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A.S. Roma: ecco cosa cambia con i Friedkin
Dall’inizio del campionato, a Trigoria si respira un’aria nuova. Con la dirigenza dei texani Dan e Ryan Friedkin, che hanno ricevuto sin da agosto il passaggio di consegne finale da parte di Pallotta, la Roma si avvia a scrivere un capitolo nuovo della sua storia sportiva. Grazie anche ad una posizione in classifica di tutto rispetto, i riflettori del mondo del calcio italiano ed europeo sono accesi sulla frenetica attività della presente amministrazione societaria.
UNA DIRIGENZA COMPLETAMENTE RINNOVATA
È stata una trattativa caratterizzata da estremo riserbo, ma finalmente la notizia è ufficiale: Tiago Pinto è stato nominato direttore generale, con supervisione di tutta la parte sportiva. Nonostante la sua giovane età, il portoghese, che proviene da una stagione di travolgenti successi al Benfica, è già considerato un talento al livello internazionale. Al suo attivo ha trattative importanti che hanno lanciato giovani calciatori nell’Olimpo dei campionati europei, come Ruben Dias (Manchester City) e Joao Felix (Atletico Madrid).
La notizia dell’arrivo di Pinto è stata accolta con entusiasmo e con grandi aspettative, anche in vista della futura sinergia con Fonseca. E questo non è il solo grande cambiamento dei Friedkin: in società è atteso anche Stefano Scalera, che dovrà occuparsi della spinosa questione dello stadio della Roma. Non è un mistero che i Friedkin abbiano grossi dubbi sulla fattibilità del progetto Tor di Valle, sia per questioni economiche che di logistica. Sembra invece prendere piede, e questo compito sarà affidato proprio a Scalera, un’eventuale ristrutturazione del Flaminio.
È stata inoltre inaugurata una nuova “costola” della società, che curerà i rapporti istituzionali, denominata “Roma Department” e la cui dirigenza è stata affidata a Francesco Pastorella, già attivo all’interno di Roma Cares.

MPEGNI NEL SOCIALE TRA PRESENTE E FUTURO
Uno degli obiettivi principali dell’amministrazione Friedkin è quello di rinforzare il proprio legame con il territorio. Il mondo dello sport è sempre stato al fianco di progetti legati al sociale, come dimostra la recente campagna di raccolta fondi organizzata dallo StarsStore, il cui scopo è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sui problemi legati all’infanzia nelle comunità più povere, promuovendo lo sport e l’educazione. Altri esempi di rilevo sono l’impegno della Juventus contro il razzismo, che figura tra i programmi della Giornata Mondiale dei Diritti Umani dell’Unesco, come anche i numerosissimi progetti promossi dalla fondazione che fa capo all’A.C. Milan, volti a migliorare le condizioni dei giovani in situazioni di disagio.
In quest’ottica, la presente amministrazione dell’A.S. Roma continuerà a dare il suo appoggio alla fondazione Roma Cares, che dal 2014 sostiene i valori della solidarietà attraverso iniziative di beneficenza, e promozione della cultura sportiva. Tra le attività di Roma Cares figurano l’impegno verso i giovani affetti da problematiche cognitive e “A scuola di tifo”, un progetto dedicato alla memoria di Willy Monteiro Duarte, che sta portando nelle scuole programmi di carattere sportivo legati alla tolleranza e al rispetto. Le iniziative di aiuto e sostegno ai cittadini hanno ricevuto anche il plauso della sindaca Raggi.
TOTTI: UN RITORNO POSSIBILE?
Ormai era diventato quasi doloroso associare il nome di Totti alla società con la quale ha condiviso tutta la carriera (e buona parte della vita) e dalla quale si è separato tanto bruscamente. Recentemente, dopo il passaggio televisivo del documentario Mi Chiamo Francesco Totti, era inevitabile che tutti i romanisti iniziassero a reclamare il loro amato Capitano, soprattutto in vista del grande impegno dei Friedkin e all’attenzione che rivolgono alla tifoseria.
Dan Friedkin, magnate della Toyota, e il figlio Ryan, che guiderà attivamente la società, non lasciano nulla al caso. I due texani sono animati non solo da spirito di rinnovamento, ma anche da accurate strategie a lungo termine. Lo dimostra il fatto che hanno dichiarato la volontà di riallacciare i rapporti con Totti a seguito di una notizia, poi smentita, di un incontro avvenuto con l’ex-capitano nel mese di Ottobre. Qualsiasi ipotesi, al momento, non trova quindi conferme certe. L’unico elemento che non lascia spazio a dubbi è che la tifoseria desidera fortemente che Francesco Totti non resti lontano da Trigoria ancora per molto tempo.

