Serie A
Como, Fabregas: “Khun è elettrico. Dobbiamo fare una grande partita. Su Diao…”
L’allenatore del Como, Cesc Fabregas, ha parlato ai microfoni in conferenza stampa per presentare il match dei lariani contro la Fiorentina.
Cesc Fabregas, tecnico del Como, ha parlato in conferenza stampa pre partita, in merito alla gara dei suoi ragazzi contro la Fiorentina di Stefano Pioli, molti gli argomenti trattati.

CESC FABREGAS ALZA LE MANI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Como, le parole di Fabregas
In seguito le parole del tecnico spagnolo:
Su Pioli
“È una Fiorentina un po’ diversa, ma con giocatori da tanta esperienza, fisicità e struttura importante. Grande fase offensiva, gente dietro con tanta esperienza, le fasce con Dodo e Gosens di un livello alto. Se vogliamo vincere a Firenze dobbiamo fare una grande partita”.
Su Morata
“Speriamo molto, è un giocatore che ha fatto uno sforzo importante per venire qua, di grande livello e che ha mostrato tanto in Italia. Poi nuova squadra, ma lui lo vedo molto bene, quando si allena, anche quando è entrato con Lazio e Sudtirol. Ha fatto cose positive per la squadra. Il tempo che è stato in campo, 65 minuti, ha fatto ciò che noi cercavamo. In questo senso sono molto contento. Deve crescere, a livello fisico, di capire cosa vogliamo fare a livello di gioco e difensivamente. Si è visto, Douvikas non è lo stesso giocatore di quando arrivò, in un mese è diventato quello che volevamo. Tutti abbiamo un processo che si deve accettare e capire. Alcuni sono veloci e altri tardano un po’ di più. Ma Alvaro farà bene”.
Su Diego Carlos
“Non posso dire nomi precisi, non dico la formazione fino all’ultimo momento per mantenere la tensione. Diego Carlos se la giocherà con Goldaniga, sicuro, poi l’altro giorno non abbiamo fatto un gran primo tempo ma là in mezzo mi piace la connessione Sergi Roberto-Perrone, anche Da Cunha-Perrone… dipende da cosa l’altra squadra propone. Se sono più diretti, se ti pressano di più, tutte queste cose le valutiamo. Abbiamo tanta diversità di profili, devo essere bravo a capire qual è la coppia più giusta. Mi piace però perché tutti possono giocare l’uno con l’altro, difficile fare la scelta quando c’è tanta qualità ma mi piace”.
Sui talenti italiani
“Sì, lo so, magari perché non so l’italiano. Io parlo di talento giovane, non in generale. Lui è l’allenatore della Fiorentina, una delle 6-7 più forti d’Italia. Io parlavo di Serie B e C, di poter portare qua gente giovane. Kean è un attaccante da 50 milioni, Fagioli giocava alla Juventus. Io volevo dire un altro messaggio. Io parlavo di talenti italiani della Primavera: sono preparati ad andare in Serie A? Per il nostro gioco io non li ho trovati. Speriamo che il Como continui a crescere e diventi una squadra molto forte in futuro. I giocatori italiani della Fiorentina sono molto forti e sono già affermati, esperti. Io parlavo di 20-23 anni”.
Su Nico Paz
“Dobbiamo provare a trovare la soluzione giusta. Se mi chiedi di chi volesse che Messi toccasse la palla al Barcellona… nessuno. Io non voglio che Kean tocchi la palla, ad esempio, è un giocatore top. Ha gol e un potenziale enorme, ha qualità. Però questa è una cosa positiva per Nico, ogni volta succederà di più, l’ho detto anche l’anno scorso che adesso ti guardano in una maniera diversa. È un’altra sfida, ti guardano con altri occhi, e dobbiamo alzare il livello tutti insieme”.
