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Esclusiva CS, Il Milanologo: “Klopp è il migliore, ma metterei la firma anche per un arrivo di Conte. Sul mercato…”

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Alessandro Carra, tifoso del Milan, noto come Il Milanologo” si racconta in esclusiva per la nostra redazione.

Se dovessi scegliere un allenatore sceglierei Klopp!

Il Milanologo Carra: "Ibrahimovic ha preso una decisione. Arnault-Elliott? Ecco la verità"

Milanologo

Alessandro Carra, perchè ti chiamano Il Milanologo?

“Mi chiamano Il Milanologo perchè dalle prime esperienze a Telelombardia eTopCalcio, dove ho fatto spesso trasmissioni con DodoLonghi che praticamente è uno dei massimi esperti di numeri, di statistiche e di ricordi non solo del Milan ma di Milan,Inter, Juventus, Napoli, e sa le date e sa tutto! Io gli ho detto parlando con lui che avevo questa particolare qualità di ricordarmi tutti i risultati del Milan dal ‘87-’88 ad oggi, ovvero da quando ho cominciato a capire un po’ di calcio (avevo 7-8 anni). Giocavamo e scommettavamo la birra post trasmissione su chi avrebbe sbagliato prima o dopo un ricordo o una statistica su queste partite qua e a volte pagavo io a volte pagava Dodo e allora mi ha ribattezzato IL MILANOLOGO che mi è rimasto in tutti questi anni tra i social e nelle trasmissioni. Quindi è un nomignolo che mi è piaciuto da subito, questo è il motivo particolare per cui mi è stato scelto. Le so tutte le partite dal ’87-’88 ad oggi, quindi una piccola enciclopedia o una malattia mentale, piò essere, però diciamo che funziona ancora”.

Quando è nato il tuo amore per il Milan?

“Penso che sia nato all’interno dei 9 mesi che ero nella pancia della mia mamma perchè vengo da una famiglia milanista, ma milanistissima! Mia mamma, mio papà, mio fratello, quindi non è che avessi molte alternative di scelta e onestamente non le volevo altre alternative. Sono stato fortunato, sono nato nell’anno che il Milan andò in Serie B per quel problema del calcio scommesse ma mi sono rifatto ampiamente negli anni dell’adolescenza negli anni d’oro del grande Milan, quindi diciamo che le 5 Champions mi hanno ripagato dell’onta della nascita dalla serie cadetta. Quindi non cambierei assolutamente la mia fede e ringrazio i miei genitori che mi hanno improntato su questa squadra e su questi colori”.

 

La prima partita che ricordi?

“Mah, mi ricordo proprio la prima partita che non fu un successone. Un Milan – Sampdoria del ‘86-’87 ! Un Milan che perse per 2-0 sotto un diluvio ed un San Siro scoperto, quindi l’acqua te la prendevi eccome! Segnarono Vialli e Cerezo e Galderisi sullo 0-0 sbagliò un calcio di rigore! Quindi non ero partito benissimo, quell’anno lì mio papà mi disse “stai un po’ in panchina”, perchè siamo un po’ scaramantici su queste cose, “torna l’anno dopo”! L’anno dopo era il Milan di Sacchi e vidi 4-5 partite tutte positive e quindi cominciai con i biglietti e gli abbonamenti. Quindi la prima partita è del ‘86-’87 con ancora “estintori Meteor”, i grandi estintori! Per chi era a San Siro in quegli anni se li ricorda sicuramente, quella pubblicità che passavano tra un tempo e l’altro”.

La partita invece peggiore che non dimenticherai mai ?

“Vabbè, ho visto tante partite vincenti ma diciamo che se ne posso dire 2 dove veramente sono uscito male diciamo il 6-1 della Juventus del ‘96 e poi la sconfitta nel derby per 4-0 nel 2010 dove ho rischiato una crisi matrimoniale… (ride)! E’ una storia un po’ lunga da raccontare, magari nel corso della trasmissione. Ha visto poi pochi derby la mia Signora e in una è stata salvata da Zapata al minuto ’97! Quindi i derby la mia Signora non li fa, non viene più allo stadio, quindi è così! Comunque diciamo che quelle due partite sono state le due peggiori che mi ricordo”.

Poco fa hai parlato di Sacchi, invece di Pioli cosa pensi di lui?

