Serie A
Cagliari – Angelozzi: “Abbiamo puntato sui giovani, poi abbiamo inserito Belotti, 31 anni e 163 gol in A. Ha rinunciato anche a dei soldi pur di venire qui”
Nella sala stampa della Unipol Domus si è tenuta questa mattina la conferenza stampa di chiusura del mercato, con protagonisti il direttore sportivo Angelozzi e il direttore generale Melis del Cagliari.
Le parole del dg Melis
“Prima di iniziare vorrei fare un appunto. Il gruppo è coeso, è l’aspetto che desidero sottolineare per primo. Dopo le prime dichiarazioni, mi fa piacere dire che fin dal principio stiamo vedendo confermate tutte le premesse. Con tutti stiamo lavorando con le giuste motivazioni e la giusta carica. Speriamo di arrivare ai risultati che vorremmo, coinvolgendo anche i tifosi che ringrazio per il calore mostrato in questa prima parte di stagione con il nuovo record di abbonamenti all’Unipol Domus. Non mi piace la parola progetto, ci piace parlare di percorso, è la parola più adatta. Dall’anno della Serie B abbiamo deciso di ricostruire con attenzione, con un percorso con obiettivi. Ci eravamo dati 2 o 3 anni per arrivare dove siamo oggi, siamo stati bravi a fare solo una stagione in B e da quel momento abbiamo costruito una traiettoria di crescita. Vogliamo dare continuità a questi obiettivi, da un punto di vista di gestione del club siamo convinti che stiamo portando avanti un percorso con una chiara direzione. Nel mercato ci si è mossi con idee chiare, con i riscatti che sono state operazioni onerose ma figlie di una pianificazione chiara”.
– Ha poi proseguito – “Nelle stagioni scorse abbiamo scelto di acquisire atleti in prestito ma con diritti e questo ci ha permesso di inserire dei ragazzi, studiarli e vedere i loro valori umani e tecnici, a prescindere dalle opportunità di cessione e plusvalenze, per niente scontate e pianificate. Nel tempo è stato fatto un lavoro anche sul monte ingaggi e abbiamo fatto un percorso in linea con le nostre aspettative. Lavoriamo in un momento delicato per il calcio italiano, noi come Cagliari abbiamo dimostrato pianificazione, solidità e idee chiare. Abbiamo una rosa tutta di proprietà, per Palestra non è stato possibile ma l’esempio di Kilicsoy va in quella direzione. Siamo nella direzione di una rosa con il giusto mix, con esperienza, giovani e identità. L’esempio più virtuoso è quello di Idrissi che ha già fatto il suo percorso e ora ha esordito in Serie A. Un altro obiettivo che ci siamo dati è quello di una stagione gagliarda, di spirito, e che ci porti un po’ di soddisfazioni dentro e fuori dal campo con prestazioni all’altezza e non avendo paura di nessuno”.
Sull’acquisto di Belotti: “Il motivo per cui un’operazione come Belotti è ben accetta è proprio perché fa parte del giusto mix citato prima, per portare esperienza ed essere un valore aggiunto nel nostro spogliatoio. L’acquisto di Belotti è in linea con la voglia di mettere esperienza nel club: avere un giocatore con esperienza internazionale, un campione d’Europa, non può che essere gradito. Un esempio che mi piace fare è quello dello staff di Fabio Pisacane, che hanno voluto determinati profili”
Le parole del ds Angelozzi
“Quando ho accettato di venire a Cagliari, la scelta è stata fatta sia per la città che per la società. Non ho avuto il minimo dubbio. Ho visto da subito che c’era organizzazione e c’erano le basi per fare bene. Siamo partiti con tanto entusiasmo. Siamo soddisfatti ma si poteva fare meglio. Esposito lo scorso anno ha fatto molto bene, lo volevano tutti ma con la volontà del giocatore e del procuratore è venuto qua. Stiamo investendo tanto sui giovani e nell’ultimo giorno di mercato ne abbiamo portato un altro molto promettente che è Rodriguez. Mi piace tanto, un 2005 che può fare tante cose. Lo voleva anche il Bayern Monaco ma per la tradizione di uruguaiani a Cagliari, lui è voluto venire qui”.
