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Serie A

Cagliari – Roma, il secondo tempo: 1-4, ed è storia

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Roma, Mourinho

Cagliari – Roma. La Roma inizia il secondo tempo con il vantaggio 2-0, ma deve fare a meno di Dybala. La Roma arriva a 4, il Cagliari si consola con un rigore.

(continua dal primo tempo)

Il secondo tempo riparte da una clamorosa occasione di Belotti, che si concretizza in un bellissimo gol su assist di Paredes. Siamo al 50′. E’ il quinto gol della stagione per il Gallo, che è radicalmente cambiato rispetto allo scorso anno.

Al 59′ Lukaku realizza il suo secondo gol, ancora su assist perfetto del centrocampista argentino: la Roma arriva a quota 4-0. Il Cagliari si allontana sempre di più dalla possibilità della rimonta.

Il centrocampo della Roma è totalmente ammonito, ma sa fruttare i suoi cartellini gialli a dovere.

Al 68′ due cambi per Ranieri: fuori Petagna e Obert, già ammonito; dentro, rispettivamente, Pavoletti e Dossena.

Un minuto dopo, altrettante sostituzioni per la Roma: a centrocampo fuori l’ammonito Aouar, dentro il giovanissimo Pagano; in difesa fuori Karsdorp e dentro Kristensen.

Un guizzo del neo-subentrato Prati del Cagliari porta al primo gol della compagine rossoblu, che riesce a lavorare una palla difficilissima: lo stadio esulta. Il gol, però, verrà annullato poco dopo: per fuorigioco di Azzi.

Nel ’73 è il momento dell’ingresso in campo dell’ex Roma Shomurodov al posto di Oristanio, che ha fornito comunque una buona prova.

Al 78′ Mourinho decide di premiare Celik, dopo i due assist forniti contro il Servette: entra nell’inconsueta veste di centrocampista al posto di Leandro Paredes.

Nella porzione centrale del campo, dei titolari originari, ora resta solo Bove.

Colpo di teatro all’86’, con l’assegnazione di un calcio di rigore al Cagliari per un tocco di Cristante con il braccio in area di rigore.

E’ Nandez a tirare e a segnare l’unico gol dei rossoblu convalidato in questa partito. Si tratta del suo quinto gol con la maglia del Cagliari.
Una magra consolazione, di fronte a una sconfitta incombente in casa.

Quattro minuti di recupero: la Roma, malgrado il consistente vantaggio, tiene duro e cerca di spuntare la quinta rete. Non ci riesce, ma la vittoria è sua. Fuori casa, a sei mesi dall’ultima volta.

Le occasioni mancate

Un’occasione clamorosa arriva, per Romelu Lukaku, al 54′: manda fuori di pochissimo la palla. Poco dopo, arriverà il terzo gol siglato da Belotti.

Azzi, dopo il fuorigioco che ha portato all’annullamento della rete di Prati, prova a farsi perdonando, sfiorando il gol al 76′.

Al 79′ Pavoletti lavora una palla bassa pericolosamente vicina alla porta giallorossa, ma N’Dicka riesce a tenerla fuori dai pali evitando l’autogol.

Le principali azioni fallose

Per il Cagliari si prende un giallo il difensore Obert per un’azione su Lukaku: siamo al 61′.

Lo stesso giocatore si prenderà poi un fischio dell’arbitro anche per un fallo su Belotti, solo tre minuti dopo. Saggia la decisione, da parte di Ranieri, di sostituirlo.

Cagliari – Roma, le statistiche

In termini di tiri totali, il Cagliari ha il primato sulla Roma: 16 contro 11.

I tiri in porta, tuttavia, capovolgono la situazione: la Roma ne mette 5 (di cui 4 gol), il Cagliari solamente uno.

Diversamente al solito, in questa occasione la Roma concede più possesso palla agli avversari (il 58% contro il 42% dei giallorossi).

Anche in termini di passaggi e di precisione degli stessi, sulla carta, il Cagliari registra performance migliori (468 passaggi con l’83% di precisione contro 359 con una precisione del 74%).

Cagliari – Roma, le parole di Romelu Lukaku

Al giornalista di DAZN che chiede al giocatore se la Roma vista in campo stasera sia la Roma di Lukaku, il belga risponde: “No, la Roma è la Roma”. Poi, di sé dice: “Sono un professionista, dimostro sul campo”.

A dimostrazione che i grandi campioni, e anche i grandi professionisti, sono sempre umili. E non si accontentano mai di ciò che hanno ottenuto.

Serie A

Lotito, striscione contro il Presidente dalla sede di Forza Italia

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Lazio

Il rapporto tra il tifo organizzato e Claudio Lotito sta raggiungendo livelli mai visti, uscendo dai binari logici del campo da calcio

Lotito

LO STADIO OLIMPICO VUOTO PER LA PROTESTA DEI TIFOSI DELLA LAZIO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Lotito vs Curva Nord

Dal prato dell’Olimpico al Senato: la contestazione del tifo biancoceleste contro Claudio Lotito alza il tiro e cambia scenario. Questa volta l’obiettivo non è lo Stadio né i cancelli di Formello, ma il cuore pulsante di Forza Italia, situato a Piazza di San Lorenzo in Lucina.