“Allora, diciamo che non sono un fan del Mister già dagli albori di quando è arrivato al Milan, sappiamo tutti che non è stata la primissima scelta. E’ arrivato al Milan per un rifiuto di Spalletti per un discorso economico di una buona uscita con l‘Inter. Quello che ha fatto al Milan fino adesso? Mi devo togliere il cappello perchè Pioli ha lavorato bene ed è innegabile. Questi 3 anni e mezzo sono sicuramente di un percorso molto positivo che ha riportato al Milan uno scudetto, ha portato il Milan al secondo posto, comunque a lottare in Champions League. Diciamo che secondo me è un allenatore che ha tanti limiti e vorrei nel mio Milan, quando si farà lo step sucessivo per cercare di tornare grandi ina maniera non dico fissa ma diciamo che il quarto di finale di Champions League non deve essere un’impresa ma dev’essere una normalità, mi aspetto un allenatore un po’ migliore di Pioli che quest’anno, secondo me, oltre alla squadra che ha dei demeriti ci sono anche i demeriti dell’allenatore. Però questo, ovviamente, è un mio parere e nulla più”.

Questo Milan, questa rosa ti piace ?

“Piacere è una parola grossa, anche perchè abbiamo parlato del Milan di Sacchi e del Milan del passato! Abbiam visto fior fiori di Campioni, dire che mi piaccia questa rosa è un parolone, diciamo che me la faccio piacere perchè preferisco avere una squadra, una società (magari può non piacere la politica dei giovani e la politica del contenimento economico) che però è riuscita a costruire una squadra che è competitiva quantomeno in Italia per i primi 4 posti. Non ha debiti o comunque abbastanza bassi, perchè nel bilancio e nelle previsioni il Milan chiuderà con un solo -25. Quindi è una politica che mi faccio andar bene anche perchè, rapportata al calcio italiano di oggi, non si può fare altrimenti! Oramai i grandi magnate italiani come Berlusconi non ci sono più, ci sono gli arabi o i grandissimi proprietari della Premiere League che possono permettersi cifre che il calcio italiano non si può permettere. Quindi una rosa che non è sicuramente eccelsa ma me la faccio piacere, poi ragazzi la maglia è quella rossonera e vale sempre!”.

Ti faccio ultimare questa frase: “Il giocatore che vorrei…

“Un giocatore che vorrei? Mica facile! Non sono innamorato di un giocatore in particolare nel mondo, mi sarebbe piaciuto avere Messi ma è in fase calante. Dirti Mbappè è un po’ scontato… Un giocatore che mi esalta particolarmente , vediamo… Beh Halland! Al Milan manca un centroavanti, ti dico Halland! Non bellissimo da vedere, non esteticamente fantastico ma è come un pazzo, segna più goal delle partite che gioca. Cioè a me ricorda, ovviamente facendo le debite proporzioni perchè non c’entrano niente come giocatori, ma come giocatore non bello esteticamente mi ricorda Pippo Inzaghi che non era bello da vedere. Magari tecnicamente non era pari ai fenomeni che gli passavano la palla però quando c’era da segnare ti segnava sempre e c’era sempre nelle partite che contavano e non solo in quelle che non contavano. Quello vuol dire molto, il peso dei goal quando li fai! Quindi dico Halland, dai”.

Se Pioli è out, chi prenderebbe il suo posto o chi vorresti tu?

“Vorrei un allenatore che faccia giocare bene il Milan perchè il nostro DNA è anche questo, avere grossi risultati con un gioco comunque bello e divertente, un gioco europeo. Quindi se dovessi scegliere un allenatore sceglierei Klopp! Però secondo me è troppo distante e impossibile visto i soldi che guadagna. Chi vorrei? Io sono rimasto un po’ basito dalle parole di Antonio Conte dopo Milan-Totthenam dove ha fatto degli apprezzamenti al Milan, allo stadio Milan, ai tifosi Milan, e vi assicuro che in quella partita non è stato applaudito a San Siro. E’ stato anzi, purtroppo ahimè, insultato come sempre addirittura nel minuto di silenzio, cosa deprecabile! Mi è sembrato quasi un proporsi da parte di Conte verso il Milan e la cosa mi è suonata strana. La butto lì, Antonio Conte l’anno prossimo al Milan? Io ci metto la firma, ho qua la penna! Lo so che distruggerà lo spogliatoio in 2 anni ma io, intanto, l’anno prossimo vinco lo scudetto, alzo la seconda stella e sono contento così! Anche se è l’allenatore che non mi piace tantissimo però in questo momento prenderei lui!”

