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Moviola Style, Christmas edition | La diciannovesima giornata

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Cari lettori, eccoci giunti con Moviola Style all’ultima giornata di andata che, come sempre accade, ha riservato delle sorprese, andiamo a vedere insieme cos’è accaduto e quindi, partita per partita, le azioni salienti.

Moviola style 19 giornata

Genoa-Atalanta

Classico testa coda che ha riservato una sorpresa, forse la più clamorosa di questo turno di campionato. La Dea, che tanto bene ha fatto fino ad ora, è stata stoppata dal Genoa, pareggio a reti bianche con qualche sussulto da ambo le parti. Dopo 6’ la Dea, che da copione dovrebbe fare la partita, va al tiro con Zapata, conclusione potente indirizzata a sinistra ma Sirigu è attento. Al 23’ arriva il giallo per Freuler che, essendo diffidato, salterà la prossima partita. Al 47’ è ancora l’Atalanta a farsi pericolosa con Malinovsky che recupera bene un passaggio un po’ lungo ma calcia male, palla alta seppur di poco. Si va al riposo con tanta Atalanta e Genoa praticamente non pervenuto.

Ripresa, al 51’ è ancora Malinovsky a creare pericolo nell’area genoana, il suo potente colpo di testa, ancora per un pelo, esce sfiorando il palo sinistro. All’81’ è Demiral a farsi pericoloso, da dentro l’area colpisce di testa ma con troppa forza, palla alta. Finisce così una partita sfortunata per l’Atalanta che, a dire il vero, avrebbe dovuto vincere per la mole di gioco creata. Il Genoa conquista un prezioso punto in chiave salvezza ma rimane ancora ancorata ai bassifondi della classifica seppur staccando il Cagliari.

Juventus-Cagliari

La Juventus continua a vincere, dopo aver battuto il Bologna ritrova il successo casalingo superando un Cagliari in crisi. I padroni di casa partono forte con Kean che di testa prima colpisce il palo (11’) poi segna (40’) col portiere ospite ingannato dal rimbalzo del pallone che s’insacca sulla destra. Si va al riposo dopo un primo tempo avaro di emozioni ma con la Juventus saldamente in vantaggio visto che il Cagliari è davvero poca cosa.

Ripresa, al 61’, finalmente, si vede il Cagliari con Dalbert che s’inserisce bene su un passaggio in profondità ma calcia di poco a lato sulla sinistra. Al 68’ ancora Cagliari, che sembra averci preso gusto, con Joao Pedro che arriva bene su un cross in area e impatta con violenza di testa, Szczesny è attento e allontana la minaccia. All’87’ unico sussulto bianconero della ripresa ma è decisivo: Kulusevsky serve in profondità Bernardeschi che arriva bene sul pallone e lo scarica nell’angolino basso di destra, 2-0 e partita chiusa. La Juventus sale al quinto posto scavalcando la Roma fermata in casa della Sampdoria, il Cagliari sprofonda al penultimo posto.

Sassuolo-Bologna

Il Sassuolo cade in casa travolto da un’intraprendente Bologna nel derby dell’Emilia. Eppure i neroverdi partono forte, dopo 7’ Scamacca, da due passi, colpisce il palo. Al 36’ però sono gli ospiti a passare in vantaggio, Dominguez smarca con uno splendido passaggio Orsolini che, senza pensarci troppo, calcia forte nel sette di sinistra, 0-1. Il Sassuolo non reagisce e al 44’ il Bologna raddoppia: Skov Olsen pesca bene Hickey che di prima intenzione insacca nel sette di destra. Si va a riposo col Bologna, a sorpresa, in doppio vantaggio.

Ripresa, al 50’ è ancora Hickey a creare grane al Sassuolo, stavolta però Pegolo è attento e con una grande parata evita il tris. Al 69’ il Sassuolo torna a rendersi pericoloso dalle parti di Skorupski che toglie dal sette di destra la botta di Berardi dal limite. All’89’ è Pegolo a negare la gioia del goal a Barrow con un prodigioso intervento. In pieno recupero, al 94’ Vignato serve Santander che da pochi passi spedisce la palla in porta, 0-3 e partita chiusa, il Bologna sale al decimo posto approfittando della sconfitta del Torino.

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Venezia-Lazio

Dopo due pareggi il Venezia,, perde in casa contro un’ottima Lazio che al “Penzo” si impone 1-3.

