Serie A
Buffon: “Conte e Allegri sono diversi, ma li accomuna la bravura nella gestione del gruppo. Milan-Napoli? Finisce così…”
Il numero 1 dei numeri 1 Gigi Buffon ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport, dove ha discusso del confronto tra Allegri e Conte alla vigilia del match Milan-Napoli.
A seguire l’intervista completa di Buffon
Le parole di Buffon
Buffon, lei è stato compagno di squadra di Conte alla Juve. Com’era Conte come giocatore?
“Era uno di quei calciatori imprescindibili perché abbinava la bravura tattica e l’istinto per il gol con gli inserimenti. In più, anche se taciturno, insieme ad altri due-tre era l’anima dello spogliatoio”.
Quando nel 2011 è tornato a Torino per allenare la Juventus, cosa l’ha colpita di lui?
“La determinazione feroce che aveva e la chiarezza nella trasmissione dei concetti”.
C’è una frase di Conte che le è rimasta in mente?
“In una delle prime riunioni, forte del suo sapere calcistico e della sua preparazione, ci disse: ‘Questo tipo di giocate si fa in questo modo. Se avete dei dubbi me li chiedete e vi darò la spiegazione, le risposte che cercate. Se non ve la darò, significa che vi sto prendendo in giro e questo non accadrà mai'”.
Per Conte, aver vinto con la Juve, quanto è stato importante per trasmettere a un gruppo reduce da due settimi posti il dna bianconero?
“È stato determinante perché si parla di un uomo che ha vissuto una certa epoca con la Juve. Un periodo fatto di grandi successi che erano caratterizzati dal valore dei giocatori, ma anche dalla capacità di soffrire in determinati momenti. Dall’avere un’attitudine al lavoro che esce dai canoni comuni”.
Quell’attitudine al lavoro l’ha trasferita alla squadra soprattutto durante la preparazione estiva.
“Caspita quanto lavoravamo…”.
C’è un particolare grazie al quale ha capito che Conte sarebbe diventato un grandissimo allenatore?
“Nel 2005-06, a tre giornate dalla fine, abbiamo vinto a Siena e Antonio era il secondo del Siena. A fine incontro mi sono fermato a parlare una decina di minuti con lui e quando l’ho salutato mi sono detto: ‘Questo o lo rinchiudono (ride, ndr) o diventa uno dei più importanti allenatori nella storia del calcio’. È successa la seconda cosa”.

Dei tre suoi scudetti juventini, in quale Conte ha inciso di più?
“Ha inciso in tutti perché non è scontato quel tipo di continuità. Lui ce l’ha fatta avere e non abbiamo mai perso la fame. Ciò premesso, il lavoro svolto il primo anno è stato qualcosa di incredibile”.
Conte l’ha ritrovato in Nazionale. Che ct è stato?
“Era meno intransigente rispetto a quando quotidianamente lavoravi con lui nel club. Doveva per forza essere un po’ più morbido perché è complicato plasmare e forgiare in pochi giorni una squadra che ha più anime in arrivo da club diversi. Capire come far rendere tutti al massimo non è facile. La qualità di Antonio è la capacità di far aderire a tutto ciò che propone il mondo attorno a lui, dai giocatori ai dirigenti passando per i tifosi. La sua è stata una delle poche nazionali non vincenti che è stata veramente nazional-popolare. Il rammarico è non aver passato un turno in più ed essere usciti ai quarti dalla Germania. Viste le assenze contro la Francia, probabilmente in semifinale avremmo comunque perso. Diciamo che siamo usciti con onore”.
Allegri è arrivato a Torino nell’estate 2014, dopo l’addio di Conte. Prime impressioni su di lui?
“Ci siamo trovati di fronte un allenatore con una personalità e una metodologia differenti. Conoscendo meno di Conte il mondo della Juventus, aveva bisogno di aiuto e sostegno da parte di tutte le componenti perché l’inserimento fosse immediato. Ha avuto il coraggio di prendere la squadra in corsa visto che la stagione era già iniziata, anche se da poco, e ha subito mostrato di essere molto bravo”.