Questione Champions, come finirà ?

“Ci sono ottime possibilità per tutte le italiane di arrivare in finale, lo dice la matematica, siamo in 3 squadre su 4 quindi c’è il 75% di possibilità per le squadre italiane di poter andare in finale. Secondo me si equivalgono tutte, sopratutto in una competizione come la Champions dove è tutt’altra competizione rispetto al campionato. E’ chiaro che il Napoli, ad esempio parlo di Milan-Napoli in questo momento, è assolutamente più avanti del Milan. Ha fatto una stagione decisamente migliore di quella del Milan, però poi quando si gioca in Champions vedete la squadra come si trasforma, parlo per il Milan. Poi giocare in Champions da favorita per il Napoli è tutto un altro discorso, quindi secondo me i quarti di finale per le italiane le do al 50% e 50%, chi passerà il turno in semifinale gli do il 50% e 50%, quindi perchè no? Se volete fare un investimento comprate un biglietto aereo per Instambul e poi chi lo sa? Ti ritrovi magari a giocarti, a caso ma proprio a caso, la finale di Champions! A giocarci… non so neanche chi arriva di la, non so neanche se la giochi, però il pallone è rotondo!”

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Bolognesi (ex Belen Rodriguez): “Allegri il Top, su Chivu…”

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Il primo uomo italiano di Belen Rodriguez, e scopritore indiscusso della talentuosa showgirl argentina (quando ancora era una sconosciuta), a tutto campo, senza peli sulla lingua ai nostri microfoni. Simone (nella foto concessa gentilmente: risale a circa oltre 20 anni fa, ai tempi di Aquafan Riccione), negli ultimi anni visto come cavaliere di Uomini e Donne Trono Over, è proprietario con la famiglia del lussuoso Hotel Derby di Milano Marittima. “Bolo-Style” (come lo ha ribattezzato qualcuno nella sua Riccione) non ha bisogno di grandi presentazioni. E’ da sempre un volto conosciuto e stimato nella Riviera Romagnola, considerata anche la sua longeva presenza all’interno di numerosi locali notturni della zona (discoteche e disco-pub), soprattutto in qualità di organizzatore di eventi ed esperto di relazioni pubbliche.

DAL FIDANZAMENTO CON BELEN RODRIGUEZ ALLE APPARIZIONI TV E A QUELL’AMORE PER LA JUVENTUS… MA SU SPALLETTI…

Persona molto schietta e sentimentale, l’ex corteggiatore di Teresanna Pugliese  (paparazzato negli anni anche con Diletta Pagliano ex di  Leonardo Greco) Simone Bolognesi è celebre appunto per essere stato il primo fidanzato italiano di Belen quando la showgirl argentina è arrivata nel Bel Paese, ben 22 anni fa. La relazione tra Simone e Belen è durata non poco, esattamente due anni, condita da sette mesi di passionale convivenza, avvenuta nell’abitazione del Bolo di Riccione.

Lo abbiamo incontrato lo scorso weekend, proprio nella sua cara e splendida Riviera, non distante dall’Hotel Derby Milano Marittima: ecco cosa ci ha detto in esclusiva, ai nostri microfoni.

Ciao Simone. Da grande tifoso della Juventus cosa pensi dell’arrivo di mister Luciano Spalletti a Torino?

“Devo essere sincero: quel famoso trattamento riservato da Spalletti a Totti, nel post ultima stagione alla Roma, mi aveva messo in grande antipatia il tecnico di Certaldo. Dunque non sono stato affatto contento quando Spalletti è arrivato a Torino. Riconosco però che ora la Juventus ha un altro passo. Luciano ha riqualificato il cervello dei giocatori, ha creato secondo me un gioco anche più divertente”.

So bene che sei rimasto molto deluso dal Derby d’Italia tra Inter e Juventus…

“Direi che veniamo dallo scandalo di Inter-Juventus, match in cui l’arbitro La Penna ha completamente rovinato la partita. Eh già, poteva assolutamente essere un match vinto dalla Juve, che avrebbe rilanciato al tempo stesso il Milan, del mio caro Massimiliano Allegri, verso un secondo posto molto più a ridosso della prima”.

