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FIGC, Gravina sugli Europei 2032: “Oggi lo diciamo noi che San Siro non rientra negli standard, sono molto fiducioso del fatto che la città di Roma potrà avere il secondo stadio”

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Gravina

Gravina interviene al Consiglio Federale su Europei 2032, riforme FIGC e Nazionale: “Difendo l’autonomia dello sport e guardo al futuro con fiducia”.

Durante il Consiglio Federale odierno, il presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio, Gabriele Gravina, è intervenuto in merito alle questioni legate agli Europei 2032, che si giocheranno tra Italia e Turchia.

Ecco le parole di Gravina:

È stato un consiglio federale molto tecnico, c’è stato uno scambio di opinioni sulla famosa commissione indipendente per il controllo dell’equilibrio economico-finanziario delle squadre. Ho ribadito la mia assoluta contrarietà al principio, credo sia una chiara violazione del principio dell’autonomia dello sport. Non c’è nessuna posizione di arroccamento quindi accettiamo tutto questo, ma ho detto chiaramente quello che ritengo. Penso che sia non condivisibile tutto questo, siamo passati da un costo di gestione ordinario interno alla Federazione di circa 300 mila euro a una spesa di circa 3,5 milioni. Ci sono anomalie, ma non abbiamo adottato alcuna normativa. Ci siamo aggiornati al 24 novembre, data del prossimo consiglio. Vi dico subito che c’è grande condivisione sui principi che vi ho detto, c’è condivisione unanime e faccio fatica a pensare il contrario. C’è un dialogo aperto con il ministro per trovare delle nuove soluzioni, non penso che tutto questo possa gravare sul bilancio di una Federazione che fa già enorme fatica a portare avanti attività federali che non sono supportate adeguatamente».

C’è la possibilità dello spostamento della 30esima giornata di Serie A per favorire la nazionale in chiave playoff?

È già in atto un dialogo, ma come detto in consiglio federale abbiamo ancora due partite da disputare. Abbiamo raggiunto il primo obiettivo minimo, il calcio ci insegna che ci sono delle leggi spietate. Aspetteremo le due partite, dopo il sorteggio del 21 novembre valuteremo questo. Ritengo piuttosto fantasioso lo slittamento di una partita di campionato, basti vedere la struttura del calendario. Quella è un’opzione particolarmente remota, ci appelliamo al buonsenso della Lega Serie A e ipotizziamo un paio di stage, uno in particolare il 9-10 febbraio quantomeno per dimezzare i temi di distacco dal 16 novembre al 26 di marzo. Sono mesi lunghi dove il mister non avrebbe la possibilità di vedere i giocatori tutti insieme. C’è disponibilità e apertura a parlarne, poi bisognerà vedere gli impegni a livello nazionale e internazionale dei club».

La nuova commissione è già operativa? Il prossimo tema sarà la riforma campionati?

La commissione è già operativa al 100%, c’è la firma di una convenzione tra Federazione e la nuova commissione che andava fatta per legge. Il 30 settembre e il primo ottobre abbiamo firmato questo accordo che rispetta il passaggio del nostro personale da 12 a 18 mesi con il pagamento da parte della Federazione. La Covisoc dal primo ottobre non opera più. Non vado avanti con la riforma dei campionati, se fosse una mia prerogativa l’avrei già fatta. È una proposta su cui ci stiamo già confrontando, oggi abbiamo ricaricato su tutti i Device dei consiglieri federali il piano strategico di marzo 2024. Quella è la nostra stella polare, non si può pensare di aver attivato e attualizzato una serie di ipotesi senza fare altro. Ci sono dei confronti, come potete ben immaginare siamo stati tutti preoccupati e tesi per il lavoro che doveva accompagnare le nostre nazionali. Non è un errore parlare al plurale, noi seguiamo tutte le nazionali. Adesso penseremo a questo».

Che novità ci sono per San Siro in chiave Euro 2032 e la disponibilità del nuovo stadio della Roma?

