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Fiorentina-Juventus, cori contro Vlahovic e tanta vergogna!

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Juventus

Fiorentina-Juventus, una partita che è stata condizionata da cori razzisti. L’ennesimo esempio di una deriva sbagliata e molto pericolosa.

Fiorentina-Juventus è stata una partita dal risultato alquanto piatto (1-1) che non ha pienamente soddisfatto entrambe le squadre ma è stata caratterizzata da non poche polemiche.

Ciò che, però, è da segnalare – e questo decisamente negativo per lo sport in generale – è il clima che si è creato allo stadio, ovvero svariati episodi di razzismo che hanno richiesto l’intervento dello speaker, che ha redarguito i sostenitori viola coinvolti nelle frasi razziste.

Alla fine la partita – a parte le ben due interruzioni – è arrivata normalmente al termine ma, anche qui, sarebbe potuta andare in ben altro modo ed essere addirittura sospesa.

fiorentina-juventus

LUCA RANIERI PUNTA IL DITO IN ALTO ( FOTO SALVATORE FORNELLI )

Fiorentina-Juventus, cosa è successo

L’arbitro, Daniele Doveri, ha fermato – momentaneamente – il gioco per ben due volte nel corso del match. Qualcosa che non si vede spesso nelle gare di calcio e che dimostra, senza ombra di dubbio, che un’anomalia (per essere gentili!) ci sia stata come ieri all’Artemio Franchi di Firenze. Non è stato un bel match in campo ma, ancor di più, non lo è stato per fair play e come spirito di partecipazione.

Saba – nella sua poesia Gol – non avrebbe apprezzato affatto quel che ieri si è consumato tra le fila dei sostenitori viola e chissà, se fosse stato ancora vivo, cosa avrebbe scritto in merito al razzismo gridato contro un unico uomo in campo.

Il soggetto di tale “odio” è stato Dusan Vlahovic, ex in campo, che è stato preso di mira per tutto il match in un modo vergognoso e sleale, tanto che l’arbitro è dovuto intervenire in più di un’occasione.

Un clima non bello per il nostro calcio che trasforma un evento collettivo di incontro e di comunione tra i tifosi come in una sorta di guerriglia (seppur realizzata a livello verbale) che deve essere fortemente condannata poiché, se ignorata, legittimerebbe un tale atteggiamento.

La prima sospensione è avvenuta al 7′ di gioco quando proprio il grande ex era diventato il protagonista di una serie mirata di cori da parte della curva viola; prontamente stoppata da un annuncio fatta risuonare in tutto lo stadio.

Purtroppo, non è bastato – ed al 18′ – è stato richiesto un altro intervento mentre il serbo era sul dischetto per calciare il rigore (poi tolto al VAR). È intervenuto persino il capitano viola, Ranieri, che si è recato sotto la sua curva per chiedere di cessare i cori e mostrano le “tre dita” della mano per indicare se, se l’arbitro avesse fermato un’altra volta il match, con grande probabilità la partita sarebbe stata sospesa.

Insomma, una partita che sarebbe potuta concludersi in modo differente e il cui risultato non sarebbe dipeso dal valore in campo ma dall’atteggiamento anti-sportivo dei sostenitori. Qualcosa che – quasi alla fine del 2025 – non è possibile che, ancora, si possa verificare.

Una partita, quella di ieri, non bella ma (soprattutto) condizionata – seppur parzialmente – da una parte di coloro che avrebbero solo dovuto godersi lo spettacolo e che, invece, sta travisando il valore sociale dello stadio: che è, innanzitutto, confronto pacifico in un rito collettivo laico spinto dai colori della propria squadra.

 

Serie A

Inter, l’attacco che cambia volto: la forza del turnover firmato Chivu

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Giancarlo Ratti

Inter – Niente coppia fissa accanto a Lautaro, ma risposte continue da Thuram, Bonny ed Esposito. Ecco come i nerazzurri inseguono un finale di stagione diverso.

L’Inter di Cristian Chivu ha trovato una nuova chiave offensiva: ruotare, cambiare, sorprendere. Una rivoluzione silenziosa rispetto alle fatiche di un anno fa, quando Arnautovic e Correa non riuscivano a garantire continuità. Oggi, invece, chiunque venga chiamato in causa risponde presente. E non è un dettaglio per una squadra ancora in corsa su tutto: prima in campionato, agli ottavi di Champions League e in semifinale di Coppa Italia dopo il 2-1 al Torino di ieri sera.

Il punto fermo resta Lautaro Martinez. Alterna picchi altissimi a qualche passaggio a vuoto, soprattutto nei big match, ma per l’Inter è molto più di un centravanti: è capitano, leader, simbolo. Il volto della squadra. Accanto a lui, però, non c’è più una spalla fissa. E forse è proprio questa la forza dell’Inter 2025-26.

Inter

LAUTARO MARTINEZ LANCIA IL PALLONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Inter, il segreto di Chivu

Chivu, a differenza delle stagioni passate, non ha mai davvero scelto una coppia titolare. Thuram, Bonny ed Esposito si alternano senza gerarchie rigide, in base al momento, alla partita, alle energie. Un approccio che sta pagando. A Monza, contro il Torino, sono partiti Bonny e Thuram: il primo ha sbloccato la gara di testa su cross di Kamate, il secondo ha lasciato il segno con un assist perfetto per Diouf. “Le frères”, li ha chiamati l’Inter sui social, fotografando una sintonia che va oltre il tabellino.