Sotto la sede del partito, è apparso uno striscione dal messaggio inequivocabile, capace di intrecciare fede calcistica e dovere civico: “Forza Italia, il laziale voterebbe sì, ma vota no! Ringraziate Lotito, senatore del vostro partito”. Il riferimento è al prossimo Referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati, datato 22 e 23 marzo: i tifosi minacciano di boicottare la consultazione, o di votare contro le linee di partito, come ritorsione per la gestione societaria del proprio Presidente.

Città tappezzata e spalti vuoti

Ma la protesta non si esaurisce in piazza. La Capitale si è risvegliata sotto una pioggia di manifesti che ribadiscono un unico concetto: la richiesta di cessione del club. La strategia della tifoseria sembra ormai chiara: Colpire il Lotito politico, per indebolire il Lotito presidente, e la diserzione dello stadio: Dopo Genoa e Atalanta, il tifo organizzato annuncia il pugno duro anche per la semifinale d’andata di Coppa Italia contro i ragazzi di Palladino.

Secondo quanto riportato da LaLazioSiamoNoi.it, mercoledì prossimo l’Olimpico rischia di trasformarsi in un deserto di cemento, confermando una frattura che sembra ormai insanabile tra la proprietà e la piazza.

 

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Serie A

Inter, allarme Bonny: problema al polpaccio contro il Genoa

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Inter – L’attaccante è in dubbio per la semifinale di Coppa Italia: Chivu spera di recuperarlo per il derby.

La vittoria contro il Genoa lascia in eredità anche un campanello d’allarme in casa Inter. Nel secondo tempo della gara di sabato 28 febbraio si è fermato Bonny, costretto al cambio a circa un quarto d’ora dal termine dopo uno scatto che gli ha provocato un fastidio muscolare al polpaccio destro. In panchina è stato subito applicato del ghiaccio.

Schierato titolare accanto a Thuram, Bonny sarà valutato nelle prossime ore. Le prime sensazioni non sembrano allarmanti, ma Chivu ha preferito mantenere prudenza: “Dalle prime risposte sembra non sia nulla di che, ma ormai non mi fido più. Vediamo”, ha dichiarato il tecnico nerazzurro.

Inter, quanto è grave l’infortunio di Bonny?

L’entità del problema e i tempi di recupero restano dunque incerti. La presenza dell’attaccante nell’andata della semifinale di Coppa Italia contro il Como è in forte dubbio, mentre lo staff medico lavora per averlo a disposizione nel derby di domenica prossima contro il Milan.

Inter

Ange-Yoan Bonny e Lautaro Martinez ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Un’assenza che peserebbe, anche perché Chivu deve già fare i conti con il forfait di Martínez. Senza Bonny, l’Inter rischierebbe di presentarsi al derby con soli due attaccanti di ruolo disponibili: Thuram e Pio Esposito.

Le prossime ore saranno decisive per capire se si tratta solo di un affaticamento o di qualcosa di più serio. Il derby incombe e l’Inter resta in attesa.

 

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Serie A

Como, febbraio “nero” per Nico Paz: prima crisi?

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Como – Il numero 10 argentino è partito dalla panchina per scelta tecnica. Ci voleva sì un pò di turnover in vista dell’Inter, ma i numeri raccontano una flessione…

Vederlo seduto in panchina fa notizia. E quando accade, significa che qualcosa sta cambiando. Contro il Lecce, Nico Paz è entrato soltanto al 65’, chiudendo la gara con appena 25 minuti senza particolari sussulti. Una gestione che porta sicuramente la firma di Fàbregas e che guarda chiaramente al prossimo, storico appuntamento.

Martedì, a San Siro, i lariani affronteranno l’Inter nell’andata della semifinale di Coppa Italia. Turnover? Probabile. Ma oltre alle logiche di rotazione, i numeri certificano una prima flessione nel rendimento del gioiello argentino.

Como, i numeri di Nico a febbraio

Febbraio si è chiuso con un solo acuto: il gol segnato al Milan, nato da un clamoroso errore di Maignan. Un lampo isolato in un mese poco prolifico, culminato con la seconda panchina stagionale dopo quella di gennaio contro l’Udinese (in quel caso per problemi fisici).

Como

NICO PAZ E MATTEO POLITANO IN AZIONE SOTTO GLI OCCHI DI ANTONIO CONTE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Eppure il cammino in Coppa resta l’obiettivo primario: il Como ha raggiunto la semifinale eliminando Fiorentina e Napoli ai rigori. Contro i viola Paz era andato a segno; più opaca, invece, la prova contro i campioni d’Italia.

Alla sua seconda stagione in riva al lago — prima del possibile ritorno al Real Madrid — il classe 2004 mantiene comunque numeri solidi: 29 presenze complessive (26 da titolare), 10 gol (9 in campionato, 1 in Coppa Italia), 6 assist e 2.372 minuti giocati. Insomma, numeri comunque alti, ma che attestano che un piccolo calo di rendimento c’è stato.

La qualità non si discute. Ma febbraio, per il numero 10 argentino, è finito agli archivi come il mese più complicato della stagione. E ora, a San Siro, arriva l’occasione per tornare protagonista.

 

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