Cosa ha dato ad un gruppo reduce da tre scudetti di fila che con Max ha vinto altri cinque tricolori, varie coppe e raggiunto due finali di Champions?
“Quella sfacciataggine che in certi momenti alla squadra fa molto bene per superare determinati limiti e step. E poi ci ha restituito una routine più soft durante gli allenamenti e la settimana. Probabilmente sono stati degli ingredienti perfetti per allungare il ciclo e vincere ancora”.
Una frase di Allegri che le è rimasta in mente?
“Vi racconto due aneddoti: il primo è legato alla Champions League e allo 0-0 a fine primo tempo della prima gara del girone del 2014-15 contro il Malmö. Entrò nello spogliatoio e ci vide in affanno, così ci disse di stare sereni perché giocando a calcio, quella gara l’avremmo vinta 3-0 o con almeno due gol di scarto. Le sue parole ci liberarono da complessi e dal peso che la Champions aveva sul gruppo complici le delusioni delle stagioni precedenti. Alla fine, vincemmo 2-0 (doppietta di Tevez, ndr)e per lo spogliatoio fu un toccasana sentire che allenatore diceva quelle cose. Il secondo aneddoto invece è legato a qualcosa che ha fatto: aveva sempre giocato con la difesa a quattro, ma arrivato a Torino non ha stravolto nulla. I cambiamenti li ha fatti con il passare del tempo, dimostrando intelligenza”.
Dei quattro scudetti che lei ha vinto con Allegri, in quale Max ha “inciso” di più?
“In quello del 2015-16: dopo dieci giornate avevamo undici punti di distacco dalla vetta e Allegri, insieme alla società e a noi giocatori, è stato veramente bravo a tenere la barra dritta. A fine anno festeggiammo lo scudetto, ma all’inizio, in certi momenti, ci era mancata l’aria. Eppure abbiamo resistito ottenendo un numero impressionante di vittorie consecutive, qualcosa di davvero grande”.

MASSIMILIANO ALLEGRI FA IL SEGNO OK ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Allegri e Conte sono gli allenatori italiani in attività che hanno conquistato più scudetti. Al di là del feeling con la vittoria, c’è altro che li accomuna?
“La bravura nella gestione del gruppo. Hanno sempre fatto scelte giuste per il momento della squadra pur usando moduli, tipologie di allenamenti e approcci assai diversi”.
Anche la solidità difensiva è tipica di entrambi.
“Avere squadre equilibrate è il comun denominatore. Hanno creato gruppi compatti, due formazioni che in fase di non possesso lavorano bene”.
Si aspettava che il Napoli e il Milan partissero così forte in questo campionato?
“Sicuramente il Napoli. Poteva essere scontato solo per chi guarda da fuori, visto che nel calcio è sempre dura dimostrare e confermarsi. Grazie all’avvento di Allegri, ad agosto consideravo il Milan nei primi tre posti e sta confermando questa mia sensazione”.
Che partita si aspetta domenica a San Siro?
“Un incontro nel quale regnerà l’equilibrio. Penso che ci saranno pochi gol perché sono due squadre molto solide al di là delle due reti subite sia dal Napoli con il Pisa sia dal Milan con la Cremonese. Ma questo non vuol dire che il match non possa essere bellissimo e avvincente”.
Modric e De Bruyne possono essere decisivi?
“Sono due campioni. Mi fa particolarmente piacere che Modric si stia esprimendo alla grande perché lo conosco e anche io in passato ho fatto la sua scelta, ovvero cambiare campionato a un’età avanzata, per ritrovare determinati stimoli ed energie. Al di là dei discorsi e dello scetticismo della gente, mi sentivo forte come cinque anni prima e l’ho dimostrato. Lui sta facendo lo stesso: Modric con una partita alla settimana può disputare una bellissima stagione”.
Chiudiamo con suo figlio Louis che giovedì ha fatto il suo debutto nel Pisa giocando in Coppa Italia. Lo confessi: si è emozionato vedendolo?
“Sono felicissimo per lui. Se lo merita per il percorso che sta facendo e la determinazione e serietà che mette nelle cose fa. Purtroppo o per fortuna, non si è giocatori facendo 30 minuti in Coppa Italia: lui lo sa e deve sempre tenerlo a mente”.
