I nostri Social

Le interviste

La doppia anima di Pierpaolo Curti, ex calciatore pittore

Pubblicato

il

Pierpaolo Curti, il bomber pittore

L’esordio a 16 anni nel Fanfulla di Lodi. Dopo l’esperienza nelle giovanili del Milan e in serie D Pierpaolo Curti ha scelto di dedicarsi alla pittura. Ma non solo.

Il calcio in oratorio

Pierpaolo, come sono nate le passioni del calcio e della pittura?

Da bambini, in oratorio, ci si avvicinava subito al calcio. Questo ha fatto sì che mi sia approcciato prima al pallone che alla pittura.

Sono stato in una giovanile e sono arrivato al Fanfulla, la squadra di riferimento della mia città. Lì sono stato notato e sono finito alle Giovanili del Milan: a partire da quel momento si è creata la concreta possibilità di fare seriamente quel lavoro. Avevo 18 anni.

L’incontro con la pittura

Avevo uno zio che abitava al piano di sopra e che dipingeva, più per passione che per altro. A me questa cosa incuriosiva molto. Suonavo anche la chitarra, ma mi sono reso conto fin da subito che la solitudine e la concentrazione della pittura mi appartenevano completamente.

A 18 anni vivevo da solo e dipingevo in casa, a 20 ho preso uno studiolo. Avevo la fortuna di guadagnarmi qualche soldo con il calcio.

La gestione di due carriere parallele

Quando il calcio mi ha chiamato a gran voce, mi sono reso conto che non faceva per me, non a quel livello. Quindi ho ridimensionato quella parte della mia vita, tornando a un dilettantismo che mi faceva comodo: guadagnavo, non avevo il pensiero di dover guadagnare con l’arte e questo mi ha permesso di intraprendere una ricerca artistica molto libera.

Quando ho preso la decisione di dedicarmi all’arte, la faccenda si è fatta seria: ho iniziato a lavorare con gallerie, in Italia e all’estero, e a completamento del mio percorso ho preso uno studio molto grande nel quale ho dato vita a un’associazione con un gruppo di amici.
Malgrado i tempi difficili, fra pandemia e guerra, lo stiamo facendo funzionare bene.

Per quanto concerne il mio percorso calcistico, alla fine ho smesso di giocare e sono diventato allenatore di serie D ed eccellenze, con ragazzi dai 18 ai 40 anni.

Pierpaolo Curti, allora allenatore del Pergolettese

Sfatare gli stereotipi

Tu ti sei potuto dedicare all’arte anche grazie al sostentamento che ti veniva dall’attività calcistica. Questa è una bella fortuna.

Ci sono anche gli aspetti negativi: volendo tenere in piedi entrambe le mie attività, l’arte e l’allenamento calcistico, ovviamente sono stato poco presente negli ambienti che contavano.

Inizialmente ne ho pagato lo scotto. Da una parte dicevano “arriva il calciatore, che cosa vuole capirne lui di arte? Si dedichi al pallone”; dall’altra mi consideravano un alieno.

Ho studiato Scienze dei Beni Culturali alla Statale e non ho l’Accademia di Belle Arti alle spalle. La volontà e il grande amore verso l’arte mi aiutano a ricaricare le batterie per portare avanti anche questa attività.

Insomma, risentivi dello stereotipo classico del calciatore che non capisce nulla di arte e di cultura in generale. 

Questa frattura oggi è superata, con l’età ti interessi meno del giudizio altrui. Non nego però di aver sofferto di questa cosa, avendo una sensibilità che non è quella “canonica” del calciatore.

Se lo sport è pensato come conoscenza e superamento di sé ti porta alla conoscenza di certi aspetti, come la disciplina, che non sono così leggeri e stupidi come le vogliono far apparire.

La solitudine che fa crescere

Tu mi hai parlato della solitudine, che peraltro traspare potentemente dai tuoi quadri.

