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Inter-Fiorentina 2-1: le pagelle nerrazzurre e le parole di Spalletti
Spalletti non troppo soddisfatto della prova dei suoi sottolinea in sala stampa l’importanza numerica della vittoria in campionato come a voler mettere le mani avanti sul fatto che quasi oggi fosse impossibile pretendere di più, parla più volte dei tanti errori in fase di appoggio e in fase di prima costruzione e della difficoltà a metà campo cosa che è tra le cose che non gli sono piaciute di più in particolare.
Spalletti “Sono altri tre punti fondamentali”
Due parole sui singoli , elogia D’ambrosio che si fa trovare pronto nelle due fasi, giustifica la brutta prova di Vecino e pungolato su Keita e i rimproveri continui a fine gara al Senegalese il mister si sofferma un attimo e sottolinea come il giocatore disattende spesso quelli che sono i diktat da lui impartiti, ma che data la giovane età si ci può lavorare, elogia infine la squadra dal punto di vista mentale e caratteriale e in particolare il reparto arretrato che nonostante il poco filtro operato a centrocampo non sbanda mai sotto i colpi dei viola.
Un commento anche sul rigore del primo tempo da cui scaturisce il vantaggio interista, “è rigore netto in quanto modifica la traiettoria del cross diretto in area verso l’accorrente Vecino”
“se non è rigore questo beh allora rivediamoci tutti i rigori contro fischiati contro Udinese l’anno scorso o quelli non visti a ns favore contro il Parma e vedrete quanta casualità c’e in quegli episodi li”
Pagelle Inter-Fiorentina
HANDANOVIC 6,5: nulla può sul tiro di Chiesa deviato da Skriniar, ma il primo tempo è decisivo su Simeone in uscita bassa;
D’ AMBROSIO 7: uno dei duecmigliori in campo, ordinato e preciso per tutti i 90 e ha anche il merito di siglare il gol decisivo del 2-1 dopo un grande scambio con Icardi;
DE VRIJ 6: partita onestissima del centrale di difesa non sbanda mai nemmeno sugli arrembanti attacchi viola merita la sufficienza;
SKRINIAR 6,5: grande solita gara del centrale, do mezzo voto in meno solo per la sfortunata deviazione sul tiro di Chiesa;
ASAMOAH 6: gara attenta e volitiva in fase difensiva. Spinge il giusto nel primo tempo, pochissimo nella ripresa complice un’atteggiamento diverso di tutta la squadra e anche perché impegnato duramente da Chiesa che è una spina nel fianco continua sul suo lato di difesa;
VECINO 4,5: il peggiore dei suoi, mai in partita sbaglia una infinita’ di passaggi e forse patisce la stanchezza delle tante gare ravvicinate fatte;
BROZOVIC 6.5: lotta, sgomita da solo contro tutto il centrocampo viola, stasera è messo a dura prova e fatica ad aggirare il pressing predisposto su di lui da Pioli .
Determinante come sempre il suo apporto sia in fase costruttiva che di ripiegamento;
CANDREVA 7: l’altro dei migliori in campo a mio parere nel primo tempo dove è l’unico a proporre ,a saltare l’uomo e a creare pericoli concreti ai viola.
Nel secondo tempo come tutta la squadra risente della stanchezza ma a mio parere viene sostituito un po’ troppo frettolosamente;
NAINGGOLAN 6: ancora non al massimo ma incominciano a intravedersi le sue giocate nel meccanismo di gioco della squadra. Purtroppo in una sua uscita perde la palla che regala il pari alla Viola, ma nel complesso merita la sufficienza;
PERISIC 5,5: prova al di sotto delle sue possibilità,parte bene ma ai spegne col passare dei minuti ,modesto il auo contributo in campo anche se nel primo tempo conclude l’azione più pericolosa dell’inter e per poco non fa goal;
ICARDI 6,5: buona gara di Maurito ma che patisce secondo me un leggero ritardo di condizione, meglio nella ripresa dove lotta come un leone per conquistare palloni sulla trequarti che aiutino i compagni a venire fuori dal pressing a tutto campo dei viola.
