Nazionale
Italia, Donnarumma: “Non vedevo l’ora di andare al City. Daremo tutto per riportare il Mondiale”
Il capitano dell’Italia Gianluigi Donnarumma, fresco di trasferimento al Manchester City, è intervenuto in conferenza stampa per presentare le prossime sfide degli azzurri nelle qualificazioni Mondiali.
È la giornata di Donnarumma a Coverciano. Il capitano della nazionale italiana ha parlato in conferenza stampa dal ritiro degli azzurri. Il portiere ha commentato il suo fresco trasferimento alla corte di Pep Guardiola al Manchester City e l’addio al Paris Saint Germain, per poi focalizzarsi sulle delicate sfide che affronterà l’Italia nelle prossime gare valide per la qualificazione ai Mondiali. Gli azzurri ospiteranno l’Estonia a Bergamo il 5 settembre e giocheranno contro Israele l’8 settembre. Di seguito le parole di Donnarumma.
Italia, le parole di Donnarumma
Sensazioni.
“La verità è che negli ultimi giorni ho risentito della mia situazione, ma ho continuato ad allenarmi bene. Sono sempre stato sereno e non vedevo l’ora di andare al City perché mi volevano fortemente, Guardiola mi voleva fortemente, e questo mi ha lusingato. Essere voluto da una società prestigiosa come il City mi rende orgoglioso, sono emozionato e contento”.
Quanto ti ha deluso Luis Enrique?
“Ho sempre avuto un ottimo rapporto col mister. È stato diretto con me, fin dai primi giorni di ritiro. Deluso non lo so, ognuno fa le sue scelte. Il tecnico ha il potere di decidere, ma avere il supporto di tutti, soprattutto dei miei compagni, ha fatto capire cosa avevo dato al Psg e questo credo sia la cosa più importante”.
Quanto sei dispiaciuto per aver lasciato il Psg? Le tue impressioni su Gattuso?
“Quattro anni a Parigi sono stato benissimo, mi sono sentito a casa. E quindi non posso che essere felice per quello che ho lasciato. Il mister lo conosco perché ho avuto la fortuna di averlo come allenatore al Milan. So che persona è, cosa può dare e sono contento di averlo ritrovato qui. Daremo tutto per riportare l’Italia in alto, ma bisogna pensare passo dopo passo, essere umili, affiatati, fare gruppo. Ma su questo non ho dubbi, perché abbiamo una squadra giovane e forte che vuole emozionare. Penso che faremo un grande passo in avanti”.
Nel 2021 lasciavi il Milan dopo l’ultima partita a Bergamo, oggi a Bergamo inizi un nuovo capitolo. Come la vivi?
“Ho chiesto io al presidente di firmare qui. Sono sereno perché come ho già detto prima, quando sei voluto così fortemente da un club come il Manchester City significa che hai lavorato bene. Essere voluto da uno degli allenatori più forti al mondo è un’emozione indescrivibile. Deluso da niente, ogni allenatore fa le sue scelte. Il mister è stato subito diretto con me e quello mi ha fatto piacere, sentire tutto l’affetto dei compagni e dell’ambiente Psg mi ha emozionato tanto”.
È stato l’anno migliore della tua carriera come prestazioni? Mancare di nuovo il Mondiale cosa significherebbe?
“A quello non ci penso. Penso che è stato l’anno migliore perché abbiamo vinto tanto. Ho passato 4 anni stupendi, ma a livello di trofei credo l’ultimo anno sia tra i più belli in carriera, spero di togliermi tante altre soddisfazioni. Il segreto è il lavoro che ogni giorno si fa, gli obiettivi che hai in mente. Il primo adesso è la Nazionale: abbiamo due partite importanti e bisogna battagliare perché bisogna dimostrare da subito che siamo una squadra affamata. E sono sicuro che lo dimostreremo”.

