Un clamoroso ripensamento? Sono solo voci, ma ciò che riporta il Corriere Fiorentino stamattina in edicola sarebbe una pietra tombale sulla felice rinascita viola e di tutto il suo ambiente ricreatosi con l’arrivo del tycoon americano. Commisso sarebbe arrivato al limite della propria pazienza e avrebbe confidato ai suoi collaboratori più stretti di essere pentito dell’affare Fiorentina.

Sempre la questione stadio

L’affetto della tifoseria, il futuro della squadra viola non c’entrano nulla con questo momento di delusione: il nodo principale è sempre lo stadio. Commisso ha trovato delle difficoltà, più o meno comprensibili, per costruire lo stadio e neanche le aperture della sovranintendenza per un restyling del Franchi lo convincono appieno.

L’investimento

Commisso, dell’attuale Franchi, vorrebbe mantenere solo la torre Maratona, tutto il resto sarebbe da ricostruire con gli spazi commerciali annessi per consentire alla società di aumentare il proprio fatturato e poter competere in ambito nazionale e internazionale. Rocco è pronto ad investire 200/250 milioni di euro per lo stadio, ma vuole il massimo controllo e per l’acquisizione del Franchi non vorrebbe investire un euro. Ritiene più che sufficiente l’investimento per ristrutturare uno stadio che poi comunque rimarrebbe alla città. Spendere oltre 100 milioni per acquisire il Franchi per poi demolirlo e investire la cifra necessaria, francamente paiono cifre non proponibili.

Delusione

Rocco Commisso si trova davanti ad un vicolo, che pare cieco, ad un anno dal suo insediamento: il Franchi che nonostante le aperture della burocrazia pare poco modificabile; lo stadio fuori città, dentro le mura della città metropolitana, pare appassionare poco la tifoseria. Sentimenti e valutazioni che potrebbero portare ad un clamoroso passo indietro di Commisso.