Le interviste
ESCLUSIVA CS – Virzì (Agente FIFA): “Milan, con Allegri punti a vincere. Su Sarri…”
Gianluca Virzì, agente sportivo FIFA e titolare della GV Talents Agent, ha parlato in esclusiva ai nostri microfoni. Tra mercato e cambi di panchina, il procuratore Virzì ci spiega quello che potrebbe accadere in estate.
Gianluca Virzì, agente FIFA titolare della GV Talents Agent, che gestisce gli interessi di moltissimi giocatori, in particolare dei giovani talenti Under 18, ci ha gentilmente concesso un intervista esclusiva ai nostri microfoni. Sono stati vari i temi trattati dal procuratore sportivo Virzì: dalla scelta di Allegri al Milan, alle possibili mosse delle big sul mercato.
Virzì: “In Italia manca la pazienza con i giovani”
Secondo lei che mercato sarà? Cosa ci dobbiamo aspettare dalle Big?
“Credo che sarà un mercato di attesa. Innanzitutto quest’anno per la prima volta si gioca il Mondiale per Club. E si gioca nel periodo in cu siamo alle porte del calciomercato. Quindi io credo che le big aspetteranno l’evolversi di queste partite importante, ma credo che già abbiano degli obiettivi prefissati per migliorare le proprie rose. Va detto che il calcio italiano è in grandissima sofferenza a livello economico per poter ambire a competere con il campionato inglese, ma anche con quello tedesco e spagnolo”.
Quali crede che siano le difficoltà del calcio italiano?
“Si fa fatica a portare in Italia i top player, e questo si paga. Così come la mancanza di strutture di alto livello. Ma la più grande critica che va mossa al calcio italiano è il non riuscire ad avere la pazienza e l’intuizione di puntare sui giovani del vivaio. Se guardiamo in casa dei campioni d’Europa del PSG, hanno avuto top player come Messi, Mbappe e Neymar eppure non sono mai riusciti a vincere la Champions League. Mentre quest’anno ci è riuscita con una serie di giovani talenti del 2005 e del 2006.
I nostri ragazzi della stessa età vengono girati in prestito in Serie C per crescere, quando potrebbero essere buttati dentro in Serie A e in Serie B per emergere ai massimi livelli”.
Può dirci se e quali dei suoi assistiti è stato cercato da una big?
“Sì, un mio giocatore, Simone Leonardi, è stato cercato dall’Atalanta. I dirigenti atalantini volevano portarlo a Bergamo a titolo definitivo, ma la Sampdoria non ha mai aperto alla cessione. C’era una apertura alla formula del prestito con riscatto e contro riscatto in favore dei blucerchiati, ma l’Atalanta non ha voluto proseguire a queste condizioni. Il precedente direttore sportivo della Sampdoria, Pietro Accardi, non ha voluto aprire alla cessione nonostante sia io che il ragazzo eravamo disposti a sederci a parlare.
Fermo restando che per il calciatore la Sampdoria rappresenti sempre la prima scelta. Poi sai quando una big ti cerca è normale volersi almeno sedersi per parlare, così non è stato per il volere della dirigenza e siamo rimasti con molto piacere alla Sampdoria dove si è tolto qualche soddisfazione: quest’anno ha raccolto 5 presenze e 1 gol in Serie B”.

Head Coach of Juventus Maurizio Sarri during italian soccer Serie A season 2019/20 of Juventus FC – Photo credit: Fabrizio Carabelli /LM
Valzer degli allenatori.. da Allegri all’addio di Palladino, si aspettava tutti questi cambi?
“Milan prendendo Allegri riparte con un obiettivo chiaro: quello di vincere. Non si accontenteranno più dei piazzamenti. Ovviamente non sarà facile mantenere i vari Leao, Theo Hernandez, Reijnders senza la Champions League, così come sostituirli sul mercato. Milan avrà davanti a sé un mercato difficile, così come l’Inter: sarà chiamata a fare 2/3 colpi importanti per reparto per ringiovanire un po’ la rosa.