GENNARO GATTUSO PARLA CON GIGI DONNARUMMA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Il fatto che ci sia una colonia di giocatori qui che giocano in Premier è da prendere come un attestato di laurea o significa che la Serie A ha perso quel tipo di competitività?
“Penso di no. Seguo ogni tanto la Serie A e penso che è un campionato combattuto e che è cresciuto tanto. Si dice che manca il talento, ma io vi posso assicurare che c’è. Siamo una nazionale giovane ma molto forte e su quello sono tranquillo. Col tempo crescerà la fiducia e tutti prenderemo più consapevolezza. Sono sicuro che l’Italia farà un grande lavoro e ci toglieremo grosse soddisfazioni”.
Qual è stato il motivo dell’addio: il modo di giocare con i piedi o il fatto che avevi il contratto in scadenza tra un anno? Cosa non ha funzionato con Spalletti?
“Come detto ogni allenatore fa la sua scelta, il motivo non lo so e non voglio sapere. Sono orgoglioso di essere allenato da Guardiola, posso migliorare tanto con lui e possiamo toglierci tante soddisfazioni. Saluto mister Spalletti perché mi ha dato tanto, lo sento spesso. Qualcosa non è andato, ma anche per demeriti nostri perché in campo andavamo noi. Dovevamo fare qualcosa in più, la decisione di cambiarlo è poi presa dal presidente e non entro dentro. Sono contento di aver instaurato un rapporto con Spalletti perché merita, ha dato tanto al calcio e sono contento di far parte della sua storia”.
Cosa è mancato con Spalletti e cosa sta cambiando con Gattuso?
“Contro la Norvegia è mancata la forza di rialzarci. Può capitare di prendere gol, può capitare di subire una rete e lo stadio s’infiamma. Dobbiamo ritrovare la forza italiana di rialzarci, tutti insieme. Su questo con mister Gattuso ci stiamo lavorando, stiamo trovando le nostre consapevolezze. Ci sta facendo sentire tutti importanti, dal primo all’ultimo. L’obiettivo è fare gruppo, tornare a divertirci e avere più scioltezza in campo senza avere troppa pressione perché poi quella ti fa mancare qualcosa in campo. La squadra con mister Gattuso sta ritrovando questo e sono sicuro che possiamo fare bene e tornare dove meritiamo”.
Obiettivi con City e Italia.
“Vincere il più possibile sia col City che con l’Italia. Vogliamo riportare l’Italia dove merita, lo meritano tutti. Il mio obiettivo è questo, vogliamo dimostrare che possiamo farlo perché siamo una squadra forte”.
Stanotte gioca Sinner.
“Lo sento spesso ma parliamo di tutto tranne che di calcio e tennis. Abbiamo un rapporto speciale e sono contento perché è un ragazzo tranquillo, semplice che ama la sua famiglia e la privacy. Ci siamo trovati subito in sintonia. Gli faccio l’in bocca al lupo per stasera, un derby italiano è sempre speciale”.
Come si vivono giorni così turbolenti?
“Mi sono sempre allenato con l’allenatore dei portieri del Paris, da questo punto di vista non ci sono mai stati problemi. Stavo bene, non vedevo l’ora di venire qui e lavorare con la squadra. Di iniziare un nuovo percorso. Mi sono sempre allenato bene Ho saputo che non rientravo più nei piani del PSG all’inizio del ritiro”.
Quando hai vinto la Champions avevi già capito che non saresti rimasto?
“No, non lo sapevo. Mi hanno parlato dopo l’inizio del ritiro. Intanto mi sono allenato col preparatore dei portieri, ho fatto tutto alla grande. Non vedevo l’ora di venire qui, ricominciare un nuovo percorso e sono super contento”.
Tutta questa storia ti ha fatto venire il pensiero di essere scarso con i piedi? Qual è la tua favorita in Serie A?
