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Serie A

Cremonese-Juventus 1-2, inizia nel migliore dei modi l’era Spalletti

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L’anticipo serale della 10° giornata della Serie A Cremonese-Juventus finisce 1-2, alla sua prima da tecnico Luciano Spalletti porta a casa i 3 punti.

L’anticipo serale della 10° giornata delle Serie A Cremonese-Juventus finisce 1-2, inizia bene l’era Spalletti, grazie alle reti di Kostic e Cambiaso, inutile il gol dei padroni di casa di Vardy.

Cremonese-Juventus 1-2, comincia benissimo l'era Spalletti in casa bianconera

Cremonese-Juventus 1-2, inizia bene l’era Spalletti in casa bianconera: Kostic e Cambiaso firmano la vittoria sui grigiorossi, inutile il gol di Vardy

L’anticipo serale della 10° giornata di Serie A Cremonese-Juventus finisce 1-2, inizia molto bene l’era Spalletti in casa bianconera, chiudendo definitivamente la difficile gestione Tudor. L’impronta dell’ex CT della Nazionale si è subito vista, proprio un azzurro ha segnato ed è Andrea Cambiaso, uno dei più rappresentativi della compagine bianconera, ecco perché Spalletti si può dire soddisfatto.

Passano appena 2 minuti la Juventus passa in vantaggio: Openda tenta il colpo di tacco, la palla carambola su Vandeputte che serve Kostic che di sinistro manda in rete per 1 a 0 bianconero. La Juventus tiene la partita, la Cremonese fa fatica ad affacciarsi all’area bianconera. Al 21′ minuto Vlahovic ha l’occasione di raddoppiare, ma il suo tiro viene respinto da Audero. Poi, al 26′ minuto Locatelli spreca un altra palla gol, il suo destro va spegnersi sul palo. Di nuovo Vlahovic al 31′ minuto impegna Audero. La Juventus cerca di chiudere il match, la Cremonese si fa viva sul finale di tempo con Vardy che serve un pallone a Payero ma Di Gregorio blocca. Così si va al riposo sull’1 a 0 per la Juventus.

Il secondo tempo inizia con la Cremonese con Vandeputte che ci prova, blocca Di Gregorio. Al 58′ minuto ci prova anche Bonazzoli, altra parata per Di Gregorio. Al 66′ minuto Juventus pericolosa con Vlahovic. Due minuti i bianconeri chiudono il match: Cambiaso con un sinistro secco batte Audero e la Juventus si porta sul 2 a 0.

Al 83′ minuto però la Cremonese riapre la partita con Vardy, con un destro incrociato su cui non può far nulla Di Gregorio. Dopo 6 minuti di recupero può bastare anche così. Migliore in campo Andrea Cambiaso, ma ancora una volta per la Juventus premia il collettivo, con Spalletti che inizia bene la sua era in bianconero nel migliore dei modi.

Serie A

Lotito, striscione contro il Presidente dalla sede di Forza Italia

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Lazio

Il rapporto tra il tifo organizzato e Claudio Lotito sta raggiungendo livelli mai visti, uscendo dai binari logici del campo da calcio

Lotito

LO STADIO OLIMPICO VUOTO PER LA PROTESTA DEI TIFOSI DELLA LAZIO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Lotito vs Curva Nord

Dal prato dell’Olimpico al Senato: la contestazione del tifo biancoceleste contro Claudio Lotito alza il tiro e cambia scenario. Questa volta l’obiettivo non è lo Stadio né i cancelli di Formello, ma il cuore pulsante di Forza Italia, situato a Piazza di San Lorenzo in Lucina.

Sotto la sede del partito, è apparso uno striscione dal messaggio inequivocabile, capace di intrecciare fede calcistica e dovere civico: “Forza Italia, il laziale voterebbe sì, ma vota no! Ringraziate Lotito, senatore del vostro partito”. Il riferimento è al prossimo Referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati, datato 22 e 23 marzo: i tifosi minacciano di boicottare la consultazione, o di votare contro le linee di partito, come ritorsione per la gestione societaria del proprio Presidente.

Città tappezzata e spalti vuoti

Ma la protesta non si esaurisce in piazza. La Capitale si è risvegliata sotto una pioggia di manifesti che ribadiscono un unico concetto: la richiesta di cessione del club. La strategia della tifoseria sembra ormai chiara: Colpire il Lotito politico, per indebolire il Lotito presidente, e la diserzione dello stadio: Dopo Genoa e Atalanta, il tifo organizzato annuncia il pugno duro anche per la semifinale d’andata di Coppa Italia contro i ragazzi di Palladino.