Per quanto riguarda gli allenatori, penso che Baroni e Vanoli avranno delle opportunità per rifarsi, perché hanno comunque fatto un buon lavoro con Lazio e Torino. Credo che saranno richiesti da varie squadre, tra cui la Fiorentina. Dopo la separazione con Palladino potrebbero scegliere uno dei due. Mentre non mi convince la scelta della Lazio di puntare sul ritorno di Sarri, non credo molto alle minestre riscaldate“.
Dopo il mancato approdo di Conte come deve ripartire la Juventus?
“Adesso che è cambiata l’area dirigenziale l’obiettivo sarà scogliere in fretta la questione allenatore. Innanzitutto va detto che sono arrivati dirigenti importanti: Tognozzi è un grande scopritore di talenti: da Huijsen a Yildiz. Io credo che la Juve con Togozzi possa tornare ad investire sui giovani importanti, facendo conto sulla capacità dei propri scout. Io fossi in loro punterei su De Zerbi, un tecnico che a me piace veramente tanto. È uno di quelli allenatori che in un piazza come quella della Juve potrebbe fare bene, e stimolare tutto l’ambiente.
Su Tudor ho qualche dubbio: caratterialmente serviva uno come lui dopo la parentesi negativa di Notta, per spronare il gruppo, ma a livello di gioco non mi ha entusiasmato. Se devo pensare ad un nome a sorpresa do qualche chance a Zidane: un nome affascinante”
Cremonese, Pisa e Sassuolo: Quanti e quali colpi serviranno alle neopromosse per rimanere in Serie A?
“Tutto dipenderà dagli allenatori. Credo che il Pisa dovrà fare a meno di Inzaghi, la Cremonese confermerà il proprio allenatore, così come Grosso al Sassuolo resta al 100%. Sono neopromosse che se ambiscono a mantenere la categorie devono totalmente rinforzarsi. Forse quella che ne avrà meno bisogno è il Sassuolo: hanno mantenuto anche in Serie B l’ossatura della squadra che era in A fino a due stagioni fa. Credo che gli emiliani abbiano bisogno di qualche innesto per migliorarsi, in particolar modo in difesa.
Mentre Pisa e Cremonese devono fare rosa da Serie A, mantenere la categoria sarà durissima. Pisa deve scegliere un allenatore che conosca la categoria, è il primo passo per costruire la salvezza”.
Le interviste
Principe Filiberto: “Allegri-Milan? Amo il bel calcio. Su Spalletti..”
Emanuele Filiberto di Savoia in perfetta forma nelle Marche, carico e determinato: “Spalletti uomo giusto per la Juve, sicuramente. Allegri? A me piace il calcio bello in generale”. Emanuele Filiberto di Savoia grande protagonista ieri a Loreto, nelle Marche a due passi dalla splendida Riviera del Conero. Una toccante Santa Messa in suffragio di S.A.R. Vittorio Emanuele di Savoia (scomparso nel 2024) nella Basilica della Santa Casa. Ebbene sì, la bella città di Loreto ha accolto un ospite d’eccezione in una delle location spirituali e culturali più iconiche del Bel Paese.
EMANUELE FILIBERTO DI SAVOIA E IL GRANDE AMORE PER LA JUVENTUS: SUOI COMMENTI E PRONOSTICI SERIE A 2025/2026
Un appuntamento che ha senz’altro unito in queste ore memoria, tradizione e forte simbolismo religioso, richiamando l’attenzione di fedeli, curiosi e appassionati di storia sabauda. Lo abbiamo incontrato proprio davanti alla favolosa Basilica di Loreto per una chiacchierata informale a tutto campo, ricca di spunti calcistici.
Il Principe, sorridente e disponibile, ha parlato della sua passione per la Juventus, del futuro della Serie A e di alcuni protagonisti del nostro calcio e della Nazionale, senza però rinunciare al suo stile: diretto, spontaneo, sintetico ma al tempo stesso molto schietto, a tratti pungente. Insomma, un Principe senza peli sulla lingua, prudente sui pronostici ma attento osservatore del calcio italiano.