“No, perché dai 16 anni che ho cominciato a giocare ho fatto sempre grandi cose. Gli errori ci saranno sempre, ma ho fatto grandi cose. La Serie A la vedo combattuta, ci sono tante squadre che possono puntare alla vittoria finale. Secondo me sarà un anno molto duro, difficile dire una favorita: in 4-5 lotteranno per vincere il campionato”.
Che gara ti aspetti venerdì? Come stai vivendo l’avvicinamento alla gara contro Israele?
“Sulla partita bisogna partire subito forti, far capire chi siamo e prenderla con umiltà, dimostrando il nostro valore. Il mister sta preparando la partita nel migliore dei modi e ci sta dando una sua impronta. Sicuramente sarà una partita complicata, come tutte, e si deve andare in campo convinti. Ringrazio tutti gli italiani che ci sono vicini. Su Israele Io sono papà da poco e fa male vedere certe immagini e sentire certe notizie. Ma è una situazione più grande di noi e non voglio entrare in merito, noi pensiamo a giocare a calcio. Sicuramente l’obiettivo è riportare la pace, fa male vedere certe situazioni”.
Un messaggio conclusivo di Donnarumma a Tomas, il giovane portiere aggredito da un padre avversario in un torneo U-14: “Siamo tutti con lui. Condanniamo ogni forma di violenza, sono cose che non dovrebbero accadere. Mandiamo un abbraccio dal tutto mondo Italia, lo aspettiamo a Coverciano per stare un po’ con lui”.
Nazionale
Nazionale Italiana, Cagliari-Milan sotto osservazione per visionare alcuni giovani talenti
Un osservatore della Nazionale Italiana è stato avvistato durante la partita Cagliari-AC Milan per monitorare giovani talenti in vista dei playoff.
Giovani promesse sotto i riflettori
Durante la recente partita tra Cagliari e AC Milan, svoltasi all’Unipol Domus Stadium, è stata notata la presenza di uno scout della Nazionale Italiana. L’obiettivo era osservare le prestazioni di tre giovani promesse del calcio italiano: Marco Palestra, Elia Caprile e Davide Bartesaghi. Questi talenti potrebbero ricevere una convocazione da parte di Gennaro Gattuso per i playoff dei Mondiali 2026, previsti a marzo.

LA CONCENTRAZIONE DI GENNARO GATTUSO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Opportunità per i talenti emergenti
L’interesse mostrato dalla Nazionale sottolinea l’importanza di investire nei giovani calciatori italiani. La presenza di uno scout in una partita di campionato dimostra che le prestazioni a livello di club possono aprire le porte a opportunità internazionali. La possibilità di essere chiamati per i playoff rappresenta per Palestra, Caprile e Bartesaghi un’opportunità d’oro per dimostrare il loro valore in campo internazionale e contribuire al futuro del calcio italiano.
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Fonte: l’account X di Schira
🚨 Excl. – Yesterday at Unipol Domus Stadium there was an Italy National Team’s scout to watch the game between #Cagliari & #ACMilan to monitore Marco #Palestra, Elia #Caprile and Davide #Bartesaghi, who could be called by Gattuso for Playoff Games in March to World Cup 2026 🇮🇹
— Nicolò Schira (@NicoSchira) Jan 3, 2026
Nazionale
Italia, un 2025 da incubo: il nuovo anno per rinascere
Per l’Italia non è stato un anno esaltante e il cambio in panchina ne è la dimostrazione. Dopo un Europeo da dimenticare c’è all’orizzonte un altro playoff.
Un 2025 molto negativo per gli azzurri che, nonostante alcune ottime prestazioni, non sono riusciti ancora a centrare la qualificazione ai Mondiali 2026 e per la terza volta consecutiva saranno i playoff a decidere il destino della nostra nazionale.