PRIMA SQUADRA E PRIMAVERA
Come lavora la squadra, all’interno di questa nuova atmosfera? Al momento, Fonseca gestisce la sua rosa in modo più che soddisfacente, nonostante le grandi (momentanee) assenze, per far fronte ai numerosi impegni nazionali ed europei.
Per quanto riguarda la futura campagna acquisti, la Roma è fortemente interessata al centrocampista del Palmeiras, Ramon Cesar. Sulla giovane promessa brasiliana, però, sono puntati anche gli occhi della Fiorentina. La Primavera di De Sanctis blinda i talenti di Riccardo Ciervo, Nicola Zalewski, Tommaso Milanese e Ruben Providence, proveniente dal PSG, con contratti fino al 2024: il vivaio diventa così sempre più ricco, con potenziali effetti di rilievo sul futuro della Prima Squadra.
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Formazioni ufficiali Como-Roma: le scelte di Fabregas e Gasperini
Como-Roma, le formazioni ufficiali: Fabregas punta su Nico Paz e Douvikas, Gasperini risponde con Malen e Pellegrini. Ecco i titolari del Sinigaglia

Donyell Malen ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Formazioni ufficiali Como–Roma: scontro Champions al Sinigaglia
Poche ore al fischio d’inizio del big match della 29ª giornata di Serie A. Al “Giuseppe Sinigaglia”, Como e Roma si sfidano in un vero e proprio spareggio per il quarto posto. I due tecnici, Cesc Fàbregas e Gian Piero Gasperini, hanno sciolto gli ultimi dubbi: ecco i 22 che scenderanno in campo dal primo minuto.
Como-Roma, le scelte degli allenatori
Fàbregas conferma il suo 4-2-3-1 votato al palleggio. Tra i pali c’è Butez, schermato dalla coppia centrale Smolcic-Kempf. In mediana la qualità di Sergi Roberto si affianca alla dinamicità di Da Cunha, mentre l’attacco è affidato al terminale Douvikas, supportato dal talento cristallino di Nico Paz.
Gasperini risponde con il collaudato 3-4-2-1. In difesa, davanti a Svilar, agiscono Ghilardi, Mancini e Hermoso. La novità principale è in mediana dove Pisilli vince il ballottaggio per affiancare Koné. Sulla trequarti, l’esperienza di capitan Pellegrini e il dinamismo di Cristante agiranno alle spalle dell’unica punta Donyell Malen, preferito a partita in corso rispetto alle opzioni dalla panchina. Di seguito le scelte ufficiali dei due allenatori:
COMO (3-4-2-1): Butez; Ramon, Diego Carlos, Kempf; Smolcic, Sergi Roberto, Da Cunha, Alex Valle; Nico Paz, Caqueret; Baturina. All.: Cesc Fabrega
ROMA (3-4-2-1): Svilar; Hermoso, Mancini, Ghilardi; Celik, Koné, Cristante, Wesley; Pellegrini, El Shaarawy; Malen. All.: Gian Piero Gasperini
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Provedel, parla il medico dell’operazione: “È come un centrocampista che si è rotto il crociato
Provedel rientrerà solo a fine stagione, per preparare al meglio la nuova stagione biancoceleste. Al suo posto, spazio a Motta, al debutto contro il Sassuolo