Alla Lazio bastano 3’ per passare in vantaggio con Pedro che, al termine di una splendida azione personale, insacca nell’angolino basso di sinistra. Al 30’, a sorpresa, arriva il pari dei lagunari: Aramu crossa perfettamente in area e Forte, dagli undici metri, con un potente colpo di testa insacca basso in rete nell’angolino sinistro, Strakosha è battuto. Si va al riposo col risultato in parità.

Ad avvio ripresa la Lazio torna avanti: al 48’ Acerbi, destreggiandosi nell’area piccola, spinge in rete come può un colpo di testa di Cataldi, goal fortunoso che vale l’1-2. All’80’ Lazzari reclama un rigore che non viene concesso ma il terzo goal è nell’aria.

Al 91’ il Venezia rimane in dieci perché Tessmann si fa espellere per aver abbattuto un avversario, rosso diretto, e al 95’ la Lazio chiude la pratica con Luis Alberto che aggancia splendidamente il cross di Sergej Milinkovic-Savic e insacca sotto la traversa, triplice fischio e Lazio che approfitta della sconfitta della Fiorentina per agganciarla a quota 31 punti.

 Inter-Torino

 La capolista continua la sua fuga battendo in casa un buon Torino volitivo e propositivo. 18’ e i granata si fanno pericolosi, una bella giocata di Brekalo mette Pjaca in condizioni di segnare ma il suo tiro finisce fuori di un soffio a destra.

L’Inter si vede al 20’ con Bastoni, il suo tiro da buona posizione è murato dalla difesa ma 1’ dopo ci prova ancora, questa volta trova i guantoni di Vanja Milinkovic-Savic. Al 30’ l’Inter la sblocca con Dzeko, tiro pazzesco dal limite dell’area e palla nell’angolino basso di sinistra, 1-0 spettacolare.

Al 39’ Lautaro Martinez cicca clamorosamente il raddoppio dopo aver saltato il portiere e al 41’ Calhanoglu calcia dalla media distanza ma manda a lato. L’Inter meriterebbe il raddoppio ma si al riposo con un solo goal di vantaggio.

Nella ripresa al 67’ si rivede il Torino con una punizione di Lukic, Handonovic para. All’88’ Sanchez va al tiro dal limite, il pallone si schianta sul palo destro. Finisce con l’Inter che nella ripresa fa poco per legittimare il vantaggio ma tant’è, 1-0 per i nerazzurri, la fuga continua.

Roma-Sampdoria

All’Olimpico succede tutto nella ripresa dopo un primo tempo praticamente privo di emozioni. Al 53’ la Sampdoria ci prova con Candreva, il suo tiro colpisce il palo sinistro. Al 63’ ecco la Roma: Afena-Gyan da pochi passi si fa ipnotizzare da Falcone che compie davvero un ottimo intervento.

Al 72’ i giallorossi la sbloccano: Shomurodov piomba su un pallone vagante in area e lo scaraventa nell’angolino basso di sinistra, 1-0.

All’80’ Colley ha la palla del pareggio ma la spreca da pochi passi ma la Sampdoria riesce comunque a ristabilire la parità pochi istanti dopo con Gabbiadini che deve solo spingere in rete a porta vuota dopo che un rimbalzo aveva messo fuorigioco il portiere.   1-1, risultato giusto che rispecchia l’andamento del match. Punto prezioso per la Sampdoria che allunga a +3 sul Venezia e si allontana sempre di più dalla zona calda della classifica.

Verona-Fiorentina

Un buon Verona ferma in casa la Fiorentina, il match termina 1-1 con un punto che serve a poco a entrambe le compagini ma che è il risultato più giusto per il poco che si è visto. Al 17’ Caprari serve Lasagna, il suo tiro nell’angolino basso di sinistra è imparabile, Verona in vantaggio. Si va al riposo senza altri sussulti, primo tempo praticamente avaro di emozioni.

Nella ripresa non succede nulla ad eccezione del pari della Fiorentina che arriva all’81’ con Castrovilli che arriva puntuale su un cross di Terzic e manda la palla in porta, 1-1 e nient’altro da segnalare, risultato giusto ma, come già detto, inutile per entrambe.

Empoli-Milan

L’Empoli si ferma dopo cinque risultati utili consecutivi e 10 punti conquistati. Il Milan invece, approfittando dello scivolone del Napoli, si issa da solo al secondo posto. Parte forte l’Empoli, dopo 2’ Bajrami riceve un bel passaggio in area e conclude, palla di un soffio fuori sulla destra.