Le interviste
Bolognesi (ex Belen Rodriguez): “Allegri il Top, su Chivu…”
Il primo uomo italiano di Belen Rodriguez, e scopritore indiscusso della talentuosa showgirl argentina (quando ancora era una sconosciuta), a tutto campo, senza peli sulla lingua ai nostri microfoni. Simone (nella foto concessa gentilmente: risale a circa oltre 20 anni fa, ai tempi di Aquafan Riccione), negli ultimi anni visto come cavaliere di Uomini e Donne Trono Over, è proprietario con la famiglia del lussuoso Hotel Derby di Milano Marittima. “Bolo-Style” (come lo ha ribattezzato qualcuno nella sua Riccione) non ha bisogno di grandi presentazioni. E’ da sempre un volto conosciuto e stimato nella Riviera Romagnola, considerata anche la sua longeva presenza all’interno di numerosi locali notturni della zona (discoteche e disco-pub), soprattutto in qualità di organizzatore di eventi ed esperto di relazioni pubbliche.
DAL FIDANZAMENTO CON BELEN RODRIGUEZ ALLE APPARIZIONI TV E A QUELL’AMORE PER LA JUVENTUS… MA SU SPALLETTI…
Persona molto schietta e sentimentale, l’ex corteggiatore di Teresanna Pugliese (paparazzato negli anni anche con Diletta Pagliano ex di Leonardo Greco) Simone Bolognesi è celebre appunto per essere stato il primo fidanzato italiano di Belen quando la showgirl argentina è arrivata nel Bel Paese, ben 22 anni fa. La relazione tra Simone e Belen è durata non poco, esattamente due anni, condita da sette mesi di passionale convivenza, avvenuta nell’abitazione del Bolo di Riccione.
Lo abbiamo incontrato lo scorso weekend, proprio nella sua cara e splendida Riviera, non distante dall’Hotel Derby Milano Marittima: ecco cosa ci ha detto in esclusiva, ai nostri microfoni.
Ciao Simone. Da grande tifoso della Juventus cosa pensi dell’arrivo di mister Luciano Spalletti a Torino?
“Devo essere sincero: quel famoso trattamento riservato da Spalletti a Totti, nel post ultima stagione alla Roma, mi aveva messo in grande antipatia il tecnico di Certaldo. Dunque non sono stato affatto contento quando Spalletti è arrivato a Torino. Riconosco però che ora la Juventus ha un altro passo. Luciano ha riqualificato il cervello dei giocatori, ha creato secondo me un gioco anche più divertente”.
So bene che sei rimasto molto deluso dal Derby d’Italia tra Inter e Juventus…
“Direi che veniamo dallo scandalo di Inter-Juventus, match in cui l’arbitro La Penna ha completamente rovinato la partita. Eh già, poteva assolutamente essere un match vinto dalla Juve, che avrebbe rilanciato al tempo stesso il Milan, del mio caro Massimiliano Allegri, verso un secondo posto molto più a ridosso della prima”.
Perché parli di ‘mio caro Max Allegri”?
“Lo sapete… Mi piace davvero tanto Allegri, anche se questa affermazione non metterà tutti d’accordo (ride). Ammetto che l’Inter ha un altro passo in ogni caso”.
“SU CHIVU (INTER) E ALLEGRI (MILAN) PENSO CHE…”: IL GRIDO DI BATTAGLIA DELL’EX BELEN SIMONE BOLOGNESI
Ti piace anche Chivu? Secondo te è un ottimo allenatore? E’ la persona giusta per l’Inter?
“Non so se Chivu ha quell’esperienza giusta per poter portare l’Inter a questi grandi livelli fino in fondo. Un’esperienza che invece il buon Max ha, eccome! Max può fare la differenza al Milan, Chivu non saprei…”.
Chi è il miglior allenatore, a tuo modo di vedere, nella Serie A 2025-26?
