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Champions League: l’Atalanta tra le grandi d’Europa a giocarsi i Quarti di Finale
Martedì sera la Champions League riaprirà i battenti e inaugurerà le gare di ritorno degli Ottavi di Finale: a farlo, sarà proprio uno spicchio di Italia, uno tra i più falcidiati e preoccupati del nostro Stivale in questo momento di grave crisi da Coronavirus.
Parliamo ovviamente dell’Atalanta, che dopo aver strapazzato il Valencia nel primo round di San Siro, ora volerà in Spagna e cercherà di difendere con le unghie e con i denti un risultato abbondante sì, ma certamente non definitivo. “Il 4-1 è un ottimo punteggio – aveva detto il saggio Gasperini al termine della gara di andata – per il quale avrei firmato prima della partita. Peccato per il gol subito…”.
Già, perché la rete incassata causa grave svarione difensivo, consente agli avversari quanto meno di sperarci: agli spagnoli, però, servirà un rotondo 3-0 per passare, ma anche in questo caso Mister Gasp ha tracciato la strada: “Dovremo andare lì e cercare di segnare”.
Questa la mission non così impossible dei nerazzurri, considerata la facilità con la quale Ilicic, Papu Gomez e compagnia trovano la via della porta e la superficialità con la quale i difensori del Valencia marcano i diretti avversari.
L’Atalanta, per altro, si è ormai staccata di dosso l’etichetta di “semplice” sorpresa della competizione e ha convinto tutti, al punto di essere considerata favorita dagli specialisti di settore: la vittoria bergamasca a Valencia, infatti, è data a 2.4 volte la posta (contro il 2.7 dei padroni di casa).
Un ulteriore segnale di fiducia di tutto l’ambiente calcistico, che crede davvero nell’impresa. La seconda gara in programma nella serata di martedì è quella che vedrà di fronte Lipsia e Tottenham: i tedeschi partono con il favore del pronostico vista l’esito della partita d’andata. Lo 0-1 con il quale Timo Werner e compagni hanno battuto i vice-campioni d’Europa, ha permesso loro di scalare gerarchie e di guadagnare considerazione nel panorama europeo: non a caso, l’1 risultato finale è dato a 1.5, mentre una vittoria esterna degli Spurs è considerata un’eventualità piuttosto remota (5.8).
Quote dettate probabilmente anche dal momento complicato attraversato in campionato dagli inglesi, che faticano enormemente ad uscire dal loro momento no nonostante l’avvento in panchina del “Santone” Mou. Evidentemente la crisi era più profonda dei rapporti di spogliatoio complicati con Mister Pochettino, di cui da un po’ si vociferava.
Se entrambi i match del martedì sera sembrano avere pronostici quanto meno indirizzati, quelli del mercoledì sera sono decisamente più aperti e meno prevedibili: parliamo di Liverpool-Atletico Madrid e Paris Saint Germain-Borussia Dortmund. Nel primo caso Salah e compagni saranno chiamati a ribaltare la sconfitta per 1-0 subita al Wanda Metropolitano di Madrid, nel secondo anche i parigini saranno costretti a vincere contro i gialloneri tedeschi, seppur sulla carta abbiano un compito meno arduo dei Campioni d’Europa. Ai francesi, infatti, basterebbe un chirurgico 1-0, che grazie al gol realizzato in trasferta consentirebbe loro di superare il turno, mentre lo stesso risultato sarebbe utile solo a portare ai supplementari gli inglesi, ai quali servirebbe invece una vittoria con due gol di scarto per accedere direttamente ai Quarti di Finale.
Un’altra “impresa” non impossibile per i bookmakers che, nonostante l’esito del primo round, considerano ancora i Reds largamente favoriti (l’1 risultato finale è quotato ad 1,5 volte la posta, contro il 2 dato addirittura a 7).
Anche il PSG è ben visto dai bookmakers (vittoria a 1.65), ma l’affermazione del Borussia Dortmund al Parco dei Principi è più probabile di quella dell’Atletico Madrid ad Anfield (vittoria tedesca a 4.5 volte la posta). Insomma, se dovessimo fidarci dei bookmakers, riparametrando le loro previsioni sulle possibili qualificazioni, le prime quattro protagoniste dei prossimi Quarti di Finale di Champions League potrebbero essere Atalanta, Lipsia, Liverpool e PSG.
Per conoscere le squadre qualificate in via definitiva basterà aspettare mercoledì sera, ma sarà possibile farsi un’idea sugli eventuali andamenti delle partite dando un’occhiata alle altre previsioni Champions League su Sportytrader.
