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Balotelli: “Ho sbagliato ad andare al Genoa. Viera? Vi racconto com’è andata…”
Mario Balotelli ha parlato ai microfoni del canale YouTube di Sandro Sabatini dove ha raccontato il suo ultimo anno calcistico e numerosi aneddoti circa il suo passato turbolento.
A seguire l’intervista completa di Balotelli
Balotelli: “In Nazionale mi trasformavo”
RAPPORTO CON ALLEGRI
“Con Allegri al Milan mi ero trovato benissimo, ancora mi faceva giocare attaccante (ride, ndr)! Poi gli altri mi mettevano più dietro. C’è chi mi ha fatto giocare anche in tribuna? Dio è grande… (ride, ndr)”.
VOGLIA
“Certo che ho ancora voglia di giocare, qualche anno ancora sì”.
GENOA
“Al Genoa gliel’hanno fatta passare? No, non sono così importanti. Non può una società sola farmi passare la voglia di giocare. Se volete sapere il perché, dovevate chiamare quell’altro e non me. Vi invito a vedere i miei allenamenti, quando volete. Poi decidete voi. E il problema è anche che gli allenamenti erano a porte chiuse. Quanto guadagnavo lì? Poco, penso che quelli della Primavera prendessero più di me. La scusa di Vieira è stata che secondo lui, a lungo andare, non avrei accettato di non giocare o di farlo poco. Questa è stata la scusa”.
AFFARE SFUMATO?
“Non ne ho idea. Ho accettato quello che volevano darmi dal Genoa, avevo proposte di squadre estere, lontane, ma volevo fare un altro anno di Serie A. Vi dico davvero, l’aspetto economico non mi interessava. E mi sto allenando. Ho avuto anche contatti col Torino prima del Genoa,mi sembrava più interessato il Genoa in quel momento e sono andato lì. Potevo anche aspettare il Torino, era una cosa nata con Cairo ma a rilento. Per il Genoa ero in contatto diretto con Gilardino, sapendo che mi voleva sono andato lì. Riaprire i dialoghi con il Torino? Perché no? Potrei giocare in ogni squadra di Serie A? Dipende da come giocano, se in modo offensivo sì”.
NOMEA
“Se penso che un giocatore sia casinista, chi può smentirmelo? I compagni di squadra. Chiedete ai miei compagni di squadra. Da quando ho cominciato fino a 24-25 anni ho fatto qualche ritardo agli allenamenti, son sincero. Ma ora… Qualcosa è stato esagerato, una di sicuro, ma non credo di aver fatto altre cose fuori dal comune. Sono state anche ingigantite”.
ROTTURA CON VIEIRA
“Il problema è stato che per poco non facevo goal, sarebbe stato un problema. La settimana seguente mi sono allenato, poi a Lecce mi ha fatto scaldare tutto il secondo tempo senza mettermi. Ho parlato col direttore Ottolini e ho detto che accettavo di non giocare o di farlo poco, in certe partite, ma se a Lecce mi fai scaldare tutto il secondo tempo senza poi mettermi, non è una scelta giusta per la squadra. Se pensi che in dieci minuti non possa segnare col Lecce, il problema è solo che ti sto sui c*******. E basta. Posso essere d’accordo di non correre per 90 minuti come faceva il Genoa, ma a Lecce non mi fai entrare e non c’entra l’affidabilità. Ti sto sul c*****. Lui ha risposto che avrebbero parlato di nuovo col mister, ma poco tempo dopo mi dissero che non ne voleva sapere”.

VIEIRA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
IL MESSAGGIO
“E lì ho scritto un messaggio a Vieira, che avrei voluto pubblicare ma non volevo essere stronzo anche io. Gli ho fatto capire che preferivo vederlo metterci la faccia, dicendo che non mi avrebbe fatto giocare. Non ho mai avuto una risposta: da lì piano piano sono finito a parte. Così ho fatto gli ultimi mesi. Gli ultimi due mi hanno tolto persino il preparatore, arrivavo al campo ed ero indipendente”.