Si pregia dell’uno due con D’ambrosio che vale il goal vittoria;
Subentrati
POLITANO 5: sostituisce Candreva e non incide “impalpabile”;
KEITA 5,5: anche lui poco incisivo e lontano dai meccanismi generali della squadra, cerca di dare un supporto a Icardi li davanti ma riesce a fare ben poco;
GAGLIARDINI S.V.
SPALLETTI 6.5: la sua squadra porta a casa una vittoria estremamente sofferta.
Non riesce a cambiare l’inerzia della gara nel secondo tempo quando l’inter va in difficolta per una buona mezz’ora.
Il mister non è particolarmente contento della priva dei suoi e sa che c’è da migliorare in fretta in vista dei prossimi impegni in campionato e in Europa.
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Formazioni ufficiali Como-Roma: le scelte di Fabregas e Gasperini
Como-Roma, le formazioni ufficiali: Fabregas punta su Nico Paz e Douvikas, Gasperini risponde con Malen e Pellegrini. Ecco i titolari del Sinigaglia

Donyell Malen ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Formazioni ufficiali Como–Roma: scontro Champions al Sinigaglia
Poche ore al fischio d’inizio del big match della 29ª giornata di Serie A. Al “Giuseppe Sinigaglia”, Como e Roma si sfidano in un vero e proprio spareggio per il quarto posto. I due tecnici, Cesc Fàbregas e Gian Piero Gasperini, hanno sciolto gli ultimi dubbi: ecco i 22 che scenderanno in campo dal primo minuto.
Como-Roma, le scelte degli allenatori
Fàbregas conferma il suo 4-2-3-1 votato al palleggio. Tra i pali c’è Butez, schermato dalla coppia centrale Smolcic-Kempf. In mediana la qualità di Sergi Roberto si affianca alla dinamicità di Da Cunha, mentre l’attacco è affidato al terminale Douvikas, supportato dal talento cristallino di Nico Paz.
Gasperini risponde con il collaudato 3-4-2-1. In difesa, davanti a Svilar, agiscono Ghilardi, Mancini e Hermoso. La novità principale è in mediana dove Pisilli vince il ballottaggio per affiancare Koné. Sulla trequarti, l’esperienza di capitan Pellegrini e il dinamismo di Cristante agiranno alle spalle dell’unica punta Donyell Malen, preferito a partita in corso rispetto alle opzioni dalla panchina. Di seguito le scelte ufficiali dei due allenatori:
COMO (3-4-2-1): Butez; Ramon, Diego Carlos, Kempf; Smolcic, Sergi Roberto, Da Cunha, Alex Valle; Nico Paz, Caqueret; Baturina. All.: Cesc Fabrega
ROMA (3-4-2-1): Svilar; Hermoso, Mancini, Ghilardi; Celik, Koné, Cristante, Wesley; Pellegrini, El Shaarawy; Malen. All.: Gian Piero Gasperini
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Provedel, parla il medico dell’operazione: “È come un centrocampista che si è rotto il crociato
Provedel rientrerà solo a fine stagione, per preparare al meglio la nuova stagione biancoceleste. Al suo posto, spazio a Motta, al debutto contro il Sassuolo

L’ESULTANZA URLO DI IVAN PROVEDEL ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Provedel, parla Di Giacomo
La stagione finita di Provedel si aggiunge ad una lunga lista di giocatori resi indisponibili durante la stagione. Rovella, Cataldi, Dele-Bashiru, Castellanos, Cancellieri e molti altri. Ma l’assenza del classe 1994 assume un rilievo maggiore, considerando che i biancocelesti rappresentano una delle difese d’élite del nostro campionato. L’intervento di ricostruzione artroscopica è riuscito perfettamente, con Ivan che guarda già al rientro estivo.
Nell’edizione odierna del Corriere dello Sport, Giovanni Di Giacomo, responsabile del reparto di Ortopedia e Traumatologia della struttura ospedaliera che ha accolto l’estremo difensore, ha parlato del recupero che dovrà affrontare il numero 94: “Non bisogna avere fretta, esistono tempi biologici che vanno rispettati: la natura deve fare il suo corso”.
