Serie A
Atalanta: un mercato pieno di insidie, ma la squadra ora è più forte
L’Atalanta ha affrontato con grande personalità un mercato non semplice da gestire: la telenovela Lookman, il pressing su Ederson e la cessione di Retegui.
L’estate della squadra bergamasca è iniziata con il doloroso addio di Gian Piero Gasperini, che ha simboleggiato la fine di un’era e l’inizio di un periodo di rifondazione. La società però, per rendere meno traumatico questo cambiamento, ha voluto in primis prendere un allenatore con delle idee di gioco simili per continuare su quella scia tecnico-tattica, e poi ha risposto al mercato con carattere per evitare di smantellare la squadra.
Atalanta, la telenovela Lookman e le altre trattative in uscita

Ademola Lookman (Foto di Salvatore Fornelli)
La Dea in questi tre mesi ha dovuto affrontare un forte pressing dal mercato: il lavoro di Gasperini ha fatto sì che molti giocatori venissero valorizzati al massimo e di conseguenza le altre squadre hanno tentato di portarsi via più di un elemento chiave della squadra nerazzurra.
Alla fine della corsa però, l’Atalanta è riuscita a mantenere i suoi 2 giocatori più forti, ovvero Lookman ed Ederson, ed ha ceduto a caro prezzo l’ex capocannoniere della serie A Mateo Retegui e l’esterno sinistro Ruggeri. Con questi soldi ricavati, ovvero circa 80 milioni, ai quali si aggiungono ulteriori entrate minori come il riscatto di Piccoli al Cagliari o la cessione di Adopo, la società ha finanziato un importante mercato in entrata.
Il mercato in entrata: giocatori giovani e di grande prospetto

Nikola Krstović guarda avanti ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
L’acquisto che probabilmente salta subito all’occhio è quello dell’attaccante montenegrino Nikola Krstovic, arrivato per 25 milioni dal Lecce. Il giocatore rappresenta un’ottima alternativa a Gianluca Scamacca ed ha tutte le carte in regola per rimpiazzare al meglio il vuoto lasciato dalla cessione di Retegui. Sull’esterno è arrivato Zalewski, giocatore molto maturato dopo un’esperienza di 6 mesi all’Inter, ed Ahonor dal Genoa, classe 2008 pagato a caro prezzo, sul quale Juric dovrà fare un gran lavoro per farlo rendere al meglio.
Tra il centrocampo e la trequarti sono stati acquistati Sulemana dal Southampton, giocatore in grado di abbinare qualità tecnica ad una grande forza fisica e che può portare in Italia un pò di intensità in stile Premier League, e infine dal Milan Musah, centrocampista dinamico che può tornare utile nelle rotazioni. Da non sottovalutare è anche il riscatto di Kossonou, pagato circa 20 milioni e che da grande solidità al reparto difensivo.
Quello che sorprende è la linea comune e ben precisa dettata dalla società sull’acquistare giocatori giovani, tant’è che il più “anziano” arrivato dal mercato è Krstovic, che ha soli 25 anni. Ora il tecnico ex Roma ha un grande potenziale con cui lavorare e deve migliorare fin dalla prossima partita un inizio di stagione tutt’altro che scoppiettante.
Serie A
Roma, Ghilardi sempre più un titolare
La Roma si gode la grande crescita di Daniele Ghilardi. Il difensore italiano, dopo mesi di ambientamento, ha ormai raggiunto il livello dei titolari.
Le sorti di Ghilardi alla Roma sono cambiate in poco più di due mesi. Il difensore classe 2003, dopo un avvio in sordina, ha avuto una crescita costante. Il tecnico Gasperini, da sempre molto attento allo sviluppo dei giovani, è andato molto cauto con l’inserimento del difensore arrivato in estate dall’Hellas Verona. Fino a dicembre Ghilardi è stato utilizzato con il contagocce, sia in campionato che in Europa. Tanto che probabilmente molti tifosi si stessero chiedendo il perché del suo acquisto. Nel frattempo Ghilardi ha avuto modo di apprendere i compiti richiesti dal tecnico, e di osservare da vicino i suoi compagni di reparto più esperti Hermoso e Mancini.
Roma, Ghilardi da oggetto misterioso a risorsa: tutto passando per Cagliari

