Serie A
Bologna-Milan 2-4, carattere Milan e orgoglio Ibra: le pagelle rossonere
Bologna-Milan, il Diavolo in vantaggio, si fa rimontare e nel finale porta a casa una vittoria di carattere e sostanza.
Bologna-Milan, vantaggio, rimonta e vittoria. E’ questo il leitmotiv del successo 4-2 ottenuto dal Milan in casa contro il Bologna. Una vittoria di carattere, nonostante i rossoneri siano stati ripresi dopo il 2-0 dai felsinei e la sfortunata autorete di Ibrahimovic. Prestazione da incorniciare per Ismail Bennacer, che realizza il gol del secondo vantaggio. Ibra croce e delizia, Tonali soffre.
Tatarusanu 6: risponde presente su 4-5 tentativi del Bologna, ma non gli riesce di rimediare alla sfortunata deviazione di Ibrahimovic. Poteva essere più reattivo, ma nel complesso si dimostra attento e sicuro.
Calabria 6,5: va in gol in una prestazione che rimarca, se ancora ce ne fosse stato bisogno di saperlo, chi è Davide Calabria: spinta, profondità. Ma la cosa che impressiona di più è il suo senso della posizione, che va di concerto con quella dei compagni.
Kjaer 5,5: per una volta non dà la solita sicurezza difensiva a cui eravamo abituati. L’errore più grave è il tenere in gioco Musa Barrow, ma in generale si ha sempre l’impressione che il Bologna possa sfondare e creare qualcosa di pericoloso.
Tomori 5,5: come Kjaer, non evidenza la solita solidità. Prova a metterla sul piano fisico, come lui sa fare, ma Arnautovic è un pessimo cliente, che nella ripresa gli rende la vita durissima. Nel finale è l’attaccante aggiunto.
Ballo-Touré 6,5: contro il Porto e il Verona l’ex Monaco ha dato l’impressione di essere inadeguato, si riscatta con una prestazione maiuscola, soprattutto in fase offensiva. Dietro non è solido, ma almeno ora Pioli sa di poter contare su un terzino di spinta anche dall’altra parte (dall’ 85′ Kalulu sv).
Bennacer 7,5: forse la sua miglior prestazione da quando veste il rossonero. La sostanza in mezzo di cui il Milan ha bisogno e tanta grinta. Benedice la partita con il gol del 2-3 e fornendo l’assist a Ibra per il quarto gol che chiude i conti.
Tonali 5: non era decisamente la sua serata. Si fa ammonire e non riesce mai a mettere l’accento sulle giocate. Troppo flebile al cospetto dei mediani di Mihajlovic, molto fisici e che lo imbrigliano impedendogli le geometrie che gli sono congeniali (dal 46′ Bakayoko 6: un tempo intero in cui è croce e delizia dei rossoneri. Inganna Ibrahomivic e gli favorisce la deviazione involontaria, ma dà il via all’azione del gol di Bennacer).
Castillejo 6: esce per infortunio dopo 45′ minuti in cui conferma il buon stato di forma denotato contro il Verona. Tuttavia, ora Pioli sa di poter contare su un giocatore che può garantire anche il lavoro legnoso, oltre alla fase offensiva (dal 46′ Saelemaekers 6: non perfetto e a tratti impreciso, ma garantisce la solita e preziosa azione offensiva supportandola e proponendosi).
Krunic 6: gioca in un ruolo che non gli è congeniale, quindi non garantisce la sostanza del solito. Ha il merito di causare l’espulsione di Soumaoro condizionando di fatto la partita, anche se non brilla per sostanza (dal 60′ Giroud 5,5: si vede in una sola occasione e ha la sfortuna che il suo colpo di testa venga salvato sulla linea di porta. Può e deve fare di più).
Leao 6,5: Un primo tempo alla Leao, con molte iniziative potenzialmente pericolose. Ha il merito di sbloccare il risultato e tiene in apprensione la difesa rossoblù. Cala alla distanza.
Ibrahimovic 6: Croce e delizia dei rossoneri. Fa pochissimo movimento ed è autore della sfortunata autorete che inganna Tatarusanu, ma si fa perdonare realizzando il gol che chiude i conti.
Stefano Pioli: riesce a portare a casa anche un match così imprevedibile e di difficile lettura, nonostante la sfortuna e la lunga lista degli infortunati che lo accompagna dall’inizio della sua avventura rossonera. 8 su 9 e primo posto, in attesa del derby del sole.
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Serie A
Roma, Ghilardi sempre più un titolare
La Roma si gode la grande crescita di Daniele Ghilardi. Il difensore italiano, dopo mesi di ambientamento, ha ormai raggiunto il livello dei titolari.
Le sorti di Ghilardi alla Roma sono cambiate in poco più di due mesi. Il difensore classe 2003, dopo un avvio in sordina, ha avuto una crescita costante. Il tecnico Gasperini, da sempre molto attento allo sviluppo dei giovani, è andato molto cauto con l’inserimento del difensore arrivato in estate dall’Hellas Verona. Fino a dicembre Ghilardi è stato utilizzato con il contagocce, sia in campionato che in Europa. Tanto che probabilmente molti tifosi si stessero chiedendo il perché del suo acquisto. Nel frattempo Ghilardi ha avuto modo di apprendere i compiti richiesti dal tecnico, e di osservare da vicino i suoi compagni di reparto più esperti Hermoso e Mancini.
Roma, Ghilardi da oggetto misterioso a risorsa: tutto passando per Cagliari