Secondo quanto riportato da LaLazioSiamoNoi.it, mercoledì prossimo l’Olimpico rischia di trasformarsi in un deserto di cemento, confermando una frattura che sembra ormai insanabile tra la proprietà e la piazza.

 

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Serie A

Inter, allarme Bonny: problema al polpaccio contro il Genoa

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Inter – L’attaccante è in dubbio per la semifinale di Coppa Italia: Chivu spera di recuperarlo per il derby.

La vittoria contro il Genoa lascia in eredità anche un campanello d’allarme in casa Inter. Nel secondo tempo della gara di sabato 28 febbraio si è fermato Bonny, costretto al cambio a circa un quarto d’ora dal termine dopo uno scatto che gli ha provocato un fastidio muscolare al polpaccio destro. In panchina è stato subito applicato del ghiaccio.

Schierato titolare accanto a Thuram, Bonny sarà valutato nelle prossime ore. Le prime sensazioni non sembrano allarmanti, ma Chivu ha preferito mantenere prudenza: “Dalle prime risposte sembra non sia nulla di che, ma ormai non mi fido più. Vediamo”, ha dichiarato il tecnico nerazzurro.

Inter, quanto è grave l’infortunio di Bonny?

L’entità del problema e i tempi di recupero restano dunque incerti. La presenza dell’attaccante nell’andata della semifinale di Coppa Italia contro il Como è in forte dubbio, mentre lo staff medico lavora per averlo a disposizione nel derby di domenica prossima contro il Milan.

Inter

Ange-Yoan Bonny e Lautaro Martinez ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Un’assenza che peserebbe, anche perché Chivu deve già fare i conti con il forfait di Martínez. Senza Bonny, l’Inter rischierebbe di presentarsi al derby con soli due attaccanti di ruolo disponibili: Thuram e Pio Esposito.

Le prossime ore saranno decisive per capire se si tratta solo di un affaticamento o di qualcosa di più serio. Il derby incombe e l’Inter resta in attesa.

 

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Serie A

Como, febbraio “nero” per Nico Paz: prima crisi?

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Como – Il numero 10 argentino è partito dalla panchina per scelta tecnica. Ci voleva sì un pò di turnover in vista dell’Inter, ma i numeri raccontano una flessione…

Vederlo seduto in panchina fa notizia. E quando accade, significa che qualcosa sta cambiando. Contro il Lecce, Nico Paz è entrato soltanto al 65’, chiudendo la gara con appena 25 minuti senza particolari sussulti. Una gestione che porta sicuramente la firma di Fàbregas e che guarda chiaramente al prossimo, storico appuntamento.

Martedì, a San Siro, i lariani affronteranno l’Inter nell’andata della semifinale di Coppa Italia. Turnover? Probabile. Ma oltre alle logiche di rotazione, i numeri certificano una prima flessione nel rendimento del gioiello argentino.

Como, i numeri di Nico a febbraio

Febbraio si è chiuso con un solo acuto: il gol segnato al Milan, nato da un clamoroso errore di Maignan. Un lampo isolato in un mese poco prolifico, culminato con la seconda panchina stagionale dopo quella di gennaio contro l’Udinese (in quel caso per problemi fisici).

Como

NICO PAZ E MATTEO POLITANO IN AZIONE SOTTO GLI OCCHI DI ANTONIO CONTE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Eppure il cammino in Coppa resta l’obiettivo primario: il Como ha raggiunto la semifinale eliminando Fiorentina e Napoli ai rigori. Contro i viola Paz era andato a segno; più opaca, invece, la prova contro i campioni d’Italia.

Alla sua seconda stagione in riva al lago — prima del possibile ritorno al Real Madrid — il classe 2004 mantiene comunque numeri solidi: 29 presenze complessive (26 da titolare), 10 gol (9 in campionato, 1 in Coppa Italia), 6 assist e 2.372 minuti giocati. Insomma, numeri comunque alti, ma che attestano che un piccolo calo di rendimento c’è stato.

La qualità non si discute. Ma febbraio, per il numero 10 argentino, è finito agli archivi come il mese più complicato della stagione. E ora, a San Siro, arriva l’occasione per tornare protagonista.

 

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