Segnali incoraggianti anche da chi aveva rallentato. Thuram sta ritrovando continuità dopo una prima parte di stagione brillante e qualche stop di troppo; Bonny continua a crescere; Esposito, alla prima stagione in Serie A,  segna molto di meno ma ha un rendimento complessivo più che positivo.

I numeri raccontano una concorrenza vera: 11 gol e 5 assist per Thuram, 7 gol e 6 assist per Bonny, 3 reti e 4 assist per Esposito. Vince il francese sul piano statistico e per curriculum, ma il campo dice altro: Chivu non cerca un vincitore. Cerca risposte. E le sta trovando da tutti.

Con il calendario che si infittisce e le partite che pesano sempre di più, il turnover non è più un rischio ma una necessità. E questa Inter, capace di cambiare senza perdere identità, vuole arrivare in fondo. Stavolta, fino all’ultimo giorno.

 

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Serie A

Verona, é caccia al sostituto di Paolo Zanetti

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Hellas Verona

Il Verona si affida a Paolo Sammarco come traghettatore dopo l’esonero di Zanetti. Nel frattempo il club veneto é alla ricerca del sostituto.

Era solo una questione di tempo l’esonero di Paolo Zanetti vista la situazione disastrosa del Verona in campionato. I gialloblù si trovano ultimi a 14 punti, con 2 vittorie, 8 pareggi, 13 sconfitte, 18 gol fatti e 41 subiti (7 nelle ultime 2 partite).

Per la prossima partita di campionato contro il Pisa ci sarà Paolo Sammarco seduto sulla panchina gialloblù. L’attuale allenatore della Primavera guiderà Orban e compagni da traghettatore in attesa di sapere chi sarà il sostituto di Zanetti. Da ricordare che il Pisa é a pari punti con i gialloblù e, come loro, ha appena cambiato allenatore.

Verona, chi al posto di Zanetti? D’Aversa verso il no, idea Pagliuca

Verona

ROBERTO D’AVERSA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

 

Come riportato da Hellas Live, uno dei candidati a sostituire Zanetti sulla panchina gialloblù era Roberto D’Aversa, Tuttavia, l’ex tecnico di Parma, Sampdoria, Lecce ed Empoli non sembra intenzionato ad accettare la proposta del club scaligero.

Sullo sfondo c’é anche il nome di Guido Pagliuca, ex tecnico di Juve Stabia ed Empoli, contattato dal Verona. Tuttavia, non va esclusa la possibilità che potrebbe essere proprio Sammarco ad allenare il club veneto fino alla fine della stagione. Come andrà a finire?

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Serie A

Roma, Gasperini: “Mancata precisione e fortuna: ma questo gruppo non molla”

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Roma

Il tecnico della Roma Gian Piero Gasperini commenta nel post gara la sconfitta arrivata per 1-0 sul campo dell’Udinese.

Il tecnico della Roma Gian Piero Gasperini ha parlato ai microfoni di Sky Sport al termine della sfida contro l’Udinese, che ha visto i capitolini soccombere per 1-0. I giallorossi non sono riusciti a rispondere alle vittorie di Juventus e Napoli. 

Roma, le parole di Gasperini

Analisi.

“Indubbiamente non è facile. Ci sono mancate giocate precise negli ultimi metri e un po’ di fortuna nel finale. Anche il gol preso, sintomo di una serata non fortunata. Ma questa è una squadra che da queste gare esce a testa alta e trova la forza per migliorarsi sempre”.

Passo indietro.

“Era una partita molto chiusa, anche loro hanno effettuato solo due tiri dalla distanza. Penso che sia difficile per tutte le squadre e non solo per noi. Una partita tecnicamente non bella. Quando porti 4, 5, 6 uomini dentro l’area per me sono occasioni. Penso che abbiamo fatto molto di più. Condivido l’analisi sul carattere e sulla gara. Questi sono campi difficili, con gli episodi si vince e si perde”.

Mercato.

ESULTANZA ROMA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Il mercato si è chiuso, ora abbiamo questi 4 mesi: non pensavo di sicuro di incontrare tutte queste difficoltà nell’inserire calciatori che cerchiamo da questa estate. Sono arrivati comunque Malen e Zaragoza, poi ragazzi giovanissimi. Cercheremo di fare il massimo”.

Rimpianti?

“No, no. Sono state fatte decine di nomi. Sono molto contento che poi in pochissimo tempo si sia creata la possibilità di Malen e poi di Zaragoza. Poi, dopo, nel mercato di gennaio mi rendo conto che non è mai facile. Però è andata così: questi due calciatori ci aiuteranno. Poi sono arrivati Vaz e Venturino, ma rappresentano il futuro, non possiamo pretendere siano competitivi subito per livelli alti. L’importante è non avere infortuni, dobbiamo recuperare Koné e Dybala e chi è ancora fuori. Dobbiamo continuare il percorso, questo gruppo non molla”.

Sei d’accordo con Conte sul numero di partite?

“Le partite fan parte di questo sistema. Le competizioni aumentano e ci sono sempre più partite. L’unico aspetto negativo sono questi infortuni che capitano, 90% delle volte in partita e non in allenamento. C’è sicuramente una motivazione. Nel gioco del calcio ti fai male, da sempre, gli infortuni sono sempre stati questi, dai flessori ai quadricipiti ai polpacci. Dalle ginocchia alle caviglia. Non si è mai riusciti a dimezzare i tempi, ci sono diagnosi molto più precise e talvolta eccessive che fermano i calciatori per molto meno. Le tante partite sono volute dalla tv, dalla gente. Poi dopo i rischi sono questi. Non c’è una scienza esatta”.
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