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Mister Locatelli, innovazione ed esperienza al servizio del calcio

Mister Omar Locatelli è un personaggio molto noto del calcio lombardo e non solo, ha donato tutta la sua carriera al mondo del calcio

Con estremo piacere la redazione di Calciostyle ha avuto modo di scambiare quattro chiacchiere con il tecnico che tra le tante esperienze ha collaborato nei Centri di Formazione di Inter e Atalanta.

Buonasera Mister Locatelli, quali sono stati i momenti più importanti della sua carriera?

In 26 anni di momenti interessanti nella mia carriera ce ne sono stati tanti. Per quanto riguarda i campionati vinti delle prime squadre ricordo quello con l’imbattibilità, andando a vincere per lo scontro diretto. Ce ne sono stati anche altri campionati importanti vinti con le prime squadre. Ogni volta che raggiunto l’obiettivo richiesto dalla società è stato sempre un momento importante della mia carriera. Da giovincello di 19 anni – che ha cominciato come portiere – prendendo l’impegno tanti anni fa ha fatto sì che dovessi abbandonare quel ruolo e andassi avanti a fare l’allenatore. Riuscire ad arrivare ad ottenere i vari titoli in questi anni, oltre vari attestati come il patentino UEFA B, è stato fantastico. Possiamo dire che mi sono fatto da solo. Altri momenti ci sono stati come alcune squadre messe un po’ male con le quali abbiamo quasi ottenuto la possibilità dei play off, tutti questi momenti sono stati emozionanti perchè quando parti con delle aspettative e le raggiungi sono molto importanti per un allenatore. I vari passaggi nei centri di formazioni Inter e Atalanta rimangono impressi nella mente e nel cuore. Una delle soddisfazioni più grandi è vedere alcuni miei giocatori che varcano la soglia del professionismo, le varie primavere e la serie D ma soprattutto per aver dato un ruolo più idoneo da cui è nata la fortuna sportiva.

Un suo sogno nel cassetto?

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Un sogno nel cassetto è sempre lo stesso, sono partito con l’idea di voler fare l’allenatore quando ero giovanissimo e mi sono tolto delle belle soddisfazioni. Sono partito con un sogno semplice che era quello di riuscire ad arrivare ad allenare categorie alte di prime squadre.

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