Sì, ma bisogna chiarire cosa si intende per “solitudine”. Per me è un disarmo da tutte le sovrastrutture, una nudità che si posiziona in un vuoto che è ospitale. Solo in questo stato si può avere a che fare davvero con sé stessi, ed è un’occasione enorme.

Mi rendo conto che in mezzo agli altri si imparano tante cose, ma i passaggi decisivi, che hanno a che fare con la paura, il coraggio, l’avanzamento e la scelta avvengono tutti dentro sé stessi.

Jump, il quadro di Pierpaolo Curti

Come si concilia la solitudine con il gioco di squadra?

Da giocatore ti trovi a disagio, però da allenatore hai la possibilità di dare un’impronta, di cambiare i paradigmi e il linguaggio comunicativo.

Curti: “Insegno ai miei ragazzi a scoprire sé stessi”

Con i ragazzi, io non sono mai posto come un allenatore autoritario, che impone ciò che si deve fare. Ho adottato un altro sistema, che alle società calcistiche in genere non piace.

A me piace partire dalla fiducia e dal dialogo e trovare insieme ai ragazzi la chiave che permette di costituire un buon gruppo. E devo dire che l’approccio si è rivelato vincente.

A me piace che i miei ragazzi scoprano sé stessi. Se ho la loro stima e fiducia non ho bisogno di alzare la voce.

Qual è l’insegnamento che miri a trasmettere ai tuoi ragazzi?

Il coraggio, che ha a che fare con l’accettazione e la consapevolezza della paura. L’idea di base è sempre quella di provare a fare la partita, con la testa sgombra dalle preoccupazioni. Poi su questo si inserisce la parte tecnica.

Gli altri valori fondamentali sono il rispetto e il senso del gruppo.

Curti: “Il coraggio e la disciplina del calcio mi hanno insegnato tanto”

Il calcio ha influenzato il tuo immaginario e la tua visione artistica?

Il coraggio l’ho riportato anche nella mia arte: mi riconoscono di avere un linguaggio artistico abbastanza unico. Il fatto di lanciarsi in quello in cui si crede anche se è scomodo e parla di condizioni limite l’ho ereditato dal calcio.

Così come la disciplina e il rigore nel lavorare la materia, che sono retaggi del calcio e dello sport in generale. Come soggetto, nei miei quadri il calcio non compare mai.

Pierpaolo Curti

Come sei riuscito a organizzarti, nella pratica, per portare avanti le due attività?

Finché giocavo non pensavo a nient’altro che ad allenarmi e a giocare, la dispersione mentale era molto bassa. In quel periodo la mattina mi dedicavo allo studio fino alle 12:30 e mi allenavo nel pomeriggio.

Quando sono passato ad allenare e sono diventato padre tutto è cambiato, ma sono comunque riuscito a organizzarmi analogamente: la mattina mi dedico all’arte e il pomeriggio alleno. In tutti i momenti che restano mi dedico alla famiglia.

Curti: “Vorrei che le mie figlie trovassero da sole la loro strada”

Indirizzeresti le tue figlie verso l’arte e/o lo sport?

Le lascio molto libere, vorrei che fossero loro a trovare la loro strada.
Mi rendo conto che sia l’arte che lo sport ti danno la possibilità di conoscere la vita e le persone, ma se dovessi proprio scegliere ciò che è più importante direi la lettura di libri, l’arte, la musica. Tutte cose che spalancano la mente.

Hai avuto la possibilità di unire le tue due passioni in un unico progetto?

No, però mi è capitato di coinvolgere un’azienda (Pellini Spa), il cui presidente è vicepresidente della squadra che alleno (RC Codogno, ndr), in una mostra che sto organizzando con la mia associazione.

Non ho mai dedicato un progetto o una mostra al calcio. Tendo a tenere separate le due cose.

Sei tifoso di qualche squadra in particolare?

Sono juventino.

I progetti artistici

Quali sono gli ultimi progetti di cui vorresti parlarci?