Al 12’ però è il Milan a passare, Giroud serve perfettamente Kessie che spara una botta imparabile nell’angolino basso di sinistra, 0-1 ma l’Empoli reagisce subito e al 18’ pareggia proprio con Bajrami che, trovandosi sui piedi un rimbalzo fortunoso, non ci pensa due volte e calcia, palla nell’angolino basso di destra, 1-1.

I toscani ci prendono gusto, al 24’ è Zurkowski a provarci ma il suo missile dal limite sibila a pochi centimetri dal palo destro. Al 37’ Maignan si fa trovare pronto su una botta centrale di Pinamonti. Al 42’ però è di nuovo il Milan a passare in vantaggio, ancora con Kessie che, da dentro l’area, insacca con un rasoterra chirurgico che s’infila sulla sinistra, 1-2. Al 45’ ci prova Saelemaekers, la sua conclusione è neutralizzata da Vicario. Al 47’ Romagnoli spreca tutto mandando un buon pallone alle stelle, si va al riposo col Diavolo in vantaggio.

Ripresa, al 48’ è l’Empoli a farsi pericoloso sempre con Bajrami che stavolta, dopo aver superato brillantemente due difensori, tira forte ma colpisce la traversa. Al 63’ il Milan reagisce e trova la via del goal con un rasoterra sulla sinistra di Romagnoli, 1-3.

Al 69’ palla vagante in area e Theo Hernandez ci arriva insaccandola con un rasoterra centrale, 1-4. Uno-due micidiale in 3’, l’Empoli non ci sta e reagisce, all’82’ c’è un fallo di mani in area rossonera, l’arbitro consulta il VAR e assegna il rigore, dal dischetto Pinamonti non sbaglia, tiro chirurgico nell’angolino basso di destra, è 2-4 e c’è ancora tempo per la traversa di Romagnoli (95’) poi arriva il triplice fischio, Milan secondo da solo dopo una bella e meritata vittoria.

Moviola Style, Napoli-Spezia

MOVIOLA STYLE

Clamoroso al “Maradona”, lo Spezia batte il Napoli e si allontana dal Genoa con tre punti pesanti e preziosi in chiave salvezza. Al 27’ i padroni di casa si fanno pericolosi con Politano che calcia dal limite ma il pallone gira troppo, palla larga sulla destra.

Al 38’ l’episodio che decide il match: su una punizione spezzina Juan Jesus è autore di una sfortunata deviazione che s’insacca nella porta sbagliata, 0-1 ed è questo il risultato con cui si va negli spogliatoi.

Ripresa, al 50’ il Napoli prova a reagire, Lozano riceve un bel passaggio su punizione ma tira alle stelle. In 9’ poi succede di tutto: prima due goal annullati al Napoli (54’ e 59’), prima con Lozano e poi con Di Lorenzo, prima per fuorigioco e poi per un fallo, poi un tiro ancora di Lozano viene murato dalla difesa (63’). All’84 Provedel è bravo su Di Lorenzo e al 91’ su Anguissa, al 94’ Elmas colpisce di testa ma è sfortunato, la palla si infrange sulla traversa.

Triplice fischio, il Napoli si allontana dalla vetta e lo Spezia respira.

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Golisimo Casino e il valore della profondità della rosa nel calcio europeo

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Nel calcio europeo contemporaneo, il concetto di “undici titolari” ha perso gran parte del suo significato originario.

Campionati sempre più intensi, competizioni internazionali ravvicinate e calendari congestionati hanno imposto un cambio di paradigma: oggi a fare la differenza non è soltanto la qualità dei singoli, ma la profondità della rosa.

È una trasformazione che ha inciso sul modo di costruire le squadre e di leggere le partite. In alcune analisi sul tema della gestione delle risorse, viene citato anche Golisimo come esempio di come, nel mondo del casinò online, la varietà e l’organizzazione delle opzioni disponibili siano centrali per mantenere equilibrio e continuità, concetti che nel calcio trovano una declinazione molto concreta.

Dal titolare fisso alla rotazione programmata

Fino a pochi anni fa, soprattutto nei campionati nazionali, le gerarchie erano più rigide. I titolari giocavano quasi sempre, mentre le alternative avevano spazi limitati. Oggi questo modello è difficilmente sostenibile, soprattutto per le squadre impegnate su più fronti.

