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Milan: il carattere non basta

Il Milan è a quota 28 punti, primo in classifica senza avere mai perso una gara da inizio stagione fino ad oggi in campionato. Parrebbero quindi non esserci preoccupazioni, in effetti la situazione è ben diversa da un anno fa ed i rossoneri non possono di certo lamentarsi. Questo frutto del lavoro del tecnico Pioli, della maturità di molti profili giovani e della determinazione di Ibrahimovic che si è preso carico della crescita dell’intera squadra, una sfida decisamente vinta, ma di certo non conclusa.

Brusco rallentamento

Impossibile però non vedere un evidente rallentamento in parte giustificabile con le numerose assenze, ma non solo. la mancanza di KjaerBennacer, Theo Hernandez ed Ibrahimovic si sono fatte decisamente sentire, ma la squadra è eccessivamente stanca. Il gioco di Pioli prevede un enorme dispendio di energie e la coperta è corta.

Manca sicuramente un centrale difensivo in grado di fare rifiatare i titolari, manca un terzino sinistro in grado di non fare rimpiangere Theo Hernandez, compito sicuramente non facile, ma almeno bisogna provarci.

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A centrocampo manca di fatto ancora qualcuno da posizionare in mediana, abbiamo visto che senza Bennacer alle prese con guai muscolari non può essere continuamente utilizzato Kessiè ed anche Tonali, sebbene utilizzato di meno, potrebbe accusare stanchezza. Al momento sta deludendo Krunic, serve almeno un profilo affidabile al suo posto.

Il reparto più completo sembrerebbe l’attacco con diverse soluzioni, ma solamente agli esterni, il vero problema è il terminale offensivo, tolto Ibrahimovic al momento nessuno è in grado di assicurare la stessa presenza e gli stessi gol, Rebic in quel ruolo ha deluso ed urge rimetterlo al più presto sulla sua mattonella.

Esame di maturità

La società nel complesso è tenuta a prendere una forte decisione sul suo immediato futuro, la aspetta un esame di maturità importante. Continuare su questa linea i cui frutti di certo si sono visti, oppure intervenire sul mercato, assicurare almeno 3 colpi ed ambire a qualcosa di più grande a fine stagione?

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E’ questo il mio più grande dubbio, il Milan si trova ad un bivio e lo sforzo economico richiesto non è di certo semplice se si vuole intervenire in modo massiccio con profili di qualità, ma è il momento di osare, soprattutto se a gennaio gli uomini di Pioli dovessero stazionare ancora in questa posizione o nelle immediate vicinanze.

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