Ho fondato un’associazione no-profit, Associazione 21, con una programmazione annuale multidisciplinare che ospita l’arte contemporanea in tutte le sue forme e non solo.

Sabato 12 marzo inaugureremo una mostra di 10 artisti contemporanei, Resurrection, a cura di Davide Di Maggio, e il 24 marzo inzia l’iniziativa Quando la musica incontra l’arte sui ritratti di musicisti e cantautori, a cura di Ezio Guaitamacchi.

Le interviste

Bolognesi (ex Belen Rodriguez): “Allegri il Top, su Chivu…”

Pubblicato

il

belen

Il primo uomo italiano di Belen Rodriguez, e scopritore indiscusso della talentuosa showgirl argentina (quando ancora era una sconosciuta), a tutto campo, senza peli sulla lingua ai nostri microfoni. Simone (nella foto concessa gentilmente: risale a circa oltre 20 anni fa, ai tempi di Aquafan Riccione), negli ultimi anni visto come cavaliere di Uomini e Donne Trono Over, è proprietario con la famiglia del lussuoso Hotel Derby di Milano Marittima. “Bolo-Style” (come lo ha ribattezzato qualcuno nella sua Riccione) non ha bisogno di grandi presentazioni. E’ da sempre un volto conosciuto e stimato nella Riviera Romagnola, considerata anche la sua longeva presenza all’interno di numerosi locali notturni della zona (discoteche e disco-pub), soprattutto in qualità di organizzatore di eventi ed esperto di relazioni pubbliche.

DAL FIDANZAMENTO CON BELEN RODRIGUEZ ALLE APPARIZIONI TV E A QUELL’AMORE PER LA JUVENTUS… MA SU SPALLETTI…

Persona molto schietta e sentimentale, l’ex corteggiatore di Teresanna Pugliese  (paparazzato negli anni anche con Diletta Pagliano ex di  Leonardo Greco) Simone Bolognesi è celebre appunto per essere stato il primo fidanzato italiano di Belen quando la showgirl argentina è arrivata nel Bel Paese, ben 22 anni fa. La relazione tra Simone e Belen è durata non poco, esattamente due anni, condita da sette mesi di passionale convivenza, avvenuta nell’abitazione del Bolo di Riccione.

Lo abbiamo incontrato lo scorso weekend, proprio nella sua cara e splendida Riviera, non distante dall’Hotel Derby Milano Marittima: ecco cosa ci ha detto in esclusiva, ai nostri microfoni.

Ciao Simone. Da grande tifoso della Juventus cosa pensi dell’arrivo di mister Luciano Spalletti a Torino?

“Devo essere sincero: quel famoso trattamento riservato da Spalletti a Totti, nel post ultima stagione alla Roma, mi aveva messo in grande antipatia il tecnico di Certaldo. Dunque non sono stato affatto contento quando Spalletti è arrivato a Torino. Riconosco però che ora la Juventus ha un altro passo. Luciano ha riqualificato il cervello dei giocatori, ha creato secondo me un gioco anche più divertente”.

So bene che sei rimasto molto deluso dal Derby d’Italia tra Inter e Juventus…

“Direi che veniamo dallo scandalo di Inter-Juventus, match in cui l’arbitro La Penna ha completamente rovinato la partita. Eh già, poteva assolutamente essere un match vinto dalla Juve, che avrebbe rilanciato al tempo stesso il Milan, del mio caro Massimiliano Allegri, verso un secondo posto molto più a ridosso della prima”.

Perché parli di ‘mio caro Max Allegri”?

“Lo sapete… Mi piace davvero tanto Allegri, anche se questa affermazione non metterà tutti d’accordo (ride). Ammetto che l’Inter ha un altro passo in ogni caso”.

“SU CHIVU (INTER) E ALLEGRI (MILAN) PENSO CHE…”: IL GRIDO DI BATTAGLIA DELL’EX BELEN SIMONE BOLOGNESI

Ti piace anche Chivu? Secondo te è un ottimo allenatore? E’ la persona giusta per l’Inter?