Perché parli di ‘mio caro Max Allegri”?

“Lo sapete… Mi piace davvero tanto Allegri, anche se questa affermazione non metterà tutti d’accordo (ride). Ammetto che l’Inter ha un altro passo in ogni caso”.

“SU CHIVU (INTER) E ALLEGRI (MILAN) PENSO CHE…”: IL GRIDO DI BATTAGLIA DELL’EX BELEN SIMONE BOLOGNESI

Ti piace anche Chivu? Secondo te è un ottimo allenatore? E’ la persona giusta per l’Inter?

“Non so se Chivu ha quell’esperienza giusta per poter portare l’Inter a questi grandi livelli fino in fondo. Un’esperienza che invece il buon Max ha, eccome! Max può fare la differenza al Milan, Chivu non saprei…”.

Chi è il miglior allenatore, a tuo modo di vedere, nella Serie A 2025-26?

“Secondo me l’allenatore che in questo momento unisce capacità di raggiungere risultati e simpatia è sicuramente Allegri. Max magari nel gioco non brilla rispetto ad altri allenatori ma porta risultati. Allegri-Conte? Non calcisticamente parlando, bensì a livello di intrattenitore e carisma non c’è confronto. Vince Allegri in lungo e in largo”

Ah Simone, sei un Anti-Conte quindi…

“Non nascondo che quest’anno l’ex Juve Antonio Conte non vince e piange tutto il tempo (ride, ndr): sui social qualcuno l’ha perfino definito il ‘bambolotto’ Antonino (Gli Autogol…)”

IL PRONOSTICO DEL PRIMO UOMO ITALIANO BELEN RODRIGUEZ SULLA JUVENTUS DI LUCIANO SPALLETTI

Infine, un pronostico… Tornerà la tua Juve ad alti livelli?

“Riguardo alla mia Juventus, devo dire che Spalletti  nel complesso sta facendo bene, dando la possibilità alla Zebra Bianconera di tornare a certi livelli. D’altronde Luciano ha riportato il Napoli a vincere. E secondo me potrà portare anche la Juve per l’appunto ai livelli e risultati che merita. Magari non subito, anche con l’aiuto di qualche innesto che magari sceglierà e gestirà lui, visto che quest’anno a Torino ha preso la squadra in corso. Resto, in ogni modo, dell’idea che in Serie A c’è un Milan rinato con l’atteggiamento del grande Max, dopo la brutta stagione rossonera in Serie A 2024/2025”.

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ex Belen nella foto con Daniele Bartocci (giornalista)

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ex Belen Rodriguez Simone BOlognesi

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Principe Filiberto: “Allegri-Milan? Amo il bel calcio. Su Spalletti..”

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filiberto

Emanuele Filiberto di Savoia in perfetta forma nelle Marche, carico e determinato: “Spalletti uomo giusto per la Juve, sicuramente. Allegri? A me piace il calcio bello in generale”. Emanuele Filiberto di Savoia grande protagonista ieri a Loreto, nelle Marche a due passi dalla splendida Riviera del Conero. Una toccante Santa Messa in suffragio di S.A.R. Vittorio Emanuele  di Savoia (scomparso nel 2024) nella Basilica della Santa Casa. Ebbene sì, la bella città di Loreto ha accolto un ospite d’eccezione in una delle location spirituali e culturali più iconiche del Bel Paese.

EMANUELE FILIBERTO DI SAVOIA E IL GRANDE AMORE PER LA JUVENTUS: SUOI COMMENTI E PRONOSTICI SERIE A 2025/2026

Un appuntamento che ha senz’altro unito in queste ore memoria, tradizione e forte simbolismo religioso, richiamando l’attenzione di fedeli, curiosi e appassionati di storia sabauda. Lo abbiamo incontrato proprio davanti alla favolosa Basilica di Loreto per una chiacchierata informale a tutto campo, ricca di spunti calcistici.

Il Principe, sorridente e disponibile, ha parlato della sua passione per la Juventus, del futuro della Serie A e di alcuni protagonisti del nostro calcio e della Nazionale, senza però rinunciare al suo stile: diretto, spontaneo, sintetico ma al tempo stesso molto schietto, a tratti pungente. Insomma, un Principe senza peli sulla lingua, prudente sui pronostici ma attento osservatore del calcio italiano.