– Poi ha proseguito su Zortea – “Per quanto riguarda le cessioni, Piccoli e Zortea sono stati venduti solo per offerte irrinunciabili. A fronte di certe offerte, ci siamo riuniti tutti insieme e li abbiamo preso la decisione di venderli. Dopo le cessioni eccellenti, abbiamo attivato il piano B, anche a seguito delle richieste di mister Pisacane e abbiamo fatto quattro acquisti importanti per il completamente della rosa. Ringrazio tanto tutto lo staff che ha lavorato al mercato. Ad esempio Rodriguez era monitorato già da 2 anni da parte dello staff scouting ed è un investimento importante. Dopo la partenza di Piccoli, poi, dovevamo decidere una valida alternativa. Il mister e il presidente mi hanno frenato per prendere un attaccante straniero, e li abbiamo visto chi erano i giocatori disponibili. C’era Cutrone, ma il Parma ci ha anticipato. C’era Cheddira, Mota Carvalho e Belotti. Il giocatore ha chiamato l’allenatore per poter avere la possibilità di venire a Cagliari. Ci abbiamo parlato e abbiamo visto la ferma volontà del giocatore di venire a giocare a Cagliari, così la scelta è ricaduta su di lui”.
Il Cagliari, per età è una squadra molto giovane: “Noi siamo una squadra troppo giovane per la Serie A. Gli unici anziani sono Mina e Pavoletti, che in questo momento sta lottando per cercare di darci una mano e lo ringraziamo. Fino all’anno scorso ha fatto delle cose belle. Due anni fa mi ha ammazzato al Frosinone. È un giocatore che sempre dà tutto. Belotti ha 31 anni, ha anni per esprimersi ad alto livello. Giro la domanda: ma la Cremonese che ha preso Vardy che ha quasi 38 anni? Noi abbiamo messo uno che ha fatto 163 gol in A a 31 anni: è esperto. Tutti i nostri attaccanti sono giovani. Lui è quello più esperto e abbiamo detto ‘Prendiamo lui che sulla storia ha un peso’. Questa è stata la scelta. Palestra è un 2005, Rodriguez è 2005… abbiamo preso tutti ragazzi. Se andiamo a vedere tutte le rose del Cagliari, è una delle rose più basse come età. Belotti invece ha rinunciato anche a dei soldi per venire qui. Quando arrivano questo tipo di giocatori che fanno gesti del genere, io li porto sulle spalle. È stata la voglia del ragazzo. Noi poi ci siamo informati sul percorso che ha avuto a Como. Mi hanno detto che è uno che si allena a mille. Un mio giocatore che sta a Como mi ha detto “Mi sembra Berardi”, è uno che ha una voglia matta. Quando mi ha detto che voleva venire. Lui si è presentato martedì con la famiglia e figli, lui è venuto qua proprio convinto di fare bene. Poi dopo è sempre il campo il giudice di tutto. Però la voglia e lo spirito che ha dimostrato è stata grandiosa. In più è un giocatore di 31 anni, ha fatto il mondiale per club, sono giocatori che hanno giocato in club importanti, anche Ze Pedro”.
Come si è evoluto il ruolo del direttore sportivo?: “Sono cambiate tante cose da quando ho iniziato io. Ora c’è la tecnologia anche se io rimango fedele ai mie strumenti tradizionali. Io continuo ad avere lo stesso istinto, parlo tanto come i giocatori e li guardo negli occhi. Valuto tanto l’aspetto umorale dei giocatori”.
Il centrocampo del Cagliari è molto folto: “A centrocampo siamo 6/7 giocatori, giocando a 3 direi che siamo apporto. Abbiamo anche Cavuoti, richiesto tantissimo in Serie B, e Liteta che completano il reparto. Entrambi sono due giocatori forti e il primo a crederci è mister Pisacane. Rog doveva andare via ma non ha trovato ancora l’accordo per poter partire. Noi accontentiamo la volontà del giocatore che è quella di andare via e non rientra nel nostro progetto. Non abbiamo preso un altro giovane per non penalizzare i nostri giovani e togliere spazio a loro. Abbiamo un settore giovanile forte e dobbiamo continuare su questo percorso”.
Riguardo la scelta di ountare sui giovani: “Se guardate la mia storia calcistica, io ho sempre lavorato con i giovani, sempre sulla linea verde. Ovunque sono stato ho sempre avuto la linea verde. È il mio modo di lavorare, non mi interessa fare una squadra di soli esperti. Io sono per la linea verde, due anni fa sono retrocesso all’ultimo minuto con il Frosinone che era la squadra più giovane d’Europa”.
Caprile riscatto importante, su Folorunsho?: “Caprile è un giocatore che ha avuto qualche richiesta ma la società ha fatto muro e non ha accettato le offerte. È un punto forte della società. Sono tutti importanti, Folorunsho ha maggiore esperienza rispetto ad altri giocatori in rosa, grande qualità e siamo stati bravi a portarlo a Cagliari”.