Difficile come sempre stabilire un pronostico esatto, anche perché molte gare si giocheranno a porte chiuse. Per completare il quadro degli ottavi di finale del torneo, bisognerà aspettare invece un’altra settimana: le ultime squadre qualificate usciranno da altre interessantissime sfide come Juventus-Lione e Manchester City-Real Madrid (martedì 17 marzo), Barcellona-Napoli e Bayern Monaco-Chelsea (mercoledì 18 marzo).
Anche in questo caso i pronostici degli esperti sono piuttosto netti: tutte e quattro le squadre che giocano in casa sono ampiamente favorite sia per la vittoria della singola gara, sia in ottica qualificazione. In questo caso, però, avremo più di una settimana di tempo per studiare approfonditamente quote e statistiche.
Per ora, vale la pena concentrare tutte le nostre energie sulle gare di martedì e mercoledì prossimo, sperando – da sportivi, da italiani e da amanti di un calcio romantico – che l’Atalanta possa prolungare il suo sogno.
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Audero: “Sto bene, ma poteva andarmi peggio. Al tifoso dell’Inter chiedo solo “perchè?””
Il portiere della Cremonese Emil Audero si è espresso alla Gazzetta dello Sport in merito a quanto accaduto nell’ultimo match contro l’Inter dove è stato colpito da un petardo
A seguire un estratto dell’intervista
Le parole di Audero
“POTEVA ANDARE PEGGIO”
“Innanzitutto sto abbastanza bene. Almeno di testa perché ripensando a quello che è successo mi rendo conto che le conseguenze potevano essere molto più gravi. Ma è tutto molto difficile da digerire. A fine partita, una volta scesa l’adrenalina, il collo mi si è irrigidito. Ora va anche peggio perché l’orecchio fa male e pure la schiena è rigida. Nei prossimi giorni farò accertamenti per capire se c’è qualche problema, ma insomma… diciamo che poteva andare anche peggio”.
LE SENSAZIONI A CALDO
“Un boato, come si mi avessero tirato una martellata all’orecchio, facevo fatica a sentire. Nella gamba destra vedo un taglio, il calzoncino stracciato, e sento un bruciore fortissimo. Non mi fossi spostato, poteva veramente finire molto male”.
“NON SAPEVO PERCHÉ FOSSI LÌ”
“Non mi era mai successo in carriera. Nel secondo tempo ho avvertito un senso di vuoto. La ferita al ginocchio mi faceva male, ma il problema era dentro di me. Un senso di delusione profondo e poca voglia di giocare. Ero in campo, stavo facendo il mio lavoro che amo da morire. Ma intanto i mei pensieri andavano al luogo dello scoppio. Poco più in là e chissà… la mano, il braccio, o anche peggio. Ho pensato: perché sono in campo? Perché sto giocando? La testa e i pensieri giravano a mille. È stata una sensazione bruttissima”.
LA VICINANZA DELL’INTER
“Ho un ottimo rapporto con società e giocatori. Tutti, a cominciare dal presidente, sono venuti a sincerarsi delle mie condizioni. Erano preoccupati. Nella mia carriera ne ho passate tante. Sono un uomo di campo e quindi volevo proseguire. L’idea di speculare su quello che era successo non fa parte del mio carattere”.
IL MESSAGGIO AL TIFOSO COLPEVOLE
“Gli vorrei chiedere: perché? Qual è il tuo scopo: supportare la tua squadra o fare casino? Perché hai deciso di fare male agli altri e a te stesso? Spiegami il senso di tutto questo…”.

LAUTARO MARTINEZ E MARCUS THURAM RAMMARICATI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
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La mini-crisi di Pulisic e come l’asso americano può uscirne, per il bene suo e del Milan
Christian Pulisic sta vivendo una fase apparentemente negativa che, per chi lo conosce, assomiglia in realtà più a una mini-crisi più che a un vero ridimensionamento.
I numeri raccontano un dato semplice e al tempo stesso ingombrante: nel 2026 non ha ancora segnato e nelle ultime uscite è capitato spesso che la sua gara terminasse prima del triplice fischio. In una stagione in cui il Milan è pienamente coinvolto nella corsa Scudetto, ogni dettaglio diventa tema di discussione: forma fisica, gestione dei minuti, lucidità sotto porta, persino il modo in cui l’avversario prepara la partita per disinnescarlo.