PRINCIPE EMANUELE FILIBERTO SU SERIE A 2026 E MONDIALI 2026: “GASPERINI TRA I MIGLIORI? LO DITE VOI. ROBERTO MANCINI? SAREBBE BELLO RIVEDERLO IN SERIE A. SU GATTUSO…”

Ecco cosa ha detto il Principe, grande tifoso Juventus, Emanuele Filiberto di Savoia in esclusiva ai nostri microfoni.

Principe, partiamo dal tema più caldo: i pronostici. Chi vede favorita quest’anno per lo scudetto?

“Io odio fare dei pronostici. Non mi piace sbilanciarmi, soprattutto quando si parla di calcio. È uno sport imprevedibile”.

Lei ha sempre dichiarato il suo amore per la Juventus. Conferma?

“Assolutamente sì. Sono sempre stato tifoso della Juventus, è la mia squadra del cuore. Speriamo sia una stagione positiva”

Dopo la partenza di Tudor… Spalletti è l’uomo giusto per la Juve?

“Sì, è la persona giusta per la Juventus. Il giusto profilo in panchina. Scudetto? Ripeto, assolutamente non stilo alcun pronostico”.

Come vede l’Inter di Chivu?

“Non mi sbilancio, lo ribadisco (sorriso a trentadue denti, ndr). Ma l’Inter è forte sicuramente…”

Le piace il Milan e il gioco di Allegri?

“Allegri? A me piace il calcio bello… (ride, ndr)”.

Gattuso in Nazionale: un tecnico che la convince?

“Uomo di carattere. Speriamo bene per il cammino azzurro verso i Mondiali”.

“IL SAVOIA IN SERIE A? PRIMA INIZIAMO DALLA SERIE C…”: IL GRIDO DI BATTAGLIA SINCERO DI FILIBERTO

Roby Mancini ci ha regalato la gioia degli Europei.. lo rivedrebbe bene in Serie A?

“Sarebbe bello, sicuramente…”

Gasperini della Roma è uno dei migliori allenatori italiani?

“No. Perché dite così?”

Secondo noi sì. Gioca bene a calcio, è uno dei migliori” “Questo lo dite voi… (altro sorriso sincero, ndr)”

Il suo Savoia in Serie A: lo aspettiamo presto…

“No (sorriso scaramantico, ndr). Prima iniziamo dalla Serie C l’anno prossimo…

In bocca al lupo allora Principe… “Speriamo, Crepi il lupo…”

Grazie per la disponibilità e professionalità… “Grazie a voi”.

Principe Filiberto Marche
tifoso Juventus intervistato da Daniele Bartocci, giornalista, a Loreto
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ESCLUSIVA CS – Giancarlo Ratti: “L’Inter oggi è più unita e molto lo si deve a Chivu. Sono “Mourinhiano” perso! Mercato? Siamo a posto così…”

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L’attore, speaker radiofonico e grande appassionato di calcio, Giancarlo Ratti si è raccontato in esclusiva ai nostri microfoni in una lunga intervista che ha intrecciato carriera, ricordi e la grande passione nerazzurra.

Dalla radio al grande successo dei Cesaroni, Giancarlo Ratti non ha mai smesso di dichiarare il suo amore per l’Inter. Assieme a lui abbiamo ripercorso il suo legame nerazzurro, analizzando poi il mercato e i prossimi obiettivi della squadra di Chivu.

Di seguito, l’intervista di Giancarlo Ratti. 

Le parole di Giancarlo Ratti

Come nasce il suo tifo per l’Inter?
«Sono nato a Rovereto nel ’57 e nei primi anni ’60 il calcio non era accessibile come oggi: la domenica si vedeva in televisione solo il secondo tempo di una partita e il resto lo si seguiva alla radio grazie a “Tutto il calcio minuto per minuto”. Crescendo in una regione senza squadre in Serie A, all’oratorio si tifava quasi esclusivamente Juventus, Milan o Inter. Non so spiegare esattamente perché scelsi i nerazzurri, ma da quel momento non li ho più lasciati.»