Parola d’ordine: calma. Non bisogna accelerare con il classe 1994, ma aspettare che il recupero sia completo al 100% per poter insistere su un suo impiego, mentre Motta accumulerà minuti ed esperienza. “Ho trovato il ragazzo molto motivato, ha già voglia di tornare in campo. Ma si tratta di uno stop importante: per un portiere un infortunio alla spalla è paragonabile a una rottura del crociato anteriore per un centrocampista”.
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Juventus, l’anno della consacrazione di Kenan Yildiz: tutti i numeri del nuovo dieci bianconero
Kenan Yildiz vive la stagione della consacrazione alla Juventus: gol, assist, dribbling e minuti giocati, tutti i numeri del nuovo 10 bianconero.
Non è più soltanto una promessa, ma il fulcro creativo della nuova Juventus. Kenan Yildiz, passato definitivamente al numero 10, sta vivendo un’annata da protagonista assoluto in bianconero, diventando riferimento tecnico e simbolico del progetto per il futuro.
Il peso nell’attacco della Juventus: gol, assist e continuità
I numeri raccontano una crescita evidente sotto porta: in campionato Yildiz ha già messo insieme 9 reti in 27 presenze, dimostrando un feeling con il gol sempre più costante rispetto alla scorsa stagione.
Sommando anche la perla realizzata in Champions League contro il Borussia Dortmund, il bottino complessivo sale a 10 gol stagionali, un traguardo che lo proietta tra i migliori marcatori della rosa.
Non c’è però solo la finalizzazione. Tra Serie A e coppe europee il turco ha servito 6 assist ai compagni, confermandosi principale rifinitore della manovra offensiva bianconera.
Sulla trequarti Yildiz riceve, protegge palla, crea superiorità numerica e spesso pulisce palloni complicati trasformandoli in occasioni potenziali per gli attaccanti.

Dribbling uguale Yildiz, e poi che visione di gioco!
Le statistiche avanzate aiutano a capire ancora meglio l’impatto del numero 10. Yildiz viaggia su una media di oltre 2,5 dribbling riusciti a partita, per un totale di circa 66 dribbling completati in Serie A, dato che lo colloca tra i migliori tre giocatori del campionato nell’uno contro uno offensivo. La sua capacità di puntare l’uomo e saltarlo in velocità rende più imprevedibile l’intero fronte offensivo della Juventus.
Impressiona anche la qualità nella gestione del pallone. Pur muovendosi in zone di campo ad altissima densità, il turco mantiene una precisione di passaggio intorno all’85%, segnale di maturità tecnica e lucidità nelle scelte. A questo si aggiungono oltre 2.200 minuti giocati in stagione e 26 presenze da titolare su 28 giornate di campionato, a conferma di quanto sia diventato intoccabile nelle gerarchie di Tudor e Spalletti.
Il simbolo della Juventus del futuro
A soli 20 anni, Yildiz ha dimostrato di saper reggere la pressione di una piazza esigente come Torino e di una maglia pesantissima come la numero 10. La capacità di abbinare qualità pura a un grande lavoro senza palla , testimoniato dai 96 palloni recuperati e dai chilometri percorsi in ogni gara, ne fa un profilo completo, moderno e perfettamente in linea con le ambizioni del club.
Se il buongiorno si vede dai numeri, la stagione in corso somiglia a un vero punto di svolta nella carriera di Kenan Yildiz. La Juventus lo ha scelto come volto della nuova era bianconera, e i dati raccolti fin qui raccontano che il “dieci” ha appena iniziato a scrivere una storia destinata a durare a lungo.
Valore di Mercato? La Juventus sorride
Anche i dati di mercato confermano la crescita esponenziale di Kenan Yildiz. Secondo l’ultimo aggiornamento di Transfermarkt, il trequartista della Juventus è oggi valutato intorno ai 75 milioni di euro, con una forbice stimata da altri portali specializzati tra i circa 63 e i 77 milioni a seconda dell’algoritmo utilizzato.
Si tratta di un balzo enorme se si pensa che appena due anni fa, al momento del passaggio a titolo gratuito dal Bayern Monaco alla Juventus, il suo valore era fissato attorno a 1 milione di euro, per poi salire a 50 milioni nel corso del 2024
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