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Ventura: “Inter più forte, ma Juve, Milan e Napoli sono lì. Italia? Spalletti darà la sua impronta”

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Ventura

L’ex tecnico Giampiero Ventura ha parlato in esclusiva ai microfoni di calcionews24.com soffermandosi sulla lotta scudetto, l’Italia e il suo Torino.

Giampiero Ventura, ex tecnico del Torino e ct della Nazionale Italiana, ha rilasciato una lunga intervista in esclusiva ai microfoni di calcionews24.com. Tanti i temi trattati passando dalla lotta scudetto al suo Torino, soffermandosi anche sulla Nazionale Italiana di Spalletti.

Di seguito le sue parole:

A fronte di ormai 4 mesi di Serie A, che idea le ha regalato il nostro campionato? Ha avuto modo di seguire in particolar modo qualche formazione?
“L’anno scorso a parte quello del Napoli non credo sia stato un calcio divertente. C’è stato un finale in cui l’Inter ha ripreso a giocare tenendo presente le potenzialità della squadra ed è arrivata in finale di Champions. Però a livello di spettacolo per 3/4 di campionato solo il Napoli ha offerto secondo me uno spettacolo godibile. Quest’anno invece c’è un campionato in cui per ora se vogliamo cercare qualche novità ci sono gli sprazzi in cui il Bologna fa calcio. Ma in generale non c’è un qualcosa di straordinario. C’è una squadra che è in assoluto la più forte del campionato che è l’Inter. Per organico, per tutto…è una squadra che può permettersi di avere in panchina Cuadrado, Frattesi, Arnautovic, Pavard. Ha una rosa sopra tutte le altre.
Poi c’è il Milan che ora è in difficoltà…perché secondo me negli undici titolari è competitivo, ma quando iniziano a mancare questi perde di competitività. Sono bastati gli infortuni e infatti puntualmente sta pagando. La Juventus invece rimane la solita Juventus, che fa risultato ma sul piano dello spettacolo non è obiettivamente straordinaria. Roma e Lazio sono in difficoltà. Mi aspettavo qualcosa di più dalla Fiorentina, che secondo me ha una buonissima squadra con un allenatore che ha delle idee e ha due anni di lavoro alle spalle. Speriamo che rientri il Napoli (nella lotta Scudetto, ndr) così che il campionato rimanga almeno avvincente sul piano dell’emotività. Stessa cosa per il Milan che se non recupera i giocatori lo perdiamo, così come il Napoli se non ritrova quella voglia di divertirsi e divertire che aveva lo scorso anno. Altrimenti diventerebbe una lotta forse a due e questo campionato verrebbe penalizzato. Questa è la situazione secondo me”.
Ventura, Inter

Fc Internazionale

Chi al contrario non sta navigando in buone acque è il Torino. Cosa crede che non stia funzionando per i granata e come pensa che il club sabaudo (che lei conosce molto bene) possa rialzarsi in campionato?
«Come ho detto anche al Presidente (Cairo, ndr) credo questa sia la squadra più forte in assoluto che abbia mai fatto da quando è Presidente. Di questo ne sono assolutamente convinto. Poi è chiaro che avere i giocatori non è sufficiente, è evidente che ci sia qualche problema. Parlando solamente per quello che sto leggendo, perché specifico io non ci sono più dentro quindi mi è difficile fare commenti, però leggo che Juric ha litigato con Milinkovic Savic, con Radonjic, con Ilic…è evidente che qualche problema ci deve essere. Io credo che i risultati siano figli di una serie di situazioni, perché gente come Zapata e Sanabria non ce li hanno in tanti in Serie A. Un centrocampo con Ricci, Ilic, Tameze…sono giocatori assolutamente funzionali a quello che vuole l’allenatore. Lo stesso Bellanova non sarà pronto per stupire il mondo ma potenzialmente è un giocatore che tra due anni costerà una certa cifra se gli dai possibilità di crescere, come tutti i giovani.
Io trovo che il Torino sia una squadra assolutamente competitiva, ma presumo che vadano prima risolti i problemi che ci sono dentro. Non si può leggere che tutte le settimane ci sia una diatriba interna: è sinonimo di poca serenità. Io credo che alla base di tutto non sia una mancanza di giocatori ma di serenità ed il motivo per cui manca questa serenità io obiettivamente non lo so e quindi non entro nel merito. Però che il Torino possa e debba fare meglio non c’è il minimo dubbio, perché la squadra è competitiva».
A proposito del costruire per il futuro. Crede che Buongiorno (il granata militava nelle giovanili quando Ventura allenava il Torino, ndr) abbia le potenzialità per diventare una bandiera del club?
«Io penso che ci siano i presupposti, anche se oggi il calcio è cambiato. Una volta Rivera stava 20 anni, Mazzola stava 25, Del Piero e Totti stavano tutta la vita nello stesso club. Oggi invece non esistono più calciatori che stanno tutta la vita in una società. Però il gesto di Buongiorno (il difensore ha rifiutato in estate le offerte di mercato, ndr) è un segnale fortissimo che ha dato. Buongiorno oltre essere un ottimo calciatore è un ottimo ragazzo. Una persona assolutamente seria, accompagnata da una famiglia alle spalle altrettanto seria. Quindi ci sono tutti i presupposti affinché Buongiorno possa diventare l’inizio di un qualcosa di veramente granata dentro. Però vedi, quando prima dicevo che il Torino è una squadra che ritengo assolutamente competitiva…ti faccio l’esempio: Buongiorno quanti anni ha? 22-23, Zima? Bellanova? Ricci? Ilic? Schuurs? Quindi stiamo parlando di giocatori che lavorando e dandogli il tempo di maturare attraverso una programmazione possono crescere.
Programmazione significa: lavoro quotidiano, lavoro annuale e capire dove c’è la possibilità di migliorare in alcuni ruoli. Tu hai una base assolutamente straordinaria, in cui puoi costruire il Torino dei prossimi anni, ma ci vuole il tempo. Penso a quando abbiamo preso Darmian, mi dicevano: ‘Ma come si fa a fare giocare quello lì’, oppure quando abbiamo preso Glik dicevano: ‘Puó andare a scaricare i camion ma non a giocare’. Glik è diventato Capitano della Nazionale polacca e ha fatto due Mondiali. Darmian l’abbiamo dato al Manchester ed oggi è uno dei migliori giocatori che ha l’Inter. Ma non sono nati così. Hanno dovuto lavorare per diventare così e abbiamo dovuto lavorare per farli diventare così. Se vogliamo parlare di calcio concreto, di costruire dove manca bisogna avere un’ottica leggermente diversa. Tutto qui. Ma non è una critica a nessuno, sia chiaro».
Ventura, Alessandro Buongiorno