Prestazioni di gennaio altalenanti
Il primo nodo è la produzione offensiva dopo il cambio d’anno. Pulisic arrivava da un 2025 chiuso con buone sensazioni, ma gennaio lo ha visto alternare prestazioni utili per intensità, strappi e ripiegamenti a gare più opache, senza però trovare l’episodio del gol che spesso “sblocca” anche la testa. La stampa italiana ha collegato questo periodo a una gestione non semplice sul piano fisico, tra acciacchi e lavoro specifico per tornare al 100%. Si è parlato di fastidi e di un programma mirato per ritrovare brillantezza e precisione negli ultimi metri.
Qui entra in gioco anche la questione della continuità di minutaggio. Se un esterno vive di ritmo, di letture e di timing sull’uno contro uno, è naturale che giochi a fiammate quando non riesce a completare le partite con regolarità. Le statistiche di impiego e la cronaca recente mostrano come, in diverse gare di gennaio, sia stato sostituito oppure utilizzato in modo parziale, proprio mentre il Milan cercava equilibrio e gestione delle energie.
La gestione di Allegri
Con Massimiliano Allegri in panchina, le rotazioni e la gestione dei momenti della partita non sorprendono. È un tecnico che ragiona per controllo, per fasi e per scelte di utilità più che per gerarchie immutabili. Non è un caso che nelle conferenze recenti abbia insistito sul concetto di procedere passo dopo passo in un periodo fitto e delicato.
Questo approccio può produrre due effetti opposti su un giocatore come Pulisic. Da una parte lo protegge, perché se c’è un fastidio o manca esplosività Allegri tende a evitare il rischio di trascinarlo oltre soglia. Dall’altra parte, però, lo priva di quei minuti finali in cui spesso si aprono spazi, le difese si allungano e un esterno rapido può trovare il guizzo decisivo. In pratica, meno minuti possono significare meno occasioni per segnare, e meno gol possono rendere ancora più semplice scegliere la sostituzione. Un circolo che non è drammatico, ma che va interrotto.
Guardando le partite, la sensazione è che Pulisic stia pagando soprattutto una combinazione di fattori. In primo luogo la precisione nell’ultimo gesto: anche quando arriva in zone interessanti, gli manca talvolta la pulizia della giocata, con controlli imperfetti, tiri affrettati o passaggi forzati. In secondo luogo pesa il modo in cui viene affrontato dagli avversari. Quando un esterno diventa centrale nel sistema, le marcature diventano più aggressive, con raddoppi costanti e linee che si orientano su di lui, rendendo più costosa la giocata naturale. Infine c’è la condizione fisica, che non è stata lineare. I recenti stop e fastidi hanno inciso sulla brillantezza e, per un calciatore che basa molto sul cambio di passo e sulla rapidità di esecuzione, anche una minima flessione diventa evidente.
Per la corsa Scudetto serve anche Pulisic al Milan
Il Milan, però, non può permettersi di aspettare troppo a lungo. Il campionato è entrato nella fase in cui i punti pesano doppio e ogni pareggio lascia cicatrici. Il recente 1-1 con la Roma ha rallentato la rincorsa e ha mantenuto il distacco dalla vetta, in un momento in cui il margine di errore si assottiglia.
Quando si è a ridosso della capolista, anche un singolo episodio può cambiare l’inerzia di una stagione. Una partita sbloccata da un inserimento, un rigore procurato, un cross decisivo possono fare la differenza. È per questo che la mini-crisi di Pulisic diventa un tema collettivo: non riguarda solo lui, ma l’efficacia complessiva della catena di destra, la qualità delle transizioni e la capacità del Milan di trasformare il possesso in occasioni pulite.
In questo clima è inevitabile che attorno alla lotta Scudetto cresca un racconto fatto di aspettative, percentuali e scenari. Lo si vede nei commenti televisivi e nelle analisi che citano oscillazioni di valutazioni e previsioni, spesso riportate anche da bookmakers online di quote sportive come DomusBet come termometro esterno dell’umore del campionato. Il Milan è certamente considerato ancora in corsa ma, d’ora in poi, la squadra di Allegri potrà sbagliare pochissimo.
Come uscire dalla mini-crisi
La via d’uscita è più pragmatica che psicologica. Serve innanzitutto ritrovare continuità atletica: se i fastidi sono alle spalle, è fondamentale una sequenza di partite con carichi progressivi ma stabili. Allo stesso tempo può aiutare semplificare le scelte, perché nei momenti di difficoltà spesso funziona tornare a poche giocate base prima di cercare la soluzione brillante. Infine Allegri può lavorare sul contesto tattico, disegnando per lui situazioni favorevoli, come l’alternanza tra fascia e mezze posizioni o catene di gioco che gli permettano di ricevere senza il raddoppio immediato.