Su Khun
“Non lo paragonerei a Strefezza, ma ha molta conduzione, è elettrico. È arrivato con fastidio al tendine, non si trovava bene, lui però vuole sempre dimostrare di più e faceva fatica a correre bene. Lo abbiamo fermato e ora si sta ritrovando. Lo avevamo individuato già ai tempi della Serie B. Legge molto bene gli spazi, ha mobilità e energia. Può migliorare, per essere sempre in movimento, però piano piano. Crescerà di più. Può giocare a destra e a sinistra, può giocare trequartista e giocare dentro, di questo ho cambiato idea”.
Contro la Fiorentina
“Giocando la nostra partita, facendo il nostro gioco. Vediamo se verranno a pressare o meno, bisogna vedere. Ma noi dobbiamo essere noi. Alcune volte la palla entra e altre no, è vero la squadra è molto fisica e strutturata, però anche l’anno scorso Caqueret-Da Cunha-Perrone abbiamo fatto una grandissima partita. Noi dobbiamo essere bravi a gestire la palla, a fare il nostro gioco e dopo vincere i duelli”.
Sulla Coppa Italia
“Giocheranno tutti, noi abbiamo fatto una squadra simile di livello, possono fare tutti bene. Da oggi se non succede niente di strano penso di fare un cambiamento importante per mercoledì. Per opportunità, energia, fiducia, perché tutti mi dimostrano che meritano di giocare. Squadra piccola, rosa ristretta e andiamo avanti”.
Su Strefezza
“Sì, ho parlato con lui dopo la partita, gli ho fatto i complimenti. Ho visto la partita qua, un’emozione per la sua famiglia e per me. Si vedeva che era emozionato, i miei giocatori è come se fossero della mia famiglia. Seguo tutti e provo a parlare con tutti, anche chi è in Serie B. Mi sento molto contento anche quando fanno molto bene. Se conosci la storia di Strefezza, la sua carriera, fare il suo debutto in Champions è emozionante. La gente deve sapere che non c’è niente di impossibile nella vita. Quando c’è grande mentalità e disciplina, quando si impara dall’errore, le cose arrivano. Niente è impossibile”.
Su Gudmundsson
“Cambia tatticamente, se no saranno un play e due mezzali. Niente di che però, tatticamente noi dobbiamo essere bravi a fare la partita, penso che siamo pronti e vediamo come va lunedì”.
Su Diao e Van der Brempt
“Van der Brempt sta andando bene, sta migliorando, penso che tra 2 settimane sarà con noi. Diao va più lento, io sono il primo a non prendere nessun rischio, preferisco 3-4 settimane dopo ma che ritorni al 100% perché è un’arma molto importante per noi con tutte queste squadre che ti vengono a prendere. E segna. Deve essere importante per noi la seconda parte di stagione. Dobbiamo accompagnarlo. Van Der Brempt può tornare anche prima della sosta, Atalanta o Cremonese”.
Sugli angoli
“C’è disposizione e dipende dalla partita e dai giocatori in campo. Ci sono giocatori più alti o meno, Kuhn e Caqueret ad esempio sono fisicamente più bassi e si gestiscono in maniera diversa”.
Su Morata e l’attacco
“Se la squadra ha vinto sono contentissimo. Noi però non siamo una squadra dominante, quello che succede al City contro il Napoli in Italia non succede. Ovviamente perché il Napoli era in 10 al minuto 20. In Italia tutti sono molto coraggiosi ad andarti a prendere, ad aggredirti. Io mi sento comodo così perché so che con la qualità che abbiamo, con 3-4 ripartenze contro il Bologna alcune palle poi diventeranno gol. Fare o meno gol fa sicuramente la differenza, però per me l’attaccante deve saper giocare. Immagina Vardy che non toccava la palla con il Brighton ma che andava a una velocità incredibile, che si mangiava la palla… per andare a uomo guarda Hojlund contro Pongracic. Noi non abbiamo quel tipo di giocatore e preferisco a venire a giocare un po’ di più al momento giusto. Poi un attaccante vive di gol e assist”.