Valutazione di inizio campionato: “Siamo soddisfatti di questo inizio di campionato, abbiamo sfidato due big e mi è piaciuto come abbiamo giocato. Con la Fiorentina abbiamo giocato a pochi giorni dalla perdita del nostro miglior attaccante e abbiamo fatto una grande gara. A Napoli grande prestazione a cospetto della squadra campione d’Italia e abbiamo perso all’ultimo secondo. In Serie A ci sono tante partite che non finiscono al 90′. l’importante è avere la voglia e l’organizzazione che abbiamo avuto in queste prime due partite. Sono tranquillo e sereno sul nostro percorso in campionato in base alle nostre potenzialità”.
La scelta sui due nuovi difensori centrali: “Abbiamo fatto le prime due partite di campionato senza difensori in panchina sia perché Pintus è infortunato sia per le partenze di altri. Però i profili trovati non ci piacevano e alla fine abbiamo optato per un profilo di esperienza come Ze Pedro e un profilo di enorme prospettiva come Rodriguez”.
Sulla partenza di Piccoli: “L’acquisto poco prima della sfida contro la Fiorentina è stato un caso. La società viola era da tempo sul giocatore e ha voluto accelerare i tempi per l’acquisto. Abbiamo avuto diverse trattative per Piccoli, le prime quattro della Serie A e alcune squadre straniere. Noi abbiamo chiesto una cifra esagerata, magari nemmeno il presidente si aspettava che si arrivasse a quella cifra per la vendita”.
Serie A
Fiorentina, passo indietro: serve cambiare
La Fiorentina esce sconfitta per l’ennesima volta al Franchi: tre punti pesantissimi lasciati al Cagliari.
Undicesima sconfitta su ventidue partite di campionato, la statistica è chiara e impietosa. La Fiorentina per raggiungere la salvezza dovrà sudare fino a maggio, soprattutto per le gravose sconfitte in casa contro le dirette concorrenti: Lecce, Hellas Verona e Cagliari sono punti pesantissimi gettati al vento.
Ieri, comunque, è stata una sconfitta sul piano del gioco e della volontà meno indigesta rispetto a quelle di un paio di mesi fa, quando i giocatori viola non riuscivano a produrre una parvenza di gioco e occasioni da gol.
Il Cagliari, come aveva fatto la settimana prima contro la Juventus, ha preparato un piano di gara semplice e, alla fine, perfetto: arroccati in difesa e partenze in contropiede ficcanti, guidate dal nuovo fenomeno Palestra. Tre occasioni e due reti create dai sardi.
Pisacane ha messo Esposito a seguire come un’ombra l’uomo più in forma dei viola Fagioli e ha inaridito la fonte del gioco gigliato.
Vanoli, dal canto suo, ha continuato a dare fiducia agli undici che avevano prodotto ottimi risultati nelle ultime gare, con il solo inserimento di Solomon, tra i migliori, al posto dell’infortunato Parisi.
Probabilmente ci sarebbe stato bisogno di qualche cambio sin dall’inizio, visto che ci si aspettava una partita così, con la gestione del gioco viola, con l’inserimento di Brescianini, rivelatosi il più pericoloso davanti a Caprile insieme a Gudmundsson, al posto di Ndour al fischio d’avvio.
Prova negativa anche per Piccoli, che non ha mai saputo liberarsi dalle attenzioni di Mina e Luperto: l’attaccante di scuola Atalanta sembra sicuramente più adatto a far giocare la squadra, con appoggi per i centrocampisti che s’inseriscono, soprattutto in trasferta. In evidente difficoltà nel trovare lo spunto personale per saltare l’uomo.
Vanoli e i tifosi viola si aspettano presto Kean, sollevato dal problema alla caviglia e da qualche atteggiamento fuori le righe (anche se negato dalla società viola), che lo portino a tornare ad essere l’attaccante della scorsa stagione.

ESULTANZA FIORENTINA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Serie A
Roma-Milan: la sfida nella sfida di Fullkrug e Malen, dalla finale di Champions alla Serie A
Roma-Milan chiude una domenica decisiva di Serie A: intrecci di classifica, sfide tra ex e il duello Malen-Füllkrug sullo sfondo della corsa all’Inter.
Roma-Milan è il dessert perfetto di una domenica calcistica già deliziosa, una sfida che a partire dalle 20:45 potrebbe indirizzare le sorti del campionato già alla ventiduesima giornata di Serie A.
Dopo la netta vittoria dell’Inter sul campo del Pisa, con un perentorio 6-2 in favore dei nerazzurri, i primi della classe si sono garantiti fino a sei potenziali punti di vantaggio sulla seconda, un margine che potrebbe portarli in una posizione di relativa tranquillità, anche in vista dell’impegno di mercoledì a Dortmund, dove l’Inter si giocherà una fetta importante del proprio cammino in Champions League.