La buona notizia per il Milan è che una mini-crisi di questo tipo è reversibile in fretta. Basta un gol magari non spettacolare, un assist pesante o una partita in cui torna a saltare l’uomo con naturalezza. Quando succede, spesso cambia anche tutto il resto: i minuti in campo, la fiducia e soprattutto la sensazione che la squadra abbia di nuovo un’arma in più nella corsa al titolo.
Le interviste
Principe Filiberto: “Allegri-Milan? Amo il bel calcio. Su Spalletti..”
Emanuele Filiberto di Savoia in perfetta forma nelle Marche, carico e determinato: “Spalletti uomo giusto per la Juve, sicuramente. Allegri? A me piace il calcio bello in generale”. Emanuele Filiberto di Savoia grande protagonista ieri a Loreto, nelle Marche a due passi dalla splendida Riviera del Conero. Una toccante Santa Messa in suffragio di S.A.R. Vittorio Emanuele di Savoia (scomparso nel 2024) nella Basilica della Santa Casa. Ebbene sì, la bella città di Loreto ha accolto un ospite d’eccezione in una delle location spirituali e culturali più iconiche del Bel Paese.
EMANUELE FILIBERTO DI SAVOIA E IL GRANDE AMORE PER LA JUVENTUS: SUOI COMMENTI E PRONOSTICI SERIE A 2025/2026
Un appuntamento che ha senz’altro unito in queste ore memoria, tradizione e forte simbolismo religioso, richiamando l’attenzione di fedeli, curiosi e appassionati di storia sabauda. Lo abbiamo incontrato proprio davanti alla favolosa Basilica di Loreto per una chiacchierata informale a tutto campo, ricca di spunti calcistici.
Il Principe, sorridente e disponibile, ha parlato della sua passione per la Juventus, del futuro della Serie A e di alcuni protagonisti del nostro calcio e della Nazionale, senza però rinunciare al suo stile: diretto, spontaneo, sintetico ma al tempo stesso molto schietto, a tratti pungente. Insomma, un Principe senza peli sulla lingua, prudente sui pronostici ma attento osservatore del calcio italiano.
PRINCIPE EMANUELE FILIBERTO SU SERIE A 2026 E MONDIALI 2026: “GASPERINI TRA I MIGLIORI? LO DITE VOI. ROBERTO MANCINI? SAREBBE BELLO RIVEDERLO IN SERIE A. SU GATTUSO…”
Ecco cosa ha detto il Principe, grande tifoso Juventus, Emanuele Filiberto di Savoia in esclusiva ai nostri microfoni.
Principe, partiamo dal tema più caldo: i pronostici. Chi vede favorita quest’anno per lo scudetto?
“Io odio fare dei pronostici. Non mi piace sbilanciarmi, soprattutto quando si parla di calcio. È uno sport imprevedibile”.
Lei ha sempre dichiarato il suo amore per la Juventus. Conferma?
“Assolutamente sì. Sono sempre stato tifoso della Juventus, è la mia squadra del cuore. Speriamo sia una stagione positiva”
Dopo la partenza di Tudor… Spalletti è l’uomo giusto per la Juve?
“Sì, è la persona giusta per la Juventus. Il giusto profilo in panchina. Scudetto? Ripeto, assolutamente non stilo alcun pronostico”.
Come vede l’Inter di Chivu?
“Non mi sbilancio, lo ribadisco (sorriso a trentadue denti, ndr). Ma l’Inter è forte sicuramente…”
Le piace il Milan e il gioco di Allegri?
“Allegri? A me piace il calcio bello… (ride, ndr)”.
Gattuso in Nazionale: un tecnico che la convince?
“Uomo di carattere. Speriamo bene per il cammino azzurro verso i Mondiali”.
“IL SAVOIA IN SERIE A? PRIMA INIZIAMO DALLA SERIE C…”: IL GRIDO DI BATTAGLIA SINCERO DI FILIBERTO
Roby Mancini ci ha regalato la gioia degli Europei.. lo rivedrebbe bene in Serie A?
“Sarebbe bello, sicuramente…”
Gasperini della Roma è uno dei migliori allenatori italiani?
“No. Perché dite così?”
Secondo noi sì. Gioca bene a calcio, è uno dei migliori” “Questo lo dite voi… (altro sorriso sincero, ndr)”
Il suo Savoia in Serie A: lo aspettiamo presto…
“No (sorriso scaramantico, ndr). Prima iniziamo dalla Serie C l’anno prossimo…
In bocca al lupo allora Principe… “Speriamo, Crepi il lupo…”
Grazie per la disponibilità e professionalità… “Grazie a voi”.


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