La rotazione non è più una scelta occasionale, ma una strategia strutturale. Allenatori e staff lavorano su cicli di utilizzo, monitorando carichi fisici e rendimento. In questo contesto, ogni elemento della rosa assume un valore specifico, anche se non sempre visibile.

La panchina come risorsa attiva

Le panchine lunghe non sono un lusso, ma una necessità. Nei momenti chiave della stagione, sono spesso i cosiddetti “secondi” a incidere sull’andamento delle competizioni.

Le competizioni europee come banco di prova

È soprattutto nelle coppe europee che la profondità della rosa emerge come fattore decisivo. Il livello medio delle avversarie è elevato e la gestione delle energie diventa cruciale. Una squadra può dominare il proprio campionato, ma faticare in Europa se non dispone di alternative affidabili.

In questo scenario, la capacità di distribuire responsabilità e minuti diventa una competenza tecnica a tutti gli effetti. Non si tratta solo di cambiare uomini, ma di mantenere identità e intensità indipendentemente dagli interpreti.

Varietà e continuità due facce della stessa medaglia

La profondità della rosa non è utile se manca continuità di rendimento. Avere molte opzioni non basta: serve un’idea chiara di come e quando utilizzarle. Il rischio, altrimenti, è quello di frammentare il gioco.

Un principio simile si osserva anche in ambienti digitali strutturati. In Golisimo Casino, ad esempio, la varietà delle possibilità è organizzata in modo da non compromettere la leggibilità complessiva. Traslando il concetto sul campo, la varietà dei giocatori deve essere inserita in un sistema riconoscibile.

Identità oltre i singoli

Le squadre che funzionano meglio sono quelle che mantengono una fisionomia chiara anche cambiando interpreti. La struttura resta, i nomi ruotano.

Il ruolo degli allenatori nella gestione della rosa

La figura dell’allenatore si è evoluta. Oggi non è soltanto un tecnico tattico, ma un gestore di risorse. Deve comunicare con chi gioca meno, mantenere alta la motivazione, spiegare le scelte e preparare tutti a essere decisivi quando serve.

Questa dimensione gestionale è spesso invisibile, ma incide profondamente sui risultati. Le stagioni europee vincenti sono quasi sempre accompagnate da una rotazione intelligente, non casuale.

Giovani e seconde linee

Un altro aspetto centrale è l’inserimento dei giovani. Le rotazioni offrono spazio a profili emergenti, che possono crescere gradualmente senza essere sovraccaricati di responsabilità immediate.

Nel calcio europeo, molte squadre hanno trovato soluzioni efficaci proprio grazie a un utilizzo calibrato dei giovani in contesti competitivi. La profondità della rosa diventa così anche uno strumento di sviluppo, non solo di copertura.

Golisimo Casino come metafora organizzativa

Guardando Golisimo Casino in chiave analitica, emerge un parallelismo interessante: la piattaforma non concentra tutto su un’unica opzione, ma distribuisce l’esperienza su più possibilità organizzate. Allo stesso modo, una rosa ben costruita non dipende da un singolo, ma da un insieme di alternative pronte a entrare in gioco.

Questo approccio riduce la dipendenza dagli episodi e aumenta la resilienza del sistema, sia digitale sia sportivo.

Calendario e gestione degli imprevisti

In una stagione lunga, gli imprevisti sono inevitabili. Infortuni, cali di forma, squalifiche mettono alla prova la solidità delle squadre. È qui che la profondità della rosa diventa decisiva.

Le squadre europee più competitive sono quelle che riescono a mantenere standard elevati anche in situazioni di emergenza, senza stravolgere il proprio gioco.

Un calcio sempre più collettivo

Il calcio europeo sta andando verso una dimensione sempre più collettiva. Il valore del singolo resta centrale, ma è inserito in un contesto che privilegia la continuità e la gestione complessiva.

In definitiva, la profondità della rosa non è più un dettaglio, ma uno degli indicatori principali della competitività di una squadra. Un elemento che racconta molto più di quanto sembri, perché parla di programmazione, identità e capacità di affrontare una stagione lunga senza perdere equilibrio.

Ed è proprio in questo equilibrio, fatto di scelte distribuite e responsabilità condivise, che si gioca gran parte del calcio europeo di oggi.

