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Luciano Spalletti: “Penso di essere felice, poi mi torna in mente la Nazionale”

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Italia

Luciano Spalletti si lascia andare al racconto del doloroso addio alla Nazionale. Ammette i propri errori e ribadisce la qualità dei giocatori italiani.

L’incubo di Spalletti

Luciano Spalletti rompe il silenzio e affida alle colonne di Repubblica uno sfogo sincero su quello che definisce senza mezzi termini “il più grande dolore sportivo della sua vita”: l’addio alla panchina della Nazionale italiana. Una separazione dolorosa, maturata all’inizio dell’estate dopo la deludente eliminazione dall’Europeo per mano del Belgio.

“Non mi passa mai. Mi toglie il sonno, mi condiziona in tutto”, confessa Spalletti. Parole che raccontano il tormento di un uomo che non ha dimenticato. Di un uomo incapace di lasciarsi alle spalle un’esperienza vissuta con totale dedizione. “A volte mi sembra di essere felice, ma poi mi torna in testa quella cosa lì. Non sono riuscito a far capire ai ragazzi che gli volevo bene”. Queste le parole l’ex CT, che con la sua solita onestà ammette le proprie responsabilità.

Il suo ex collega e amico Walter Sabatini lo definisce il dolore sportivo più profondo che abbia mai affrontato. E Spalletti lo conferma. “Quando mi hanno proposto la Nazionale non ho dormito per due giorni”, rivela. E continua aggiungendo affermazioni che toccano il tragico. “La cicatrice sarà dolorosa anche quando sarà guarita”.

Spalletti

MOISE KEAN E GIACOMO RASPADORI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Nessun errore, tanti rimorsi

Nonostante la tristezza, il tecnico toscano non rinnega nulla. “Non è stato un errore accettare quell’incarico. La Nazionale non si sceglie, la Nazionale chiama. Non c’è una riflessione razionale da fare. Quando arriva quella chiamata, bisogna gonfiare il petto e mettersi a disposizione”. E proprio su questo, Spalletti lancia un messaggio. “Forse è uno dei concetti che stiamo perdendo”.

L’ex CT si sofferma anche su ciò che non ha funzionato nel rapporto con il gruppo. “Il mio errore è stato insistere troppo, all’inizio, sul senso di appartenenza. Volevo che cantassero l’inno, che facessero un grido di battaglia prima di ogni allenamento. Volevo trasmettere quell’orgoglio che provavo io, ma è stato troppo”.

Nonostante il fallimento europeo, Spalletti difende i suoi calciatori a spada tratta. “Non vi fate fregare da chi dice che siete scarsi. Siete di alto livello”. E cita nomi come Bastoni, Barella, Dimarco, componenti del suo “gruppo storico”. “Dopo l’Europeo avevamo ripreso a fare le cose giuste, credevo avessimo trovato la via”, riflette. Ma poi arriva l’amara metafora: “Tu scavi il solco per l’acqua, ma quella prende una strada sua. Scava, scava, e alla fine si crea una voragine”.

Luciano Spalletti lascia così un’eredità fatta di passione, dolore e autocritica. Il suo addio alla Nazionale è stato tutt’altro che indifferente. È stata una frattura profonda, che ancora lo tormenta. Ma anche nella sconfitta, il tecnico ha voluto lanciare un messaggiche arrivasse a tutti: il talento in Italia c’è, va solo compreso, coltivato, e soprattutto, amato.

Nazionale

Nazionale Italiana, Cagliari-Milan sotto osservazione per visionare alcuni giovani talenti

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Inter, Atalanta

Un osservatore della Nazionale Italiana è stato avvistato durante la partita Cagliari-AC Milan per monitorare giovani talenti in vista dei playoff.

Giovani promesse sotto i riflettori

Durante la recente partita tra Cagliari e AC Milan, svoltasi all’Unipol Domus Stadium, è stata notata la presenza di uno scout della Nazionale Italiana. L’obiettivo era osservare le prestazioni di tre giovani promesse del calcio italiano: Marco Palestra, Elia Caprile e Davide Bartesaghi. Questi talenti potrebbero ricevere una convocazione da parte di Gennaro Gattuso per i playoff dei Mondiali 2026, previsti a marzo.

Nazionale Italiana

LA CONCENTRAZIONE DI GENNARO GATTUSO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Opportunità per i talenti emergenti

L’interesse mostrato dalla Nazionale sottolinea l’importanza di investire nei giovani calciatori italiani. La presenza di uno scout in una partita di campionato dimostra che le prestazioni a livello di club possono aprire le porte a opportunità internazionali. La possibilità di essere chiamati per i playoff rappresenta per Palestra, Caprile e Bartesaghi un’opportunità d’oro per dimostrare il loro valore in campo internazionale e contribuire al futuro del calcio italiano.