“Non so se Chivu ha quell’esperienza giusta per poter portare l’Inter a questi grandi livelli fino in fondo. Un’esperienza che invece il buon Max ha, eccome! Max può fare la differenza al Milan, Chivu non saprei…”.

Chi è il miglior allenatore, a tuo modo di vedere, nella Serie A 2025-26?

“Secondo me l’allenatore che in questo momento unisce capacità di raggiungere risultati e simpatia è sicuramente Allegri. Max magari nel gioco non brilla rispetto ad altri allenatori ma porta risultati. Allegri-Conte? Non calcisticamente parlando, bensì a livello di intrattenitore e carisma non c’è confronto. Vince Allegri in lungo e in largo”

Ah Simone, sei un Anti-Conte quindi…

“Non nascondo che quest’anno l’ex Juve Antonio Conte non vince e piange tutto il tempo (ride, ndr): sui social qualcuno l’ha perfino definito il ‘bambolotto’ Antonino (Gli Autogol…)”

IL PRONOSTICO DEL PRIMO UOMO ITALIANO BELEN RODRIGUEZ SULLA JUVENTUS DI LUCIANO SPALLETTI

Infine, un pronostico… Tornerà la tua Juve ad alti livelli?

“Riguardo alla mia Juventus, devo dire che Spalletti  nel complesso sta facendo bene, dando la possibilità alla Zebra Bianconera di tornare a certi livelli. D’altronde Luciano ha riportato il Napoli a vincere. E secondo me potrà portare anche la Juve per l’appunto ai livelli e risultati che merita. Magari non subito, anche con l’aiuto di qualche innesto che magari sceglierà e gestirà lui, visto che quest’anno a Torino ha preso la squadra in corso. Resto, in ogni modo, dell’idea che in Serie A c’è un Milan rinato con l’atteggiamento del grande Max, dopo la brutta stagione rossonera in Serie A 2024/2025”.

belen
ex Belen nella foto con Daniele Bartocci (giornalista)

belen rodriguez

ex Belen Rodriguez Simone BOlognesi

Continua a leggere

Le interviste

Principe Filiberto: “Allegri-Milan? Amo il bel calcio. Su Spalletti..”

Pubblicato

il

filiberto

Emanuele Filiberto di Savoia in perfetta forma nelle Marche, carico e determinato: “Spalletti uomo giusto per la Juve, sicuramente. Allegri? A me piace il calcio bello in generale”. Emanuele Filiberto di Savoia grande protagonista ieri a Loreto, nelle Marche a due passi dalla splendida Riviera del Conero. Una toccante Santa Messa in suffragio di S.A.R. Vittorio Emanuele  di Savoia (scomparso nel 2024) nella Basilica della Santa Casa. Ebbene sì, la bella città di Loreto ha accolto un ospite d’eccezione in una delle location spirituali e culturali più iconiche del Bel Paese.

EMANUELE FILIBERTO DI SAVOIA E IL GRANDE AMORE PER LA JUVENTUS: SUOI COMMENTI E PRONOSTICI SERIE A 2025/2026

Un appuntamento che ha senz’altro unito in queste ore memoria, tradizione e forte simbolismo religioso, richiamando l’attenzione di fedeli, curiosi e appassionati di storia sabauda. Lo abbiamo incontrato proprio davanti alla favolosa Basilica di Loreto per una chiacchierata informale a tutto campo, ricca di spunti calcistici.

Il Principe, sorridente e disponibile, ha parlato della sua passione per la Juventus, del futuro della Serie A e di alcuni protagonisti del nostro calcio e della Nazionale, senza però rinunciare al suo stile: diretto, spontaneo, sintetico ma al tempo stesso molto schietto, a tratti pungente. Insomma, un Principe senza peli sulla lingua, prudente sui pronostici ma attento osservatore del calcio italiano.