“Secondo me l’allenatore che in questo momento unisce capacità di raggiungere risultati e simpatia è sicuramente Allegri. Max magari nel gioco non brilla rispetto ad altri allenatori ma porta risultati. Allegri-Conte? Non calcisticamente parlando, bensì a livello di intrattenitore e carisma non c’è confronto. Vince Allegri in lungo e in largo”
Ah Simone, sei un Anti-Conte quindi…
“Non nascondo che quest’anno l’ex Juve Antonio Conte non vince e piange tutto il tempo (ride, ndr): sui social qualcuno l’ha perfino definito il ‘bambolotto’ Antonino (Gli Autogol…)”
IL PRONOSTICO DEL PRIMO UOMO ITALIANO BELEN RODRIGUEZ SULLA JUVENTUS DI LUCIANO SPALLETTI
Infine, un pronostico… Tornerà la tua Juve ad alti livelli?
“Riguardo alla mia Juventus, devo dire che Spalletti nel complesso sta facendo bene, dando la possibilità alla Zebra Bianconera di tornare a certi livelli. D’altronde Luciano ha riportato il Napoli a vincere. E secondo me potrà portare anche la Juve per l’appunto ai livelli e risultati che merita. Magari non subito, anche con l’aiuto di qualche innesto che magari sceglierà e gestirà lui, visto che quest’anno a Torino ha preso la squadra in corso. Resto, in ogni modo, dell’idea che in Serie A c’è un Milan rinato con l’atteggiamento del grande Max, dopo la brutta stagione rossonera in Serie A 2024/2025”.


ex Belen Rodriguez Simone BOlognesi
Serie A
Milan-Como, probabili formazioni e dove vederla
Milan e Como si sfidano domani sera a San Siro nel recupero della 24° giornata di Serie A. Di seguito le probabili formazioni delle due squadre.
Milan e Como sono pronte a togliere l’asterisco dalla propria classifica, andando a recuperare la gara valida per la 24° giornata di Serie A. Domani sera andrà in scena a San Siro la sfida tra le due squadre lombarde, entrambe in lotta per le posizioni di vertice nel campionato.
La formazione rossonera è reduce dalla vittoria di Pisa, ottenuta nei minuti finali grazie alla prodezza di Luka Modric. Vittoria che ha permesso alla squadra di Allegri di allungare a quota 22 la striscia d’imbattibilità in campionato, e unita ai risultati del weekend, di accumulare il proprio vantaggio sulle inseguitrici. Contro il Como il Milan avrà la grande chance di riportarsi a -5 dall’Inter capolista, e di mettere pressione in vista dell’imminente derby di Milano del prossimo 8 marzo.
Dall’altra parte c’è il Como di Fabregas. Dopo aver ottenuto lo storico ritorno alle semifinali di Coppa Italia a distanza di 40 anni, i lariani sono inciampati in una sconfitta contro la Fiorentina al Sinigaglia nell’ultimo turno di campionato. Ko che ha visto rallentare la corsa dei lombardi all’Europa, momentaneamente scavalcati dall’Atalanta al 6° posto. Como che vuole sfruttare la gara di domani per tornare a raccogliere punti a San Siro, cosa mai accaduta dal ritorno in Serie A del club.
Qui Milan

CHRISTIAN PULISIC ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
In casa Milan resta l’incognita sulle condizioni di Pulisic e Leao, entrambi non al meglio della forma nelle ultime settimane. Allegri sembra comunque pronto a rischierare uno dei due migliori marcatori stagionali dal primo minuto, così come per il ristabilito Alexis Saelemaekers sulla fascia destra. Non ci sarà Adrien Rabiot, squalificato, e Santi Gimenez, ancora in recupero dall’operazione alla caviglia.
Rossoneri che scenderanno in campo con il 3-5-2. Davanti a Maignan confermato il trio difensivo Tomori-Gabbia-Pavlovic. Corsie laterali occupate da Saelemaekers e Bartesaghi. Modric confermato in cabina di regia, con Fofana, favorito su Ricci, e Loftus-Cheek, pronto a retrocedere sulla linea di centrocampo dopo essere andato in gol nelle ultime due gare di campionato. Coppia d’attacco formata da Nkunku e da Pulisic, favorito rispetto a Leao.