PRINCIPE EMANUELE FILIBERTO SU SERIE A 2026 E MONDIALI 2026: “GASPERINI TRA I MIGLIORI? LO DITE VOI. ROBERTO MANCINI? SAREBBE BELLO RIVEDERLO IN SERIE A. SU GATTUSO…”
Ecco cosa ha detto il Principe, grande tifoso Juventus, Emanuele Filiberto di Savoia in esclusiva ai nostri microfoni.
Principe, partiamo dal tema più caldo: i pronostici. Chi vede favorita quest’anno per lo scudetto?
“Io odio fare dei pronostici. Non mi piace sbilanciarmi, soprattutto quando si parla di calcio. È uno sport imprevedibile”.
Lei ha sempre dichiarato il suo amore per la Juventus. Conferma?
“Assolutamente sì. Sono sempre stato tifoso della Juventus, è la mia squadra del cuore. Speriamo sia una stagione positiva”
Dopo la partenza di Tudor… Spalletti è l’uomo giusto per la Juve?
“Sì, è la persona giusta per la Juventus. Il giusto profilo in panchina. Scudetto? Ripeto, assolutamente non stilo alcun pronostico”.
Come vede l’Inter di Chivu?
“Non mi sbilancio, lo ribadisco (sorriso a trentadue denti, ndr). Ma l’Inter è forte sicuramente…”
Le piace il Milan e il gioco di Allegri?
“Allegri? A me piace il calcio bello… (ride, ndr)”.
Gattuso in Nazionale: un tecnico che la convince?
“Uomo di carattere. Speriamo bene per il cammino azzurro verso i Mondiali”.
“IL SAVOIA IN SERIE A? PRIMA INIZIAMO DALLA SERIE C…”: IL GRIDO DI BATTAGLIA SINCERO DI FILIBERTO
Roby Mancini ci ha regalato la gioia degli Europei.. lo rivedrebbe bene in Serie A?
“Sarebbe bello, sicuramente…”
Gasperini della Roma è uno dei migliori allenatori italiani?
“No. Perché dite così?”
Secondo noi sì. Gioca bene a calcio, è uno dei migliori” “Questo lo dite voi… (altro sorriso sincero, ndr)”
Il suo Savoia in Serie A: lo aspettiamo presto…
“No (sorriso scaramantico, ndr). Prima iniziamo dalla Serie C l’anno prossimo…
In bocca al lupo allora Principe… “Speriamo, Crepi il lupo…”
Grazie per la disponibilità e professionalità… “Grazie a voi”.


Le interviste
ESCLUSIVA CS – Giancarlo Ratti: “L’Inter oggi è più unita e molto lo si deve a Chivu. Sono “Mourinhiano” perso! Mercato? Siamo a posto così…”
L’attore, speaker radiofonico e grande appassionato di calcio, Giancarlo Ratti si è raccontato in esclusiva ai nostri microfoni in una lunga intervista che ha intrecciato carriera, ricordi e la grande passione nerazzurra.
Dalla radio al grande successo dei Cesaroni, Giancarlo Ratti non ha mai smesso di dichiarare il suo amore per l’Inter. Assieme a lui abbiamo ripercorso il suo legame nerazzurro, analizzando poi il mercato e i prossimi obiettivi della squadra di Chivu.
Di seguito, l’intervista di Giancarlo Ratti.
Le parole di Giancarlo Ratti
Come nasce il suo tifo per l’Inter?
«Sono nato a Rovereto nel ’57 e nei primi anni ’60 il calcio non era accessibile come oggi: la domenica si vedeva in televisione solo il secondo tempo di una partita e il resto lo si seguiva alla radio grazie a “Tutto il calcio minuto per minuto”. Crescendo in una regione senza squadre in Serie A, all’oratorio si tifava quasi esclusivamente Juventus, Milan o Inter. Non so spiegare esattamente perché scelsi i nerazzurri, ma da quel momento non li ho più lasciati.»