Alessandro Buongiorno of Torino Fc during the Coppa Italia match beetween Ac Milan and Torino Fc at Stadio Giuseppe Meazza on January 11, 2023 in Milano, Italy .

Spostandosi invece sul lato Nazionale. Crede che Spalletti sia già riuscito a dare la sua impronta agli azzurri e nel caso, che idea si è fatto sul gruppo del ct ex Napoli?
«Il tempo è stato abbastanza limitato. L’obiettivo in quel momento era di andare a giocarsi gli Europei. Il tempo per dare la sua impronta ci sarà nei prossimi mesi ed in preparazione degli Europei. In questo caso per fortuna che non è stato visto quel rigore, altrimenti…rischiavamo di non andare nemmeno agli Europei. Spalletti è un grande allenatore, oltre che un mio amico è stato anche un mio giocatore a cui voglio tutto il bene di questo mondo, però ha avuto ancora poco tempo. Tu pensa se gli danno il rigore al 93’ e non centra la qualificazione: sarebbe stata una catastrofe, per lo stesso allenatore che sino a 3 mesi fa aveva stupito tutta Italia per come giocava il Napoli.
Questo per dire che tra le parole e i fatti c’è sempre quella differenza di chi sa di che cosa parliamo e chi parla tanto per parlare. Io credo che non abbia avuto ancora il tempo per dare la sua impronta, si è intravisto qualcosa, ma in palio c’era una posta troppo importante. Ora con più serenità e avendo la qualificazione in tasca c’è la possibilità in questi mesi per dare il suo sigillo ed è l’augurio che gli faccio siccome ci sono molto affezionato».
Negli ultimi giorni a più allenatori della Serie A è stato domandato chi possa essere il Sinner della propria squadra. Con uno sguardo più in generale, su quali giocatori potranno puntare gli azzurri per il futuro?
“È chiaro che ci sono alcuni giocatori che sono imprescindibili. Chiesa è imprescindibile rispetto alla Nazionale, è uno dei pochi giocatori che veramente quando accelera…accelera e stacca. Quello è uno, ma io credo che per Spalletti sia imprescindibile Di Lorenzo, che è stato il suo capitano ed oltre che essere un buon giocatore è una persona assolutamente e straordinariamente positiva. Ci sono dei giocatori che hanno qualità assolute e valori importanti.
Ho detto Chiesa, ma credo ci sarà spazio per Frattesi, per Barella che ha già dimostrato di essere un giocatore assolutamente importante per questa Nazionale. Ce ne saranno tanti altri. Lo stesso Berardi se avrà continuità. Non c’è Il giocatore, c’è un gruppo di ottimi giocatori con dei valori tecnici, morali o entrambi che messi insieme possono costituire l’ossatura per la Nazionale del futuro. Ed è l’augurio che faccio”.

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Spalletti-Juve, ottimismo per il rinnovo: il tecnico sempre più centrale nel progetto

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La Juventus punta sulla continuità: cresce l’ottimismo per il rinnovo di Spalletti, sempre più coinvolto nel progetto bianconero tra campo e mercato.