Qui Como

NICO PAZ IN AZIONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Per la trasferta di San Siro Fabregas avrà tutta la rosa a disposizione, ad eccezione del grande ex della gara, Alvaro Morata, squalificato dopo il rosso rimediato contro la Fiorentina. Como che scenderà in campo con il consueto 4-2-3-1.
Butez in porta con Ramon e Kempf coppia centrale e Smolcic e Valle sulle fasce. In mediana confermati Da Cunha e Perrone, mentre sulla trequarti ci saranno Nico Paz e Baturina, con Jesus Rodriguez favorito rispetto ad Addai e Kuhn. In attacco viaggia verso la conferma Douivikas, ma occhio alla tentazione falso 9: in questo caso potrebbe essere Caqueret ad essere schierato da titolare a centrocampo, facendo così avanzare il raggio d’azione di Nico Paz.
Milan-Como, le probabili formazioni
Milan (3-5-2): Maignan; Tomori, Gabbia, Pavlovic; Saelemaekers, Fofana, Modric, Loftus-Cheek, Bartesaghi; Pulisic, Nkunku. All: Allegri.
Como (4-2-3-1): Butez; Smolcic, Ramon, Kempf, Valle; Perrone, Da Cunha; Rodriguez, Paz, Baturina; Douvikas. All: Fabregas.
Milan-Como, dove vederla
La partita di Serie A tra Milan e Como, valida per il recupero della 24° giornata, sarà trasmessa domani sera in esclusiva su DAZN.
Serie A
Bologna, UFFICIALE: Pessina ha rinnovato con i rossoblù
Il Bologna ha annunciato attraverso i propri account social ed il proprio sito l’ufficialità: Pessina ha rinnovato sino al 30 giugno 2029. Scopriamo insieme i dettagli.
Dopo diversi anni trascorsi nelle giovanili del Bologna, Massimo Pessina é entrato a far parte della prima squadra questa stagione. Finora, il portiere classe 2007, ha giocato una sola partita in A, entrando dalla panchina contro il Napoli a novembre al posto dell’infortunato Skorupski (8′). Non compie interventi particolari, ma sarà comunque un giorno indimenticabile per lui, visto soprattutto il risultato (2-0 per i rossoblù).
Il portiere 18enne ha da poco prolungato il suo contratto con i rossoblù fino al 30 giugno 2029. C’é anche l’opzione per la stagione successiva.
Bologna-Pessina, arriva il rinnovo: il comunicato

I TIFOSI DEL BOLOGNA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Di seguito il comunicato del club emiliano:
“Il Bologna FC 1909 comunica di aver raggiunto l’accordo con il portiere Massimo Pessina per il prolungamento del contratto fino al 30 giugno 2029, con opzione per la stagione successiva”.
Pes resta in rossoblù fino al 𝟐𝟎𝟐𝟗 🧤❤️💙
Il Bologna FC 1909 comunica di aver raggiunto l’accordo con il portiere Massimo Pessina per il prolungamento del contratto fino al 30 giugno 2029, con opzione per la stagione successiva.#WeAreOne pic.twitter.com/PtKHhMTmQy
— Bologna FC 1909 (@Bolognafc1909) February 17, 2026
-
Livinmantra6 giorni faFantacalcio: consigli e probabili formazioni
-
Le interviste14 ore faBolognesi (ex Belen Rodriguez): “Allegri il Top, su Chivu…”
-
Serie A6 giorni faRoma, Pellegrini: “Sono un ragazzo fortunato, perché indosso da anni la mia maglia preferita. Champions League? Siamo sulla buona strada”
-
Serie A2 giorni faMilan-Como, probabili formazioni e dove vederla
-
Serie A7 giorni faRoma, Gasperini ritrova due attaccanti per Napoli
-
Notizie7 giorni faGolisimo Casino e il valore della profondità della rosa nel calcio europeo
-
Notizie5 giorni faArdemagni (ex Milan) a IGsport47: “Col fuoco dentro. Su Inzaghi..”
-
Champions League3 giorni faGalatasaray-Juventus: probabili formazioni e dove vederla
