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Sarri si è “adeguato” a Lotito: ora è solo un normalizzatore

Le parole di Maurizio Sarri nell’immediato post-partita di Bergamo, e la prestazione della sua squadra, hanno il sapore di resa.

Lazio, cosa ha detto Sarri?

Non m’interessa di mercato. Non è mio compito, quindi mi adeguo. Ritengo che devo pensare alla squadra, senza parlare tanto di mercato.❞

No, non è per sentirsi dire queste parole che i tifosi laziali hanno gioito all’arrivo in panchina di Maurizio Sarri. I laziali volevano Mau perché imponesse la propria legge a Lotito in sede di mercato. Lo hanno voluto perché speravano battesse i pugni sul tavolo. Si facesse sentire. E invece niente di tutto ciò.

Sarri dovrebbe andare in conferenza stampa a dire la verità, ovvero che non è stato accontentato sul mercato. E si sarebbe dovuto dimettere, come tutti i laziali si aspettavano, in estate: dopo l’ennesimo mercato in stile Lotito.

Invece le sue parole sanno di resa. Se è vero ciò che Lotito dice, e non ho motivo di credere il contrario, ovvero che Sarri non gli ha mai chiesto rinforzi, allora ha fallito nella sua missione di “rivoluzionare” la Lazio.

Un vero “comandante” (se necessario) la nave l’abbandona

Il soprannome di “Comandante” è stato sin da subito oscenamente inadeguato per una figura come quella di Sarri. Non è stato solo un’atto di lesa maestà nei confronti di una delle figure più iconiche della storia dell’umanità, ma ha contribuito ad alimentare un falso mito attorno alla sua figura. 

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Sarri, se si comporta da aziendalista, diventa un allenatore normale. Un “normalizzatore” e poco più. Per far rendere questa squadra secondo le sue possibilità, e il nono posto rispecchia la qualità della rosa checché ne dicano i laziali più irredentisti, non c’è bisogno di un tecnico da quattro milioni l’anno.

Da Sarri ci si aspettava che facesse fare il tanto agognato salto di qualità alla Lazio, ma non può farlo con questi giocatori. E quando ha capito che non sarebbe stato accontentato sul mercato, avrebbe dovuto andarsene e dare un segnale a tutto l’ambiente. Invece ha fatto “l’allenatore normale“.

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