In oltre sessant’anni da tifoso avrà vissuto emozioni di ogni tipo…
«Senza dubbio. L’Inter mi ha regalato tante gioie, ma anche momenti amari, che però ho sempre superato facilmente. Mi stupisce vedere quanto alcune persone vivano le sconfitte come drammi. Io dico sempre che nella vita le vere tragedie sono altre…
Ho avuto la fortuna di vedere, seppur negli ultimi anni, l’Inter di Angelo Moratti, con Mazzola, Jair, Suárez e Mariolino Corso. Poi ci sono stati gli anni di Mourinho, indimenticabili ancora oggi, soprattutto grazie a lui. Confesso di avere un debole per José. Basta guardare cosa è riuscito a fare l’altra sera contro il Benfica per rendersi conto di che grande allenatore sia ancora.»
E invece che mi dice dell’Inter delle ultime stagioni?
«Con Inzaghi, lo ammetto, non ho mai avuto un grande feeling e lo trovavo troppo statico nelle scelte. Ti faccio un esempio: arrivato il 60’, sapevi già che Di Marco sarebbe uscito per Carlos Augusto.
Chivu, invece, mi sembra abbia rigenerato diversi giocatori, come Zieliński, che l’anno scorso era finito ai margini. Gestisce meglio la rosa e le rotazioni, anche perché oggi in attacco c’è un quartetto più forte rispetto alla scorsa stagione. In questo senso siamo fortunati, soprattutto se guardiamo a squadre come la Roma.»

Ange-Yoan Bonny, Lautaro Martinez e Marcus Thuram ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Con il mercato agli sgoccioli, l’Inter dovrebbe intervenire ancora?
«Non è semplice dirlo. Si parla molto della necessità di un vice-Dumfries, ma io vado un po’ controcorrente: darei più fiducia a Luis Enrique, pur non essendo un campionissimo. Sta vivendo una forte pressione e va sostenuto.
In generale credo anche che alternative come De Vrij, Bisseck e Carlos Augusto siano più che affidabili. A mio avviso la squadra è competitiva così com’è.»
Accoglierebbe un ritorno di Perišić?
«Onestamente no. All’Inter ha già dato tutto e a 37 anni credo sia giusto guardare oltre. Preferirei che il club investisse sui giovani, come avviene spesso all’estero.
Allo stesso modo non capisco l’interesse per Moussa Diaby. È un giocatore che guadagna 15 milioni in Arabia e in Europa pretenderebbe comunque cifre altissime. È una dinamica che non condivido affatto.»
Cosa è cambiato maggiormente dopo la disfatta del 31 maggio?
«Chivu ha avuto un ruolo determinante. È riuscito a ricompattare uno spogliatoio che era completamente a pezzi dopo quella batosta in finale di Champions. Apprezzo molto anche il suo modo di porsi in conferenza stampa, sempre chiaro e diretto. La squadra lo segue e non ho notato particolari tensioni legate alle sostituzioni, fatta eccezione per qualche episodio isolato con Lautaro.»
Restando in tema Champions: ai playoff sarà Inter-Bodø/Glimt, anche se si poteva evitare…
«Sul sorteggio dico che, tutto sommato, è andata bene. In generale credo che il percorso europeo dell’Inter sia stato positivo finora. Abbiamo perso contro il Liverpool per un rigore piuttosto dubbio, ma la vera battuta d’arresto è stata contro l’Arsenal. Lì siamo stati messi sotto e loro hanno saputo colpire le nostre debolezze, soprattutto sui calci piazzati.»

ESULTANZA INTER ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
In campionato, invece, l’Inter domina spesso ma fatica negli scontri diretti: come se lo spiega?
«A volte la squadra paga dei cali di tensione mentale. Ho sempre avuto l’impressione che renda al massimo quando parte bene: se invece va sotto, fatica a riprendere il controllo della gara. Quello che mi pesa di più è aver perso così tanti derby contro il Milan…»
Sugli obiettivi stagionali, dove dovrebbe puntare l’Inter?