«Esiste una valutazione in atto che richiede il rispetto di alcuni standard della Uefa, non può esserci alcun documento. La decisione spetta poi alla Figc, ho sentito tante attività a riguardo ma spetta solo a noi. Abbiamo strutturato un gruppo tecnico con all’interno un rappresentante Uefa come Michele Uva che conosciamo bene. Oggi lo diciamo noi che San Siro non rientra negli standard. Abbiamo fatto un incontro per il nuovo stadio della Roma, c’è massima disponibilità del sindaco ed enorme volontà della proprietà della Roma. Mi sembra che siano a buon punto, ho buone speranze e sono molto fiducioso del fatto che la città di Roma potrà avere il secondo stadio».

Che squadra le sembra l’Italia di oggi?

«Sappiamo quanto i risultati possono influenzare e come possono cambiare se non hai un’ampia rosa di selezionabili. C’è stato un momento di grande difficoltà nella fase finale dell’Europeo con la partita con la Svizzera che è stato il punto più basso del nostro periodo. C’è stato poi un periodo di grande esaltazione, abbiamo vinto dopo tanti anni in Francia, altrettanto è avvenuto con una delle partite più belle dell’era Spalletti contro il Belgio. Abbiamo riconosciuto un momento di grande criticità, ma non dobbiamo dimenticare tutto quello che è avvenuto in quel periodo. Dimentichiamo che la nazionale A e la under 21 hanno fatto quattro risultati straordinari nelle ultime quattro partite non avendo impatto negativo sul calendario, al contrario di chi ha potuto preparare al meglio la sfida contro di noi. C’è stato un evidente disagio di calendario, le avversarie adesso giocano una partita mentre noi ne giochiamo due, la nostra diretta rivale ha potuto preparare la sfida con l’Italia giocando due partite in trasferta, per noi era la prima partita. Da giugno non hanno più dovuto giocare una trasferta e questo chiaramente rappresenta una disparità di calendario. Ora stiamo lavorando con Gattuso per ridurre le difficoltà oggettive. Rischiamo di vincere sette partite su otto e non qualificarci, con squadre che fanno un punto e vanno ai playoff. Tutto questo di certo non ci ha aiutato. Non dimentichiamo che in questo torneo abbiamo vinto cinque partite su sei, sembra che abbiamo fatto un disastro solo perché è stata persa una partita».

A che punto è la valutazione su un cambiamento di formula per le qualificazioni?

«Non mi risultano sul tavolo possibili modifiche del format, credo che bisognerà aspettare la fine di queste eliminatorie e trarre insegnamento da questo. Saranno necessarie alcune riflessioni sull’argomento».

Qualcuno ha ribadito che non si doveva giocare Italia-Israele, come vuole rispondere?

«I disordini non erano annunciati, sono stati causati da soggetti che nulla hanno a che vedere con i Pro Pal, mi sembrava una gang organizzata solo per distruggere e demolire. Io credo che chi ha detto di non giocare la partita ha detto una grande idiozia. Noi avremmo dovuto perdere la partita, prendere una penalizzazione e mandare Israele al mondiale? Faccio fatica a comprendere questo, noi facciamo calcio e dobbiamo aggregare. L’ambiente e il clima all’interno dello stadio è stato un clima di festa, di gioia e di serenità. Chi ha vinto ha vinto, chi ha perso ha perso e con rapporti sereni con la dirigenza israeliana. Sarà stato un segno del destino ma la partita è arrivata pochi giorni dopo la sospensione di un conflitto che sembrava inarrestabile. La scelta è stata quella di demolire la città di Udine, non si possono commentare queste scene. Questa è guerriglia, poi si chiede di non giocare una partita di calcio?».

C’è una febbre mondiale? Che effetto fa vedere l’Italia ancora in corsa per qualificarsi e vedere Capo Verde già qualificata?