Sulla partita con il Genoa
“Un po’ tutto. Penso che quando sei a due metri dalla porta a portiere battuto e il portiere è più morto che vive bisogna fare gol. Lì cambia tutto. Ma non mi fa arrabbiare. Lì è colpa nostra, non si può dire che non si arrivi nell’area avversaria però. Siamo una squadra che vuole sempre aggredire in avanti, un po’ per colpa mia, e bisogna dire ad una persona che se siamo in 10 serve calma. In quel momento serve blocco basso e andare da lato a lato, trovare la soluzione e non regalarla. Solo il Milan non ha lasciato calciare in porta finora. Quest’anno la difesa sta facendo molto bene, stiamo concedendo molto poco, anche se dobbiamo migliorare su rimessa laterale e qualcuno dorme un po’ dopo un fallo”.
Solo 8 dribbling riusciti su 26
“Questa è una cosa che succede sempre quando qualcuno punta e vuole dribblare. Ci sono giornate dove fai tripletta e altre in cui perdi il duello. Ma io voglio questo: che continuino a provarci. Altrimenti è un problema. De Bruyne quando lo vedi giocare è diretto e vede dove giocare, come Ozil con l’80% dei passaggi riusciti ma perché rischia la giocata. Noi siamo una squadra con la personalità di puntare e dribblare. Jesus l’altro giorno non è stato in giornata, Kuhn l’ho visto puntare e dribblare. E Nico anche”.
Serie A
Derby di Milano decisivo: Milan-Inter domenica sera a San Siro, nerazzurri senza Lautaro
Il grande derby della Madonnina torna protagonista in Serie A. Domenica 8 marzo alle 20.45 Milan e Inter scenderanno in campo allo stadio Giuseppe Meazza per una sfida che può pesare moltissimo nella corsa scudetto e nella lotta ai posti Champions.
La partita mette di fronte due squadre in grande forma e con obiettivi importanti. I rossoneri cercano punti fondamentali per consolidare la corsa alla Champions League, mentre i nerazzurri puntano a mantenere il vantaggio nella lotta per il titolo.
Allegri: “Derby speciale, servirà attenzione ai dettagli”
Alla vigilia della partita il tecnico del Milan Massimiliano Allegri ha sottolineato l’importanza della sfida.
“Il derby è sempre una partita particolare e speciale, bella da giocare e da vivere. Ma alla fine conta come tutte le altre: ci sono tre punti in palio”, ha spiegato l’allenatore rossonero.
Allegri sa che l’avversario sarà difficile da affrontare:
“L’Inter è una squadra forte, segna in tanti modi: sui cross, da fuori area e con grande fisicità in area. Negli ultimi trenta metri sono davvero pericolosi. Noi però abbiamo qualità per fare una grande partita”.
Il tecnico ha poi ricordato che la corsa Champions è ancora apertissima:
“Con 57 punti non siamo ancora al sicuro. Dietro le squadre continuano a fare punti e il nostro calendario è difficile. Servono ancora cinque vittorie”.
Sul suo futuro, Allegri ha evitato commenti sulle voci che lo accostano al Real Madrid:
“Ho un contratto fino al 2027 e sto bene qui. Pensiamo solo alla partita di domenica”.
Inter senza Lautaro, chance per il giovane Esposito
L’Inter arriva al derby con un’assenza pesante: Lautaro Martinez non sarà disponibile. Al suo posto il tecnico Cristian Chivu dovrebbe affidarsi al giovane attaccante Francesco Pio Esposito.
Per il talento nerazzurro questa stagione è stata ricca di prime volte: il primo gol con l’Inter al Mondiale per Club contro il River Plate, la prima rete in Serie A contro il Cagliari, il debutto e il gol con la Nazionale maggiore contro l’Estonia e anche la prima rete in Champions League contro l’Union Saint-Gilloise.
Esposito ha già lasciato il segno anche contro la Juventus, diventando il secondo italiano più giovane della storia dell’Inter a segnare ai bianconeri dopo Mario Balotelli.
Segnare nel derby davanti al pubblico di San Siro sarebbe però un traguardo ancora più speciale.
Probabili formazioni
Milan (3-5-2)
Maignan; Tomori, De Winter, Pavlovic; Saelemaekers, Jashari, Modric, Rabiot, Estupinan; Pulisic, Leao.