«Per scaramanzia ti rispondo: Coppa Italia. Lo Scudetto, purtroppo, lo abbiamo perso anche per un pizzico di sfortuna, soprattutto l’anno scorso…il gol sbagliato da Arnautovic ci sarebbe valso il titolo, perso poi per un solo punto.
Al di là dei trofei, però, sono soddisfatto del fatto che l’Inter sia sempre competitiva e in lotta per obiettivi importanti. Il rischio però è che tra vent’anni si guarderanno solo i titoli vinti, perché – si sa – alla fine ci si ricorda solo di chi vince.»
Le interviste
Morreale (arbitro): “Lazio di Sarri con 7 punti in meno…”
Un fischietto di gara, Andrea Morreale, senza peli sulla lingua quello intercettato in queste ore a Roma, a poche ore di distanza dalla sua partecipazione al Processo di Biscardi (quarantesima edizione). “Secondo me rimane Daniele Doveri come esperienza, come livello fisico, atletico ma soprattutto tecnico, rimane il miglior arbitro della nostra serie A”, ha detto Andrea Morreale, noto arbitro. E’ molto umile, parla molto con i calciatori, è attento alle situazioni e si muove bene. E’ uniforme, lascia giocare il giusto, è sempre al centro dell’azione e della partita. In sintesi, è un arbitro vivo. Secondo in classifica metterei Guida e Massa a pari merito, poi a scendere tutti gli altri. Ma ne abbiamo diversi bravi, internazionali, come Sozza, La Penna, Colombo…
Come giudichi il livello della nostra Serie A? Siamo più indietro rispetto ad altri campionati europei?
La Serie A per me non è più indietro rispetto ad altri campionati. Il nostro è un campionato diverso, abbastanza fisico e tecnico. In Inghilterra è molto fisico e un po’ meno tecnico, dunque c’è più agonismo. Quello spagnolo molto più tecnico e meno fisico. Insomma, in Italia abbiamo un campionato per me difficile che mixa fisicità e tecnica. Siamo tra i primi campionati europei con Liga e Premier, con Bundesliga a mio avviso un passo indietro, anche rispetto alla squadra tedesca più forte che è il Bayern. Che dire, non siamo indietro: abbiamo le nostre specifiche peculiarità e caratteristiche…
LAZIO DI SARRI LA SQUADRA PIU’ PENALIZZATA SECONDO MORREALE: UN SISTEMA IN DECADENZA?
Quale squadra è stata finora più penalizzata in Serie A?
La Lazio per me rimane la squadra ad oggi con più torti arbitrali ricevuti. La più penalizzata in assoluto: mancheranno almeno 5-6-7 punti che avrebbero permesso di stare in piena corsa Europa League, ecco.. Non penso ci sia un accanimento verso la Lazio, non credo ci sia alcun sistema contro i biancocelesti. C’è da dire, a tal proposito, che abbiamo un settore arbitrale in decadenza dovuto a una scarsezza e pochezza di personalità. Quindi tecnica, a livello gestionale, dunque di organigramma. E questo porta a far sì che la Lazio non sempre sia in primissima fascia dal punto di vista arbitrale. Per tale ragione nascono poi anche dei problemi tecnici…
-
editoriale4 giorni faJuventus, 15 giorni da dentro o fuori: Inter, Champions e Roma decidono la stagione
-
Notizie5 giorni faCasino Online Glorion e la cultura del gioco tra rituali sportivi e intrattenimento digitale
-
Livinmantra1 giorno faFantacalcio: consigli e probabili formazioni
-
Serie A4 giorni faRoma, Ghilardi sempre più un titolare
-
Serie A5 giorni faBologna, Italiano in caduta libera: 4° sconfitta di fila e ora è sotto osservazione
-
Serie A5 giorni faMilan, Leao rientra finalmente in gruppo
-
Serie A5 giorni faSerie A, la coda della classifica si stabilizza: il Lecce respira e il Parma prende quota
-
Ligue 15 giorni faPSG travolgente, De Zerbi umiliato: Le Classique finisce 5-0