«È un percorso diverso, ci sono degli equilibri internazionali che vanno rapportati a livello mondiale. Sei sudamericane su 10 si qualificano, il 60% delle sudamericane partecipano ed è una percentuale ben diversa rispetto alle squadre europee che sono le più importanti del mondo. Non ci appartiene l’idea di pessimismo che sarebbe negativo e ci trascinerebbe in un momento di grande negatività. Io vedo lavorare i ragazzi, dal primo minuto del raduno sono con i calciatori e li lascio dopo che lasciano Coverciano. Stiamo tutti insieme come aveva chiesto il commissario tecnico, è un obiettivo fondamentale per il nostro paese. Stiamo portando avanti una progettualità storica nel mondo del calcio e non può essere offuscata, abbiamo ricevuto un premio mondiale per la nostra sezione paralimpica. Non possiamo offuscare tutto questo con una non qualificazione al mondiale, c’è stato un solo risultato negativo contro la Norvegia. C’è una febbre positiva che dà entusiasmo, non daremo la Tachipirina ai nostri giocatori o ai nostri tifosi».

Gravina

L’ESULTANZA DI MATEO RETEGUI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

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Milan, effetto Fullkrug: un carisma che coinvolge tutti!

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Milan, fonti molto vicine al mondo di Milanello ci confermano un certo effetto Fullkrug. Vediamo di cosa si tratta nel dettaglio.

Lo abbiamo chiamato effetto Fullkrug. Ci riferiamo al dirompente e coinvolgente entusiasmo messo in atto dal primo minuto in cui l’attaccante tedesco ha solcato la porta di Milanello.

Sorriso in faccia, aria da veterano del calcio e tanta voglia di farsi amare fin da subito da compagni e allenatore.

Tanto da aver pagato il conto per tutta la squadra in occasione della cena che si è tenuta due giorni fa in una nota pizzeria di Milano. Un gesto semplice, ma che dimostra un già spiccato attaccamento al club.

Chi lo vede arrivare racconta di un ragazzo sorridente, educato e al tempo stesso guascone che sta imparando la lingua italiana con una notevole intensità.

I primi minuti col Cagliari sono sembrati incoraggianti, sebbene ancora lontano dalla migliore forma. Ovviamente un attaccante è valutato per i gol, attendiamo quindi la sua prima marcatura in Serie A.

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Milan, è la volta di Tomori: pronta la bozza di contratto

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Milan

Milan, dirigenza attiva più sul fronte rinnovi che sul mercato in queste ultime settimane. E’ la volta di Tomori, leggiamo qui di seguito i dettagli.

Il Milan è pronto a blindare i suoi migliori talenti. Di Maignan abbiamo parlato a lungo, a breve potrebbero esserci importanti quanto positivi sviluppi.

La dirigenza peraltro sta avviando ogni tipo di dialogo per blindare anche Bartesaghi, Pulisic Leao.

Da registrare anche la bozza di contratto ormai pronta per Fikayo Tomori il quale con ogni probabilità accetterà di proseguire il suo rapporto con l’AC Milano fino al 30 giugno 2029. La firma dovrebbe quindi essere una formalità essendo ferma la volontà del ragazzo di proseguire la sua carriera a tinte rossonere.

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Milan, Leao giura amore eterno e chiede il rinnovo: i dettagli

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Milan, se nel calcio moderno non ci sono più le bandiere di una volta, quello di Leao potrebbe essere un bel gesto di discontinuità. Vediamo qui di seguito ogni dettaglio.

Rafael Leao tramite i suoi agenti chiede di prolungare il suo contratto con il Milan.

Sono arrivate in Via Aldo Rossi diverse richieste per il giocatore, al momento semplici informazioni provenienti da Barcellona, Bayern Monaco Arsenal.

Leao tuttavia non vuole spostarsi da Milano e la dirigenza rossonera sarebbe al lavoro per trovare la giusta formula che possa accontentare le parti in gioco.

Da quello che ci risulta il Milan non cambierà il tetto sugli ingaggi nemmeno per Leao quindi verranno trovate altre formule dentro le quali possano esserci maggiori bonus. 

Si lavora per un prolungamento fino al 2031.

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