NIZZA
“Problemi così non ne avevo mai avuti. Solo conversazioni civili, scambi di opinione. A Nizza aveva fatto la stessa cosa, giocavo sempre, sì, ma mi tirava fuori. Lui è arrivato lì e ha voluto cambiare tutti, ma venivamo da due ottimi campionati, giocando pure in Europa. Eravamo forti. Lui ha cambiato e le cose sono andate male. All’inizio ci avevo parlato, dicendogli che eravamo abituati a giocare con un certo modulo, ma non era d’accordo e gli dicevo che mi sarei impegnato a fare cosa voleva lui. Però giocavamo male. Poi ha iniziato a tirarmi fuori, sono andato dal presidente a dirgli che se lo avessi saputo prima, me ne sarei andato, e che avrei aspettato dicembre. Il presidente non voleva, alla fine ha ceduto: mi hanno messo fuori squadra e sono andato a Marsiglia. Prima di andare in Turchia, poi mi ha richiamato il presidente dicendomi che se avesse potuto tornare indietro, non sarei stato io ad andarmene via. Il bello è che alla prima col Marsiglia ho segnato al Nizza: com’ero felice… Ma non per Nizza, per lui”.
SENSAZIONI
“Sono deluso, ma avevo dato la mia parola e sono rimasto a Genova. Va bene così. Oggi sì, sono forse più propenso all’estero ma non escludo l’Italia”.
PALERMO
“Sì, perché no? Ci sono stato qualche giorno un mesetto fa, lì sto sempre bene”.
“WHY ALWAYS ME”
Ne avevo preparata una con un insulto, poi mi hanno fatto mettere ‘Why Always Me?’. Ma a me non piaceva molto…”.
MIGLIOR DIFENSORE AFFRONTATO E IL MIGLIORE DA COMPAGNO
“Sergio Ramos. Difficile da affrontare, forte fisicamente ma anche intelligente. Tra quelli con cui ho giocato Samuel o Materazzi”.
LITIGIO CON BOBAN E MAROCCHI
“Ho sbagliato a rispondere a Boban, quando mi chiede del fuoriclasse devo andarmene via e basta. Avevamo perso con la Roma, Galliani ha chiesto chi volesse andare a parlare e dissi che io c’ero, ma ero arrabbiato. E giù a farmi domande di m****, attaccando solo me e non la squadra. Non avevo lucidità, ero incazzato per aver perso. E Boban che c**** voleva?”.
NAZIONALE
“Pensate che in Nazionale cambiavo, c’era qualcosa che scattava in me. Però cambiavo proprio. Di sicuro mi sentivo in dovere di far vedere quanto fossi attaccato, più degli altri. Ricordo che a volte veniva qualcuno che non sapeva l’inno e lì mi incazzavo, non attaccando loro ma parlando ad altri, ci rimanevo male”.

MARIO BALOTELLI PENSIEROSO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
MONDIALE IN BRASILE
“Abbiamo fatto casini? No. Sarebbe stato strano però se non se la fossero tutti presa con me. Andammo male, il perché non lo so. Ricordo che faceva troppo caldo, gli altri andavano a seicento all’ora e noi non riuscivamo a fare uno scatto. Parole Buffon? Non credo fossero riferite a me, andrebbe chiesto a lui però. Con Gigi ho sempre avuto un buon rapporto”.
CHIELLINI
“Abbiamo parlato, non dico si sia scusato ma ha detto che era una cosa per il libro. Così si è spiegato. Quando mi ha chiamato non ci credevo, mi sembrava impossibile avesse detto certe cose”.
BRESCIA
“Quando ero a Brescia e il presidente Cellino mi ha messo fuori squadra, tutti se la presero con me. Adesso però stanno iniziando a capire chi sia”.
GIORNATA TIPO ORA
“Mi sveglio alle 7 e alle 8 vado ad allenarmi, dopo sennò fa troppo caldo. Lavoro o in campo o in palestra”.