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Fonte: l’account X di Schira

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Nazionale

Italia, un 2025 da incubo: il nuovo anno per rinascere

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Mondiali 2026

Per l’Italia non è stato un anno esaltante e il cambio in panchina ne è la dimostrazione. Dopo un Europeo da dimenticare c’è all’orizzonte un altro playoff.

Un 2025 molto negativo per gli azzurri che, nonostante alcune ottime prestazioni, non sono riusciti ancora a centrare la qualificazione ai Mondiali 2026 e per la terza volta consecutiva saranno i playoff a decidere il destino della nostra nazionale.

Italia, più ombre che luci questo 2025: da Spalletti a Gattuso

Gli ultimi anni della Nazionale, si sa, non sono stati particolarmente gloriosi. La mancanza di un Mondiale ormai da oltre dieci anni si fa sentire e, nonostante l’Europeo vinto nel 2021, non c’è mai stato un vero e proprio cambio di rotta. Il campionato continentale successivo, svoltosi in Germania nel 2024, ha evidenziato ulteriormente i problemi del gruppo azzurro guidato da Luciano Spalletti. Brutta eliminazione per mano della Svizzera agli ottavi di finale ed ennesimo momento di crisi.

I risultati dell’ultimo periodo poi, da una parte incoraggiano ma dall’altra spaventano per soprattutto i momenti di blackout. Tra Nations League qualificazioni ai Mondiali, l’Italia ha raccolto 6 vittorie1 pareggio 3 sconfitte (le più pesanti le due contro la Norvegia) fallendo in entrambe le competizioni l’obiettivo posto dalla Federazione.

Eppure con 8 partite a disposizione una sconfitta non dovrebbe compromettere il cammino verso il 1° posto del girone, invece il KO alla 1° giornata in casa di Haaland e compagni ha decisamente influenzato il resto delle partite. Quella sconfitta ha dato il via a un effetto domino che ha portato alla nomina di Rino Gattuso come nuovo C.T. e l’esclusione di alcuni giocatori dal gruppo.

Da quel cambiamento il rullino è stato perfetto con sei vittorie su sette partite che però non sono bastate per conquistare la qualificazione diretta. Il gruppo sta crescendo anche grazie alla continuità voluta da Gattuso e l’esperienza che alcuni dei talenti principali stanno sviluppando nei maggiori campionati europei.

Il prossimo appuntamento è in programma a marzo 2026 e sarà di cruciale importanza per la partecipazione al Mondiale dopo più di 10 anni dall’ultima volta. La sfida contro l’Irlanda del Nord e poi, in caso di vittoria, contro una tra Galles Bosnia rappresenta un momento cruciale per la storia dell’Italia. I vari KeanRetegui, Scamacca hanno la responsabilità di trascinare a suon di gol un paese verso la rinascita e la pressione aumenta man mano che il countdown diminuisce.

Italia

SANDRO TONALI RAMMARICATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

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Nazionale

Italia, il rendimento Retegui in Arabia: segnale a Gattuso?

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In vista di Marzo e dei playoff cruciali per la qualificazione al Mondiale, l’Italia dovrà poter contare anche sui gol di Retegui ora in forza all’Al Qadsiah.

Il bomber ex Atalanta dal suo passaggio in Arabia Saudita non è uscito dai radar della Nazionale, restando tra le prime scelte del C.T. Gattuso e tra i migliori attaccanti azzurri.

Italia, il rendimento di Retegui dopo 9 giornate in Saudi Pro League

L’addio in estate all’Europa e alla Serie A dell’italo-argentino ha destato clamore, soprattutto per la cifra incassata dall’Atalanta (circa 70 milioni di euro), inoltre la destinazione araba al tempo ha suscitato molte critiche legate all’aspetto economico oltre che quello professionale.

La competizione da quelle parti è sicuramente ridimensionata rispetto a quella dei top 5 campionati e per questo tanti tifosi della Dea e non hanno dato il via a una discussione relativa alla ricerca della stabilità economica e dell’obiettivo professionale. Il giocatore dal canto suo ha accettato la destinazione di buon grado e al momento sta disputando la Saudi Pro League al massimo delle sue possibilità.

Dal suo arrivo a luglio, ha collezionato 9 presenze (fin qui tutte) e 5 reti con la maglia dell’Al Qadsiah, confermando il grande fiuto del gol e lanciando un segnale chiaro al C.T. Gattuso per le sfide di Marzo.

In questo senso l’attaccante vuole esserci e intende rispondere sul campo dal punto di vista realizzativo per dare maggiore fiducia a tutto il popolo azzurro, che spera nella qualificazione 16 anni dopo.

Italia

L’ESULTANZA DI MATEO RETEGUI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

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