Dall’altra parte, però, ci sono le inseguitrici: seconda, terza, quarta e quinta forza del campionato, tutte impegnate in scontri diretti tra loro. Il menù della serata si apre infatti con la sfida tra i campioni d’Italia in carica, il Napoli, e una Juventus in netta ripresa dopo un avvio di stagione complicato. I bianconeri si trovano ora davanti a una ghiottissima occasione per recuperare punti fondamentali e rilanciarsi in una corsa che fino a pochi mesi fa sembrava impensabile.
La stessa motivazione accompagna anche la sfida che prenderà il via allo stadio Olimpico intorno alle 20:45, con Roma e Milan pronte a contendersi tre punti pesantissimi, oltre alla possibilità di candidarsi come principale anti-Inter, qualora dovesse arrivare anche un risultato favorevole dalla sfida dell’Allianz Arena.
Roma-Milan: la sfida nella sfida
Sul prato dell’Olimpico non andrà in scena soltanto quella che, come anticipato, potrebbe diventare la principale alternativa ai nerazzurri, ma anche una serie di incroci dal forte sapore simbolico.
La sfida della Capitale ospiterà infatti quella degli ex illustri, da Saelemaekers, Cristante ed El Shaarawy, fino a Frederic Massara, protagonista silenzioso di due progetti ambiziosi: architetto del nuovo corso giallorosso targato Gasperini e già artefice dello scudetto rossonero del 2022, il 19° della storia del Milan, costruito al fianco di Paolo Maldini.
Nessun duello, però, avrà un’aura così europea come quello che vedrà coinvolti i due nuovi arrivi di gennaio, Donyell Malen e Niklas Füllkrug. Due carriere che hanno iniziato a scrivere un nuovo capitolo quasi in contemporanea, ma che restano indissolubilmente legate da un passato condiviso.
I due si ritroveranno ancora una volta sullo stesso campo, dopo aver condiviso un’importante avventura al Borussia Dortmund. Nonostante soltanto una stagione trascorsa insieme, proprio in quei mesi è stata scritta la pagina più alta delle loro carriere, quando sotto la guida di Edin Terzić riuscirono a conquistare l’accesso alla finale di Champions League.
Di fronte al loro destino, però, si materializzò un ostacolo troppo grande, il Real Madrid, che al termine dei 90 minuti si aggiudicò la quindicesima Champions League della propria storia, spegnendo il sogno tedesco ma lasciando un sogno che oggi riaffiora sotto le luci dell’Olimpico, e che magari potrebbe decidere le sorti di un altro trofeo.

L’ESULTANZA DI GIAN PIERO GASPERINI DOPO IL DUE A ZERO DI NICCOLO PISILLI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Serie A
Hellas Verona, senza Giovane che attacco sarà?
Da oggi Giovane non è più un giocatore dell’Hellas Verona. Il brasiliano ha firmato col Napoli, portando nelle casse gialloblu circa 20 milioni di euro.
Da capire ora è come cambierà l’attacco degli scaligeri, che dovranno rinunciare a puntare su giocatori bravi nell’1 vs 1 e dare più spazio a profondità e gioco nello stretto.
Hellas Verona, come cambia l’attacco? In attesa del mercato
La squadra di Zanetti tornerà in campo lunedì 26 gennaio contro l’Udinese senza uno dei giocatori più rappresentativi di questa stagione. Giovane infatti, arrivato a luglio come oggetto del mistero, si è trasferito al Napoli per 20 milioni di euro. Il brasiliano ha rappresentato spesso il faro dell’attacco gialloblu, molto in difficoltà in questo inizio di stagione.
Il suo contributo, 3 gol e 4 assist, ha portato punti e salvato il risultato in più di un’occasione e adesso l’Hellas dovrà fare a meno del suo jolly. L’attacco ora subirà per forza di cose un ridisegnamento, anche se lo schema di base rimarrà pressoché lo stesso (attacco a due). La batteria di attaccanti è costituita ora da Gift Orban, Mosquera, Sarr e Isaac Tomich.
Se prima la possibilità di alternare due punte “leggere” a due “pesanti” dava a Zanetti più alternative dal punto di vista offensivo, adesso la situazione, senza interventi sul mercato, impone alcune scelte. Con l’ultimo arrivato ancora indietro di condizione, sarà staffetta tra i due reduci della scorsa stagione e il nigeriano, a oggi capocannoniere della rosa con 6 gol.
Per forza di cose però cambierà anche l’assetto tattico del Verona, che è ancora ultimo in classifica e non riesce a far scattare quella scintilla che permette di vincere le partite. Il problema attuale riguarda il mantentimento dello stesso ritmo per tutti i 90′, con cali drastici che spesso portano alla definizione del risultato.

PAOLO ZANETTI ( FOTO KEYPRESS )
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