PRINCIPE EMANUELE FILIBERTO SU SERIE A 2026 E MONDIALI 2026: “GASPERINI TRA I MIGLIORI? LO DITE VOI. ROBERTO MANCINI? SAREBBE BELLO RIVEDERLO IN SERIE A. SU GATTUSO…”

Ecco cosa ha detto il Principe, grande tifoso Juventus, Emanuele Filiberto di Savoia in esclusiva ai nostri microfoni.

Principe, partiamo dal tema più caldo: i pronostici. Chi vede favorita quest’anno per lo scudetto?

“Io odio fare dei pronostici. Non mi piace sbilanciarmi, soprattutto quando si parla di calcio. È uno sport imprevedibile”.

Lei ha sempre dichiarato il suo amore per la Juventus. Conferma?

“Assolutamente sì. Sono sempre stato tifoso della Juventus, è la mia squadra del cuore. Speriamo sia una stagione positiva”

Dopo la partenza di Tudor… Spalletti è l’uomo giusto per la Juve?

“Sì, è la persona giusta per la Juventus. Il giusto profilo in panchina. Scudetto? Ripeto, assolutamente non stilo alcun pronostico”.

Come vede l’Inter di Chivu?

“Non mi sbilancio, lo ribadisco (sorriso a trentadue denti, ndr). Ma l’Inter è forte sicuramente…”

Le piace il Milan e il gioco di Allegri?

“Allegri? A me piace il calcio bello… (ride, ndr)”.

Gattuso in Nazionale: un tecnico che la convince?

“Uomo di carattere. Speriamo bene per il cammino azzurro verso i Mondiali”.

“IL SAVOIA IN SERIE A? PRIMA INIZIAMO DALLA SERIE C…”: IL GRIDO DI BATTAGLIA SINCERO DI FILIBERTO

Roby Mancini ci ha regalato la gioia degli Europei.. lo rivedrebbe bene in Serie A?

“Sarebbe bello, sicuramente…”

Gasperini della Roma è uno dei migliori allenatori italiani?

“No. Perché dite così?”

Secondo noi sì. Gioca bene a calcio, è uno dei migliori” “Questo lo dite voi… (altro sorriso sincero, ndr)”

Il suo Savoia in Serie A: lo aspettiamo presto…

“No (sorriso scaramantico, ndr). Prima iniziamo dalla Serie C l’anno prossimo…

In bocca al lupo allora Principe… “Speriamo, Crepi il lupo…”

Grazie per la disponibilità e professionalità… “Grazie a voi”.

Principe Filiberto Marche
tifoso Juventus intervistato da Daniele Bartocci, giornalista, a Loreto
Continua a leggere

Le interviste

ESCLUSIVA CS – Giancarlo Ratti: “L’Inter oggi è più unita e molto lo si deve a Chivu. Sono “Mourinhiano” perso! Mercato? Siamo a posto così…”

Pubblicato

il

L’attore, speaker radiofonico e grande appassionato di calcio, Giancarlo Ratti si è raccontato in esclusiva ai nostri microfoni in una lunga intervista che ha intrecciato carriera, ricordi e la grande passione nerazzurra.

Dalla radio al grande successo dei Cesaroni, Giancarlo Ratti non ha mai smesso di dichiarare il suo amore per l’Inter. Assieme a lui abbiamo ripercorso il suo legame nerazzurro, analizzando poi il mercato e i prossimi obiettivi della squadra di Chivu.

Di seguito, l’intervista di Giancarlo Ratti. 

Le parole di Giancarlo Ratti

Come nasce il suo tifo per l’Inter?
«Sono nato a Rovereto nel ’57 e nei primi anni ’60 il calcio non era accessibile come oggi: la domenica si vedeva in televisione solo il secondo tempo di una partita e il resto lo si seguiva alla radio grazie a “Tutto il calcio minuto per minuto”. Crescendo in una regione senza squadre in Serie A, all’oratorio si tifava quasi esclusivamente Juventus, Milan o Inter. Non so spiegare esattamente perché scelsi i nerazzurri, ma da quel momento non li ho più lasciati.»

