioni, segnale di un dissenso ormai diffuso e organizzato.

DELUSIONE LAZIO CON DIA, GIGOT, ROMAGNOLI E HYSAJ ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Nel tentativo di reagire, la Lazio ha scelto una strada comunicativa particolare: un video sui social, realizzato con l’intelligenza artificiale, raffigura un pinguino con sciarpa biancoceleste che entra in un Olimpico gelido e vuoto, accompagnato dallo slogan “Be different”. Un riferimento colto al documentario di Werner Herzog e al celebre “pinguino nichilista”, simbolo di una marcia solitaria e controcorrente. Ma il messaggio non ha convinto i tifosi, come dimostrano le reazioni fredde – se non negative – sui social.
Così Lazio-Genoa diventa molto più di una semplice partita: è lo specchio di una solitudine che pesa, di uno stadio che rischia di restare muto e di un club chiamato a ricucire un rapporto sempre più lacerato con la propria gente.
Visualizza questo post su Instagram
-
Calciomercato6 giorni faMilan, Jimenez è già pronto all’addio?
-
Livinmantra2 giorni faFantacalcio: consigli e probabili formazioni
-
Calciomercato6 giorni faCalabria vuole tornare in Serie A, tre club interessati: ostacolo ingaggio
-
Serie A7 giorni faMilan, Allegri” Vedendo la partita, col senno di poi siamo tutti bravi.”
-
Calciomercato4 giorni faMarchetti: “Gli ex compagni della Juventus chiamano Kolo Muani per convincerlo”
-
Calcio Femminile5 giorni faSerie A Women, “Macché te lo guardi?” – Il recap sull’11° turno
-
Calciomercato2 giorni faInter, Frattesi: dall’offerta della Lazio al ritorno del Nottingham Forest
-
Calciomercato6 giorni faParma, Cutrone ha accettato di trasferirsi al Cagliari