Il pareggio contro il Lecce rallenta la rincorsa in campionato, ma non cambia le strategie della Juventus: il futuro, salvo sorprese, sarà ancora con Luciano Spalletti. Arrivato lo scorso 30 ottobre per raccogliere l’eredità di Igor Tudor, il tecnico di Certaldo ha firmato un accordo breve, rinviando ogni discorso a lungo termine. Una scelta di prudenza che, con il passare delle settimane, ha lasciato spazio a valutazioni sempre più concrete.

Spalletti ha preso rapidamente in mano la squadra, diventando una figura centrale nel progetto bianconero, non solo sul campo ma anche nelle riflessioni legate al mercato. La società sta lavorando per prolungare il contratto in scadenza il 30 giugno 2026 e i dialoghi procedono in maniera positiva, con crescente ottimismo in casa Juventus. L’idea condivisa dal club e da Damien Comolli è quella di arrivare a un rinnovo biennale, fino al 30 giugno 2028.

Nel frattempo Spalletti ha già iniziato a lasciare il segno dal punto di vista tattico, come dimostra il passaggio alla difesa a quattro visto contro il Lecce, confrontandosi costantemente con la dirigenza anche sulle possibili mosse di gennaio per rafforzare la rosa. Attualmente il tecnico percepisce un ingaggio da 3 milioni di euro più bonus, previsto nel contratto di otto mesi firmato a fine ottobre.

I numeri, fin qui, supportano la fiducia del club: in Serie A sono arrivate cinque vittorie, tre pareggi e una sola sconfitta, contro il Napoli. Positivo anche il cammino nelle coppe, con due vittorie e un pareggio in Champions League e il successo sull’Udinese negli ottavi di Coppa Italia.

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Petardo vicino al guardalinee durante Atalanta-Roma, Fabbri: “Se serve andiamo negli spogliatoi”

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Atalanta

Attimi di tensione a Bergamo: un petardo esplode vicino all’assistente Cecconi. Fabbri valuta lo stop, poi la gara riprende.

Attimi di forte tensione a Bergamo durante la sfida tra Atalanta e Roma, quando un petardo lanciato dal settore ospiti è esploso nelle immediate vicinanze dell’assistente arbitrale Dario Cecconi.

Il guardalinee si è abbassato immediatamente, portandosi la mano all’orecchio destro. Sul posto sono intervenuti gli staff sanitari di entrambe le squadre per verificare le sue condizioni, mentre il gioco è rimasto fermo per alcuni minuti.

A sincerarsi della situazione è stato anche l’arbitro Michael Fabbri, che ha parlato con il collega mostrando disponibilità a sospendere la gara: “Nel caso andiamo negli spogliatoi, non me ne frega niente”, la frase pronunciata per capire l’entità dell’accaduto.

Cecconi, dopo essersi rialzato, ha fatto cenno di poter continuare la partita, permettendo così la ripresa del gioco. L’episodio, però, ha acceso le polemiche anche a bordo campo: sia Raffaele Palladino sia Gian Piero Gasperini si sono avvicinati al quarto uomo, con il tecnico dell’Atalanta che ha chiesto spiegazioni sulla regolarità di quanto accaduto.

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Cagliari, pausa per Pisacane: il fratello aggredito a Napoli

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Cagliari-Milan

L’allenatore del Cagliari, Fabio Pisacane, ha rivelato tramite Instagram che suo fratello Gianluca è stato vittima di un’aggressione a Napoli. L’incidente è avvenuto nei Quartieri Spagnoli, dove la famiglia possiede un locale.

Cagliari

L’URLO DI ANTONIO CONTE E L’URLO DI FABIO PISACANE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Cagliari, la ricostruzione dell’aggressione

Aggressione a Napoli

Nella notte tra venerdì 2 e sabato 3 gennaio, Gianluca Pisacane è stato coinvolto in un’aggressione nei Quartieri Spagnoli di Napoli. Fabio Pisacane, allenatore del Cagliari, ha comunicato l’incidente attraverso il suo profilo Instagram: “Come riportato da diversi organi di stampa, questa notte mio fratello Gianluca è stato coinvolto in un’aggressione, rimanendo ferito da alcuni colpi di arma da fuoco”.

Gianluca stava rientrando a casa dopo una giornata di lavoro nel locale di famiglia. Nonostante le ferite alla gamba, l’allenatore ha rassicurato i fan sulle condizioni del fratello: “Non è in pericolo di vita, ha riportato delle ferite alla gamba, ma sta bene compatibilmente all’esperienza che ha vissuto. Tanto spavento, ovviamente, per lui, per tutta la nostra famiglia”.

Un messaggio di ringraziamento

Pisacane ha inoltre smentito le voci che coinvolgevano suo padre nell’aggressione: “Non è stato aggredito. In queste ore ho ricevuto tanti messaggi e telefonate, ringrazio davvero tutti per la solidarietà e l’affetto”.

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Fonte: Gianluca Di Marzio.

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