In oltre sessant’anni da tifoso avrà vissuto emozioni di ogni tipo…
«Senza dubbio. L’Inter mi ha regalato tante gioie, ma anche momenti amari, che però ho sempre superato facilmente. Mi stupisce vedere quanto alcune persone vivano le sconfitte come drammi. Io dico sempre che nella vita le vere tragedie sono altre…

Ho avuto la fortuna di vedere, seppur negli ultimi anni, l’Inter di Angelo Moratti, con Mazzola, Jair, Suárez e Mariolino Corso. Poi ci sono stati gli anni di Mourinho, indimenticabili ancora oggi, soprattutto grazie a lui. Confesso di avere un debole per José. Basta guardare cosa è riuscito a fare l’altra sera contro il Benfica per rendersi conto di che grande allenatore sia ancora.»

E invece che mi dice dell’Inter delle ultime stagioni?
«Con Inzaghi, lo ammetto, non ho mai avuto un grande feeling e lo trovavo troppo statico nelle scelte. Ti faccio un esempio: arrivato il 60’, sapevi già che Di Marco sarebbe uscito per Carlos Augusto.

Chivu, invece, mi sembra abbia rigenerato diversi giocatori, come Zieliński, che l’anno scorso era finito ai margini. Gestisce meglio la rosa e le rotazioni, anche perché oggi in attacco c’è un quartetto più forte rispetto alla scorsa stagione. In questo senso siamo fortunati, soprattutto se guardiamo a squadre come la Roma.»

Giancarlo Ratti

Ange-Yoan Bonny, Lautaro Martinez e Marcus Thuram ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Con il mercato agli sgoccioli, l’Inter dovrebbe intervenire ancora?
«Non è semplice dirlo. Si parla molto della necessità di un vice-Dumfries, ma io vado un po’ controcorrente: darei più fiducia a Luis Enrique, pur non essendo un campionissimo. Sta vivendo una forte pressione e va sostenuto.

In generale credo anche che alternative come De Vrij, Bisseck e Carlos Augusto siano più che affidabili. A mio avviso la squadra è competitiva così com’è.»

Accoglierebbe un ritorno di Perišić?
«Onestamente no. All’Inter ha già dato tutto e a 37 anni credo sia giusto guardare oltre. Preferirei che il club investisse sui giovani, come avviene spesso all’estero.
Allo stesso modo non capisco l’interesse per Moussa Diaby. È un  giocatore che guadagna 15 milioni in Arabia e in Europa pretenderebbe comunque cifre altissime. È una dinamica che non condivido affatto.»

Cosa è cambiato maggiormente dopo la disfatta del 31 maggio?
«Chivu ha avuto un ruolo determinante. È riuscito a ricompattare uno spogliatoio che era completamente a pezzi dopo quella batosta in finale di Champions. Apprezzo molto anche il suo modo di porsi in conferenza stampa, sempre chiaro e diretto. La squadra lo segue e non ho notato particolari tensioni legate alle sostituzioni, fatta eccezione per qualche episodio isolato con Lautaro.»

Restando in tema Champions: ai playoff sarà Inter-Bodø/Glimt, anche se si poteva evitare…
«Sul sorteggio dico che, tutto sommato, è andata bene. In generale credo che il percorso europeo dell’Inter sia stato positivo finora. Abbiamo perso contro il Liverpool per un rigore piuttosto dubbio, ma la vera battuta d’arresto è stata contro l’Arsenal. Lì siamo stati messi sotto e loro hanno saputo colpire le nostre debolezze, soprattutto sui calci piazzati.»