L’ESULTANZA DI GIAN PIERO GASPERINI DOPO IL DUE A ZERO DI NICCOLO PISILLI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Adesso il il numero 87 giallorosso è di fatto uno dei titolari della retroguardia della Roma, e anche nella gara di ieri contro il Cagliari è stato ancora una volta perfetto. Proprio dalla gara di andata contro i rossoblù è iniziato il percorso di crescita di Ghilardi. Nella gara di andata, giocata in Sardegna, Ghilardi fu mandato in campo in una situazione di emergenza, con i giallorossi in 10 uomini. Venne impiegato fuori ruolo, da esterno a sinistra, e fu protagonista in negativo nel decisivo gol di Gaetano, che condannò i giallorossi alla sconfitta.
Poco più di due mesi dopo la situazione è completamente diversa. Ora Ghilardi è stabilmente nelle rotazioni giallorosse, e di partita in partita si sta dimostrando sempre più attento in difesa, concentrato, e molto efficace nelle sortite offensive richieste dal Gasp. Arrivato nella Capitale dall’Hellas Verona con la formula del prestito, i giallorossi sono già convinti al 100% di esercitare il suo riscatto. La Roma è pronta a spendere 9 milioni di euro per il centrale classe 2003.
Serie A
Atalanta, l’Atlético Madrid vuole Ederson per l’estate!
L’Atlético Madrid avrebbe intenzione di rinforzare il proprio centrocampo con l’acquisto di Ederson dall’Atalanta.

Ademola Lookman amareggiato ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Atalanta, Ederson segue Lookman in Spagna?
Secondo quanto riportato da Matteo Moretto, l’Atlético Madrid avrebbe intenzione di acquistare Ederson. L’Atalanta non avrebbe intenzione di cederlo, ma si tratta comunque di una possibilità concreta quella che porta l’ex Salernitana fuori dall’Italia. Il centrocampista brasiliano potrebbe trasferirsi in Spagna, dopo svariate stagioni in nerazzurro.
Ha dimostrato di essere un giocatore di altissimo livello nel corso degli ultimi anni, dunque non sorprende l’interesse di un club come quello dei colchoneros. Potrebbe dunque seguire il suo ex compagno di squadra, Ademola Lookman e proseguire la propria carriera a Madrid.
Serie A
Inter, l’attacco che cambia volto: la forza del turnover firmato Chivu
Inter – Niente coppia fissa accanto a Lautaro, ma risposte continue da Thuram, Bonny ed Esposito. Ecco come i nerazzurri inseguono un finale di stagione diverso.
L’Inter di Cristian Chivu ha trovato una nuova chiave offensiva: ruotare, cambiare, sorprendere. Una rivoluzione silenziosa rispetto alle fatiche di un anno fa, quando Arnautovic e Correa non riuscivano a garantire continuità. Oggi, invece, chiunque venga chiamato in causa risponde presente. E non è un dettaglio per una squadra ancora in corsa su tutto: prima in campionato, agli ottavi di Champions League e in semifinale di Coppa Italia dopo il 2-1 al Torino di ieri sera.
Il punto fermo resta Lautaro Martinez. Alterna picchi altissimi a qualche passaggio a vuoto, soprattutto nei big match, ma per l’Inter è molto più di un centravanti: è capitano, leader, simbolo. Il volto della squadra. Accanto a lui, però, non c’è più una spalla fissa. E forse è proprio questa la forza dell’Inter 2025-26.

LAUTARO MARTINEZ LANCIA IL PALLONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Inter, il segreto di Chivu
Chivu, a differenza delle stagioni passate, non ha mai davvero scelto una coppia titolare. Thuram, Bonny ed Esposito si alternano senza gerarchie rigide, in base al momento, alla partita, alle energie. Un approccio che sta pagando. A Monza, contro il Torino, sono partiti Bonny e Thuram: il primo ha sbloccato la gara di testa su cross di Kamate, il secondo ha lasciato il segno con un assist perfetto per Diouf. “Le frères”, li ha chiamati l’Inter sui social, fotografando una sintonia che va oltre il tabellino.
Segnali incoraggianti anche da chi aveva rallentato. Thuram sta ritrovando continuità dopo una prima parte di stagione brillante e qualche stop di troppo; Bonny continua a crescere; Esposito, alla prima stagione in Serie A, segna molto di meno ma ha un rendimento complessivo più che positivo.
I numeri raccontano una concorrenza vera: 11 gol e 5 assist per Thuram, 7 gol e 6 assist per Bonny, 3 reti e 4 assist per Esposito. Vince il francese sul piano statistico e per curriculum, ma il campo dice altro: Chivu non cerca un vincitore. Cerca risposte. E le sta trovando da tutti.
Con il calendario che si infittisce e le partite che pesano sempre di più, il turnover non è più un rischio ma una necessità. E questa Inter, capace di cambiare senza perdere identità, vuole arrivare in fondo. Stavolta, fino all’ultimo giorno.
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