Italia, più ombre che luci questo 2025: da Spalletti a Gattuso
Gli ultimi anni della Nazionale, si sa, non sono stati particolarmente gloriosi. La mancanza di un Mondiale ormai da oltre dieci anni si fa sentire e, nonostante l’Europeo vinto nel 2021, non c’è mai stato un vero e proprio cambio di rotta. Il campionato continentale successivo, svoltosi in Germania nel 2024, ha evidenziato ulteriormente i problemi del gruppo azzurro guidato da Luciano Spalletti. Brutta eliminazione per mano della Svizzera agli ottavi di finale ed ennesimo momento di crisi.
I risultati dell’ultimo periodo poi, da una parte incoraggiano ma dall’altra spaventano per soprattutto i momenti di blackout. Tra Nations League e qualificazioni ai Mondiali, l’Italia ha raccolto 6 vittorie, 1 pareggio e 3 sconfitte (le più pesanti le due contro la Norvegia) fallendo in entrambe le competizioni l’obiettivo posto dalla Federazione.
Eppure con 8 partite a disposizione una sconfitta non dovrebbe compromettere il cammino verso il 1° posto del girone, invece il KO alla 1° giornata in casa di Haaland e compagni ha decisamente influenzato il resto delle partite. Quella sconfitta ha dato il via a un effetto domino che ha portato alla nomina di Rino Gattuso come nuovo C.T. e l’esclusione di alcuni giocatori dal gruppo.
Da quel cambiamento il rullino è stato perfetto con sei vittorie su sette partite che però non sono bastate per conquistare la qualificazione diretta. Il gruppo sta crescendo anche grazie alla continuità voluta da Gattuso e l’esperienza che alcuni dei talenti principali stanno sviluppando nei maggiori campionati europei.
Il prossimo appuntamento è in programma a marzo 2026 e sarà di cruciale importanza per la partecipazione al Mondiale dopo più di 10 anni dall’ultima volta. La sfida contro l’Irlanda del Nord e poi, in caso di vittoria, contro una tra Galles e Bosnia rappresenta un momento cruciale per la storia dell’Italia. I vari Kean, Retegui, Scamacca hanno la responsabilità di trascinare a suon di gol un paese verso la rinascita e la pressione aumenta man mano che il countdown diminuisce.

SANDRO TONALI RAMMARICATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Nazionale
Italia, il rendimento Retegui in Arabia: segnale a Gattuso?
In vista di Marzo e dei playoff cruciali per la qualificazione al Mondiale, l’Italia dovrà poter contare anche sui gol di Retegui ora in forza all’Al Qadsiah.
Il bomber ex Atalanta dal suo passaggio in Arabia Saudita non è uscito dai radar della Nazionale, restando tra le prime scelte del C.T. Gattuso e tra i migliori attaccanti azzurri.
Italia, il rendimento di Retegui dopo 9 giornate in Saudi Pro League
L’addio in estate all’Europa e alla Serie A dell’italo-argentino ha destato clamore, soprattutto per la cifra incassata dall’Atalanta (circa 70 milioni di euro), inoltre la destinazione araba al tempo ha suscitato molte critiche legate all’aspetto economico oltre che quello professionale.
La competizione da quelle parti è sicuramente ridimensionata rispetto a quella dei top 5 campionati e per questo tanti tifosi della Dea e non hanno dato il via a una discussione relativa alla ricerca della stabilità economica e dell’obiettivo professionale. Il giocatore dal canto suo ha accettato la destinazione di buon grado e al momento sta disputando la Saudi Pro League al massimo delle sue possibilità.
Dal suo arrivo a luglio, ha collezionato 9 presenze (fin qui tutte) e 5 reti con la maglia dell’Al Qadsiah, confermando il grande fiuto del gol e lanciando un segnale chiaro al C.T. Gattuso per le sfide di Marzo.
In questo senso l’attaccante vuole esserci e intende rispondere sul campo dal punto di vista realizzativo per dare maggiore fiducia a tutto il popolo azzurro, che spera nella qualificazione 16 anni dopo.

L’ESULTANZA DI MATEO RETEGUI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
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