Giancarlo Ratti

ESULTANZA INTER ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

In campionato, invece, l’Inter domina spesso ma fatica negli scontri diretti: come se lo spiega?
«A volte la squadra paga dei cali di tensione mentale. Ho sempre avuto l’impressione che renda al massimo quando parte bene: se invece va sotto, fatica a riprendere il controllo della gara. Quello che mi pesa di più è aver perso così tanti derby contro il Milan…»

Sugli obiettivi stagionali, dove dovrebbe puntare l’Inter?
«Per scaramanzia ti rispondo: Coppa Italia. Lo Scudetto, purtroppo, lo abbiamo perso anche per un pizzico di sfortuna, soprattutto l’anno scorso…il gol sbagliato da Arnautovic ci sarebbe valso il titolo, perso poi per un solo punto.
Al di là dei trofei, però, sono soddisfatto del fatto che l’Inter sia sempre competitiva e in lotta per obiettivi importanti. Il rischio però è che tra vent’anni si guarderanno solo i titoli vinti, perché – si sa – alla fine ci si ricorda solo di chi vince.»

Continua a leggere

Ultime Notizie

belen belen
Le interviste9 ore fa

Bolognesi (ex Belen Rodriguez): “Allegri il Top, su Chivu…”

Visualizzazioni: 47 Il primo uomo italiano di Belen Rodriguez, e scopritore indiscusso della talentuosa showgirl argentina (quando ancora era una sconosciuta),...

Europa League, Manchester United-Bodo Glimt Europa League, Manchester United-Bodo Glimt
Europa League10 ore fa

Dinamo Zagabria-Genk: probabili formazioni e dove vederla

Visualizzazioni: 16 Dinamo Zagabria-Genk é una partita degli spareggi di Europa League. Il calcio d’inizio é previsto giovedì 19 febbraio...

Europa League, Manchester United-Bodo Glimt Europa League, Manchester United-Bodo Glimt
Europa League12 ore fa

Lille-Stella Rossa: probabili formazioni e dove vederla

Visualizzazioni: 14 Lille-Stella Rossa é una partita degli spareggi di Europa League. Il calcio d’inizio é previsto giovedì 19 febbraio...

Europa League14 ore fa

Bologna, i convocati per il Brann: non c’é Lykogiannis

Visualizzazioni: 31 Il tecnico del Bologna, Vincenzo Italiano, ha diramato la lista completa dei convocati per la partita di Europa...

Serie A Serie A
Serie A2 giorni fa

Milan-Como, probabili formazioni e dove vederla

Visualizzazioni: 77 Milan e Como si sfidano domani sera a San Siro nel recupero della 24° giornata di Serie A....

Bologna Bologna
Serie A2 giorni fa

Bologna, UFFICIALE: Pessina ha rinnovato con i rossoblù

Visualizzazioni: 24 Il Bologna ha annunciato attraverso i propri account social ed il proprio sito l’ufficialità: Pessina ha rinnovato sino...

Bologna Bologna
Notizie2 giorni fa

Europa League 2025/26: Calendario, date chiave e dove vederla in TV

Visualizzazioni: 60 Il mese di febbraio 2026 segna un punto di svolta cruciale per il calcio continentale. Archiviata la lunga...

Serie A Serie A
Serie A2 giorni fa

Fantacalcio, Simonelli annuncia l’acquisto del gioco da parte della Lega Serie A

Visualizzazioni: 34 Il presidente della Lega Serie A Ezio Simonelli annuncia il via libera all’acquisto del 51% delle quote del...

Atalanta Atalanta
Champions League2 giorni fa

Borussia Dortmund-Atalanta: probabili formazioni e dove vederla

Visualizzazioni: 62 Borussia Dortmund-Atalanta é una partita importante degli spareggi per gli ottavi di Champions League. Il calcio d’inizio é...

Serie A3 giorni fa

Bologna, ufficiale: Odgaard ha rinnovato con i rossoblù! Il comunicato

Visualizzazioni: 49 Il Bologna ha annunciato attraverso i propri canali social l’ufficialità: Odgaard ha rinnovato sino al 30 giugno 2029....

Le Squadre

le più cliccate

📱 Scarica la nostra App!
Disponibile su iOS e Android