Allenatore: Allegri.
Inter (3-5-2)
Sommer; Bisseck, Akanji, Bastoni; Luis Henrique, Barella, Calhanoglu, Zielinski, Dimarco; Thuram, Esposito.
Allenatore: Chivu.
Arbitro: Doveri di Roma
Serie A
Lotito, striscione contro il Presidente dalla sede di Forza Italia
Il rapporto tra il tifo organizzato e Claudio Lotito sta raggiungendo livelli mai visti, uscendo dai binari logici del campo da calcio

LO STADIO OLIMPICO VUOTO PER LA PROTESTA DEI TIFOSI DELLA LAZIO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Lotito vs Curva Nord
Dal prato dell’Olimpico al Senato: la contestazione del tifo biancoceleste contro Claudio Lotito alza il tiro e cambia scenario. Questa volta l’obiettivo non è lo Stadio né i cancelli di Formello, ma il cuore pulsante di Forza Italia, situato a Piazza di San Lorenzo in Lucina.
Sotto la sede del partito, è apparso uno striscione dal messaggio inequivocabile, capace di intrecciare fede calcistica e dovere civico: “Forza Italia, il laziale voterebbe sì, ma vota no! Ringraziate Lotito, senatore del vostro partito”. Il riferimento è al prossimo Referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati, datato 22 e 23 marzo: i tifosi minacciano di boicottare la consultazione, o di votare contro le linee di partito, come ritorsione per la gestione societaria del proprio Presidente.
Città tappezzata e spalti vuoti
Ma la protesta non si esaurisce in piazza. La Capitale si è risvegliata sotto una pioggia di manifesti che ribadiscono un unico concetto: la richiesta di cessione del club. La strategia della tifoseria sembra ormai chiara: Colpire il Lotito politico, per indebolire il Lotito presidente, e la diserzione dello stadio: Dopo Genoa e Atalanta, il tifo organizzato annuncia il pugno duro anche per la semifinale d’andata di Coppa Italia contro i ragazzi di Palladino.
Secondo quanto riportato da LaLazioSiamoNoi.it, mercoledì prossimo l’Olimpico rischia di trasformarsi in un deserto di cemento, confermando una frattura che sembra ormai insanabile tra la proprietà e la piazza.
Serie A
Inter, allarme Bonny: problema al polpaccio contro il Genoa
Inter – L’attaccante è in dubbio per la semifinale di Coppa Italia: Chivu spera di recuperarlo per il derby.
La vittoria contro il Genoa lascia in eredità anche un campanello d’allarme in casa Inter. Nel secondo tempo della gara di sabato 28 febbraio si è fermato Bonny, costretto al cambio a circa un quarto d’ora dal termine dopo uno scatto che gli ha provocato un fastidio muscolare al polpaccio destro. In panchina è stato subito applicato del ghiaccio.
Schierato titolare accanto a Thuram, Bonny sarà valutato nelle prossime ore. Le prime sensazioni non sembrano allarmanti, ma Chivu ha preferito mantenere prudenza: “Dalle prime risposte sembra non sia nulla di che, ma ormai non mi fido più. Vediamo”, ha dichiarato il tecnico nerazzurro.
Inter, quanto è grave l’infortunio di Bonny?
L’entità del problema e i tempi di recupero restano dunque incerti. La presenza dell’attaccante nell’andata della semifinale di Coppa Italia contro il Como è in forte dubbio, mentre lo staff medico lavora per averlo a disposizione nel derby di domenica prossima contro il Milan.

Ange-Yoan Bonny e Lautaro Martinez ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Un’assenza che peserebbe, anche perché Chivu deve già fare i conti con il forfait di Martínez. Senza Bonny, l’Inter rischierebbe di presentarsi al derby con soli due attaccanti di ruolo disponibili: Thuram e Pio Esposito.
Le prossime ore saranno decisive per capire se si tratta solo di un affaticamento o di qualcosa di più serio. Il derby incombe e l’Inter resta in attesa.
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