L’ESULTANZA DI GIAN PIERO GASPERINI DOPO IL DUE A ZERO DI NICCOLO PISILLI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Adesso il il numero 87 giallorosso è di fatto uno dei titolari della retroguardia della Roma, e anche nella gara di ieri contro il Cagliari è stato ancora una volta perfetto. Proprio dalla gara di andata contro i rossoblù è iniziato il percorso di crescita di Ghilardi. Nella gara di andata, giocata in Sardegna, Ghilardi fu mandato in campo in una situazione di emergenza, con i giallorossi in 10 uomini. Venne impiegato fuori ruolo, da esterno a sinistra, e fu protagonista in negativo nel decisivo gol di Gaetano, che condannò i giallorossi alla sconfitta.
Poco più di due mesi dopo la situazione è completamente diversa. Ora Ghilardi è stabilmente nelle rotazioni giallorosse, e di partita in partita si sta dimostrando sempre più attento in difesa, concentrato, e molto efficace nelle sortite offensive richieste dal Gasp. Arrivato nella Capitale dall’Hellas Verona con la formula del prestito, i giallorossi sono già convinti al 100% di esercitare il suo riscatto. La Roma è pronta a spendere 9 milioni di euro per il centrale classe 2003.
Serie A
Atalanta, l’Atlético Madrid vuole Ederson per l’estate!
L’Atlético Madrid avrebbe intenzione di rinforzare il proprio centrocampo con l’acquisto di Ederson dall’Atalanta.

Ademola Lookman amareggiato ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Atalanta, Ederson segue Lookman in Spagna?
Secondo quanto riportato da Matteo Moretto, l’Atlético Madrid avrebbe intenzione di acquistare Ederson. L’Atalanta non avrebbe intenzione di cederlo, ma si tratta comunque di una possibilità concreta quella che porta l’ex Salernitana fuori dall’Italia. Il centrocampista brasiliano potrebbe trasferirsi in Spagna, dopo svariate stagioni in nerazzurro.
Ha dimostrato di essere un giocatore di altissimo livello nel corso degli ultimi anni, dunque non sorprende l’interesse di un club come quello dei colchoneros. Potrebbe dunque seguire il suo ex compagno di squadra, Ademola Lookman e proseguire la propria carriera a Madrid.
Serie A
Inter, l’attacco che cambia volto: la forza del turnover firmato Chivu
Inter – Niente coppia fissa accanto a Lautaro, ma risposte continue da Thuram, Bonny ed Esposito. Ecco come i nerazzurri inseguono un finale di stagione diverso.
L’Inter di Cristian Chivu ha trovato una nuova chiave offensiva: ruotare, cambiare, sorprendere. Una rivoluzione silenziosa rispetto alle fatiche di un anno fa, quando Arnautovic e Correa non riuscivano a garantire continuità. Oggi, invece, chiunque venga chiamato in causa risponde presente. E non è un dettaglio per una squadra ancora in corsa su tutto: prima in campionato, agli ottavi di Champions League e in semifinale di Coppa Italia dopo il 2-1 al Torino di ieri sera.
Il punto fermo resta Lautaro Martinez. Alterna picchi altissimi a qualche passaggio a vuoto, soprattutto nei big match, ma per l’Inter è molto più di un centravanti: è capitano, leader, simbolo. Il volto della squadra. Accanto a lui, però, non c’è più una spalla fissa. E forse è proprio questa la forza dell’Inter 2025-26.

LAUTARO MARTINEZ LANCIA IL PALLONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Inter, il segreto di Chivu
Chivu, a differenza delle stagioni passate, non ha mai davvero scelto una coppia titolare. Thuram, Bonny ed Esposito si alternano senza gerarchie rigide, in base al momento, alla partita, alle energie. Un approccio che sta pagando. A Monza, contro il Torino, sono partiti Bonny e Thuram: il primo ha sbloccato la gara di testa su cross di Kamate, il secondo ha lasciato il segno con un assist perfetto per Diouf. “Le frères”, li ha chiamati l’Inter sui social, fotografando una sintonia che va oltre il tabellino.
Segnali incoraggianti anche da chi aveva rallentato. Thuram sta ritrovando continuità dopo una prima parte di stagione brillante e qualche stop di troppo; Bonny continua a crescere; Esposito, alla prima stagione in Serie A, segna molto di meno ma ha un rendimento complessivo più che positivo.
I numeri raccontano una concorrenza vera: 11 gol e 5 assist per Thuram, 7 gol e 6 assist per Bonny, 3 reti e 4 assist per Esposito. Vince il francese sul piano statistico e per curriculum, ma il campo dice altro: Chivu non cerca un vincitore. Cerca risposte. E le sta trovando da tutti.
Con il calendario che si infittisce e le partite che pesano sempre di più, il turnover non è più un rischio ma una necessità. E questa Inter, capace di cambiare senza perdere identità, vuole arrivare in fondo. Stavolta, fino all’ultimo giorno.
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