In oltre sessant’anni da tifoso avrà vissuto emozioni di ogni tipo…
«Senza dubbio. L’Inter mi ha regalato tante gioie, ma anche momenti amari, che però ho sempre superato facilmente. Mi stupisce vedere quanto alcune persone vivano le sconfitte come drammi. Io dico sempre che nella vita le vere tragedie sono altre…

Ho avuto la fortuna di vedere, seppur negli ultimi anni, l’Inter di Angelo Moratti, con Mazzola, Jair, Suárez e Mariolino Corso. Poi ci sono stati gli anni di Mourinho, indimenticabili ancora oggi, soprattutto grazie a lui. Confesso di avere un debole per José. Basta guardare cosa è riuscito a fare l’altra sera contro il Benfica per rendersi conto di che grande allenatore sia ancora.»

E invece che mi dice dell’Inter delle ultime stagioni?
«Con Inzaghi, lo ammetto, non ho mai avuto un grande feeling e lo trovavo troppo statico nelle scelte. Ti faccio un esempio: arrivato il 60’, sapevi già che Di Marco sarebbe uscito per Carlos Augusto.

Chivu, invece, mi sembra abbia rigenerato diversi giocatori, come Zieliński, che l’anno scorso era finito ai margini. Gestisce meglio la rosa e le rotazioni, anche perché oggi in attacco c’è un quartetto più forte rispetto alla scorsa stagione. In questo senso siamo fortunati, soprattutto se guardiamo a squadre come la Roma.»

Giancarlo Ratti

Ange-Yoan Bonny, Lautaro Martinez e Marcus Thuram ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Con il mercato agli sgoccioli, l’Inter dovrebbe intervenire ancora?
«Non è semplice dirlo. Si parla molto della necessità di un vice-Dumfries, ma io vado un po’ controcorrente: darei più fiducia a Luis Enrique, pur non essendo un campionissimo. Sta vivendo una forte pressione e va sostenuto.

In generale credo anche che alternative come De Vrij, Bisseck e Carlos Augusto siano più che affidabili. A mio avviso la squadra è competitiva così com’è.»

Accoglierebbe un ritorno di Perišić?
«Onestamente no. All’Inter ha già dato tutto e a 37 anni credo sia giusto guardare oltre. Preferirei che il club investisse sui giovani, come avviene spesso all’estero.
Allo stesso modo non capisco l’interesse per Moussa Diaby. È un  giocatore che guadagna 15 milioni in Arabia e in Europa pretenderebbe comunque cifre altissime. È una dinamica che non condivido affatto.»

Cosa è cambiato maggiormente dopo la disfatta del 31 maggio?
«Chivu ha avuto un ruolo determinante. È riuscito a ricompattare uno spogliatoio che era completamente a pezzi dopo quella batosta in finale di Champions. Apprezzo molto anche il suo modo di porsi in conferenza stampa, sempre chiaro e diretto. La squadra lo segue e non ho notato particolari tensioni legate alle sostituzioni, fatta eccezione per qualche episodio isolato con Lautaro.»

Restando in tema Champions: ai playoff sarà Inter-Bodø/Glimt, anche se si poteva evitare…
«Sul sorteggio dico che, tutto sommato, è andata bene. In generale credo che il percorso europeo dell’Inter sia stato positivo finora. Abbiamo perso contro il Liverpool per un rigore piuttosto dubbio, ma la vera battuta d’arresto è stata contro l’Arsenal. Lì siamo stati messi sotto e loro hanno saputo colpire le nostre debolezze, soprattutto sui calci piazzati.»

Giancarlo Ratti

ESULTANZA INTER ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

In campionato, invece, l’Inter domina spesso ma fatica negli scontri diretti: come se lo spiega?
«A volte la squadra paga dei cali di tensione mentale. Ho sempre avuto l’impressione che renda al massimo quando parte bene: se invece va sotto, fatica a riprendere il controllo della gara. Quello che mi pesa di più è aver perso così tanti derby contro il Milan…»

Sugli obiettivi stagionali, dove dovrebbe puntare l’Inter?
«Per scaramanzia ti rispondo: Coppa Italia. Lo Scudetto, purtroppo, lo abbiamo perso anche per un pizzico di sfortuna, soprattutto l’anno scorso…il gol sbagliato da Arnautovic ci sarebbe valso il titolo, perso poi per un solo punto.
Al di là dei trofei, però, sono soddisfatto del fatto che l’Inter sia sempre competitiva e in lotta per obiettivi importanti. Il rischio però è che tra vent’anni si guarderanno solo i titoli vinti, perché – si sa – alla fine ci si ricorda solo di chi vince.»

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