L’ESULTANZA URLO DI IVAN PROVEDEL ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Provedel, parla Di Giacomo
La stagione finita di Provedel si aggiunge ad una lunga lista di giocatori resi indisponibili durante la stagione. Rovella, Cataldi, Dele-Bashiru, Castellanos, Cancellieri e molti altri. Ma l’assenza del classe 1994 assume un rilievo maggiore, considerando che i biancocelesti rappresentano una delle difese d’élite del nostro campionato. L’intervento di ricostruzione artroscopica è riuscito perfettamente, con Ivan che guarda già al rientro estivo.
Nell’edizione odierna del Corriere dello Sport, Giovanni Di Giacomo, responsabile del reparto di Ortopedia e Traumatologia della struttura ospedaliera che ha accolto l’estremo difensore, ha parlato del recupero che dovrà affrontare il numero 94: “Non bisogna avere fretta, esistono tempi biologici che vanno rispettati: la natura deve fare il suo corso”.
Parola d’ordine: calma. Non bisogna accelerare con il classe 1994, ma aspettare che il recupero sia completo al 100% per poter insistere su un suo impiego, mentre Motta accumulerà minuti ed esperienza. “Ho trovato il ragazzo molto motivato, ha già voglia di tornare in campo. Ma si tratta di uno stop importante: per un portiere un infortunio alla spalla è paragonabile a una rottura del crociato anteriore per un centrocampista”.
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Juventus, l’anno della consacrazione di Kenan Yildiz: tutti i numeri del nuovo dieci bianconero
Kenan Yildiz vive la stagione della consacrazione alla Juventus: gol, assist, dribbling e minuti giocati, tutti i numeri del nuovo 10 bianconero.
Non è più soltanto una promessa, ma il fulcro creativo della nuova Juventus. Kenan Yildiz, passato definitivamente al numero 10, sta vivendo un’annata da protagonista assoluto in bianconero, diventando riferimento tecnico e simbolico del progetto per il futuro.
Il peso nell’attacco della Juventus: gol, assist e continuità
I numeri raccontano una crescita evidente sotto porta: in campionato Yildiz ha già messo insieme 9 reti in 27 presenze, dimostrando un feeling con il gol sempre più costante rispetto alla scorsa stagione.
Sommando anche la perla realizzata in Champions League contro il Borussia Dortmund, il bottino complessivo sale a 10 gol stagionali, un traguardo che lo proietta tra i migliori marcatori della rosa.
Non c’è però solo la finalizzazione. Tra Serie A e coppe europee il turco ha servito 6 assist ai compagni, confermandosi principale rifinitore della manovra offensiva bianconera.
Sulla trequarti Yildiz riceve, protegge palla, crea superiorità numerica e spesso pulisce palloni complicati trasformandoli in occasioni potenziali per gli attaccanti.

Dribbling uguale Yildiz, e poi che visione di gioco!
Le statistiche avanzate aiutano a capire ancora meglio l’impatto del numero 10. Yildiz viaggia su una media di oltre 2,5 dribbling riusciti a partita, per un totale di circa 66 dribbling completati in Serie A, dato che lo colloca tra i migliori tre giocatori del campionato nell’uno contro uno offensivo. La sua capacità di puntare l’uomo e saltarlo in velocità rende più imprevedibile l’intero fronte offensivo della Juventus.
Impressiona anche la qualità nella gestione del pallone. Pur muovendosi in zone di campo ad altissima densità, il turco mantiene una precisione di passaggio intorno all’85%, segnale di maturità tecnica e lucidità nelle scelte. A questo si aggiungono oltre 2.200 minuti giocati in stagione e 26 presenze da titolare su 28 giornate di campionato, a conferma di quanto sia diventato intoccabile nelle gerarchie di Tudor e Spalletti.
Il simbolo della Juventus del futuro
A soli 20 anni, Yildiz ha dimostrato di saper reggere la pressione di una piazza esigente come Torino e di una maglia pesantissima come la numero 10. La capacità di abbinare qualità pura a un grande lavoro senza palla , testimoniato dai 96 palloni recuperati e dai chilometri percorsi in ogni gara, ne fa un profilo completo, moderno e perfettamente in linea con le ambizioni del club.
Se il buongiorno si vede dai numeri, la stagione in corso somiglia a un vero punto di svolta nella carriera di Kenan Yildiz. La Juventus lo ha scelto come volto della nuova era bianconera, e i dati raccolti fin qui raccontano che il “dieci” ha appena iniziato a scrivere una storia destinata a durare a lungo.
Valore di Mercato? La Juventus sorride
Anche i dati di mercato confermano la crescita esponenziale di Kenan Yildiz. Secondo l’ultimo aggiornamento di Transfermarkt, il trequartista della Juventus è oggi valutato intorno ai 75 milioni di euro, con una forbice stimata da altri portali specializzati tra i circa 63 e i 77 milioni a seconda dell’algoritmo utilizzato.
Si tratta di un balzo enorme se si pensa che appena due anni fa, al momento del passaggio a titolo gratuito dal Bayern Monaco alla Juventus, il suo valore era fissato attorno a 1 milione di euro, per poi salire a 50 milioni nel corso del 2024
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