MAGLIA INTER BUTTATA A TERRA
“Mi hanno fischiato, non ero abituato e ho reagito come un ragazzino”.
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Milan, Loftus-Cheek alla Lazio? Risponde direttamente Lotito
Milan, la questione Loftus-Cheek ha tenuto banco in queste ultime settimane. Ha voluto fare chiarezza direttamente il presidente della Lazio Claudio Lotito.
Sull’affare Loftus-Cheek si è detto e scritto tanto in queste ultime settimane. Sappiamo che il centrocampista inglese era uno dei nomi suggeriti da Maurizio Sarri per rinforzare la rosa, ma è altrettanto vero che l’ingaggio da 4 milioni ha fin da subito frenato la dirigenza.
Sul tema ha voluto precisare Claudio Lotito intervenuto ai microfoni di TMW. Ecco le sue parole:” Vorrei fare una precisazione, sui due giocatori che avete detto (Raspadori e Loftus-Cheek) non sono voluti venire. Sono stati contattati e hanno detto no grazie”.
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Milan-Genoa 1-1, mancano vere alternative: 32 tiri in porta non bastano
Milan-Genoa 1-1, i rossoneri buttano alle ortiche una preziosa occasione per rimanere in scia della capolista Inter. Problema di organico per Massimiliano Allegri, ma non solo.
Una rosa eccessivamente corta quella rossonera, un affanno evidente e piuttosto prevedibile quando per mesi si cerca di viaggiare ai 200 all’ora con pochi giocatori a disposizione. Un’infermeria sempre piuttosto piena e recuperi affrettati di giocatori i quali, potessere essere gestiti meglio, rimarrebbero a riposo magari una settimana in più.
E’ infatti il caso di Rafael Leao il quale, più attento sotto porta, non ha i 90 minuti nelle gambe e si vede. Pochi strappi, pochi dribbling e la solita scelta di fare la cosa più facile, non sempre la più giusta, soprattutto se porti quel nome sul retro della casacca. Ma è colpa sua? No, la colpa è la mancanza di valide alternative.
Un errore di programmazione che deve essere analizzato dall’intera dirigenza e soprattutto risolto adesso, durante il mercato invernale. Ma queste parole rimarranno vane in quanto il Milan non sembra volere effettuare grandi investimenti a gennaio.
Trentadue tiri non sono bastati a vincere la gara, l’attacco è troppo leggero e pesano evidenti errori dei songoli, vedasi Fofana il quale scivola nel momento in cui avrebbe solo dovuto appoggiare la palla in rete a porta sguarnita. Ma la colpa, lo ripetiamo, non è dei giocatori, né tantomeno dell’allenatore.
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Fiorentina, dopo Brescianini è pronto il bis a centrocampo: occhi su un talento della B
Fiorentina, il mercato degli acquisti a centrocampo potrebbe non esaurirsi al solo Marco Brescianini. Nel mirino, nelle ultime ore, è finito anche un astro nascente della cadetteria.
Nelle prossime ore Marco Brescianini, dopo aver svolto le visite mediche, diventerà ufficialmente un nuovo giocatore della Fiorentina.
Il ragazzo ex Milan sbarcherà all’ombra di Piazza della Signoria con la formula del prestito con obbligo di riscatto, che scatterà, molto probabilmente, in caso di salvezza della Viola.
Per raggiungere il traguardo della permanenza nella massima serie, però, occorrerà aggiungere ulteriori tasselli alla rosa, e il prossimo potrebbe essere un giocatore che sta facendo parlare di sé in serie B.
Stando a quanto riferisce il Corriere dello Sport, infatti, la dirigenza avrebbe messo nel mirino Yanis Massolin, mediano del Modena classe 2002.
Con un gol e un assist, ma soprattutto con tanta personalità in mezzo al campo, il francese sta contribuendo a rendere il centrocampo dei canarini una vera e propria diga.
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