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Casino Online Glorion e la cultura del gioco tra rituali sportivi e intrattenimento digitale

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Nel calcio, come in molte altre passioni popolari, esiste una ritualità che accompagna l’attesa. In questo contesto si colloca anche Casino Online Glorion.

Nel calcio, come in molte altre passioni popolari, esiste una ritualità che accompagna l’attesa: la partita del weekend, il commento pre-gara, l’analisi delle formazioni. È un tempo sospeso, fatto di preparazione e concentrazione, che non riguarda solo i novanta minuti in campo ma tutto ciò che li circonda. Negli ultimi anni, questo modo di vivere l’attesa e lo svago si è allargato anche al digitale, coinvolgendo piattaforme e ambienti online sempre più strutturati.

In questo contesto si colloca anche Casino Online Glorion, che rappresenta una delle realtà attraverso cui osservare come il concetto di casinò online venga oggi percepito: non come un evento isolato, ma come parte di un ecosistema di intrattenimento che convive con sport, informazione e tempo libero quotidiano.

Attesa e concentrazione due elementi comuni

Chi segue il calcio conosce bene il valore dell’attesa. Prima del fischio d’inizio c’è spazio per l’analisi, per il confronto, per la previsione di ciò che potrebbe accadere. È una dimensione mentale che va oltre il risultato finale e che rende il gioco interessante anche fuori dal campo.

Nel mondo del casinò online esiste una dinamica simile. Anche qui il tempo non è solo azione, ma preparazione, scelta, osservazione. Piattaforme come Casino Online Glorion si inseriscono in questo spazio di attenzione, offrendo un ambiente digitale che viene vissuto in modo parallelo ad altre forme di intrattenimento, spesso negli stessi momenti della giornata in cui si leggono notizie sportive o si seguono approfondimenti calcistici.

Il gioco come esperienza strutturata

Così come una partita è fatta di fasi diverse, anche il casinò online si articola in sezioni e modalità differenti. Non è un flusso caotico, ma un insieme organizzato di esperienze che richiedono ordine e chiarezza, elementi sempre più apprezzati dagli utenti abituati a piattaforme digitali evolute.

Dal campo allo schermo come cambia il modo di vivere lo svago

Il calcio moderno è cambiato anche grazie alla tecnologia: VAR, statistiche avanzate, analisi in tempo reale. Allo stesso modo, l’intrattenimento online legato ai casinò ha seguito un’evoluzione che lo ha reso più accessibile e integrato nella quotidianità.

Il casinò online non è più legato a un luogo fisico, così come il calcio non si vive più solo allo stadio. Oggi si segue una partita dallo smartphone, si commenta sui social, si guarda una sintesi mentre si è in movimento. Questa flessibilità è una caratteristica comune anche alle piattaforme di casinò online, che vengono consultate in momenti di pausa, prima o dopo un evento sportivo.

Una fruizione parallela

Per molti utenti, il digitale consente di alternare contenuti diversi senza rigidità. Si passa dall’analisi di una partita alla consultazione di una piattaforma di intrattenimento, seguendo ritmi personali. In questo senso, Casino Online Glorion si colloca all’interno di una routine digitale già consolidata, fatta di accessi brevi e mirati.

La dimensione live un filo diretto con lo sport

Uno degli aspetti che avvicina maggiormente casinò online e mondo sportivo è la modalità live. Nel calcio, il live è l’essenza stessa del gioco: l’azione in tempo reale, l’imprevedibilità, la tensione del momento. Anche nei casinò online, le sezioni live cercano di riprodurre questa sensazione di immediatezza.

Tavoli con croupier in diretta e giochi trasmessi in tempo reale introducono una dimensione simile a quella della partita seguita minuto per minuto. Non si tratta di contenuti registrati, ma di eventi che accadono davanti allo schermo, richiamando un linguaggio ormai familiare a chi segue sport e dirette.

Il ritmo come elemento centrale

Nel calcio il ritmo di una gara può cambiare improvvisamente. Nel digitale, il live mantiene questa variabilità, offrendo un’esperienza che si sviluppa nel tempo e che viene osservata con attenzione, proprio come una fase cruciale di una partita.

Tecnologia e accessibilità una nuova normalità

Così come il calcio è diventato sempre più accessibile grazie alle piattaforme digitali, anche il casinò online ha beneficiato di un’evoluzione tecnologica che ne ha ampliato la fruizione. Smartphone e tablet consentono un accesso immediato, rendendo queste piattaforme compatibili con stili di vita dinamici.

L’attenzione all’usabilità è un punto di contatto importante. Nel calcio digitale, statistiche e contenuti devono essere chiari e leggibili; allo stesso modo, nel casinò online la navigazione semplice e ordinata è diventata un requisito fondamentale.

Continuità dell’esperienza

Ritrovare facilmente una sezione, muoversi tra diverse aree senza confusione, mantenere una struttura riconoscibile: sono elementi che accomunano molte piattaforme digitali moderne, dallo sport all’intrattenimento.

Una cultura del gioco che si evolve

Il gioco, inteso come competizione o come esperienza ludica, è parte integrante della cultura sportiva. Il casinò online rappresenta un’altra espressione di questa cultura, con regole e linguaggi propri, ma con dinamiche che richiamano l’attenzione, l’attesa e la partecipazione emotiva.

Piattaforme come Casino Online Glorion mostrano come il concetto di gioco venga oggi declinato in forme diverse, adattandosi ai contesti digitali senza perdere la sua identità.

Tra sport e intrattenimento digitale

Nel panorama attuale, calcio e casinò online non sono mondi separati, ma comparti che condividono spazi, tempi e strumenti. Entrambi vivono sullo schermo, entrambi fanno leva sull’interesse e sull’attenzione dell’utente, entrambi si inseriscono in una routine fatta di informazione, commento e svago.

In definitiva, osservare l’evoluzione di Casino Online Glorion attraverso una lente sportiva aiuta a capire un fenomeno più ampio: il tempo libero digitale è sempre più integrato, fluido e connesso. Proprio come il calcio moderno, anche l’intrattenimento online si adatta ai nuovi ritmi, mantenendo però quei rituali che rendono l’esperienza riconoscibile e condivisa.

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Audero: “Sto bene, ma poteva andarmi peggio. Al tifoso dell’Inter chiedo solo “perchè?””

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Il portiere della Cremonese Emil Audero si è espresso alla Gazzetta dello Sport in merito a quanto accaduto nell’ultimo match contro l’Inter dove è stato colpito da un petardo

A seguire un estratto dell’intervista

Le parole di Audero

“POTEVA ANDARE PEGGIO”
“Innanzitutto sto abbastanza bene. Almeno di testa perché ripensando a quello che è successo mi rendo conto che le conseguenze potevano essere molto più gravi. Ma è tutto molto difficile da digerire. A fine partita, una volta scesa l’adrenalina, il collo mi si è irrigidito. Ora va anche peggio perché l’orecchio fa male e pure la schiena è rigida. Nei prossimi giorni farò accertamenti per capire se c’è qualche problema, ma insomma… diciamo che poteva andare anche peggio”.

LE SENSAZIONI A CALDO
“Un boato, come si mi avessero tirato una martellata all’orecchio, facevo fatica a sentire. Nella gamba destra vedo un taglio, il calzoncino stracciato, e sento un bruciore fortissimo. Non mi fossi spostato, poteva veramente finire molto male”.

“NON SAPEVO PERCHÉ FOSSI LÌ”
“Non mi era mai successo in carriera. Nel secondo tempo ho avvertito un senso di vuoto. La ferita al ginocchio mi faceva male, ma il problema era dentro di me. Un senso di delusione profondo e poca voglia di giocare. Ero in campo, stavo facendo il mio lavoro che amo da morire. Ma intanto i mei pensieri andavano al luogo dello scoppio. Poco più in là e chissà… la mano, il braccio, o anche peggio. Ho pensato: perché sono in campo? Perché sto giocando? La testa e i pensieri giravano a mille. È stata una sensazione bruttissima”.

LA VICINANZA DELL’INTER
“Ho un ottimo rapporto con società e giocatori. Tutti, a cominciare dal presidente, sono venuti a sincerarsi delle mie condizioni. Erano preoccupati. Nella mia carriera ne ho passate tante. Sono un uomo di campo e quindi volevo proseguire. L’idea di speculare su quello che era successo non fa parte del mio carattere”.

IL MESSAGGIO AL TIFOSO COLPEVOLE
“Gli vorrei chiedere: perché? Qual è il tuo scopo: supportare la tua squadra o fare casino? Perché hai deciso di fare male agli altri e a te stesso? Spiegami il senso di tutto questo…”.

Audero

LAUTARO MARTINEZ E MARCUS THURAM RAMMARICATI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

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